Quando apre gli occhi e canta, si spalanca un mondo

Quando apre gli occhi e canta, si spalanca un mondo

Voce ed Emozione: l’interpretazione negli occhi aperti 

Atmosfera magica e copiose lacrime di commozione per un concerto di Natale emozionante. 

Perché tutte queste lacrime? Quando Anna Rita apre gli occhi, ci spalanca un mondo.

E’ il Concerto di Natale organizzato dall’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme luogotenenza Italia-Sicilia e dall’associazione culturale Salvatore Pollicino. Siamo all’oratorio di Santa Caterina d’Alessandria a Palermo, la sala è gremita di un pubblico caldo e attento. La cornice spettacolare: tra gli stucchi del Serpotta mi sento sempre a casa. Al pianoforte il maestro Salvatore Scinaldi in perfetta sintonia con il soprano, grazie a un collaborazione pluridecennale. Anna Rita cura attento maternage nei riguardi della giovanissima Giorgia Sciacchitano, 17 anni, al suo primo concerto pubblico come violinista.

Anna Rita racconta in un palpito di ciglia tragedie e fiabe. Copiose e autonome scendono le lacrime. Senza un dichiarato perché, scendono. E continuano a scendere. Continuamente. Scendono appena Anna Rita apre gli occhi. Senza dietrologie. Quel suo canto è pieno di vita, di storie. Dal latino al tedesco, poi l’inglese, l’italiano, brani tutti celebri. Il repertorio è un tripudio di delicatezza e rigore esecutivo: Minuit Chrètien, Stille Nacht, In quelle trine morbide, Have your merry little Christmas.

Persa nel suo canto, ho una folgorazione: dalla sua piccola baita in montagna, Anna Rita fa capolino spostando le tendine di lino e merletto, ci mostra orizzonti innevati, ora luci, ora tenebre. Ci porge in un piatto d’argento l’Immenso. Ce lo fa gustare. Poi chiude le tendine, nella compostezza dell’esecuzione, una mano sull’altra, si rifugia nella certezza del leggio, cerca conforto nella carta stampata, pentagrammi e parole, tedesco, inglese, latino, francese… uno splendido repertorio di brani celebri come una girandola di atmosfere natalizie e sognanti. Lo spettacolo termina e gli occhi del pubblico tradiscono una commozione diffusa. Della potenza dell’interpretazione. Che bello quando l’arte è emozione. Grazie per la vostra musica Anna Rita Pinsino, grazie al maestro Salvatore Scinaldi e al battesimo di Giulia Schiacchitano. Natale è proprio alle porte. Voce ed emozione negli occhi aperti. 

 

 

La registrazione inedita della canzone a mio padre Pietro Lanzara.

La registrazione inedita della canzone a mio padre Pietro Lanzara.

E’ un’anteprima assoluta. “CREDERTI ANCORA QUA” è una canzone inedita scritto per mio padre Pietro Lanzara. Amore immenso e imperituro della mia vita, Pietro Lanzara era un uomo dalle grandissime doti umane. Mio Padre è mancato in questa Terra 10 anni fa. 

Tu hai conosciuto Pietro Lanzara? Qui un video ricordo.

Video che racconta il Professor Pietro Lanzara, padre di Lucina Lanzara
Pietro Lanzara coi primi 5 figli, Vivi, Lucina, Valentina, Andrea e Luisa a Galdo degli Alburni
Pietro Lanzara coi primi 5 figli, Vivi, Lucina, Valentina, Andrea e Luisa a Galdo degli Alburni. Felici.

Condivido qui la registrazione della prova!

Gli ho dedicato questa canzone che pubblicherò nel prossimo disco da cantautrice. 

Eccoti un pezzo di intimità, l’estratto di una prova fatta con un grandissimo musicista, Daniele Camarda. Si sentono i nostri dialoghi…. mi ha emozionata riascoltarla.

Con Daniele Camarda lavoravamo ai brani di Isòla. Provai a chiedergli interpretare il brano appena nato insieme a me, immaginando di registrarlo durante Isòla, di lì a pochi giorni. Una prova e via. Il brano non era maturo e decisivo di soprassedere.

Poi è stato il tempo delle Voci Vicine, dei Ben Kadì, della Santuzza, dei Drum Circle…. ora il mio cuore è pronto a tornare a fare la Cantautrice, senza dimenticare i miei “figli”.  

Canzone a mio padre è una canzone inedita che la cantautrice Lucina Lanzara dedicata a al padre Pietro Lanzara. Qui Pietro Lanzara accompagna la figlia Lucina Lanzara all'Altare. Chiesa della Magione, Palermo, 02/08/2000
Pietro Lanzara accompagna all’Altare la figlia Lucina Lanzara Palermo 02082000

La registrazione della canzone a mio padre “Vive nella sensazione di CREDERTI ANCORA QUA” .

Eccoti un intimissimo estratto della prova. E’ un dono prezioso, per te che stai leggendo fin qui.

Pietro Lanzara, medico endocrinologo, professore universitario, papà meraviglioso

Canzone a mio padre

Bello amarti

Vederti sorridere

Voce pacata

Odore di Acktinson’s

La camminata da Orso Balù

Dolore immenso

Costante

Messo qua

Vigile oltre ogni aspettativa

In fotogrammi

Come pellicola

Vola ogni immagine

Crederti ancora qua 

(to be continue…)

Lucina Lanzara a suo padre

Eccoti la registrazione audio della prova della canzone a mio padre!

Sono molto emozionata nel condividere questa registrazione, con tutti i difetti, con tutte le emozioni, con l’intimità della relazione. Ecco a te la registrazione. Non so per quanto tempo resterà disponibile.

La prova della Canzone a mio padre

Che emozioni ti ha suscitato?

Sono curiosa di sapere cosa ne pensi. Ti piacerebbe farmelo sapere? Bei commenti o anche privatamente?

Titoli possibili della canzone a mio padre

  1. Crederti ancora qua
  2. Canzone a mio Padre
  3. Bello amarti
  4. altro?

Cerco il titolo giusto per la canzone a mio padre. Mi aiuti?

Da alcuni anni, da quando ho scritto la canzone a mio padre, cerco un giusto titolo. Quale potrebbe essere secondo te? Mi aiuti a capire quale potrebbe essere il titolo giusto? Scrivilo nei commenti .

Lux Live 1

LuxLive 2 ai tempi del CoronaVirus
Di cosa parlerò o canterò oggi alle 12.30 in diretta live su FB?

ATTENZIONE!!
👉 La diretta sarà suLla mia pagina

LuxLive 2 ai tempi del CoronaVirus Inizio con l’Inno scritto per dire “grazie” a #medici, #sanitari, #farmacisti, #legali, venditori di #alimentari, produttori di alimentari, #giornalisti, a chi non si è potuto fermare anzi lavora allo stremo delle forze. 🌹“Voglio innalzare corone di fioriVoglio cercare (trovare?) la Luce del CuorePoi ringraziare l’Italia devotaCuraProtegge ci salva dal Male”Grazie grazie grazie e grazie! Un #DeAndrè non può mancare, quindi mi abbandonerò ad una #Marinella.Quindi vi canterò la #NinnaNanna perché anche di figli in quarantena parleremo.Passiamo al tutorial sulla costruzione artigianale da #riciclo di #shaker home Made. E come diceva Padre Pino Puglisi, mia Guida Spirituale, “se ciascuno fa qualcosa, allora possiamo fare molto!” E vi spiego perché. Guardiamo gli #shaker assemblati ieri con l’aiuto dei miei figli. Si possono abbellire (suggerisco di farlo), con cordini, stoffe o nastri. La funzionalità e il suono non cambieranno. Quindi guardiamoli e notiamo le differenze di suoni. Vi leggo un passo che mi ha inviato ieri Livia Trainito, che ringrazio, a proposito della paura Parahmansa Yogahanda.Vi salutò con il finale del #CantodellaSantuzza! Da sola ovviamente non rende! È per questo motivo che vi posto il link della prima versione, quella realizzata dentro la grotta del Santuario di Santa Rosalia, con il coro di voci bianche sella #FOSS dirette dal Maestro #RiccardoScilipoti , coi #SuddOrff diretti da #ElianaDanzi e con le #VociVicine. Il testo è dell’inimitabile Salvino Leone ! https://youtu.be/YwKg6WlDh6cLiberaci da questo Male, Santuzza mia! Ci vediamo domani alle 12.30? 😬

Pubblicato da Lucina Lanzara su Martedì 17 marzo 2020

Inizio con l’Inno scritto per dire “grazie” a medici, sanitari, legali, venditori di alimentari, produttori di alimentari, giornalisti, a chi non si è potuto fermare anzi lavora allo stremo delle forze. 🌹

“Voglio innalzare corone di fiori
Voglio cercare (trovare?) la Luce del Cuore
Poi ringraziare l’Italia devota
Cura
Protegge
ci salva dal Male”
Grazie grazie grazie e grazie!

Un De Andrè non può mancare, quindi mi abbandonerò ad una Marinella.

Quindi vi canterò la Ninna Nanna perché anche di figli in quarantena parleremo.

Passiamo al tutorial sulla costruzione artigianale da #riciclo di #shaker home Made. E come diceva Padre Pino Puglisi, mia Guida Spirituale, “se ciascuno fa qualcosa, allora possiamo fare molto!” E vi spiego perché.

Guardiamo gli #shaker assemblati ieri con l’aiuto dei miei figli. Si possono abbellire (suggerisco di farlo), con cordini, stoffe o nastri. La funzionalità e il suono non cambieranno. Quindi guardiamoli e notiamo le differenze di suoni.

Vi leggo un passo che mi ha inviato ieri Livia Trainito, che ringrazio, a proposito della paura .

Vi salutò con il finale del Canto della Santuzza! Da sola ovviamente non rende! È per questo motivo che vi posto il link della prima versione, quella realizzata dentro la grotta del Santuario di Santa Rosalia, con il coro di voci bianche sella FOSS dirette dal Maestro Riccardo Scilipoti , coi SuddOrff diretti da Eliana Danzi e con le Voci Vicine. Il testo è dell’inimitabilSalvino Leonene !
https://youtu.be/YwKg6WlDh6c

Liberaci da questo Male, Santuzza mia!
Ci vediamo alle 12.30? 😬

LuxLive2

LuxLive 2 ai tempi del CoronaVirus 

Buongiorno per questa LuxLive 2 ai tempi del Coronavirus 

Inizio con l’Inno scritto per dire “grazie” a medici, sanitari, legali, venditori di alimentari, produttori di alimentari, giornalisti, a chi non si è potuto fermare anzi lavora allo stremo delle forze. 

“Voglio innalzare corone di fiori

Voglio creare la Luce del Cuore

Poi ringraziare l’Italia devota

Cura

Protegge 

ci salva dal Male”

Un De Andrè non può mancare, quindi mi abbandonerò ad una Marinella.

Quindi vi canterò un brano dal De Mare, Quarto dei Mille.  

Passiamo al tutorial sulla costruzione artigianale da #riciclo di #shaker home Made. E come diceva Padre Pino Puglisi, mia Guida Spirituale, “se ciascuno fa qualcosa, allora possiamo fare molto!” E vi spiego perché. 

Guardiamo gli shaker assemblati ieri con l’aiuto dei miei figli. Si possono abbellire (è suggerisco di farlo), con cordini, stoffe o nastri. La funzionalità e il suono non cambieranno. Quindi guardiamoli e

notiamo le differenze di suoni. 

Vi leggo un passo che mi ha inviato ieri Livia Trainito, che ringrazio, a proposito della paura .

“Non c’è quasi nessuno che non tema le malattie. La 

paura è stata data all’uomo come dispositivo di allarme per risparmiargli dolore, ma non perché 

Lucina Lanzara, cantautrice e maestra di emozioni

Lucina Lanzara, cantautrice e maestra di emozioni

Lucina Lanzara, una voce dalle rare capacità poetiche ed interpretative.

Michael Pergolani, RAI Radio Uno

Lucina Lanzara

maestra di canto ed emozioni

cantautrice mediterranea

produttrice siciliana

sperimentatrice vocale

facilitatore musicale

facilitatore Drum Circle secondo il Metodo Arthur Hull

consulente Gestaltista.

Concilia Musica e Sociale.

Parola d’ordine: partecipazione. 

Lucina Lanzara è una cantautrice, produttrice, artista poliedrica, compositrice mediterranea contemporanea, si caratterizza per la contaminazione di generi musicali e nella sperimentazione vocale.

Lucina Lanzara è stata prodotta dalla RAI e dalla Casa Musicale Sonzogno. Tiene in tutta Italia ed all’Estero masterclass per professionisti ed amatori della voce, focalizzate sulla capacità di trasmettere emozioni. Scrive per il cinema ed il teatro. La sua musica è trasmessa da Radio Internazionali.  Ha scritto e presentato spettacoli tra cui anche oratori moderni sperimentali. Ha fondato, con il sostegno della Fondazione Migrantes, i Tamburi Palermo Ben Kadì, gruppo di percussionisti migranti, arrivati in Italia come minori non accompagnati. Ha elaborato il format delle Voci Vicine. 

STUDI di CANTO di Lucina Lanzara

Ha studiato tecnica vocale integrata col corpo con la norvegese Kjerstin Pronzato, Actor singing con Mary Setrakian (vocal coach dei cast di Broadway e Hollywood). Ha studiato con Henry Farge, già direttore dell’Opera di Nantes. Socio fondatore, in qualità di soprano, dei Cori Polifonici “Convivium” (Dir. Liliana Tedesco) e Accademia “Amedeo Gibilaro”. Ha fatto parte del gruppo vocale swing I SeiOttavi, della cui produzione fa parte. Ha seguito seminari di Canto Druphad con Amelia Cuni, di Scat con Bob Stolof, Circle songs con Roger Treece, canto difonico con Mauro Tiberi. Laureanda in Didattica della Musica al Conservatorio Scarlatti di Palermo.

Lucina Lanzara è  autrice dei seguenti dischi e degli omonimi spettacoli:

Le scarpe di Ernesto (Nota Preziosa, 2018)

Isòla (Nota Preziosa, 2017)
Il Canto della Santuzza (Nota Preziosa, 2016)
Canta San Mercurio (2015)
Lucina Canta e Racconta De Andrè (Nota Preziosa, 2015)
Dies Natalis (2014)
Mons Regalis (Sonzogno, 2010)
VoXaS – il grano e l’alba (RAI,2007)
De Mare (RAI, 2005)
Il Canto del Sole (RAI, 2003)

Amministratore della società di produzione spettacoli Nota Preziosa. Nasce a Roma, cresce a Palermo, vive alcuni anni a Genova, di famiglia siciliana e campana.  Radio Rai Uno, Michael Pergolani, la descrive come una “voce dalle rare capacità poetiche ed interpretative”.

E’ stata soprano solista per l’Orchestra Sinfonica Siciliana ed unica voce solista femminile per il 388° Festino di Santa Rosalia – Palermo 2012. Nel novembre 2013 ha inaugurato a Palermo la rassegna “Il Suono del Buio” all’Oratorio di San Mercurio, concerto al buio. 

LE RADIO che trasmettono la musica di Lucina Lanzara

La sua musica è stata trasmessa da radio Rai 3 Suite, Rai International in particolare Notturno Italiano e Taccuino Italino, Radio Latina Lussemburgo, Radio Aligre Parigi, Ney York I.C.N. Radio, Australia, Germania, altri.

Lucina è una potenza ed ammiro il  coraggio di essere se stessa che si percepisce nella sua musica,  perché l’arte e la musica coincidono con la vita di un artista, non completamente ma hanno quella potenza degli autoritratti, simili ma non uguali perché la musica è così,  più si va avanti più ci assomigliano.

Ascoltando Lucina ho potuto cogliere realmente la profondità del suo mare, dei suoi cieli e racconta il caleidoscopio e tutti gli arcobaleni della sua anima, anche il suo essere persona dentro la musica che io ho sentito e, sentendo il disco di Lucina, mi è sembrato di conoscerla da una vita, una delle tante magie della musica.

(…) Lucina  fa una cosa complicatissima che è meravigliosa, cioè raccontare se stessa e le sue illuminazioni e lo fa in un modo semplicissimo e per me questi sono i grandi artisti, quelli che fanno cose complicatissime in un modo semplice e nessuno se ne accorge perché non hai motivo di fare nessuna fatica, perché è tutto così bello che ti rimane dentro questo senso della conoscenza profonda.

Marco Betta, compositore, pianista, già sovrintendente del Teatro Massimo di Palermo, tratta dalla presentazione del disco Isòla di Lucina Lanzara del 02/05/2018

IL DOCUMENTARIO “IL RESTO DELL’ANNO”

Ha scritto ed interpretato la colonna sonora del Documentario “il resto dell’anno” di M.Di Salle e L.Papaleo, ospite ai Festival Internazionali di Shanghai, San Francisco, Belgrado, Parigi, Canada, Lettonia, altri. La sua voce rappresenta Salina, l’isola siciliana.

Qui il documentario integrale

https://www.cultureunplugged.com/documentary/watch-online/play/11465/one-year-s-remainder—il-resto-dell-anno

Isòla (Nota Preziosa, 2017) E’ l’elaborazione della colonna sonora del documentario “il resto dell’anno” di M. Di Salle e Luca Papaleo. Un disco vocale e musicale, senza parole.

Isòla

Isòla è l’evoluzione della colonna sonora del documentario “Il resto dell’anno.” L’anteprima assoluta si è tenuta in forma esclusiva con una Installazione presso la Palazzina 4 Pizzi della prestigiosissima Tonnara Florio a Palermo, di fronte al Sindaco Leoluca Orlando e al Board Mondiale del Guggenheim ed alla Principessa di Lussemburgo. “La voce di Lucina si fa canto delle sirene”, Alberto Marcetti in vinile. “Ad un certo punto è avvenuta la magia”, Andrea Podestà, per l’Isolachenoncera. Il disco, prodotto con una fortunata campagna di crowdfunding, è stato presentato ufficialmente a Palermo a maggio 2018 alla presenza del compositore Marco Betta (ex direttore artistico Teatro Massimo), il giornalista Gigi Razete e la Fondatrice della BIAS Avv. Chaiara Modica Donà Dalle Rose, in collegamento nazionale con la RAI (Antonella Sciocchetti e Carlo Posio)

Recensione di Gigi Razete su Isòla, tratta dalla presentazione del 2 maggio 2018

Ci sono tante Lucina lanzara, perché sono tanti gli aspetti della sua personalità che ho conosciuto in questi anni e che sono espressi in musica ed in voce.
C’è la Lucina Lanzara che interpreta le tradizioni popolari, si dedica col repertorio sempre più desueto ma che esprime una una vitalità e una ancestralità delle nostre radici del nostro vissuto, c’è poi una uscita Lanzara che è una sensibilissima interprete di uno degli autori più abusati di questi ultimi anni e mi riferisco a Fabrizio De Andrè, e devo dire che tollero poco coloro che abusano di certi certi artisti e sono rimasti invece, nei vari spettacoli in cui ho avuto il privilegio di assistere, sono rimasto davvero sorpreso dalla naturalezza dalla spontaneità e dalla pertinenza con cui ti sei accostata al repertorio di Fabrizio de Andrè.
Onestamente non so quanto, a questa pertinenza, quanto abbiano giovato i molti anni che tu hai trascorso a Genova questo inzupparti di questi umori deandreiani, però ci sei riuscita… come pochi altri.

Poi e poi c’è un’altra Lucina Lanzara ancora e non ho difficoltà a dire quella che riesce sempre a sorprendermi, a farmi innamorare, con buona pace di Massimo.

Mi riferisco alla Lucina Lanzara di De Mare, Il Canto del Sole, Voxas, soprattutto, e ora quest’ ultimo disco Isòla. é una Lucina Lanzara Lucreziana che centra  il terreno del Rerum Natura, non ci entra niente perché in fondo nell’esortare gli uomini a conoscere meglio le passioni che ci agitano di cui non conosciamo la causa e nel tentativo di riuscire a dominare queste passioni per raggiungere quella forma di atarassia che proponeva Lucrezio.

Nella bella musica di Lucina Lanzara c’è esattamente tutto il contrario di ciò che proponeva Lucrezio nel De Rerum Natura.

Invece c’è il desiderio di esporre le emozioni di sentimenti le passioni e dare a loro libertà e  forme indefinibili.
C’è da dire che il fatto stesso di raggiungere la forma più essenziale sottraendo la parola e quindi il significato testuale e affidare tutto al suono stesso della voce, oltre che degli strumenti, già esprime la capacità che tu hai di potere liberare sensazioni genuine e soprattutto  la capacità di farle arrivare fino, la natura poi c’entra nel senso che e il tuo tuo mondo, il tuo universo, la tua fonte di ispirazione, l’acqua,  la terra, l’aria, il sole, le spighe di grano soprattutto in Voxas.
La tua prima canzone probabilmente stimolata da Teddy Reno, “Un raggio sulla stiva” già c’era, fin dalla dall’inizio, questo desiderio di focalizzare l’universo, il pianeta terra, le sue forme più essenziali,  soprattutto quello che mi ha sorpreso ed emozionato di questo disco è l’uso del suono, di un’elettronica leggera, ho ritrovato compiacere il sassofono di Stefano D’Anna che aveva già collaborato con te Voxas e, soprattutto degli umori cangianti, perché la vocalità libera è quanto di più difficile secondo me ci possa essere e rischia di diventare anche monotona ma tu riesci ad articolarla ed il modo in cui riesci a sposare questi suoni, invece, la rende continuamente cangiante.
Nella traccia Serpotta 5 c’è un’atmosfera jazz free assecondata dal sassofono di Stefano D’Anna e dal tuo co.

In questo disco ho trovato veramente la sintesi, la fusione e la completa libertà di elementi diversi che non si preoccupano più di confini stilistici, di steccati, di generi dove ho trovato il jazz, la world music, un pizzico di new age, di folk e soprattutto una carica di passione e di emozioni: questo è quello che riesco a dire di questo disco che riascoltare credo molte e molte volte.

Gigi Razete

MONS REGALIS

Nel 2009 la Casa Musicale “Sonzogno” commissiona a Lucina Lanzara e produce “Mons Regalis”, un opera che racconta il Duomo di Monreale in musica, per soli, coro, orchestra da camera, cuntastorie e 5 voci recitanti in italiano, latino, arabo, greco e siciliano; i testi di Salvino Leone e musiche e produzione esecutiva di Lucina Lanzara (Nota Preziosa); con Mons Regalis, in qualità di autrice ed interprete, chiude la 52’ settimana internazionale di Musica Sacra di Monreale; nel 2010, per il Circuito del Mito, viene rappresentata presso i teatri dell’opera di Messina e Marsala e registra la presenza delle principali emittenti radiotelevisive nazionali (Rai Uno, Due, Tre, Sky News24, TG.com,atri) e viene intervistata da RADIO Aligre (Parigi) e per I Quaderni della Musica in Australia. Nel 2010 esce il cofanetto composto da disco cd, DVD coi backstage dell’opera e libretto di 72 pagine, distribuito da EGEA.

La conferenza multimediale sul Duomo di Monreale

Lucina Lanzara scrive e porta la conferenza multimediale sul Duomo di Monreale in tour anche in Austria, ospite degli Istituti Italiani di Cultura All’Estero Dante Alighieri di  Salisburgo, Linz e Innsbruck.

Mons Regalis per le scuole (musica e regia Lucina Lanzara, testi Salvino Leone, con Salvo Piparo) 

Il video seguente mostra l’entusiasmo manifestato dai ragazzini delle scuole medie che hanno partecipato allo spettacolo con cui abbiamo raccontato mito, storia, leggenda e architettura del Duomo di Monreale! In scena con le Voci Vicine, coi primi ragazzini africani che si trasformeranno nei Ben Kadì e la partecipazione straordinaria di Salvo Piparo! 

Mi ha appagata all’uscita verificare i contenuti appresi. Obiettivo didattico raggiunto! 

LUCINA CANTA E RACCONTA DE ANDRÈ

“Lucina canta e racconta De Andrè” è una rivisitazione in chiave mediterranea ed al femminile di vita e opere di FDA, scritto nel 2007 e trasmesso in diretta su Radio Rai International in occasione del concerto all’Auditorium Rai Sicilia nel Gennaio 2008. Ha ricevuto il Patrocinio della Fondazione Fabrizio De Andrè (Palermo 17 marzo 2015, 1 dicembre 2016, 14 Marzo 2017 e Genova 1 aprile 2017, 23 febbraio 2019) e di Zonta club Palermo Zyz. L’omonimo disco è stato candidato alle targhe Tenco disco interprete. Lucina Lanzara ha aperto come ospite insieme ai SeiOttavi il Premio De Andrè 2016 a Roma, alla presenza di Dori Ghezzi. Il concerto ritrovato De André & PFM di Veltroni. Emozioni e acetosella è la sua recensione sul “De Andrè&PFM il concerto ritrovato” di Veltroni.

De Andrè in dialetto siciliano, work in progress

In cantiere il progetto De André in siciliano sui testi di Francesca Amato.

In questo video le Voci Vicine realizzano con le voci un’atmosfera bucolica che evoca le nuvole, cicale e uccelletti. La cuntastorie Francesca Amato. autrice del riadattamento del testo in siciliano, interpreta il brano. 

IL CANTO DEL SOLE, UN CONCERTO PER LA PACE

Nel 2003 esce “Il Canto del Sole” edito da Rai trade, un concerto per la Pace per voce sola e percussioni. In occasione del concerto di presentazione del disco al Teatro Biondo di Palermo riceve un telegramma dal Presidente della Repubblica per il gemellaggio con l’Unicef e l’associazione “Un Ponte per..”. Il ricavato dei concerti contribuì all’acquisto di kit scolastici per i bambini colpiti della guerra in Iraq. La giornalista Antonella Sciocchetti di Rai International riprese in diretta il concerto e dedicò una settimana di speciali su Taccuino Italiano.

Il Canto del Sole di Lucina Lanzara è stato  ospite nelle stagioni dei Teatri Antichi greci di Sicilia, come interprete e autrice, ed luoghi di particolare interesse artistico come il Castello di Santa Lucia del Melo, il Monastero di Camaldoli, Ferla.

L’ultima rappresentazione ha visto la partecipazione straordinaria di Ismaila Mbaye .

In occasione dello spettacolo “Il Canto del Sole” di beneficienza per il Progetto Farah-UNICEF”, il Presidente della Repubblica esprime vivo apprezzamento per questa inizativa che nella musica dà concretezza ai valori della solidarietà. Il confronto ed il dialogo devono essere gli strumenti per realizzare il progetto di convivenza civile tra i popoli fondato sulla pace e sulla libertà. Con questo sentimenti il Capo dello Stato invia agli organizzatori, agli artisti e a tutti i presenti un saluto cordiale.

Dal Telegramma del Presidente della Repubblica, Scalfaro

“Lucina Lanzara con l’impostazione drammatica ma mai urlata della sua voce, unitamente ad una intelligente scelta strumentale, rilancia i valori e le tradizioni etniche e mediterranee sviluppandole in maniera moderna e superando l’alveo in cui nascono”. 10/03/05

Giuseppe La Licata, pianista, compositore

Salutiamo con compiacimento il Canto del Sole di Lucina Lanzara

prodotto con tanta passione e voglia di esserci, frutto di una profonda collaborazione tra un’autrice (Lucina Lanzara), spiazzante per la sua spontanea primordialità e gli accompagnatori /arrangiatori che hanno saputo costruire un’atmosfera sognante e sospesa. Ciò che colpisce di primo acchito è che, pur su una base strumentale-ritmica sapientemente costruita, la voce si fa strumento essa stessa, non perché gli strumenti non abbiano il loro timbro (ce l’hanno e come ce l’hanno i tamburi e le imprimiture elettroniche che fanno da contrappunto in una sorta di “basso continuo”!); né perché la parola diventi secondaria (tutt’altro, essa ricerca l’essenzialità della percezione originaria); piuttosto perché quello che si vuole dire è in qualche modo indicibile e allora la voce viene piegata per dire e per non dire, per evocare tutto ciò di cui è impastata l’esistenza umana: eventi gaudiosi ed eventi dolorosi; gli uni e gli altri per quanto possano essere raccontati mantengono qualcosa che supera la denotazione e la connotazione del linguaggio verbale. Così, da un lato la voce si fa canto, ma non meno modulazione pura e avvolgente che si lascia sorprendere dalla gioia della maternità nella Ninna nanna, dall’innocenza del bimbo nell’Invocazione degli angeli, dal dono dell’acqua e della vita alla luce del sole; dall’altro lato la voce si fa lamento viscerale o grido straziante dinanzi alla tragedia della guerra in Bomba e in La fuga, dinanzi alla disarmante esperienza della morte in Dolore di una vedova; o ancora, modulazione di speranza ne Le chant de l’Eau, in Principe Leggero, Dune; ed infine, ricerca ed invocazione di purificazione. L’opera, al di là della sua apparente frammentarietà, compone bene ritmica strumentale, arrangiamento e vibrazioni sonore in un ideale continuum nel quale vengono tessuti insieme percezione personale e dramma cosmico; e l’una e l’altro risuonano a vicenda in una estensione vocale che tira le corde al limite della spasmodica acutezza o al registro basso vellutato della nostalgia delle origini: nell’attesa che amore abiti la terra e la riplasmi nuova.

2003 - Padre Cosimo Scrodato (compositore)

Notevole la tua voce e la poliedricità della stessa sia a livello estensivo che a livello espressivo.

“Il canto del sole” è un cammino alla pari di due forze parallele ento le quali Lucina Lanzara cerca il suo equilibrio, come un viaggio caratterizzato dal costante tentativo di raggiungere una LIBERTA’ totale.

Quando i sensi e lo spirito si incontrano nella verità, l’essere umano probabilmente ha raggiunto la sua completezza !! www.beppefrattaroli.it

Beppe Frattaroli, arrangiatore, compositore, ..

VoXaS ci proietta in un viaggio sonoro affascinante,  sospeso tra l’energia della luce ed il suono della natura.

All’interno di una classidra sonora sembra svolgersi l’antico rito che lega il suono al testo,

come in una favola ci si può perdere nel suono inseguendo i fili del racconto,  in bilico tra il sogno e la dimensione del volo.

Marco Betta, compositore, pianista, già sovrintendente Teatro Massimo

Ascoltando la voce viziosa di Lucina Lanzara ho come il presentimento di sentirmi addosso “L’ABBRACCIO DELLA TERRA” reso come destinatario e contesto in tutti i brani.

Il “CANTO DELL’ALBA” colpisce soprattutto per la gestualità vocale e i suoni fortemente ricercati e poi concretizzati nella voce recitante di Maurizio Spicuzza e l’alta raffinatezza del sax di Stefano D’Anna. Una continua rappresentazione teatrale invade ogni brano, ogni strumento musicale insegue il proprio “destino” con le varie percussions(Rosario Punzo) e contrabbasso(Marko Bonarius) che imprigionano “IL DOLORE DEL GRANO FALCIATO”, lasciando poco spazio ai virtuosismi. Credo uno dei brani migliori dell’album.

Il suono potente per la parola cantata coinvolge all’ascolto piu’ innovativo per questo genere sperimentale delicato d’autore, ma anche new age con un ritorno alle tradizioni in cui da “VIENE GIORNO” prende forma il suono di Aulos, creando quella poesia “a recitativo”.

Voxas è musica vera, “LA STORIA DI UN’ALBA CHE S’INNAMORA DI UN CAMPO DI GRANO” e aggiungo un senso musicale io: “volevo solo mandarti un bacio dall’alba tanto non può toccarti”.

2008 - Simona Cannata per musicaoltranza.net

Non è una cantante Lucina Lanzara, non nel modo usuale. La sua voce è di quelle che sanno dimenticare le pur notevoli doti di estensione, flessibilitàe bellezza timbrica per abbandonarsi interamente all’intensità dell’interpretazione, al potere evocativo delle storie raccontate. 

Gigi Razete, giornalista, Repubblica, Balarm

De Mare (RAI, 2005)

De Mare è un disco e uno spettacolo edito dalla RAI.

Aliante è una barca con le ali che vola nel mare delle passioni umane. Cantautorale, per orchestra da camera e voce solista. De Mare – il viaggio di Aliante è un concerto, uno spettacolo, un disco di Lucina Lanzara, musica e testi, edito RAi Trade. E’ stato rappresentato in diverse città italiane. E’ stato trasmesso e presentato dalle trasmissioni Notturno Italiano e Taccuino Italiano di Radio Rai Iternational. E’ rappresentabile d un minimo di 4 elementi fino alla formazione orchestrale.

BIENNALI

BIAS, Biennale Internazione di Arte Sacra e delle Religioni, 24 maggio 2016 – Venezia 2016, Vernissage di inaugurazione con l’artista Rosa Mundi. Perfomance

Internazionale, con l’artista Rosa Mundi, Scandinavia, musiche originali per Installazione.

BIAS, Palermo 30 settembre 2016, Direzione Artistica della Cerimonia di Inaugurazione della BIAS a Palermo in collaborazione con Rosa Mundi, presso la Cattedrale di Palermo, alla presenza del Sindaco, del Cardinale Lorefice e di tutte le Istituzioni.

BIAS 2016, Direzione artistica Finissage, Palermo, Chiesa della Martorana.

Il LA a 432 Hz/F

Cerca il SUONO. Privilegia luoghi di particolare interesse architettonico, che favoriscano il contatto con il pubblico. In tour con la sua Suite Mediterranea per Grano Mare e Sole in Austria, approfondisce il valore del ritorno all’intonazione del LA a 432Hz/F, secondo le regole del ciclo delle ottave e della risonanza con l’Universo. Tiene masterclass di canto in cui dimostra che l’uso del LA naturale favorisce lo scambio di energie e vibrazioni e dunque esalta le emozioni. Nelle sue perfomance “one woman show” ha sperimentato come il gradimento del pubblico sia proporzionale all’uso del LA naturale. Tale intonazione non è utilizzabile con strumenti ad ancia con il clarinetto o il sassofono.  

2016 – MARATONA BEATLES AL TEATRO MASSIMO

2016 – Partecipa alla Maratona Beatles al Teatro Massimo – Palermo con una versione sperimentale di Blackbird, Lucy in the Sky e Within you Without you, per voce, fischio e body music body percussion feat. Eliana Danzì.
Video. 

 

2018 – MARATONA DE ANDRé AL TEATRO MASSIMO

Partecipa alla Maratona De Andrè con un grande ensamble corale composto dalle Voci Vicine, coi cori Sancte Joseph e Sant’Ignazio di Mauro Visconti. In scena usa bottigliette di vetro e onomatopea bucolica per voci.

 

INSTALLAZIONI INTERDISCIPLINARI

Lucina si è specializzata nelle installazioni interdisciplinari: la musica racconta le opere d’arte, che a loro volta fanno da scenografia naturale ai suoi spettacoli.
E’ il caso, uno fra tanti, di “Canta San Mercurio” ovvero l’esplorazione vocale dell’Oratorio di San Mercurio, un oratorio di fine Seicento, a Palermo, con gli stucchi dei Serpotta, famossissimi stuccatori noti soprattutto per i puttini e le rappresentazioni allegoriche in gesso.
Gli spettatori che prenderanno parte allo spettacolo andranno via conoscendo le principale coordinate storico-artistiche del monumento (epoca, caratteristiche architettoniche, pavimento di maioliche, la storia del fiume Kemonia che scorreva sotto, quanti angeli e putti si contano nella chiesa, le danze che venivano ballate, …. ), ma arricchite dall’aver assistito ad uno spettacolo musicale: le forme d’arte si completano a vicenda. In modo molto più complesso ed approndito questa operazione è stata fatta nel 2009 con Mons Regalis, su commissione della Casa Musicale Sonzogno, leader della musica lirica nel mondo. E’ stato raccontato in musica il Duomo di Monreale. (v. dopo)

ENSAMBLE

Si esibisce sia in formazioni minimali, da sola voce e chitarra, o in duo (voce e percussioni, voce e pianoforte, voce e chitarra, voce e basso, voce e sax…) come con formazioni orchestrali, spaziando dalla musica etnica alla classica, prediligendo il sapore mediterraneo. Completa le performance con proiezioni di video e suggestioni di luci. 

Il format delle VOCI VICINE di Lucina Lanzara

 Lucina ha ideato il FORMAT delle “Voci Vicine”, una realtà corale estemporanee che si forma e vive in funzione di specifici progetti, aperta a chiunque desideri fortemente cantare o imparare a gestire la propria voce, siano essi professionisti o amatori. I risultati finora sono stati sorprendenti! Il debutto con il neonato “DIES NATALIS”, un’opera originale sul Natale, (Lanzara – Leone), ha proseguito con Canta San Mercurio, con Il Canto della Santuzza, Canto e racconto De Andrè, l’esplorazione vocale dell’Orto Botanico, il Frantoio Cinquecentesco di Castell’Umberto ed altri. La particolarità dell’operazione consiste nel sottile legame che si crea tra soggetti che abbiano esperito la comunanza delle Voci, come terreno di condivisione ineludibile, imprescindibile, inequivocabile: tutti indispensabili, tutti interdipendenti, tutti appagati della propria funzione, tutti attivi verso il raggiungimento dell’obiettivo: produrre un risultato musicale gradevole e denso di significati e significanti, sia per chi canta che per chi ne fruisca.

 

LE MASTERCLASS DI CANTO

 Tiene in tutta Italia ed Europa masterclass di canto rivolte a chiunque desideri cantare interagendo con il mondo delle emozioni, secondo i seguenti assiomi: 1) Il canto è di tutti. 2) Io sono la mia voce 3) La voce è la porta dell’anima. Le classi sono rivolte a professionisti del mondo dello spettacolo come ad amatori. La particolarità dell’approccio rende i gruppi sempre coesi ed affiatati, nonostante le differenze di origini.
“Come gestire le emozioni? Come trasmettere emozioni performando?

 

Il Canto della Santuzza (2016-2017)

Il canto della Santuzza è un oratorio moderno per il testo di Salvino Leone, per voce recitante in italiano, inglese e siciliano, grande coro, ensamble di percussioni tribali, chitarre e strumenti di improvvisazione e body percussion.

Realizzato in Anteprima nella grotta di Santa Rosalia con il coro di Voci dell’Orchestra Sinfonica Siciliana e i Sudd Orf di Eliana Danzì. 

Negli anni l’opera si è evoluta, viene rappresentata in varie lingue per favorire la fruizione agli stranieri. 

 

LE SCARPE DI ERNESTO (L’umanità del cardinal Ernesto Ruffini)

Commissionato dalle Assistenti Sociali Missionarie, nel 50esimo anniversario dalla sua morte, è uno spettacolo multimediale che racconta la storia del Cardinal Ernesto Ruffini, con la partecipazione di una Interprete LIS, il coro Sancte Joseph diretto da Mauro Visconti, l’attrice Stefania Sperandeo ed i vinili di Filippo Barbaro e la traduzione simultanea in LINGUA LIS a cura di Rita Cracolici. E’ stato rappresentato in anteprima l’8 dicembre 2017 all’Auditorium SS. Salvatore di Palermo.

Lucina Lanzara fondatrice dei tamburi BEN KADI’

Lucina ha fondato i Ben Kadì, gruppo di giovani percussionisti africani, giunti soli in Italia, di straordinarie capacità musicali, con il sostegno della fondazione Migrantes. Neonati, sono già stati protagonisti del documentario di Odessa Rae (Broadway), hanno aperto la Marcia per la Pace per l’Installazione di Kate Daudy BIAS 2018. Molto richiesti, effettuano performance che recuperino le tradizioni africane o sostengano gli spettacoli di Lucina stessa.

Partecipano al Capodanno in Piazza Politeama a Palermo 

Lucina Lanzara e il Sociale

Da sempre si occupa e sostiene il SOCIALE. Ha una laurea in Scienza Sociali. Ha conseguito il Master triennale come consulente familiare in GESTALT conseguito presso la H.C.C. Human Comunication Centre di Ragusa. Educatore di strada e coordinatrice di gruppi. Ha esperienza in tutti i campi relativi ai disagi sociali: minori maltrattati, salute mentale, tossicodipendenze, anziani, reclusione.
Socio onorario del Rotary Club Palermo Baia dei Fenici e socia ordinaria del Club ZONTA Palermo Zyz.
Coniugando musica e sociale ha coinvolto:
O la compagnia teatrale internazionale di sordi “Ciclope”,
O Tribal Band, gruppo di Ragazzini Migranti Non Accompagnati in molti sui spettacoli per il Dies Natalis ed altri.
O Panormus, la squadra paralimpica di basket, in un numero di Percussioni del Dies Natalis coi loro palloni di basket
O L’interprete LIS Rita Cracolici.
O Ha fondato i Ben Kadì.

Collaborazioni, riconoscimento e premi a Lucina Lanzara

Ha fatto parte del gruppo vocale swing “I SeiOttavi”. Ha collaborato con: Julie Kench (già soprano dei Swingle Swingers, che canta nel suo Mons Regalis, sia nel disco che dal vivo); Paolo Damiani (direttore Casa del Jazz Roma) per lui ha cantato in Kalsart live e ha scritto testi per la sua musica; Stefano D’Anna al sax, il cantautore Carlo Muratori. Premio “Sicilia Datch 2008”, Premio Sicilia alla Carriera 2011, Premio “Musica e Poesia” al Festival Suoni di Luce 2013. Targa 2016 “Isola delle Femmine” dal Sindaco, Targa 2017 Rotary Baia dei Fenici, Premio Donna Siciliana 2018, 2020 AIE Associazione Italiana Editori consegnato da Sara Favarò.

VoXaS – il grano e l’alba (2007)
VoXaS è un oratorio moderno per voce recitante, voce solista, contrabbasso, percussioni e strumento fiato di improvvisazione.
VoXaS è un progetto sperimentale, fra musica contemporanea e free jazz, world, new age e reading. Gli strumenti principali rappresentano personaggi: l’Alba è la Voce; il Grano è il Sax o chi per Lui; la Terra è il contrabbasso. Improvvisazione e parti codificate sono organizzate in uno schema definito, ma è la capacità di immedesimazione nel progetto che consente al musicista di inserirsi in modo adeguato alla narrazione: il sax, cioè il grano, deve essere il grano innamorato, deve raccontare il dolore della morte, la gioia della vita. Questa è la peculiarità del progetto.
Il progetto si può realizzare con un minimo di 3 musicisti fino alla formazione di 8 musicisti + corpo di ballo e proiezioni.
Per realizzare il progetto in acustico, la location deve essere dotata di grande riverbero naturale, come una Chiesa a grande volta.

LE SCARPE DI ERNESTO

(L’umanità del cardinal Ernesto Ruffini)

Commissionato dalle Assistenti Sociali Missionarie, nel 50esimo anniversario dalla sua morte, è uno spettacolo multimediale andato. Racconta la storia di umanità del Cardinal Ernesto Ruffini, con la partecipazione del coro Sancte Joseph diretto da Mauro Visconti, l’attrice Stefania Sperandeo ed i vinili di Filippo Barbaro e la traduzione simultanea in LINGUA LIS a cura di Rita Cracolici. E’ stato rappresentato in anteprima l’8 dicembre 2017 all’Auditorium SS. Salvatore di Palermo in scena come primo studio.

 

Flashmob sonoro ai tempi del coronavirus

Flashmob sonoro ai tempi del coronavirus

Il nostro FlashMob Sonoro ai tempi del coronavirus ha una finalità: ringraziare L’ITALIA DEVOTA, che cura, protegge, ci salva dal Male!

 

Ecco perché e come ho organizzato il nostro FlashMob Sonoro ai tempi del coronavirus

Il nostro Flashmob Sonoro ai tempi del coronavirus ha una finalità: RINGRAZIARE.

Ringraziare L’ITALIA DEVOTA, che cura, protegge, ci salva dal Male! Nessuna pretesa artistica.

Un pò come accade coi Drum Circle cerchiamo dentro noi stessi la forza e l’innato spirito musicale. Nella condivisione si sprigiona energie gioia.  

La piazza è desolata, priva di auto. Troneggiano meravigliosi Ficus Magnoliae. Ci protegonno Monte Cuccio, Monte Pellegrino con il Castello Tveggio e alle nostre spalle il Mare. Completa la vista il chiostro di Villa Filippina e la Chiesa di San Francesco di Paola. Siamo veramente fortunati, diciamolo! Il Palazzo è in ristrutturazione. I balconi scarnificati lo testimoniano.  

E il nostro Condominio è felice di incontrarci, non virtualmente, ma comunque distanti. Ci incontriamo negli intenti, nella condivisione del ritmo, della musica, del ringraziamento.

Sperimentiamo la difficoltà di ascolto e il DESIDERIO DI RITROVARSI E TORNARE VICINI. L’adesione è massiccia. 

E’ il nostro modo per dire. Grazie a tutti i Medici (in primis mia sorella Vivi), Infermieri, Personale Paramedico, Sanitari, Farmacisti (i miei fratelli Luisa e Andrea) tutti i negozi alimentari, costretti a stare aperti mentre il rifugio di casa è così dolce.

Grazie ai legali che continuano a tutelarci.

Grazie a ciascuno che fa il proprio, rispettando le regole.  Per esempio, sai quanto tempo ci vuole per lavare correttamente le mani? Almeno 25 secondi, quanto il tempo di cantare per due volte tanti auguri a te!

Adesso vi racconto come siamo arrivati al nostro flashmob sonoro ai tempi del coronavirus.

Come nasce l’idea del flashmob sonoro ai tempi del Coronavirus?

Da Facebook  partono parecchi messaggi che segnalano questo flashmob. allo! Mi dico! Cosa possiamo offrire? Ho una famiglia di musicisti! Sarebbe l’occasione buona. Mi arriva l’invitio al gruppo Flashmob sonoro Sicilia Il cervello inizia a galoppare! E’ più forte di me!

Potevo cantarmi una bella canzone al balcone ed era fatta, invece non resisto!

La lampadina del mio cuore si accende ed è finita! Lancio la proposta al mio Condominio!  

 

Il messaggio whatsapp di invito al flashmob sonoro ai tempi del coronavirus nel condominio di via Tripoli

L’invito al flashmob sonoro via whatsapp

Questo è l’invito tutto sgrammaticato mandato sulla chat del nostro Condominio. Sono le 12.56!

Subito dopo ho contattato telefonicamente e singolarmente ciascuna famiglia. L’entusiasmo è stato dilagante! Non me l’aspettavo! Tutti contentissimi di affrontare questa sfida!

Il gruppo Whatsapp si chiama Altare di San Giuseppe al Condominio di Via Tripoli 3 perchè è grazie a questa bellissima iniziata che il nostro condominio di Via Tripoli 3 è così coeso!

La signora Cenza ha portato la tradizione dell’Altare di San Giuseppe, che è diventata ormai per noi un appuntamento fisso.

Le dimensioni di questo evento si sono fatte tali, che l’iniziativa è stata accolta dalla nostra Parrocchia e spostata. Quest’anno dovremo rinunciare anche a questo importante momento di condivisione e solidarietà.

I contenuti per un flashmob sonoro coinvolgente

 Avere l’idea non è sufficiente. Occorre riempirla di senso e significato. Mi sono interrogata.

Ho partorito questa piccola canzone.

Ho studiato come sottoporla ai Condomini.

Ho registrato dei messaggi vocali con il brano eseguito e le istruzioni. Senza prove frontali non è proprio facile in un tempo così limitato!

Il testo è nato in un soffio:

Voglio innalzare corone di fiori

Voglio trovare la Luce del Cuore

Poi ringraziare l’Italia devota

cura, protegge, ci salva dal Male. ” 

il testo del brano scritto per il flashmob sonoro ai tempi del coronavirus nel condominio di via Tripoli

Gli inviti al flashmob sonoro sui pianerottoli

Prima ho raccolte le adesioni del nocciolo base, le risorse essenziali per partire, la materia prima. Ed era molto buona!!

Poi  ho preparato un volantino divulgativo del flashmob sonoro e l’ho affisso su ciascun pianerottolo del palazzo, dentro all’ascensore, in portineria. Tutti devono sapere e poter partecipare.

L’informazione è l’essenza della partecipazione. 

Alla fine nessuno degli Studi Professionali ha potuto aderire, perché per quell’ora le attività sono già sotto coprifuoco per l’epidemia di coronavirus. Tuttavia sono arrivate diverse adesione morali.

 

Le istruzioni per il flashmob sonoro ai tempi del coronavirus nel condominio di via Tripoli

Come organizzare un flash mob sonoro ai tempi del coronavirus.

 Per organizzare un flashmob sonoro ai tempi del coronavirus, occorre superare vari step, funzionali alla realizzazione dello stesso. I flashmob si fanno con le persone, dunque la quantità di variabili da considerare è immensa. Mettici che possiamo utilizzare solo mezzi virtuali. 

LE FASI per organizzare un flashmob sonoro

1) La scintilla creativa,qualcuno che lanci l’idea

2) La verifica di fattibilità: chi, dove, come e quando 

 3) Il coinvolgimento degli attori 

4) l’elaborazione dell’idea alla luce delle risorse esistenti

5) Le prove 

6) L’esecuzione

7) Verifica e valutazione finale  

Anche la RAI viene a riprendere il nostro flashmob sonoro

 

“Le notizie corrono veloci. Avevo aderito al flashmob sonoro con dei pollicioni e postando sulla mia bacheca “tutti pronti alle 18 sui balconi: si canta e si suona”.

Sono stata contattata da Tiziana Martorana della redazione di RAI  Sicilia, che ringrazio per avermi pensata. Fa sempre piacere essere pensati, essere percepiti e avere la sensazione che questo avvenga. Poi, ai tempi del coronavirus, ancor di più.

L’altro giorno Ismaila Mbaye, alla fine del nostro concerto per la Pace “Il canto del Sole”  diceva “senza di voi, noi non siamo“. Ed è proprio così. L’uomo è in quanto in relazione. L’artista ancora di più. Figuriamoci ai tempi del coronavrus.

 

il cartellone di Alessia per il flashmob sonoro ai tempi del coronavirus nel condominio di via Tripoli

#andràtuttobenebene è l’hashtag con cui ci diamo coraggio.

Questo il bellissimo cartellone realizzato da Alessia.

Un altro troneggia sul campanile medievale della Chiesa di San Francesco di Paola. Molte famiglie con bimbi a casa si sono adoperate per rendere fruttuose queste giornate sordi di abbracci, coltivando la speranza.

Io penso alle persone che vivono sole, che non hanno una bella vista, che non hanno vicinato,  che vivono isolate su pianerottoli di cemento.

Penso ai detenuti che muoiono come topi in gabbia.  

Penso ai medici, agli infermieri, ai sanitari in continuo contatto con persone malate e in particolare malate di coronavirus! Che paura.. che dedizione. Quando scegli una professione simile, i rischi sono “incorporati”. Ma questa epidemia mi sa che non ce l’aspettavamo proprio. Allora diciamo GRAZIE GRAZIE E GRAZIE! Alle Farmacie aperte, agli alimentari, a tutti coloro che devono prestare la loro servizio all’Italia! 

Penso alla grande quantità di occasioni che abbiamo per dire GRAZIE! 

il cartellone dal campanile di San Francesco di Paola per il flashmob sonoro ai tempi del coronavirus nel condominio di via Tripoli

Cosa ne pensa chi ha partecipato al Flashmob sonoro ai tempi del coronavirus? 

 

Via la timidezza, le riserve mentali. Grazie Lucina per la spinta verso la solidarietà, verso l’ottimismo. Facciamo circolare il… bene.
Adriana

Un po’ di musica, un po’ di sano spirito di comunione ed improvvisamente scopri che essere costretti a casa non significa necessariamente essere “isolati”. Noi italiani avremo pure i nostri difetti ma la nostra energia, il nostro ottimismo e la nostra inclinazione naturale a ricercare la bellezza e la gioia in ogni situazione ci hanno sempre consentito di superare i momenti di difficoltà. Lucina incarna perfettamente questi tratti e la sua simpaticissima iniziativa ha trasformato un anonimo venerdì pomeriggio in una “festa condominiale”…… a dimostrazione del fatto che è possibile divertirsi insieme anche nel rispetto delle “distanze di sicurezza”!!!
Benedetto

Chi è Lucina Lanzara, l’ideatrice

Lucina Lanzara, cantautrice e produttrice siciliana, sperimentatrice vocale prodotta dalla RAI e dalla Sonzogno.

Da anni si dedica alla Voce, al Suono e alle Voci Vicine, il suo format con cui tiene in tutta Italia ed all’Estero masterclass per professionisti ed amatori della voce, focalizzate sulla capacità di trasmettere emozioni.

Prodotta dalla Casa Musicale Sonzogno e dalla Rai, viene descritta come una “voce dalla rare capacità poetiche ed interpretative” (Michael Pergolani). Scrive per il cinema ed il teatro. La sua musica è trasmessa da Radio Internazionali.  Ha scritto e presentato spettacoli tra cui anche oratori moderni sperimentali. Ha fondato i Tamburi Palermo Ben Kadì, gruppo di percussionisti migranti, arrivati in Italia come minori non accompagnati. Ha elaborato il format delle Voci Vicine. 

E’ autrice dei seguenti dischi e degli omonimi spettacoli:

Isòla (Nota Preziosa, 2017) 

Il Canto della Santuzza (2016-2017)  

Canta San Mercurio (2015)  

Lucina Canta e Racconta De Andrè (Nota Preziosa, 2015) 

Dies Natalis (2014)  

Mons Regalis (Sonzogno, 2010)  

VoXaS – il grano e l’alba (RAI,2007) 

De Mare (RAI, 2005) 

Il Canto del Sole (RAI, 2003) 

Il laboratorio di percussioni Percussionando

Il laboratorio di percussioni Percussionando

Percussionando, Giro d’Italia a tempo di musica!”, è un laboratorio di percussioni in tour!

 

Il tour di laboratori di percussioni e cultura africana del maestro Ismaila Mbaye è partito da Palermo!

 

Percussionando è un laboratorio di percussioni e cultura africana. Ideato e tenuto da Ismaila Mbaye, uno dei maggiori maestri in circolazione a livello europeo.

Il Tour di PERCUSSIONANDO – il Giro d’Italia a tempo di musica,  ha lo scopo di portare un messaggio di pace e di integrazione attraverso lo studio teorico e pratico dei tamburi e far conoscere agli italiani la cultura africana.

Il laboratorio di percussioni Percussionando inizia il tour da Palermo

Questo è stato un grande onore per noi! Percussionando è già programmato in diverse città italiane e tornerà presto a Palermo.

Percussionando si è tenuto nel weekend bisestile, 29 febbraio e 1 marzo 2020 presso la cinquecentesca chiesa di San Giovanni Decollato. Questa chiesa, grazie all’intervento di Padre Cosimo Scordato, da 10 anni è sede del Parco del Sole, Associazione di Promozione Sociale che si occupa dei bambini del quartiere l’Albergheria.

Il Parco del Sole offre doposcuola e molte attività educative e ricreative. Qui tengo dei laboratori di musica per i bimbi e organizzo eventi. Tra le attività più gradite a bimbi e operatrice, ci sono  i Drum Circle secondo il metodo di Arthur Hull.

Entusiasmo al laboratorio di percussioni per il grande maestro Ismaila Mbaye

Torniamo a Ismaila. Innegabile è stato il gradimento da parte dei partecipanti al laboratorio di percussioni.

Io stessa, mi sono trovata nella doppia veste di organizzatrice e partecipante al laboratorio di tamburi.
Nonostante avessi già lavorato con Ismaila Mbaye, sono rimasta sorpresa dall’altissimo livello offerto in termini di efficacia ed efficienza.

In pochissimo tempo tutti abbiamo suonato!

Ismaila Mbaye è un maestro chiaro, semplice, conciso. Si rivolge in modo rispettoso delle differenze.

Tra i partecipanti al laboratorio c’era gente che non aveva mai toccato un tamburo. Eppure, tutti abbiamo suonato a tempo, abbiamo suonato a ritmo, abbiamo suonato a ritmo insieme!

All’inizio delle esercitazioni i livelli di partenza erano molto diversi. Eppure tutti abbiamo appreso i 3 suoni del Djembe!

Il primo giorno abbiamo cantato e abbiamo suonato! Guarda! 

Ismaila Mbaye è un maestro chiaro, semplice, conciso.

Nonostante la chiara fama, Ismaila Mbaye si rivolge sempre in modo cordiale e rispettoso.

Tra i partecipanti al laboratorio c’era gente che non aveva mai toccato un tamburo. All’inizio delle esercitazioni si evinceva fra i partecipanti un livello di partenza molto diverso. C’erano principianti, amatori, ma anche escursionisti professionisti, come i Ben Kadì. 

La presenza dei componenti del gruppo Ben Kadí, ragazzi africani, rendeva il laboratorio di percussioni ancora più stimolante! Già dal primo incontro, tutti abbiamo suonato a tempo, abbiamo suonato a ritmo, abbiamo suonato a ritmo insieme!
Entro la domenica, tutti abbiamo appreso i 3 suoni del Djembe!

Abbiamo cantato! Abbiamo suonato! Siamo stati increduli e felici! 

 

Cosa dicono i partecipanti al

Laboratorio di Percussioni Percussionando

Ismaila è carismatico. Il laboratorio è stato fantastico, divertente, istruttivo.

Non ci potevo credere: si lasciava trasportare dalla musica con le improvvisazioni. Meraviglioso quello che ha raccontato della sua isola.

Provo felicità, grinta e sicurezza.

Simone, 12 anni

Ismaila è accogliente, energico, straordinario.
Ho imparato in poco tempo moltissime cose sulle percussioni.

Provo un senso di gioia, sorpresa, interessamento.

Riccardo, 16 anni

Ismaila è un maestro entusiasmante e divertente.

Ho provato allegria, spensieratezza, benessere.

Francesca, 22 anni

Ismaila è inimitabile. Ho vissuto uno stato d’animo pieni di pace: non mi aspettavo di provare certe emozioni.
Mi auguro che tale evento si possa programmare con maggiore frequenza e magari creare una vera scuola di percussioni.

Giuseppe

 

Percussionando, il laboratorio di percussioni che ha registrato il sold out

Abbiamo registrato il sold out, poco prima della stretta sanitaria per l’epidemia di coronavirus  CV19.

 Il successo si deve a un’attenta programmazione, a una dettagliata promozione partita in anticipo, volta a far conoscere questo incredibile personaggio, Ismaila Mbaye!

Ismaila stesso ha inviato un breve esilarante video promozionale in dialetto siciliano, per invitare i più timidi a partecipare. 

La scelta delle date dei laboratori di percussioni

Ho selezionato queste date, vista la concomitanza di due eventi, entrambi patrocinati dalla Fondazione Migrantes e dalla Consulta della Pace del Comune di Palermo. Si tratta in particolare di:

  • lezioni personalizzate di Ismaila ai Ben Kadì. Grazie al sostegno della Fondazione Migrantes i Ben Kadì stanno facendo un percorso di crescita importante.
  • Il mio concerto per la pace “il Canto del Sole” con i Ben Kadì,   

Il concerto per la Pace, per voce e percussioni 

Questi eventi, il laboratorio di percussioni Percussionando e il concerto per la Pace il Canto del Sole, sono stati prodotti da Nota Preziosa management e hanno avuto il Patrocinio della Fondazione Migrantes, della Consulta della Pace del Comune di Palermo e del Parco del Sole.

Di seguito il video di uno dei momenti più significativi tratti dallo spettacolo Il Canto del Sole. Infatti questo brano s’intitola Ben Kadì, è omonimo al gruppo. Sintetizza sonorità, atmosfera ed energia del concerto.

“Hanno attraversato il mare.

Hanno attraversato il deserto.

Avevano 8,10, 13 anni!

Sono gli eroi dei nostri giorni.

Sono i fantastici…. Ben Kadì!!” 

Da notare il duetto di Djembe, quasi un duello, fra Ismaila Mbaye e Mory Diabate dei Ben Kadí!

Di Ismaila Mbaye mi ha colpito il modo di parlare con la gente. Ismaila si esprime perfettamente in italiano e ci trasmette le sue emozioni.

 

E’ incredibile la professionalità con cui ci ha insegnato a suonare i tamburi. Sentirlo suonare, mi faceva sognare.

 

Mi sono sentita appagata, felice, soddisfatta.

Katia

Ismaila è un grande percussionista, uomo con il cuore immenso, super fantastico.

Emozioni, allegria, divertimento, mi ha lasciato dentro un grande insegnamento: suonare a ritmo del cuore, un emozione inspiegabile!

Mi ha colpito la complicità  che si crea tra la gente, pur nn conoscendosi

Daniela

Percussionando è energizzante, liberatorio, coinvolgente.

Provo gioia, positività, soddisfazione.

Porto dentro un senso di armonia e senso di gruppo, in particolare quando tutti insieme ripetevamo lo stesso ritmo, andando a tempo.

Margherita

Percussionando è amore, gioia, fiducia in sé e negli altri: Ismaila è stato un eccellente collante di un gruppo di sconosciuti che ha condiviso ritmo ed emozioni.

Rilevante la testimonianza culturale di Ismaila, ambasciatore della propria cultura e del proprio paese.

Ismaila ha saputo connotare questa esperienza di tre elementi a me cari: cura, attenzione, presenza. Arricchimento per l’anima. 

Costanza

Chi è Ismaila Mbaye

 

 Dall’isoletta di Goree in Senegal al successo dei jet set

Maestro di percussioni africane, Ismaila Mbaye è uno dei maggiori esperti di Djembe in Europa.

Ha ideato Percussionando, un laboratorio di percussioni in tour con cui porta un messaggio di pace e di integrazione attraverso lo studio dei tamburi e della cultura africana.

Le trasmissioni televisive

Ismaila Mbaye per 10 anni ha partecipato come musicista a molte trasmissioni televisive. Arriveranno visibilità e successo. Tra i programmi più significativi ricordiamo Maurizio Costanzo Show su CANALE 5, il sabato sera di Fiorello su RAI1, un poeta per amico dedicato a Massimo Troisi con Enzo Decaro RAI 1, il mondo insieme Sat 2000 con Licia Colò e di recente il show TV di Giorgio Panariello sotto l’albero RAI 1. 

Ismaila Mbaye è il fondatore dei Tribal Percussion. Suona con “I Tamburi di Gorée” , “Yampapaya”, “Med Free Orkestra”.

Ancor ricordiamo Tam Tam Morola, Africa Penc, KiDIDA, “Kilimangiaro Band” con cui ha partecipato per 9 anni al programma su RAI3 “Alle falde del Kilimangiaro”, Stasera Casa Mika 1-2,

I film a cui partecipa Ismaila Mbaye

Citiamo alcuni film in cui Ismaila partecipa, come attore e musicista.

“L’Ultimo Pulcinella”, regia di Maurizio Scaparro con Massimo Ranieri e al film di Rossella Izzo “Professoressa”, al film Ben Hur regia di Timur Bekmambetov con Morgan Freeman.

Nel 2019 Ismaila Mbaye musicista e attore nel corto di Daniele Falleri “La goccia e il mare” viene premiato per la miglior colonna sonora al Black Movie Award. I premi non finiscono qui!

Vanta una antica collaborazione con Checco Zalone, di cui è uscito in questo periodo al cinema il film campione di incassi “Tolo Tolo” di Checco Zalone e in uscita con “Nour” di Maurizio Zaccaro con Sergio Castellitto.

 

 I Premi di Ismaila Mbaye 

 

Ismaila Mbaye fa incetta di Premi alDiaspora Award 2020!

 

 

Ci spostiamo al Festival del Cinema Capri Hollywood. Vincerà il Premio come musicista e gruppo più influenti in Italia.

Non dimentichiamo la partecipazione alla manifestazione MusicAfrica a Roma. Si aggiudica il riconoscimento come ambasciatore umanitario.

Citiamo alcune tra i più significativi tour: nel 2006 in Austria con il gruppo “Tam-Tam d’Afrique” di Vienna, nel 2007 Festival “72 ore di suoni, luci e colori dal Senegal” Apertura concerto di Youssou N’ Dour, ex PalaVobis di Milano, nel 2011 Miami e New York. 

Nel 2019 guadagna il Diaspora Award Italia ad honorem per l’ambito Cinema e musica.

Ismaila Mbaye è uno dei percussionisti musicisti che registra il maggior numero di presenze al Festa d’Africa festival. Co-protagonista del documentario Redemption Song, è recente la tournée in Cina, Usa, Senegal, Marocco.

Il prossimo laboratorio di percussioni

con Ismaila Mbaye a Palermo

sarà a metà aprile.

Restiamo in attesa

degli sviluppi di questo momento storico

per confermare!

Ti piacerebbe partecipare? Scrivilo nei commenti! Raccontaci la tua esperienza!

Il concerto ritrovato De André & PFM di Veltroni. Emozioni e acetosella

Il concerto ritrovato De André & PFM di Veltroni. Emozioni e acetosella

 

Da 14 anni porto in giro uno spettacolo dal nome: “Lucina canta e racconta De Andrè”, ho un piccolo pubblico che mi segue proprio per questo “omaggio” e per questo motivo sono stati in tanti a chiedermi cosa pensassi di “De Andrè & PFM: Il concerto ritrovato”. Il documentario di Veltroni mi era stato anticipato da molte voci e recensioni entusiastiche e io, francamente, non vedevo l’ora di andare a vederlo.

Nonostante fossi sfinita da esami in Conservatorio, organizzazione laboratori, concerti, lezioni di canto, sono riuscita a staccarmi dagli impegni e boccheggiante, sono andata al cinema. Ero certa che mi sarei divertita, ritemprata, emozionata e lasciata cullare dal ricordo del cantautore che da sempre esercita su di me il suo fascino ammaliante. Ebbene, sono rimasta delusa, e sono qui per dirvi perché.

“De André&PFM il concerto ritrovato”: un’occasione mancata

La prima mezz’ora sono testimonianze e racconti: Veltroni propone il documentario come un viaggio nel tempo, dal treno al teatro parrocchiale delle prove, con la voce dei protagonisti di quella esperienza. Ricostruiscono il clima di quei giorni, il coraggio della sfida quasi incosciente, le contestazioni, l’evoluzione del tour.

Tuttavia percepisco testo e sottotesto che fanno la staffetta, annuso un copione da seguire.

Piccole disattenzioni tra teatro e metateatro mi gettano continuamente fuori dal racconto, come il naso di Dori Ghezzi che si arriccia, mentre deve svolgere il compito di ambasciatrice di ricordi. Il livello emozionale si scolla e crolla e io con lui. Più volte desidero uscire dal cinema.

Forse piani sequenze e dialoghi porgono il fianco a una dichiarata finzione scenica: arrivano da lontano, girano, sorvolano, mi sembrano esperimenti, non li trovo centrati sul focus. Mi si palesa un trastullo. Il montaggio mi lascia perplessa. Mi intristisco. I mezzi espressivi non sono all’altezza della meraviglia dei contenuti.

Ho la sensazione di un’occasione persa.

 

Il concerto filmato con una sola camera su De André

 

Il documentario nasce dall’intento di celebrare il ritrovamento di un prezioso, anche perché unico, documento video . La ripresa del concerto è amatoriale, girata da Piero Frattari, ad una sola camera. Ma siamo sicuri che fosse una sola?

De André chiese che i videomaker fossero invisibili.
Sia per i dialoghi che per la scelta di riprendere esclusivamente Faber, ho la sensazione che la videocamera non fosse solo una, ma che solo quella si sia salvata. Ho la sensazione che le cassette con le riprese delle altre camere, una per l’insieme e un’altra per i particolari, si siano perse. Se avessi avuto la possibilità di una sola camera, avrei filmato l’insieme, avrei ripreso anche la PFM. Invece la camera resta fissa e vicina su Faber. Probabilmente Frattari era un semplice amatore. Chissà.

Il suono del concerto ritrovato

 

Si osanna l’audio restaurato da Lorenzo Cazzaniga e Paolo Piccardo.

Le cassette non vengono mai reclamate. Salvate dal macero, vengono rigenerate e restaurate. Si parla di uno spettacolare audio 5.1, che consentirà a tutti di fruire della testimonianza di uno dei tour più importanti della storia della canzone italiana di quegli anni.

I social sono un pullulare di commenti entusiastici. Ho raccolto diverse autorevoli recensioni in merito, come quella di Alberto Marchetti o Gianpaolo CastoldI: “sembrava che Faber fosse lì con noi”, “il suono era magnifico”. L’aspettativa era alta. Mi aspettavo di godere della voce di Faber, di sentirmi coperta dal suo velluto, di essere travolte dalle spinte progressive della PFM.

Franco Mussida, storico chitarrista della band, svela come consigliò a Faber di affittare per il tour una chitarra Ovation, uguale alla sua: il suono di una normale chitarra classica sarebbe stato subissato e assorbito dalle frequenze rock.

Ma io cosa sto ascoltando allora? E’ altro: bassi e medi tagliati. Gli arrangiamenti mi sembrano in evoluzione, come spesso accade nelle prime esecuzioni, ma i suoni della band non si distinguono, sono impastati. Il mio orecchio alla fine è provato.

E’ stata restaurata solo la voce di Fabrizio? Ho desiderato correre a casa per ritrovare quel sapore, la cui assenza mi stava facendo morire di sete e dolore. Si, ho provato dolore.   Se fosse disponibile, correrei a vederlo ancora altrove, per sincerarmi che il suono non fosse buono per un problema di settaggio del suono. Quel cinema ha standard alti. Resterò con questo dubbio.

Tu che leggi, dimmi, hai visto il film? Che impressione hai avuto dell’audio?

La scrittura de “Il Concerto Ritrovato” mi sembra poco convincente rispetto alla tessitura del film

 

Il fan Antonio Vivaldi sul posto del concerto ritrovato, il padiglione C della Fiera di Genova

 

Antonio Vivaldi è un famoso fan di Fabrizio De Andrè, conserva ancora “quel” biglietto.
Si trova CASUALMENTE sul posto del concerto ritrovato, il padiglione C della Fiera, oggi deposito di cassonetti dell’AMIU. “Belin, sembra un angar!” esclama De Andrè il pomeriggio del famoso concerto, con la sua solita scanzonata travolgente simpatia. Ho abitato diversi anni a Genova, tutti sapevamo come per una notte fosse divenuto un tempio sacro.

Antonio nel documentario ci guida alla scoperta del luogo e dice:  “ecco il magazzino.. vediamo se riesco a entrare”. Resto interdetta.

Mi ripeto in mente: “Vediamo se riesco ad entrare? Vediamo se riesco a entrare? Ma dice a me? Dicono a noi? Ma mi stai prendendo in giro?”
Sono incredula: ma …. ci state prendendo in giro?

Mi sembrava uno dei primi Quark, alla scoperta del mondo, con frasi posticce necessarie a fare da ponte alle scene. Eppure queste sono state girate da pochissimo, questi dialoghi sono stati scritti  ai nostri giorni. Perché cercare soluzioni posticce per “cucire” le immagini?

I dialoghi costruiti di questo documentario stridono come unghie sulla lavagna di una lezione ripetuta a pappardella.

La noia che vince durante il docufilm su De Andrè e PFM: ma come è possibile?

Io che bevo alla tua bocca, io che ti cerco e mi abbevero alle tue labbra, come posso annoiarmi sentendo raccontare questa strepitosa storia? Perché le emozioni viaggiano libere e non chiedono resoconti tecnici. Arrivano e viaggiano e se il treno fa un viaggio immaginario ma non autentico, le emozioni se ne accorgono. E io esco dal cinema piena di malinconia, col magone, con la sensazione di un’occasione persa, di uno spettacolo mai partorito e rimasto all’idea delle prime prove, di una tema ancora in brutta copia, rimasto alle mappe concettuali. E torno a casa e nei giorni successivi con questa sensazione di amaro, di un sacro maneggiato impunemente.

La grafica con la grafia di Faber: altra occasione persa?

Mi era quasi piaciuta inizialmente la scelta della grafica dei testi con la grafia di De André, verso per verso a sommare le quartine. Bell’idea, mi sono detta, così si distoglie l’attenzione dalla qualità delle immagini! Ma alla terza, quarta e quinta volta mi sono detta: la fantasia qui non è di casa, mi devo rassegnare.

Quando Faber attacca Marinella vorrei morire là

Quando Faber attacca Marinella vorrei morire là. Sento l’emozione che mi scioglie, la voglia di essergli vicina. E’ inevitabile: piango. Piango e  sento di non essere sola. Sento che al cinema in molti siamo colti da una emozione difficile da placare. Perchè placarla poi? Inizio ad applaudire. Applaudiamo tutti. Piano piano. A voce bassa, cantiamo. Tutti insieme, piano piano. Lì, vicini vicini. Piangiamo, cantiamo, applaudiamo. Piano piano. Vicini vicini.

L’anonimato e i brani del concerto ritrovato.

Con Marinella ancora altri 13 pezzi:  Andrea, Il testamento di Tito, Un Giudice, Giugno ’73, la guerra di Piero, Amico Fragile, Via del Campo, Durango, Bocca di Rosa, Angiolina e il Pescatore. Mancano, rispetto al disco, mancano “Sally”, “Verranno a chiederti del nostro amore” e “Maria nella bottega del falegname”, sembra perchè con immagini di qualità non sufficiente. Ci sono poi strepitose Rimini, Andrea, Zirichiltaggia,  ma non mi sembra di sentir citare il nome di Massimo Bubola, se non nei titoli di coda. Come mai?

Come mai le collaborazioni con Faber sprofondano spesso nel dimenticatoio?
Pensiamo al genio di Ivano Fossati. Qui una nostra intepretazione di Nina volare.

Emozione e Amarezza: con un filo di acetosella in bocca

Fabrizio canta. Sono  rapita dai suoi zigomi luminosi. Mi sento come una quindicenne appoggiata all’albero che succhia il filo di acetosella e guarda ciondolando.  Le sigarette sul palco accese una dietro l’altra, ma la voce resta meravigliosamente limpida, le contestazioni, Il whisky in quella maestosa foto di Harari che lo sintetizza! Vorrei essere accucciata accanto a lui e farmi passare la bottiglia. Mi sento tanto in confidenza.  Quanta bellezza. Cerco di abbeverami alla sua voce. Ma il suono è ingrato. Comunque sia, un bel pezzo di storia è riportato alla luce. Pescatore, titoli di coda, applaudiamo, sommessi, applaudiamo, applaudiamo.

Inghiottita l’emozione e l’amarezza, proprio come l’acetosella, mi si è riaccesa la voglia, mai sopita per la verità, di reimpastarmi con Faber.

Qualche anno fa con “Lucina canta e racconta De André” fummo semifinalisti alle Targhe Tenco. Tanti critici mi chiesero come mai non riproporlo  in dialetto siciliano. Eccoci pronte! La cuntastorie Francesca Amato ha tradotto e rielaborato in siciliano il canzoniere di Faber! L’anno scorso un’anteprima assoluta delle Nuvole per un “concerto partecipato”,con le Voci Vicine e i Ben Kadì.

Qui l’anteprima della rivisitazione in siciliano delle Nuvole di Francesca Amato con le Voci Vicine che creano un’atmosfera bucolica.

Arrotolo le maniche, proprio come faceva lui: passione indomita, cavallo pazzo, lacrime e acetosella.

Mamma, gli racconterò tutto

Mamma, gli racconterò tutto

(In memoria del Bimbo di 10 anni trovato senza vita nella stiva del Boing Air France, partito dalla Costa D’Avorio, da cui provengono due dei Ben Kadí. 09/01/2020) 

Mamma, gli racconterò tutto. 
Gli racconterò di mio padre 
Gli racconterò di mia madre
Gli racconterò del vostro amore infinito. 
Gli racconterò quante difficoltà nell’aggirare i controlli di sicurezza e mollare l’ultimo abbraccio.
Gli racconterò le lacrime della tua speranza, Mamma: 
“Inchalla figlio mio. 
Nuovi orizzonti 
si consegnano ai nostri sogni.
Si apriranno? 
Si avvereranno?
Nell’incertissima probabilità di un futuro, 
Cielo, 
ti affido il nostro virgulto“.
Le dita di due mani gli anni del mio corpo inerte,
l’Eterno che trastulla la mia anima lieve.
Gli altri affogati a mare, 
Io nel buio delle nuvole, 
incredibilmente 
tutti al freddo.
Ma è il calore del vostro coraggio 
La forza della vostra speranza
quello che racconterò. 
Grazie Mamma.
Grazie Papà.
Inchalla.

Lucina Lanzara

“Le dita di due mani gli anni del mio corpo inerte,
l’Eterno che trastulla la mia anima lieve.” Lucina Lanzara
ph. Salvo Gravano Photographer

Ph. Salvo Gravano

Guardate gli uccelli del cielo: non seminano, né mietono, né ammassano nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non contate voi forse più di loro? MT 6,26

#airfrance #bimbotrovatomorto #bambinotrovatomorto #benkadì ##bambinotrovatosenzavita #sicurezzadivolo #viaggio #Mt6 #dalvangelosecondo #guardategliuccellidelcielo#inviaggiodallacostadavorio #salvogravanophotographer #apollogoproduction

Il drum circle facilitato da Lucina Lanzara: energia a 1000 per 100 tamburi!

Il drum circle facilitato da Lucina Lanzara: energia a 1000 per 100 tamburi!

Entusiasmo a 1000 per 100 tamburi: il nostro drum circle al Parco del Sole!

Guarda il video

Venerdì 3 gennaio 2020 ore 18 a Palermo presso la Chiesa di San Giovanni Decollato all’Albergheria, sede del Parco del Sole, associazione di promozione sociale, ho facilitato un Drum Circle secondo il metodo di Arthur Hull. E’ stato tutto oltre ogni previsione: posti esauriti in 24 ore e un successo incredibile! Adoro questa location, è una chiesa cinquecentesca, trasformata da Padre Scordato in Centro al servizio dell’Alberghiera, dal doposcuola alle più svariate attività gestite da un volontariato qualificato. Per me è un pò casa, tutte le settimane tengo i drum circle per i bimbi del rione e la domenica le prove coi Ben Kadì.

Com’era questo gruppo? Come si è sviluppato?

Il gruppo era veramente eterogeneo, dai 6 anni in su, la maggior parte alle prime armi. Seguendo un consiglio del mio maestro Harshil Filippo Chiostri, ho aperto le danze accertandomi di sincronizzare per bene entrambi gli emisferi cerebrali, attraverso il battito di mani guidato con la tecnica responsoriale del “io faccio – voi ripetete”. Il gruppo ha risposto subito con prontezza ed entusiasmo, ha eseguito con scioltezza anche poliritmie e ritmi composti. Ci ha messo subito il cuore e questo garantisce già in partenza la buona riuscita di un evento. Cori parlati “Pidumpapà”, “One banana” prima con la voce, poi sui tamburi: è stato subito festa. Quindi ho guidato una visualizzazione creativa aiutandomi con una campana tibetana:  una foresta e la vita tra le fronde, bertucce, upupe, cuculi, ciascuno portava il suo suono, i ramoscelli che fanno “sdrechecè” sotto i piedi, poi la Savana, elefanti, gazzelle e zebbre riprodotte sugli strumenti, tamburi, maracas, shaker e campane.   Ho scolpito il cerchio in varie parti, uomini e donne, per settori che erano 4.  E’ stato la volta di Mbele Mama a voce sola, con qualche improvvisazione e armonizzazione, poi istintivamente, quasi automaticamente, accompagnandoci coi tamburi. Conciando a cantare ho notato come il coro si andava spegnendo e restava solo il ritmo.

Commenti caldo appena terminato il drum circle

Per avere un’idea del livello di energia sprigionata, ecco qualche feedback a caldo: “È stato fantastico! Mi sono divertita tantissimo! Mi è sembrato di suonare insieme a tutti gli altri! “Grazie a Lucina per questa opportunità, era la prima volta che partecipavo ad un drum circle, amo suonare le percussioni, è stato una bella esperienza non solo suonare ma anche vedere le persone nel farlo e riacquisire quel ritmo abbiamo che abbiamo perso, con il nostro cuore e con l’Universo, che Lucina ci permette di ritrovare” dice Ancilla Sikana. – “Veramente emozionante!”

 Anche i Ben KADi partecipano al Drum Circle

 Abbiamo avuto con noi due persone speciali, due esponenti del gruppo Ben Kadì: Conde N’Goma e Mory Diabate, che ci hanno regalato un paio delle loro straordinarie performance! Tale è stata l’energia di Conde che il suo tamburo a un certo punto si è sfondato!

“Suoni, Musica, ritmo, con Lucina è sempre bello!” dice Anna Maria Casella. Olga Niutta, altra Voce Vicina, dice “Lucina è una trascinatrice di folle, come si può vedere. Se c’è lei, c’è una coralità e una partecipazione pazzesca!”.  Leo Puleo: “Abbiamo sprigionato energia. Ci siamo liberati anche di qualche pensiero. Serve, imparando anche la coralità”.

Altri feedback: 

– “Da fare!” Alessandro Oliva, un scultore conosciuto in questa occasione: – “Non mi aspettavo che il facilitatore potesse essere così coinvolgente, a parte la sua bellezza, il suo modo di esprimere arte, questo mi ha emozionato”. Emanuela Tortorici sorniona e divertita: – “Volevo sapere quand’è la prossima volta!”

E’ scientificamente provato come il Drum Circle, allevi l’ansia, riduca i problemi cardiovascolari. Alla fine escono tutti felici!

Quando sarà il prossimo Drum Circle con Lucina Lanzara? 

Il prossimo è fissato domenica 2 Febbraio 2020 sempre al Parco del Sole, quando partirà un fitto calendario di eventi di Nota Preziosa. Mi è dispiaciuto dover avvisare delle persone in lista d’attesa che non avrebbero potuto partecipare, perché fisicamente mancavano le sedie e gli strumenti.

Strumenti, percussioni e tamburi

A proposito di strumenti: quelli che abbiamo suonato sono stati costruiti tutti dall’artigiano Santo Vitale. Contattami per partecipare al prossimo Drum Circle col tuo tamburo personale!

E’ già possibile prenotarsi!

Ti aspetto!

Il ritmo sia con te!

Lucina Lanzara

Dove si trova il Parco del Sole?

Nel Centro Storico di Palermo. E’ ubicato in una magnifica chiesa del XV secolo che Padre Cosimo Scordato ha adibito a sede dell’Associazione di Promozione Sociale Il Parco del Sole. Il presidente è Massimo Messina ed è gestita grazie al volontariato qualificato.

Come arrivare?

Zona Cattedrale. Il tuo punto di riferimento è la Questura di Palermo, che si trova in Piazza della Vittoria, su Villa Bonanno, di fronte a Palazzo dei Normanni. Cammina lungo il marciapiede che la costeggia. Questo marciapiede termina aprendosi a sinistra su Piazza San Giovanni Decollato. Supera il passaggio a livello, la Chiesa è a pochi passi in fondo a destra verso la discesa.

È stato bellissimo perché sin da subito tutti hanno acquisito una sinergia che non si aspettava nessuno, io non me l’aspettavo, io che ogni tanto suono, fin da subito hanno cominciato ad attaccare e staccare nello stesso momento e questo è un miracolo delle percussioni e di Lucina che riesce ad organizzare tutti in questa maniera empaticamente.

 

Maurizio

L’approccio di Lucina con la musica è di magia, empatia.

E’ ritmo dentro, nel cuore. Tutto qui.

Poi tutto viene come per magia. Anche l’intonazione. Tutto.

 

Luciana