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Voce, emozioni e tamburo sciamanico

Voce, emozioni e tamburo sciamanico

Una conferenza che è una bella chiacchierata su emozioni e tamburo sciamanico. Lucina Lanzara, Luigi Jannarone ospiti di Aldo Messina.

Voce, respirazione, emozioni, canto e tamburo sciamanico sono strettamente collegate. Ne abbiamo parlato su ZOOM.

Scopriamo come la vibrazione della Terra possa interagire con le nostre vibrazioni, a partire dall’utero materno. Ne parliamo con Luigi Jannarone, ospiti di Aldo Messina, noto audiologo, già direttore della Cattedra di Audiologia del Policlinico di Palermo, appassionato di Suono e Vibrazioni.

Clicca PLAY e segui la conferenza

La conferenza su voce, emozioni, tamburo sciamanico con Lucina Lanzara, Luigi Jannarone, ospiti di Aldo Messina.

ALDO:

“Buon pomeriggio a tutti,oggi è il grande evento, la seconda puntata di questa nuova esperienza che Lucina Lanzara ci propone insieme a Luigi Jannarone.
Parleremo di vibrazioni da quando un certo Willems ha scoperto un fenomeno interessante ovvero ponendo accanto due diapason di uguale frequenza basta percuoterne uno che l’ altro entri in vibrazione simpatica. Queste vibrazioni realmente possono influire sulla biologia terrestre anche se si tratta di vibrazioni musicali?”


LUCINA:  “Questa domanda meriterebbe secula seculorum dissertazioni perche tu parli di biologia terrestre di fatto di entrare in risonanza, se noi partiamo dal presupposto che tutto è suono, tutto è vibrazione allora ci siamo risposti, nulla esiste che non produca vibrazioni che non sia rilevabile nelle sue frequenze e dunque la risposta è assolutamente  si”.


ALDO: “E’ un pò come dire con Empedocle pantarei che se tutto scorre tutto vibra,se tutto vibra tutto suona esiste… ma mai il silenzio”.
“E Luigi cosa ci risponde a proposito”?


LUIGI:  “Io dico che questa non è una scoperta recente perché alcuni nativi della terra lo sapevano benissimo e quindi è qlcsa che appartiene alla nostra cultura Intesa in senso lato come umanità”.


LUCINA: 

“Grazie a tutti per la per l’accoglienza condivido lo schermo” 
Ecco qua voce percussioni canto e tamburo sciamanico ci siamo
Presentazione

Melodia e ritmo sin dall’utero materno


LUCINA: “Melodia e ritmo sin dall’utero materno vengono vissuti fin dai primi giorni in cui l’esserino comincia a prendere vita nell utero materno.Melodia e ritmo sono la chiave di tutto ciò che 
affronteremo stasera.
E cos’altro sono la melodia e il ritmo se non il ritorno alla voce e alle percussioni, al battito cardiaco che viene percepito sulla pelle innanzitutto dell embrione, che poi si svilupperà diventando l orecchio e poi sviluppandosi nella persona umana.
Sulla pelle viviamo la vibrazione sonora, i fluidi del corpo, il battito del cuore della madre, il battito del cuore dell embrione che poi diventerà la persona.

L’esperienza del ritmo e delle poliritmie parte dal grembo materno.

L’esperienza del ritmo e delle poliritmie parte dal grembo materno.
Vi mostro questa immagine, qua sono io Lucina Lanzara , nella vita io sono una cantautrice quindi la chitarra è per ricordarvi che io sono una cantautrice, scrivo canzoni, opere , la chitarra è lo strumento a cui mi sono affidata in questi anni , mi sento sempre nuda quando cammino senza chitarra sulle spalle ma 
ho sempre avuto un fortissimo  richiamo al mondo delle percussioni.
Infatti nel 2003 è scoppiata la guerra in Iraq e ho scritto questo lavoro che si chiama il Canto del Sole un concerto per la pace, per voce sola e percussioni, ho compreso soltanto negli ultimi tempi perché ero fissata, focalizzata in modo ineludibile benchè tutti i produttori (questo è stato un disco edito dalla Rai ne è poi uscito un altro precedentemente come cantautrice ) mi dicevano “non puoi fare un disco di voce a percussioni dopo che sei uscita come cantautrice”.
“Oggi ho capito perché”!

Suonare un tamburo libera

“Sono ritornata alle origini, quando io suono un tamburo mi sento connessa. Questa è l’esperienza che fanno il 99,9% delle persone, suonare un tamburo libera. Io sono una cantautrice ma nella vita sono un facilitatore musicale cioè aiuto le persone a tirare fuori la propria musicalità.
Ad un certo punto della mia vita ho cominciato a sentire l ‘esigenza di avere dei tamburi accanto a me e ho fondato un gruppo di tamburi africani con dei ragazzini arrivati in Italia migranti non accompagnati. 
Qui vedete vari tipi di percussioni.
Qui Stavamo lavorando con il fondatore del metodo del draw circle facilito e vedete i tipi di tamburi, asseriscono soprattutto all’Africa e all’ America latina”.

Domande per gli ascoltatori

LUCINA:

“Adesso vorrei invitarvi ad utilizzare la chat su zoom per interagire insieme
Le emozioni e le voci liberano il canto in che modo voci ed emozioni sono collegate?
Vi è mai capitato di avere il famoso Nodo alla gola o anche nodo in gola?
Se si scrivetemi quando vi è capitato di avere un nodo in gola”. Per esempio: se ho una bella notizia mi viene un nodo alla gola? Se ho una notizia Drammatica mi viene un nodo alla gola”?


Un partecipante scrive: 

“Se sono in un forte stato d’ansia, in momenti emozionalmente forti”.

LUCINA risponde:

“Esatto Aldo”.
“Pensate che la voce sia collegata al mondo emozionale”? 

Dice Barbara da Milano che è una cantante: “si, in momenti forti che mi prendono il cuore”. 

Dice Silvana: “si in momenti di forte ansia”. 

Sergio pure. 

Flora: “vivo emozioni ma nodo in gola raramente”. 

LUCINA a Flora:

“Vuol dire che sei piuttosto serena”. 

Enza: “per me si”.

In che modo la voce è collegata al mondo emozionale

LUCINA:

“In che modo la voce è collegata al mondo emozionale”? vediamo
Vi invito a poggiare la mano sulla vostra pancia e a fare un colpetto di tosse con la mano 
poggiata sull’ombelico. 1,2,3 via..
Vorrei mi scriveste adesso sulla chat cosa avete sentito nel vostro ombelico, se il vostro ombelico si è mosso”.

“Molto bene”
Nella chat scrivono:
-La contrazione
-Il diaframma si muove
-La voce rispecchia le emozioni e accade sopratutto quando queste sono molto forti

Simuliamo uno starnuto

LUCINA:

“Proviamo un ‘altra cosa: adesso vorrei che simuliate uno starnuto al mio tre, con la mano sempre sull’ombelico.
Cosa è successo nel vostro ombelico”?

Le risposte:

– l’ ombelico si tende

– si muove la nostra pancia

LUCINA:

“Eppure noi stiamo respirando, ma i polmoni dove sono? L’ aria entra dal naso scende dalla trachea arriva sui polmoni, per quanto si possano estendere che c’entra questa pancia”?

Adesso immaginiamo che la bocca sia ubicata sull’ombelico

“Da questo momento vi invito a immaginare che la vostra bocca sia ubicata sull’ombelico, adesso l’aria fluisce dal tuo ombelico; vi invito a fare un’inspirazione e a soffiare l’aria come se uscisse dall’ombelico. Immagina che un palloncino vuoto, sgonfio sia applicato sull’orifizio dell’ ombelico, vediate un buco come fosse la bocca del palloncino, adesso inspiriamo e profondamente incanaliamo l’aria come se il nostro ombelico potesse soffiare e possa riempire il palloncino sgonfio”. Inspiro ed espiro l’aria. Dall’ombelico faccio uscire l’aria.

 Importante vi chiedo: “ chi di voi è riuscito a visualizzare  l’orifizio, l’ombelico?  Per me è importante”.

A questo esperimento tutti i partecipanti rispondono di si.

LUCINA:

“Qual è il Nesso tra voce e respiro?  Perché continuo a riportare l’attenzione sulla nostra pancia”?

 “Riporto la locandina che aveva preparato Aldo: “nella tradizione sciamanica il canto e il tamburo sono un potente mezzo di guarigione attraverso il quale  connettersi con l’intero universo,  la vibrazione del tamburo e la melodia della voce curano le nostre emozioni toccando la nostra anima, elevando l’ energia del nostro cuore con i canti di medicina possiamo sanare noi stessi e il nostro pianeta. Quindi voce, io posso produrre le voce se respiro, posso cantare se respiro abbiamo visto che il canto, quindi la voce e le percussioni le sperimentiamo dall’utero materno e ci consentono una profonda connessione con il nostro mondo emozionale”.  Le altre due parole chiave sono tamburo sciamanico e canti medicina di cui adesso parliamo con Luigi.

LUCINA mostra un’ immagine e chiede:

“Quali sono i principali elementi che vedete in questa immagine. Se volete potete commentare velocemente in chat Chi Come Dove Quando e Perché”.

“Guardate questo soggetto, è gioioso”?

“Il suo respiro è profondo? lo contestualizziamo in un luogo vibrante”​?

“Vi invito a guardare questa altra immagine e a scrivere in chat quali sono i principali elementi che vedete in questa immagine”.

Per la prima immagine qualcuno risponde: “gli sembra sofferente , gioioso proprio no”.

LUCINA:

“Vi invito ad osservare questa immagine, che cosa tiene in mano questa persona? Dov’è?  E’ chino, è stanco affaticato o trasmette un’esperienza vibrante? Nell’ immagine che vediamo il cerchio che tiene in mano rappresenta proprio un tamburo sciamanico, desidero che venga focalizzata attentamente l immagine perché ricuce gli elementi che abbiamo accennato precedentemente;  è  in una posizione di apertura, tiene in mano uno strumento”.

L’immagine vista da uno dei partecipanti: “il sole dietro il tamburo e lo sguardo impegnato sembra stia avviandosi a suonare probabilmente è già in uno stato meditativo trasmette un’idea di libertà trasmette vibrazioni un tamburone e canta e balla il ventaglio è serena e sente il mondo intorno”.

LUCINA: 

“Probabilmente è un uomo e non una donna veramente questo non lo so, io lo vedo come uomo però è interessante ; un ventaglio tiene in mano,  invece è un tamburo sciamanico di cui adesso parleremo con Luigi”.

LUCINA:

“Il sole altro elemento fondamentale”.

L’ idea di un partecipante:

Luogo aperto, trasmette esperienza vibrante e lui è tutt’uno con un tamburo sembra che stia suonando”.

LUCINA:

“Come vedete tutta una serie di esperienze che noi viviamo anche dal contatto visivo ci trasmettono le informazioni di cui abbiamo bisogno per decodificare la realtà​ e ci mettono in discussione”.

“Luigi jannarone l’ ho conosciuto due anni fa,  in occasione di un matrimonio molto particolare di uno psicoterapeuta che si chiama Daniele Colombo adesso molto vicino ai mondi sciamanici, che è il mio maestro di Gestalt,  Luigi è un sociologo che ha fatto della sua vita una ricerca perenne, lui di fatto è da quando ha 19 anni che suonava con un gruppo, Luigi gira il mondo alla ricerca”.

LUCINA:  

“Mostro delle slide che presentano il tuo lavoro (rivolgendosi a Luigi), poi vorrei che tu parli e la tua comunicativa”.

“Qui vedete un cerchio di legno poggiato su una pelle e delle persone intente a fare”. “Qui vedete una persona Valeria Stassi che sta tagliano una pelle di capra”.

“Questo è il mio tamburo sciamanico che ho costruito con Luigi e che ha cambiato la mia vita”.

“Qui vedete tutti i tamburi che sono stati costruiti, Luigi tiene dei seminari dalla mattina alla sera in cui ognuno costruisce il proprio tamburo”.

Lucina introcduce Luigi Jannarone

LUCINA:

“Luigi raccontaci un poco come tu hai afferito a questo mondo che ha a che fare con i tamburi sciamanici e con i canti medicina”?

LUIGI:

“Grazie Aldo, grazie Lucina, grazie a tutti, è un piacere poter essere qui con voi”.

“Mentre studiavo per Sociologia per diventare un sociologo, negli anni 90 ho iniziato diciamo il mio percorso mentre stavo facendo l’università ho iniziato a viaggiare e sono stato prima in Sri Lanka poi in Cina in Giappone in Africa e dagli anni 2000 ho iniziato a viaggiare costantemente nelle due Americhe questo perché ero diciamo mosso dal desiderio di conoscere i popoli nativi e soprattutto di trovare una radice comune soprattutto spirituale a quella che era un po’ la mia ricerca quindi ho iniziato a entrare in contatto con popoli nativi Soprattutto sulle Ande in Messico e negli Stati Uniti e a stare in cerchio con gli anziani di tradizione e da loro imparare diciamo molte tecniche , la  costruzione del tamburo ma anche diciamo tutto un lavoro energetico ad esempio lucina parlava  dell’ombelico, nella tradizione Andina l’ombelico, che viene chiamato Cosco, è un punto importantissimo”.

Canto e ombelico

“Perché si parla di un ombelico con una sorta di bocca energetica attraverso il quale noi assorbiamo tutto ciò che abbiamo intorno inconsapevolmente ovviamente quindi Esistono delle tecniche per poter lavorare su questa parte e per essere consapevoli di ciò che noi assorbiamo attraverso l’ombelico e così diciamo anche dei lavori addirittura per far sì che attraverso l’ombelico noi possiamo curare e sanare le energie pesanti delle persone, ovviamente queste sono tecniche molto avanzate che però esistono e diciamo che i popoli inattivi già conoscevo”.

“Per quanto riguarda il tamburo sciamanico e i canti medicina, diciamo che da sempre la tradizione nativa, il tamburo è associato al nostro cuore è associato alla capacità di poter espandere il nostro cuore farlo vibrare insieme all’universo, alla capacità, stavo dicendo, di alzare quel sottile velo che ci separa da una realtà non ordinaria, quindi è una sorta di ricetrasmittente, trasmette la nostra energia all’universo e allo stesso tempo, mettendo in pausa  il nostro cervello, ci aiuta invece a percepire, ci aiuta a sincronizzarci con tutto ciò che abbiamo intorno e a percepire quelli che sono le vibrazioni e addirittura i messaggi dell’ universo, perché  quando noi non siamo nell’emissione del  pensiero, siamo in una modalità più femminile ricettiva e quindi siamo in grado di entrare in contatto con ciò che abbiamo intorno in un altro. Ecco perché il tamburo veniva utilizzato nelle culture native per entrare in stati non ordinari di coscienza e connettersi con il mondo spirituale e poi trarre insegnamenti,  guarigioni e tutto ciò che serviva a questo popolo per poter andare oltre e basarsi su un’identità.

Quindi prima Lucina diciamo ha parlato della costruzione del tamburo, per me è importantissimo perché come ha detto Lucina ha cambiato la sua vita, diciamo che il tamburo sciamanico sicuramente è un alleato anche per noi, per il nostro cammino, porta un certo grado di consapevolezza perché ci aiuta diciamo a lasciare andare i pensieri,  ci aiuta a curarci a sanarci, ad aprire il cuore,  ci aiuta attraverso i canti a portare in alto la nostra vibrazione, soprattutto a stare in allegria nella gioia e ci aiuta anche a liberare la parte emotiva, perché spesso abbiamo bisogno di qualcosa  che ci aiuti a liberare tutto ciò che assorbiamo di energia pesante, quindi il tamburo è un ottimo alleato anche in questo;  si può col tamburo cantare, si può danzare, si può suonare, si può anche entrare in uno stato meditativo quindi veramente uno strumento a 360° che canta e ci aiuta veramente nel nostro cammino di consapevolezza”.

Il ritorno ai suoni originari

LUCINA:

“Fantastico,  a sentire sempre i discorsi di Luigi mi emoziono sempre, mi emoziono perché trovo una fortissima risonanza. Sai quando si dice ti risuona, ti suona, tutto quello che dice Luigi io lo trovo fortemente risonante cioè l’esperienza che ho fatto di costruzione del tamburo sciamanico nel mio caso non è che mi ha trasformato, ha dato senso a tante cose, questa ricerca dal 2003 che io ero fissata con questo discorso dei tamburi, tamburi, tamburi, ho capito perché, perchè  c’è proprio un ritorno ai suoni originari, c’è una opportunità una facilitazione nella vita perché suonare il tamburo sciamanico è  piuttosto elementare conoscendo delle coordinate lo possono fare tutti noi con Luigi terremo il 12 Aprile un piccolo incontro seminariale per spiegare come suonare il tamburo;

ALDO:

“Condivido L’esperienza di Luigi perché io l’ho provata, premetto che io non suono, mi interessano i ritmi, le musiche però non sono un musicista, assolutamente no però volevo chiedere:

Perché il tamburo sciamanico e non un tamburo qualsiasi?

ALDO A LUIGI:

“Perché il tamburo sciamanico e non un tamburo qualsiasi?”

LUIGI:

“Perché gli faccio costruire il tamburo sciamanico”?

ALDO a LUIGI:

“Perché queste prerogative tu le attribuisci solo al tamburo sciamanico e non al tamburo e al ritmo in generale”?

LUCINA:

“Luigi ti faccio una domanda, integro la domanda sulla costruzione del tamburo sciamanico, tu li fai costruire utilizzando una base diciamo uguale per tutti, quello un pò didattico, come nel corso che facciamo noi, per esempio questo mio tamburo (mostra il suo tamburo). Non so se lo vediate invece è stato costruito tenendo in considerazione la data di nascita; dicci due cose Luigi anche in merito al fatto che è la costruzione del proprio tamburo è tutta una serie di rituali che vengono posti in essere nella costruzione del proprio tamburo”.

LUIGI:

“Certo la costruzione del tamburo sciamanico è un modo per poterci connettere con l’energia dell’universo, è modo per poter sacralizzare anche un atto, per cui noi prima di costruire un tamburo facciamo un piccolo rituale, che è un rituale di diciamo così di preghiera e di ringraziamento per gli elementi che andiamo a utilizzare quindi le pelli di capra e i cerchi di faggio e quindi facciamo un piccolo ringraziamento, un piccolo rituale alla madre terra e poi alla fine una volta che il tamburo è stato costruito facciamo una sorta di consacrazione facendo un rituale alle quattro direzioni e soprattutto chiedendo l’appoggio di Madre Terra e di Padre Cielo; quindi è all’interno di un contesto la costruzione di un contesto che per me è molto importante quello dell’idea che ogni atto nostro dovrebbe essere un atto sacro, così come la nostra vita dovrebbe essere una vita sacra, tutti i giorni noi dovremmo ricordarci che siamo qui di passaggio e che dobbiamo godere di ciò che facciamo e che abbiamo una meravigliosa opportunità”.

Riguardo invece quello che diceva Aldo prima, diciamo che il tamburo, questi chiamati i tamburi a cornice sono intanto molto intuitivi, molto semplici anche da suonare e i nativi spiegano che nel momento in cui noi percuotiamo un tamburo, creiamo come una sorta di anello e un po’ lo fa il nostro cuore e dall’altra parte ha la vibrazione del tamburo dato da un elemento maschile e femminile; l’elemento maschile ovviamente è il Battente o bacchetta e l’elemento femminile è proprio diciamo il tamburo in se e singolarmente i due non suonano però nel momento in cui noi facciamo incontrare l’elemento maschile con l’elemento femminile è come se questa vibrazione fosse vita e questa vita prende corpo proprio dal nostro cuore perché dal nostro cuore poi arriva, diciamo che il cuore lavora anche sulle braccia, ecco che si unisce questa vibrazione al nostro cuore e quindi è questo cuore che va a contattare il cuore di Madre Terra che va a contattare il cuore dell’universo e tutto ciò che abbiamo intorno.

LUCINA:

“Dunque rispetto alla domanda di Aldo, il tamburo sciamanico è diverso rispetto a un djembe, a un darbuka, in che modo tu pensi che sia diverso”?

Ritmo, vibrazione ed emisferi cerebrali

La semplicità della tecnica sul tamburo sciamanico

LUIGI:

“Allora in realtà la vibrazione è vibrazione quindi non è che questo cura, sana mentre un djembe non lo fa, assolutamente no, è diverso l’approccio che noi possiamo avere No? perché questo è un approccio molto più semplice, si suona con una mano sola, i ritmi sono molto più semplici e forse questa semplicità ci aiuta anche ad entrare più facilmente in una sorta di connessione emotiva e di come dire di entrare in uno stato meditativo o non ordinario di coscienza più facilmente, perché più il ritmo è come dire semplice e ripetitivo più noi abbiamo la possibilità di entrare in questo stato”.

ALDO:

“Il ritmo  ripetitivo possa abbassare la soglia del sistema nervoso e fare entrare in attività il famoso cervello R, quello rettiliano e quindi quello più automatico questo è abbastanza assodato, però volevo capire, ti prego non la prendere come una critica ma solo la voglia di capire, è anche vero dall’altro lato che chi usa un tamburo sciamanico è già una persona di un certo tipo, è possibile che entri maggiormente in vibrazione simpatica quindi in meditazione perché  è già predisposto rispetto ad uno che usa strimpellare con un tamburo qualsiasi?

LUIGI:

“Può essere questo, è molto soggettivo”.

ALDO:

“Appunto, già chi lo utilizza è già un personaggio di un certo tipo super costruito ha fatto un certo rituale per costruirselo come dici tu, quindi è anche instradato verso una certa filosofia, ciò non toglie che l’ importante poi è quello che si fa, il risultato, il risultato è quello che tu descrivi ed è quello che ci affascina, prego”.

LUIGI:

“Allora ad esempio riguardo appunto il tamburo mi viene in mente una scrittrice americana che si chiama Diangù, praticamente dice che in realtà il tamburo quello che fa è bilanciare l’emisfero sinistro con l’emisfero destro; perché questa vibrazione diciamo aiuta proprio anche il nostro cervello a completarsi, questo indipendentemente da una persona se ha fatto un percorso chiamiamolo di questo tipo spirituale oppure no. Ad esempio questa cosa per i nativi era molto importante quello di sincronizzare i due emisferi, infatti l’utilizzo della benda o della bandana che loro hanno è proprio questo, l’idea è quella che simbolicamente io vado a unire i due emisferi”.

ALDO:

“Fantastico”. Secondo la tua concezione quale emisfero normalmente viene utilizzato nella percezione del ritmo è il destro?”​

LUIGI:

 “Sicuramente, diciamo che il destro è quello più ritmico”.

ALDO:

 “E’ quello destro, soltanto i musicisti esperti mandano il ritmo musicale al cervello sinistro perchè lo percepiscono come un linguaggio e quindi andrebbe fatta una distinzione tra quelli che sono già avvezzi alla musica e quelli che non lo sono.

LUIGI:

“E’ vero sì sì sì sì sì, è anche vero comunque che l’effetto di un tamburo indipendentemente da una persona che diciamo è avvezza o abituata un certo tipo di lavoro, arriva comunque. Hanno fatto diversi esperimenti anche per vedere che cosa, attaccando con l’encefalogramma ad esempio che cosa succede se viene suonato un tamburo a una certa velocità piuttosto che un’altra, allora intuitivamente è chiaro che se il ritmo è molto più elevato abbiamo un ingresso di energia, per cui abbiamo un corpo che prende energia da questo da questo battito e quindi diciamo è come se noi facessimo un bagno una doccia energizzante, viceversa se noi utilizziamo il tamburo invece con un ritmo molto più basso chiamiamolo così quindi andiamo a calmare quello che si è scoperto, che il cuore tende un pochettino a sincronizzarsi con il battito del tamburo stesso questo indipendentemente dal fatto se uno ha fatto un percorso spirituale o sciamanico oppure no.

ALDO:

“No assolutamente vero. C’è quel meraviglioso film che è Canone inverso di Ricky Tognazzi dove la protagonista ad un certo punto dice: “non ci si può che accordare con una persona il cui ritmo coincide con il ritmo del nostro cuore” una frase meravigliosamente bella, quindi che da ragione a quello che tu stai dicendo”.

ALDO:

 “Ma questo è il concetto di vibrazione simpatica, volevo affinare ulteriormente il concetto di tamburo sciamanico. Io prima ho sentito il suono, che obiettivamente meraviglioso, non è il solito tamburo, ci sono delle armoniche, più vibrazioni molto ricche, ha un colore particolare se vogliamo utilizzare è questo che secondo te ne facilita la penetrazione dentro il nostro corpo?”

LUIGI:

“Sicuramente potrebbe essere questo, calcola che anche i tamburi sciamanici possono essere molto diversi uno dall’altro. Io ad esempio quello che faccio costruire è un tamburo che ha un diametro di 40 cm e un’altezza di 9.

LUCINA fa ascoltare due suoni di due tamburi diversi

LUIGI:

“Ecco Comunque stavo dicendo che a seconda della Dimensione del tamburo e dell’altezza del tamburo il suono è completamente diverso, più è grande il tamburo e più avrò un suono basso.

LUCINA, dopo che ha fatto ascoltare il suono di un tamburo:

“Istintivamente ho cominciato a suonare il tamburo e già stavo andando in trans, cioè proprio è automatico se io respiro questo suono cioè faccio in modo che questo suono mi entri dentro e gli concedo di vibrare con me si entra in una dimensione altra in cui i confini materiali del nostro corpo fisico vengono completamente annullati nel corpo eterico ma qua entriamo in un altro argomento che meriterebbe un altro webinar.

LUCINA fa ascoltare il suono di un tamburo costruito insieme a Luigi.

LUCINA:

“Luigi volevo dire due cose, una è appunto i ritmi, se si studiano questi ritmi? noi a Palermo diciamo faremo il 12 quest’incontro perché istintivamente il tamburo si può suonare ma anche il tamburo sciamanico segue delle piccole regole, elementari che si apprendono facilmente per farlo suonare nel giusto modo se un giusto ci fosse.”

LUCINA:

“Sentiamo un attimo le domande che ci sono”.

 ALDO:

“Scusatemi Luigi sarà a Palermo dal 7 al 13 Aprile mi pare, mi puoi dire perché, chi, Come, Dove e Quando?”

LUIGI:

 “Il 9 ci sarà questo seminario sulla costruzione del tamburo sciamanico mentre il 10 ci faremo una diciamo capanna del sudore, un Temazcal, che è diciamo una un rituale antico di rinascita e guarigione, una sorta chiamiamolo così di sauna all’aperto dove c’è un fuoco, dove vengono scaldate delle pietre e poi portate all’interno di questa capanna. Ovviamente anche in quel caso lavoreremo col tamburo sciamanico quindi ci sarà un cerchio di canti al fuoco, ecco è un invito a chi desidera magari a fare quest’esperienza, noi siamo li per questo.

ALDO.

“A Palermo dove, il 10 Aprile dove?”

LUCINA:

” Per tutte queste attività potete contattare me, per la costruzione tamburo sciamanico, contattare Ada.”

LUIGI:

“Ci tenevo a dire ad esempio noi parlando di ritmi, che nel mondo sciamanico ci sono dei ritmi anche per lavorare con gli elementi stessi per cui c’è un ritmo che richiama il ritmo del fuoco, un ritmo che richiama il ritmo dell’aria, dell’acqua e della terra”.

4 elementi

ALDO:

“Sono i 4 elementi fondamentali, torniamo sempre alla filosofia greca”. 

LUIGI:

“E poi dopo questi ritmi fondamentali ovviamente ci sono poi dei ritmi più complessi che vengono utilizzate per le danze e anche queste danze diciamo sono un omaggio agli elementi per cui si sono danze per il fuoco, per l’acqua, per la terra, per l’aria.”

ALDO:

“Luigi tu sei un sociologo, immagino che utilizzerai il tamburo per far gruppo.”

LUIGI:

“Sono in realtà un sociologo molto atipico”.

ALDO:

“Un titolo nobiliare allora. Diciamo che il tamburo serve anche a far gruppo, perché crea questa cappa di vibrazione che chiude le persone che ne fanno parte in una sorta di sfera magica”.

LUCINA:

“Aldo qui l’ esperta di questo sono io, utilizzo i tamburi o le percussioni in genere per costruire relazioni tra le persone secondo un metodo che ho imparato, avete visto l’immagine all’inizio quella in cui sono al centro di un cerchio fatto da tamburi, un metodo ormai messo a fuoco viene riconosciuto anche dal MIUR, viene riconosciuto come terapia si chiama draw circle facilitato, c’è un facilitatore che una persona che funge da maieutica della Liberazione dello spirito del gruppo quindi all’inizio si sincronizzano gli emisferi cerebrali ect..e ho fatto tutti questi eventi come l’alba dell’ equinozio, eventi in cui ci si incontrano 100 persone e alla fine nel giro di un’ora e mezza siamo tutti amici e come siamo diventati tutti amici ? perchè ci siamo completamente connessi, ci siamo incontrati secondo delle tecniche elementarie ma il tamburo è lo strumento che consente questo passaggio”​.

Frequenze, risonanze, Herz.

MAURIZIO D’AMICO chiede:

“Secondo Luigi e anche secondo voi, c’è anche un po’ una correlazione tra l’altezza in Hz del suono e una serie di stati d’animo perché per esempio nell’Ipogeo di Malta cioè delle stanze che risuonano a 110 Hz se non sbaglio e che si dice che favoriscano la meditazione.”

LUIGI:

“Mi viene da sorridere, perché io in realtà vengo dal mondo nativo dove la maggior parte delle persone che ho incontrato non sapeva né leggere né scrivere​, e quindi la loro conoscenza è tutta una conoscenza intuitiva cioè non misurano gli Hz e si basa semplicemente sulla capacità che queste persone hanno degli ascoltare e di percepire ciò che per noi è più facile misurare.

Quindi è bello che ci sia questa varietà perché noi possiamo imparare tanto da loro e loro possono anche apprendere da noi, è bello che in questo momento ci sia questo scambio e io quello che credo umilmente di poter fare nella mia vita è essere un ponte in realtà, un ponte per unire cultura, un ponte per poter portare un po’ diciamo di cultura nativa da no , e un po’ anche del nostro modo, se vuoi, anche di andare oltre, portarlo da loro per cui è bello poterci vedere tutti come una sola umanità, come un solo genere che piano piano si sviluppa; e per quanto riguarda quello che stavi dicendo sì io credo di sì credo che ci sia una correlazione però non sono così esperto da poterti dire esattamente, magari Aldo ne sa sicuramente più di me.”

ALDO:

“Sono stati fatti parecchi studi in proposito ricorderete la famosa frequenza utilizzata dai nazisti per aumentare l’aggressività; io non credo che sia la frequenza singola quindi il tono puro singolo che possa determinare questo, quanto l’incalzare il ritmo che noi diamo agli stessi e il numero di armoniche che vengono prodotte.”

ALDO MESSINA:

“C’era Evelina che voleva intervenire, ci sono parecchi interventi parecchi interventi, diamo un po’ di spazio al dubbio.”

Spazio alle domande
Tammorra, tamburo e tamburello

EVELINA CUFFARO:

“Mentre ascoltavo quello che dicevate stavo facendo proprio delle riflessioni, è da tantissimi anni che ho avuto un approccio con il tamburo anche con il tamburo sciamanico, perchè mi è capito di avere per le mani dei tamburi sciamanici, però quello che ho approfondito moltissimo è proprio il tamburo sciamanico della nostra terra che è la tamborra e i tamburelli; questo strumento mi ha permesso veramente di entrare dentro il ricordo, di guarire quella parte di me che in questa vita proprio non ricordo, quelle emozioni che stanno proprio dentro l’ombelico e che  mi portano a ricordare, anche a guarire quello che è il mio DNA e penso che quest’ approccio col tamburo e al di là se è nativo se non è nativo sia fondamentale per entrare dentro il ricordo di noi. Per quanto riguarda invece il cuore, il nostro tamburo sciamanico che è la tamborra si suona davanti al cuore e si entra in una relazione molto forte.”

ALDO :

“Posso chiederti cos’è la tammorra”?

EVELINA:

“Hai presente il tamburello? La tamborra è più grande, può avere i sonagli o può non averli”.  I sonagli servono a scacciare gli spiriti cattivi e sono fatti di metallo e servono ad allontanare quelle energie che magari si possono raccogliere con il tamburo muto che raccogliere l’energia forte della terra, i metalli hanno il compito di allontanare le energie che diventano molto dense”.  Mi piacerebbe tantissimo venire al seminario per la costruzione del tamburo sciamanico. Mi piacerebbe anche portare il mio tamburo quello che suono sempre, per ora vivo in campagna e lo suono spesso al tramonto e anche con il nostro tamburo c’è una  connessione forte con i nostri elementi, con l’acqua, con  la terra, con il vento, con l’aria. Sarebbe molto interessante secondo me veramente integrare anche il tamburo sciamanico nella nostra cultura. Noi siamo siciliani, siamo del sud Italia e abbiamo questa fortissima tradizione sopita, Secondo me potrebbe essere una cosa molto interessante veramente iniziare a dialogare in tal senso.”

LUCINA:

“Io conosco benissimo Evelina, abbiamo avuto tante occasioni di condividere dei momenti anche molto forti e profondi, anche un momento in cui abbiamo cantato io suonavo il tamburo sciamanico e lei la sua tamborra a sonagli, abbiamo cantato anche improvvisando con le voci, è molto interessante questo aspetto che dice Evelina e durante i cerchi di suono che organizzo sono presenti tutti i tipi di tamburi e di strumenti a percussione, la connessione è sempre molto profonda”.

Domanda sul ritmo dei popoli nativi

FRANCESCO:

“Io volevo fare una domanda, abbiamo visto come il tamburo diciamo è la prima forma di ritmo per i popoli nativi, per i popoli più semplici; quanto è difficile fare partecipare una persona ad una cultura musicale un pò più, non voglio dire più evoluta perchè non è una parola esatta, però quanto meno ha tutta una serie di conoscenze sovrapposte, dico quanto è difficile portarla ad un livello chiamiamolo primitivo, di connessione e di passione con gli altri perchè penso che più o meno ognuno di noi ha avuto una sua evoluzione musicale”.

ALDO:

“E’ possibile  affermare che le finalità sono diverse Francesco? cioè uno che entra in una musica evoluta probabilmente è un fatto culturale mentre lì è un fatto di voler conoscere se stessi. Vediamo se ho ragione, Lucina che ne pensa?”

LUCINA:

“Sono d’accordo con te Aldo, la questione è qual’ è il punto di arrivo, qual’ è l’approccio, da dove parti e dove vuoi arrivare, spesso chi si vuole mettere in gioco con situazioni di questo genere quindi sperimentando una nuova visione per esempio con i draw circle facilitati porta tutto il proprio patrimonio e quindi fa una grande fatica a trovare la libertà di improvvisazione perché si ritrova ad attingere tutti quei pattern che ormai fanno parte del suo DNA, della grammatica musicale che ormai gli appartiene ma è tutta questione di approccio. Se tu decidi di spogliarti, di essere totalmente nudo e abbandonato devi fare un certo tipo di processo sesso con le persone più strutturate è più difficile all’inizio.

LUCINA:
“non so, Luigi che cosa ne pensi”?

LUIGI JANNARONE:

“Assolutamente, il cammino è quello di spogliarci dalla struttura che abbiamo messo a livello culturale tutto quello che abbiamo imparato, tutto ciò che c’è stato insegnato. Il punto è proprio questo, il punto è che per arrivare diciamo ad un approccio più primitivo, come diceva prima Francesco, dobbiamo spogliarci di tutte quelle sovrastrutture che abbiamo messo e per arrivare all’essenza e per noi che arriviamo da questo tipo di cultura veramente è un po’ più difficile, però si può fare, è un cammino”.

Lucina Lanzara deve andar via, alla presentazione dl film La Zona Rossa – Follow the Silence di Salvo Cuccia. Saluta anticipatamente.

ALDO:

“Intanto vorrei liberare Lucina che magari si sente imbarazzata a doverci lasciare però ha un impegno improrogabile quindi ti libero, ti saluto.

LUCINA:

 “Io vi ringrazio di cuore, vi ringrazio della partecipazione, aspetto il link e ci aggiorniamo al più presto. Luigi congratulazioni, Aldo grazie dell’ospitalità, grazie a questo fantastico pubblico, arrivederci a tutti”.

ALDO:

“Luigi i tuoi interventi a Palermo sono aperti al pubblico? Diamo qualche informazione in più cioè chi vuole si puoi iscrivere?”

LUIGI:

“Assolutamente sì, è proprio questo il proposito quello di far conoscere il tamburo, i canti medicina, far conoscere alcune pratiche diciamo spirituali dei popoli nativi quindi l’idea è proprio questa quella di portare qui in Italia o comunque nella nostra cultura qualcosa che ci appartiene e sicuramente perché esisteva anche da noi tanto tanto tempo fa , però adesso è come più facile andarla a riconoscere in altri posti”.

Il tamburo sciamanico si sente

ALDO:

“Nella tua splendida presentazione hai detto che il tamburo si sente per me questo è un invito a nozze poiché gli atti percettivi uditivi sono tre: si ode con l’orecchio, si sente con il corpo e come hai detto tu con la pelle anche con la pelle, si ascolta con il cervello; fatta questa distinzione il tamburo sciamanico si ode si sente o si ascolta”?

LUIGI:

“Sai cosa c’è? Allora io credo che il tamburo sciamanico sia qualcosa di veramente connesso a una  nostra parte primordiale, quindi direi tutte e tre cioè nel senso che se ci pensi noi siamo stati 9 mesi nel grembo di nostra madre, abbiamo ascoltato questo suono del cuore”.

ALDO:

“Si lo ascoltiamo filtrato, il liquido amniotico lo filtra, non passa proprio tutto.”

LUIGI:

“Però questo suono comunque che noi ovviamente adesso non ricordiamo più però è ancora inscritto nelle nostre cellule cioè c’è ancora dentro di noi e quindi secondo me il tamburo è come se entrasse in risonanza con un ricordo ancestrale che noi abbiamo a livello cellulare e questo lavora su tutto il corpo lo fa come percepire vivo dentro di noi.”

Esperienza con persone con difficoltà neuropsicologiche?

ALDO:

“Hai esperienze con persone con difficoltà comunicative o comunque con difficoltà neuropsicologiche in senso lato”?

LUIGI:

“Diciamo che personalmente no, non ho avuto esperienze perché non sono una musicoterapeuta, però ovviamente esiste tutto un lavoro che fanno queste persone. Io ad esempio ho un caro amico che è uno musicoterapeuta che lavora col pianoforte ma molto spesso lavora proprio anche con gli strumenti a percussione proprio perché lo strumento a percussione muove delle cose ancor più ataviche, ancor più antiche, ancor più come dire basiche che per noi è ritmo essenzialmente”.

ALDO:

“Quindi se non ci sono altri interventi io concluderei, ringrazio Lucina, ringrazio Luigi per la partecipazione, per averci affascinati.

Allora mi dice Ada che la costruzione tamburo si terrà dalle 10 alle 18 in villa privata a Barcarello,  per avere l’indirizzo possiamo contattare lei personalmente, cosa che faremo e poi eventualmente io posso diffondere l’informazione sul mio gruppo.

Ti ringrazio Luigi, ringrazio quanti sono intervenuti auguriamo una buona serata a Lucina che in questo momento ci sta rappresentando al Rouge et Noir, grazie davvero a tutti di essere intervenuti”.

Seminario pratico su
Voce e tamburo sciamanico

Seminario per Voce e tamburo sciamanico

Palermo, 12 aprile 2022 ore 20.00-22.30, segui anche su ZOOM .

Il 12 aprile ore 20.00-22.30 terrò al Parco del Sole, Chiesa di San Giovanni Decollato insieme a Luigi Jannarone un seminario pratico su vocalità, respirazione e ritmi del tamburo Sciamanico .
qui la chiacchierata di ieri sera.

https://www.lucinalanzara.it/product/seminario-voce-e-tamburo-sciamanico/