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Come pesci in un barile al Verdura per i bambini di Gaza

Come pesci in un barile al Verdura per i bambini di Gaza

Come pesci in un barile è la performance poetico-musicale per i bambini di Gaza di Yousif Latif Yaralla che andrà in scena domenica 29 agosto alle 21 al Teatro di Verdura di Palermo.

 

Un affresco narrativo una voce che squarcia il silenzio che avvolge il destino dell’umanità e della natura a Gaza.

 

Come pesci in un barile racconta la vita a Gaza dal punto di vista dei bambini, delle donne, della Terra, degli alberi.

 

 

L’antefatto

A metà Luglio Yousif mi telefona e mi invita a partecipare a questa nascitura opera per i bambini di Gaza. Per Yousif è sempre un si incondizionato. Sono francamente onorata di essere stata ricordata e commossa per poer dare il mio contributo. Il tema della Gerra e della Pace da sempre urgono dentro di me. Ho scritto Il canto del sole – un concerto per la Pace – nel 2003, in occasione dello scoppio della guerra in Iraq. E guarda caso Yousif arriva proprio da lì. Tutto torna.

Chi abita a Palermo e frequenta il mondo dell’Arte, al solo nome di Youssif Latif Yaralla trema.

Youssif incute rispetto per una sensibilità che alberga nella profondità del suo sguardo: ha visto il deserto coi suoi piedi e il cuore a pezzi, le bombe nel mercato di Bagdad, il fioccare dei versi all’alba e la poesia che carezza la pella emaciata. Cantò pregando i 99 nomi di Dio per Mons Regalis.  

Youssif negli ultimi 50 giorni sta dedicando tutte le sue sottili forze alla scrittura e alla regia di “Come pesci in un barile”, titolo della performance poetico – musicale, che dirigerà domenica 29 agosto alle 21 al Teatro di Verdura di Palermo. 

Lucina Lanzara e Youssif Latif Yaralla

“Ogni poeta, in una situazione di emergenza, è necessariamente un politico, perché anche la poesia entra a far parte della resistenza all’occupazione”.

Dice il regista Yousif Latif Yaralla citando il poeta Darwish

imprigionato cinque volte, dal 1961 al 1967, per la sua stessa attività artistica,

Moni Ovadia

Gli artisti in scena per i bambini orfani di Gaza

 

Sul palco, oltre me, l’attore, regista e autore, Moni Ovadia, l’attore, autore e regista Gigi Borruso, l’autore, attore e regista Giuseppe Provinzano, la cantante lirica Donatella Gugliuzza, la giornalista Marta Bellingreri, i violinisti Mario Bajardi ed Enzo Rao Canemi, il professore Giuseppe Barbera, il giornalista e attivista palestinese Karim El Sadi, lo stesso  Yousif Latif Jaralla in qualità di cantastorie.

Contributi video arriveranno anche da altri artisti, tra cui Salvo Piparo.

“So che essi sono forti abbastanza e tanto potenti da poter invadere tutto e uccidere chiunque, ma non possono occupare le mie parole”.

Dice il regista Yousif Latif Yaralla citando il poeta Darwish

imprigionato cinque volte, dal 1961 al 1967, per la sua stessa attività artistica,

Come pesci in un barile è un evento promosso dalla OnLus 
“Voci nel Silenzio”

Come pesci in un barile è un evento promosso dall’ onlus “Voci nel Silenzio” con il sostegno del Sindaco di Palermo, della Fondazione Teatro Massimo, del Teatro di Verdura, di Cgil Sicilia, Cgil Palermo, Arci, Sunia Sicilia, in collaborazione con realtà quali il Movimento culturale Internazionale “Our Voice”, Mediter Italia, la Rete Jasmine delle Donne Leader nel Mediterraneo, i Giovani Palestinesi d’Italia, l’associazione “Faro Convention”.

Il ricavato dello spettacolo “Come pesci in un barile” sarà devoluto all’associazione “Watan” di Khan Younis, città della Striscia di Gaza gemellata con Palermo, che, attraverso un’attività di promozione culturale e sociale, sostiene i minori e gli orfani traumatizzati in seguito ai numerosi bombardamenti subiti dalle forze di occupazione israeliane. Importante, quindi, esserci».

Zaher Darwish

Presidente Voci nel Silenzio OnLus

 

La mostra di opere all’ingresso del Verdura

All’ingresso del teatro di Verdura la mostra di opere di Dieci artiste madri dell’associazione “Faro Convention” (Rosa Anna Argento, Adriana Bellanca, Daniela Ficile, Ileana Milazzo, Rosalia Marchiafava, Sara Mineo, Cristina Patti, Ambra Pavesi, Mariella Ramondo e Silvia Ferro). Il ricavato sarà devoluto per la finalità.

La raccolta fondi, ecco l’IBAN 

Alla serata è associata una raccolta fondi, alla quale si può aderire utilizzando l’Iban dell’associazione “Voci nel silenzio”

Intestazione Voci nel silenzio OnLus

IBAN IT87Q0103004600000002637769.

Ingresso al Teatro di Verdura per assistere a Come pesci in un barile

Il contributo d’ingresso al Teatro di Verdura per partecipare alla serata Come pesci in un barile è di 10 €.

 

Informazioni e prenotazioni

Informazioni e prenotazione telefonando al 3401723999
3881474060
È possibile anche recarsi in alcuni punti della città:
SUNIA, Via Tenente Giovanni Ingrao n. 2 (fino alle ore 14.00)
Ristorante Hammamet Narghile, Via Sant’Euno (Piazza Magione)
Moltivolti, ivia Puglia 21 (Ballarò)
libreria Tantestorie, via Ariosto 27 A/B.

 

Ingresso
con Green pass
al Teatro

Per accedere al Teatro, è necessario il green pass o un tampone effettuato nelle 48 ore precedenti.

Quanta gente rinuncerà a partecipare alla serata al Verdura? Esborso del biglietto + esborso del tampone…

Il mio canto per i bambini di Gaza

Noi artisti ci stiamo mettendo cuore e anima.

 

Nel mio caso, Yousif Latif Yaralla mi ha affidato la terza scena.

Offrirò una performance inedita, una ninna nanna con campane tibetane.

Aspettiamo che veniate a raccogliere le nostre emozioni per alleviare poco poco poco le ferite di guerra degli Orfani di Gaza.

Perché, come diceva Padre Pino Puglisi, “se ciascuno fa qualcosa, allora possiamo fare tanto”.

Un respiro sotto le stelle.

Un respiro sotto le stelle.

Aspra.
Museo dell’Acciuga.
Giovedi 10 settembre.
Accade che un gruppo di donne impegnate socialmente sposi la causa della ricerca per la fibrosi cistica e organizzi una bellisima lunghissima intensissima serata nel magico Museo dell’Acciuga. Sono le socie della Foundation Inner Wheel Baharia. Presiede @AnnalisaNotaro. Le ammiro.

Accade che Rossella Prestigiacomo inviti i Ben Kadi e me a suonare e noi siamo tanto felici di partecipare. È una solidarietà solidale.

Accade che Salvo Piparo regali cunti. E con la chitarra io tenga col filo delle dita il suo intimo racconto ai mestieri perduti. È simbiosi che lascia dimenticare ogni Covid di turno. Ci sono sguardi che vanno oltre gli abbracci.

Accade che Michelangelo Balistreri ci accolga ospitale come solo i siciliani sanno fare. È un menestrello popolare che trasforma le acciughe in stelle d’argento. Il suo borghetto è un incanto. Il Museo dell’Acciuga è una Magaría. Ripetutamente penso: finalmente, finalmente. 🙏🏻

Accade che FrancescoCuffaro legga la sua personale testimonianza di malato migliorato grazie alla ricerca, combattente in prima linea della sopravvivenza, commuove e si commuove. A rotazione continua. Commuove e ci commuove. Rivela confidenziale fragilità e debolezze, lasciandoci sbigottiti, e pieni di speranza. Restituisce anni di senso alla Ricerca.

Accade che arrivi il nostro momento. Sul palco troneggia una tastiera pesata, grande e vigorosa, occupa lo spazio scenico centrale. Vedo il mio microfono. È blu, effettato con Lexicon a 6 secondi, la mia chitarra rigorosamente a 432Hz. Quattro sedie bianche attendono i tamburi Ben Kadì, poco dietro, di sbieco, in diagonale. Sono rassicuranti, queste sedie. I ragazzi salgono timidamente sul palco. Sicuri, si siedono. Ma come si siedono? Non abbiamo detto due alla mia destra e due alla mia sinistra? – Venite ragazzi. Si spostano. Cavi ovunque. Coraggio. Il primo palpito si dissolve tra Jalawan e Sanansancorò. Suoniamo. Ci lasciamo trascinare dal gorgo dei suoni che salgono e portano con se ogni dolore, ogni pensiero, ogni fatica. Ousù nella Fuga. Canto dell’Acqua. Ora le lacrime del mondo sono un manto d’acqua che ricopre la Terra.

Si avvicendano mille interventi. Tutti ricchi, tutti pieni, tutti meritevoli. Tanti. Ricchi, incredibili, pieni, belli. Quanto lavoro. Reti ovunque. Connessioni ovunque, reali, virtuose e virtuale. .

Tocca di nuovo a noi.

Torniamo sul palco.

Maurizio Maria D’Amico, il tutor cantautore dei Ben Kadì, canta in berbero, canta Tizì Ouzou. Ci proietta nel deserto. Siamo nel deserto. Sento la sabbia in faccia, il vento che soffia, la sabbia giallissima, sento la sete. Eseguiamo il nostro “Ben Kadì”: “hanno attraversato il mare. Hanno attraversato il deserto. Avevano 8…10… 13 anni! Sono gli eroi dei nostri giorni! Sono i fantastici… Ben Kadì!” Mi emoziono sempre a raccontarli. Mi sento orgogliosa di conoscerli, Amara, Mory, Ladji, Kante, Ismael, N’Goma, Toumani. Io li conosco. Ho sentito le loro storie. Mi emoziono sempre a dire: ma vi rendete conto di chi avete davanti?

Mory è generoso. Chiede chi voglia provare un tamburo. Sale una signora piena di vigoria. Non vuole più scendere. Mory ci fa cantare tutti insieme. Mory sa fare festa.

Abbiamo respirato del respiro della vita.
Abbiamo raccontato la vita del respiro.
Abbiamo dato il nostro contributo di solidale solidarietà alla manifestazione “Un respiro sotto le stelle”, serata di sensibilizzazione sulla fibrosi cistica al Museo dell’acciuga.

La serata finisce a tarallucci e vino, nel vero senso della parola! Con uno strepitoso senso di generosità, un’assegno di duemila euro, fuochi d’artificio, asta benefica, degustazioni copiose, torniamo a casa paghi di una solidarietà solidale.

E la Magarìa continua.

Ph. Maria Gianni Lo Verso

I tamburi Ben Kadì

I tamburi Ben Kadì

IL GRUPPO BEN KADi’

Il gruppo è caratterizzato dalla multietnicità: i ragazzi è composto da ragazzi provenienti da varie aree dell’Africa, Costa D’Avorio, Guinea, Mali, Maurithius, arrivati in Italia attraverso il “viaggio”, minorenni e soli, molti dei quali hanno conosciuto la “Libia”. Stanno via via diventando maggiorenni. Nel giro di pochissimo tempo l’attività del gruppo sta decollando. Il decreto Sicurezza ha rallentato prepotentemente le attività, uno dei ragazzi è fuggito in Francia, alcuni sono stati assunti in regola ed hanno lasciato il gruppo, gli altri si dividono tra scuola e lavoro, per mantenere il permesso di soggiorno o il permesso umanitario.

ANTEFATTO

Nell’autunno 2016, su sollecitazione di alcune insegnanti (Lucia Barbera, Celia Bartoli, Nicoletta Campisi, Nilla Palmeri, Leda Barradi, Rosalia Nando) ho tenuto dei laboratori di musica presso il CPIA, una scuola a Palermo riservata ai minori stranieri non accompagnati, per il conseguimento della terza media. Immediatamente emerge la straordinaria propensione al ritmo. Coinvolgo nei miei spettacoli i ragazzi più motivati e talentuosi. Nel Gennaio 2017 partecipano al mio spettacolo Dies Natalis per il Comune di Palermo, poi a Mons Regalis, al Canto della Santuzza ed altri.

LA MIGRANTES e i BEN KADÍ

Nell’estate 2017, grazie all’incontro con il dott. Mario Affronti, vengo a conoscenza dei progetti della FONDAZIONE Migrantes e presento l’istanza a sostegno della formazione di un gruppo di percussionisti. Dalla Primavera 2018, grazie al sostegno della Migrantes, acquisto i primi strumenti ed organizzo un corso di percussioni con Santo Vitale della Bottega delle Percussioni. Si forma il gruppo. Con una pioggia di idee, ci diamo un nome: Ben Kadì, suggerito proprio da Mory insieme al suo compagno di viaggio Conde N’Goma. Ben Kadì significa INSIEME È MEGLIO.
I Ben Kadì si impongono immediatamente per la straordinaria energia e simpatia che li caratterizza. Il 17 giugno 2018 prendono parte come artisti protagonisti al documentario di Odessa Rae, regista di Broadway ed aprono la Marcia Internazionale per la Pace nell’Installazione di Kate Daudy (artista di Londra) “Am I my brother keeper?” in collaborazione con UNHCR per la Bias2018. Sono stati invitati in più occasioni come testimonials. La presentazione ufficiale dei Ben Kadì si tiene a Palazzo delle Aquile, sede del Municipio di Palermo il 29 Luglio 2018, nell’Atrio Monumentale. Ciascuno firma un atto di impegno di appartenenza al gruppo. In uscita l’ebook che documenta attraverso le immagini di Giorgia Görner Enrile questa incredibile storia. Partecipiamo al Concertone di Capodanno 2019 in Piazza Politeama a Palermo, direzione artistica Red Ronnie.

A Novembre 2018 riceviamo un attestato di merito dalla Caritas di Bagheria, animando il pranzo del povero ed esibendoci in Piazza Madrice insieme ai tamburinai di Bagheria. Mory Diabate, in rappresentanza del gruppo, partecipa come performer percussionista al Congresso TaoBuk a Taormina. Protagonisti dello spettacolo di beneficenza del 28 ottobre organizzato dal Club Inner Weel Palermo, Presidente Rosellina Tristano Criscuoli, con la mia direzione artistica.

Il 21 marzo 2019 ci esibiamo per il Convegno dalla Migrantes ad Alcamo sulla condizione e progetti sulla situazione Migrante. E’ un grande successo! Mi accompagnano alle percussioni in occasione delle festività cristiane di Natale ed Epifania presso la Chiesa di Sant’Espedito a Palermo, animando la Messa dei Bambini: benché siano tutti Musulmani, manifestano uno spiccato spirito di apertura e fratellanza. Partecipano al progetto di Inclusione Arci e registrano il loro primo disco a Tavola Tonda. La loro storia è stata pubblicata da SUD, periodico a tiratura nazionale.

IL CANTO DEL SOLE, UN CONCERTO PER LA PACE

Nel 2003 esce “Il Canto del Sole” edito da Rai trade, un concerto per la Pace per voce sola e percussioni. In occasione del concerto di presentazione del disco al Teatro Biondo di Palermo riceve un telegramma dal Presidente della Repubblica per il gemellaggio con l’Unicef e l’associazione “Un Ponte per..”. Il ricavato dei concerti contribuì all’acquisto di kit scolastici per i bambini colpiti della guerra in Iraq. La giornalista Antonella Sciocchetti di Rai International riprese in diretta il concerto e dedicò una settimana di speciali su Taccuino Italiano.

Il Canto del Sole di Lucina Lanzara è stato  ospite nelle stagioni dei Teatri Antichi greci di Sicilia, come interprete e autrice, ed luoghi di particolare interesse artistico come il Castello di Santa Lucia del Melo, il Monastero di Camaldoli, Ferla.

L’ultima rappresentazione ha visto la partecipazione straordinaria di Ismaila Mbaye .

Il Canto della Santuzza (2016-2017)

Il canto della Santuzza è un oratorio moderno per il testo di Salvino Leone, per voce recitante in italiano, inglese e siciliano, grande coro, ensamble di percussioni tribali, chitarre e strumenti di improvvisazione e body percussion. I Ben Kadì hanno preso parte alle rappresentazioni negli ultimi anni.

Realizzato in Anteprima nella grotta di Santa Rosalia con il coro di Voci dell’Orchestra Sinfonica Siciliana e i Sudd Orf di Eliana Danzì. 

Negli anni l’opera si è evoluta, viene rappresentata in varie lingue per favorire la fruizione a turisti e stranieri in genere. 

Ismaila Mbaye, il maestro dei Ben Kadì

Ismaila Mbaye è uno dei maggiori maestri di percussione in circolazione in tutta Europa. Originario del Senegal, lavora stabilmente con RAI DUE, in particolare lo vediamo con Licia Colò – Alle Falde del Kilimangiaro e numerosissimi programmi. Performer attore, sostiene la formazione dei Ben Kadì.

I Ben Kadì partecipano allo spettacolo Integrarti col patrocinio del Conservatorio di Palermo

Il 14 novembre partecipiamo allo spettacolo Integrarti con il Patrocinio del Conservatorio di Palermo;
apriamo come ospiti, presso Arci Tavola Tonda, concerti di straordinari musicisti, in particolare di Badara Seck per il concerto di presentazione di FUNKINO (13 dicembre 2018);
apriamo il concerto di Baba Sissoko (18 gennaio 2019) nella rassegna Sponde Sonore.

I Ben Kadì su RADIO RAI UNO 

Il 28 febbraio 2019 si tiene lo spettacolo Lucina canta e racconta De Andrè, con la partecipazione dei Ben Kadì e delle Voci Vicine. 

Al termine Eliana Eschieri di RAI intervisterà i ragazzi.

Lo spettacolo viene ripreso dai microfoni di Radio Rai Uno e mandato in onda il 17 aprile  insieme all’intervista integrale.  

 

I Ben Kadì alla Marcia per la Pace 2018

I Ben Kadì, gruppo di giovani percussionisti africani, giunti soli in Italia, di straordinarie capacità musicali, con il sostegno della fondazione Migrantes, sono protagonisti del documentario di Odessa Rae (Broadway), aprono la Grande Marcia per la Pace per l’Installazione di Kate Daudy BIAS 2018.
Molto richiesti, effettuano performance che recuperino le tradizioni africane o sostengano gli spettacoli di Lucina stessa.

Red Ronnie seleziona i Ben Kadì per il Capodanno a Piazza Politeama a Palermo

I Ben Kadì collaborano con il Parco del Sole

I Ben Kadì partecipano alle attività del Parco del Sole, associazione di promozione sociale a favore dei bambini. delle Famiglie dell’Alberghieria, un quartiere del centro storico di Palermo, caratterizzato da alta dispersione scolastico e degrado socio-culturale. Offrono concerti e danno lezioni di percussioni.

Morte di George Floyd, Palermo risponde.

Morte di George Floyd, Palermo risponde.

 La morte di George Floyd e la risposta di Palermo. La protesta di Suor Coraggio, il murales a Ballarò, i Ben Kadì.

Mory Diabate ha 21 anni, viene dalla Guinea ed è il cuore pulsante dei Ben Kadí, il gruppo di percussionisti africani che ho fondato col sostegno della Fondazione Migrantes.

Armato di un sorriso malinconico che atterrerebbe un elefante, col suo compagno di mare Conde N’Goma va avanti e continua a sorridere. Perché questo, gli africani, lo fanno proprio alla grande! 

No africani, no africani!

“No africani, no africani!”
Mi mortifico solo a sentirlo dire.
Mory mi racconta che è sempre difficile per loro andare in giro.
“No africani, no africani!” grida la signora, disposta a scendere dal tram, se non va via lui.

Ci sono mille modi per interpretare i tempi e dare voce ai fatti, per dichiarare le proprie posizioni, sostenere campagne per Diritti che non appartengano solo ai film.
Oggi ancora attuali.

Ma com’è possibile?

Com’è possibile che nel 2020 ci siano persone che si sentano nella posizione di poter dire ” o io o lui”, per… il colore della pelle?!

Quanto siamo incatenati dai nostri pregiudizi?
Quanto siamo vincolati dai condizionamenti culturali?
Grazie a Gian Salvo Pizzo per avermi segnalato questo sconvolgente Cristo nero, a Denver.

E’ possibile nel 2020?
L’assurda morte di George Floyd

Nel 2020 accade quello che si vede nei fumettoni.
Minneapolis, 25 maggio. 20 dollari falsi in tasca e un poliziotto tracotante che esercita il proprio potere su un’altra persona. La atterra, la riduce a niente, la soffoca. Gli toglie tutto, la dignità, le forze, la vita.
Mostruosa, ingiusta, inutile, inconcepibile è l’ assurda morte di George Floyd.

Palermo per George Floyd

Quel respiro negato è un grido che si diffonde in un soffio e fa il giro del mondo.
Ovunque manifestazioni anti-razzismo, in tutte le forme.
La mia amata Palermo risponde in modo variegato.  Palermo per George Floyd.

La protesta di Suor Coraggio per George Floyd

La chiamano Suor Coraggio. Per me è semplicente Anna, la mia Madrina.
Rivoluzionaria indomita, Anna Alonzo ha occupato abusivamente un immobile abbandonato alla Guadagna, un quartiere poverissimo di Palermo e lo ha trasformato in un Centro Sociale, il Centro Arcobaleno 3P. 3P sta per Padre Pino Puglisi, il martiere di Mafia, il mio Padre Spirituale.
Riporto il testo della discorso, la sua protesta quotidiana. 

Il discorso di Anna Alonzo: la Pace non è assenza di guerra. (…) opportunità, scuola, lavoro!

Opportunità
Scuola
Lavoro
Casa!

A Guadagna ci sono moltissimi papà mai andati a scuola

Non possono avere le stesse opportunità perché non riescono a neanche a capire cosa gli venga detto, cosa venga scritto.

La Pace non è soltanto assenza di guerra!

E però l’Italia deve smettere di vendere armi!
L’Italia deve smettere di costruire armi!
L’Italia deve smettere di trasportare armi in Egitto!
L’Italia deve smettere di sprecare soldi inutili a fare le Frecce tricolore!
È solo scempio!

Io credo che l’Italia sia fatta di pari diritti, di possibilità
e opportunità vere per CIASCUNO!

Ciascuno significa  NON  DIVERSO PER COLORE DELLA PELLE!

Sono i soldi che certe volte fanno la differenza!
Sono i soldi che certe volte fanno la differenza, chi può comprare le cose! “Compro tutto!!” e riesce a imbrogliare chiunque.

La Pace e’ fatta di
diritti
di uguaglianza
di onestà
di pari opportunità  per tutti!!
Anna Alonzo, Assistente Sociale Missionaria

Il discorso alla Manifestazione per George Floyd

I can’t breathe” è l’urlo che sale da Pizza politeama alla Manifestazione “Black lives matter”
Prenditi 100 secondi. E ascolta la forza di questa donna!

Una testimonianza vivente: i Ben Kadì e Ismaila Mbaye

Guarda questa immagine (ph.Salvo Gravano).  
E’ il 29 febbraio 2020.  
Siamo a Palermo, al Parco del Sole.

Abbiamo appena concluso il concerto per la pace “il canto del Sole”.
“Hanno attraversato il mare. Hanno attraversato il deserto.
Avevano 8, 10, 13 anni.
Sono gli eroi dei nostri giorni. Sono i fantastici Ben Kadì”! 

Insieme a me, mia sorella Vivi Lanzara, il grandissimo performer Ismaila Mbaye e i Ben Kadì, il gruppo di percussionisti che ho fondato con il sostegno della Fondazione Migrantes. 

Io vedo sole.
Vedo forza.
Vedo coraggio.
Vedo fratellanza.
Io vedo bellezza!

E tu cosa vedi?

QUALI EMOZIONI SALGONO?

Ti sarei grata se avessi voglia di condividere
il tuo stato d’animo e lasciare un commento qui sotto. 
Grazie per aver letto fin qui. Lucina. 

Mamma, gli racconterò tutto

Mamma, gli racconterò tutto

(In memoria del Bimbo di 10 anni trovato senza vita nella stiva del Boeing Air France, partito dalla Costa D’Avorio, da cui provengono due dei Ben Kadí. 09/01/2020) 

Mamma, gli racconterò tutto. 
Gli racconterò di mio padre 
Gli racconterò di mia madre
Gli racconterò del vostro amore infinito. 
Gli racconterò quante difficoltà nell’aggirare i controlli di sicurezza e mollare l’ultimo abbraccio.
Gli racconterò le lacrime della tua speranza, Mamma: 
“Inchalla figlio mio. 
Nuovi orizzonti 
si consegnano ai nostri sogni.
Si apriranno? 
Si avvereranno?
Nell’incertissima probabilità di un futuro, 
Cielo, 
ti affido il nostro virgulto“.
Le dita di due mani gli anni del mio corpo inerte,
l’Eterno che trastulla la mia anima lieve.
Gli altri affogati a mare, 
Io nel buio delle nuvole, 
incredibilmente 
tutti al freddo.
Ma è il calore del vostro coraggio 
La forza della vostra speranza
quello che racconterò. 
Grazie Mamma.
Grazie Papà.
Inchalla.

Lucina Lanzara

“Le dita di due mani gli anni del mio corpo inerte,
l’Eterno che trastulla la mia anima lieve.” Lucina Lanzara
ph. Salvo Gravano Photographer

Ph. Salvo Gravano

Guardate gli uccelli del cielo: non seminano, né mietono, né ammassano nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non contate voi forse più di loro? MT 6,26

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