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Rosso di fuoco i tramonti che verranno. Buona Pasqua in zona rossa

Rosso di fuoco i tramonti che verranno. Buona Pasqua in zona rossa

“Rosso di fuoco i tramonti che verranno” è la titolo della poesia che ho scritto per augurare Buona Pasqua in zona rossa.

 

“Rosso di fuoco i tramonti che verranno” rappresenta i miei auguri di buona Pasqua in zona rossa, quando la speranza è la prima necessità, quando la vicinanza si fa valore, quando il ritorno all’essenziale apre la possibilità di una vera Rinascita. Che il mio cuore è stretto stretto e la commozione sempre sulla finestra.

Rosso di fuoco i tramonti che verranno

Rosso di fuoco i tramonti che verranno

Rosse di porpora le albe che sorgeranno

Rosse le gote che ci inteneriranno

Rosse le labbra che ci ispirano ardore

Rosse le fragole, le ciliegie e le more.

Rosse le rose che canteremo ancora.

Rosso d’amore la vicinanza ai nostri fratelli.

Coi miei più cari auguri di pace, vicinanza, speranza e serenità.

Buona Pasqua in zona rossa a te. ❤️

 

Lucina

 

COVID-19: positiva o negativa?

COVID-19: positiva o negativa?

Positiva o negativa al COVID-19? La quarantena a casa della cantautrice Lucina Lanzara è iniziata il 3 ottobre 2020. L’isolamento dei congiunti. Il DPCM. L’esito del tampone, il sierologico. Incredibili le spire del COVD WORLD!

La registrazione inedita della canzone a mio padre Pietro Lanzara.

La registrazione inedita della canzone a mio padre Pietro Lanzara.

Lucina Lanzara, la cantautrice, ha scritto una canzone per suo padre Pietro Lanzara, scomparso 10 anni fa. La canzone è ancora inedita. Lucina ha appena ritrovato la registrazione di una prova in studio con Daniele Camarda, in cui comincia ad abbozzare l’idea, l’arrangiamento. La sensazione he deve vivere è il “crederti ancora qua”. E’ possibile ascoltare l’audio della prova

Il drum circle facilitato da Lucina Lanzara: energia a 1000 per 100 tamburi!

Il drum circle facilitato da Lucina Lanzara: energia a 1000 per 100 tamburi!

Il 3 gennaioIl 3 gennaio si è tenuto a Palermo il Drum Circle facilitato dalla performer Lucina Lanzara secondo il metodo di Arthur Hall, Drum Circle Spirit. Partecipazione ed entusiasmo a 1000 per 100 tamburi!
Il Drum Circle è un evento in cui un gruppo di persone suonano tamburi e percussioni supportati da un facilitatore. Tutti possono partecipare.
Nell’articolo si parla di alcune tecniche utilizzate, vengono riportati alcuni commenti a caldo. Un video dettagliato di 3 minuti circa racconta l’evento.

L’Altare di San Giuseppe

L’Altare di San Giuseppe

L’Altare di San Giuseppe o tavola di San Giuseppe è una antichissima tradizione siciliana di devozione al Santo, con forte senso di solidarietà con chi ha bisogno. Da alcuni anni viene organizzato dlle Condomine di Via Tripoli 3 in collaborazione coi Frati Minimi di San Francesco di Paola.

L’Altare di San Giuseppe

L’Altare di San Giuseppe

La Pandemia non ferma l’Altare di San Giuseppe a San Francesco Di Paola.

Guarda il servizio di TGS.
1 minuto. 

L’allestimento dell’altare di San Giuseppe è un’antichissima tradizione siciliana, ancora in vigore nei paesi dell’entroterra.

 

Ti racconto come, dal Condominio di via Tripoli, la tradizione arriva alla chiesa di San Francesco di Paola.

La mia dirimpettaia si chiama Cenza

La mia dirimpettaia si chiama Cenza. Da 20 anni, il 13 dicembre bussa per consegnarmi un piattino di cuccìa, anzi due, uno alla ricotta e uno alla crema di latte. Quando mi finisce il latte, è l’occasione per bussarle e scambiare due chiacchiere e molti sorrisi.  È la vicina di casa che tutti vorrebbero: premurosa, affabile, affettuosa, materna, aggregante. Le vogliamo tanto bene. Nella foto Cenza indossa una maglia gialla, la signora Stella è in rosso, io “tiro” la foto.

Cenza proviene da Campofiorito, uno dei paesi tra i più rinomati per la cura di questa tradizione.

Sotto, particolari di Altari di San Giuseppe che ho visitato a Campofiorito tra il 2016 e 2017. Clicca per ingrandire la foto

Alcuni anni fa Cenza ha proposte a noi condomine di allestire un Altare di San Giuseppe nella nostra portineria.

La proposta, apparentemente bislacca, si è rivelata uno straordinario aggregante. Dal 2014 è diventata una tradizione irrinunciabile nel mio condominio.

L’anno scorso ci ha fermate il Lockdown. Ci dettimo di fare partecipando al Flashmob dei Condomini. Quest’anno, su sollecitazione di Padre Giorgio, eccoci!  Proseguiamo per gradi.

A Campofiorito le sculture di pane per l’Altare di San Giuseppe

Il pane benedetto è il cuore dell’altare di San Giuseppe. Si divide in Sculture e pane benedetto da consumare. Le sculture di pane sono l’elemento essenziale dell’Altare.

Le Sculture di Pane vanno sull’Altare,  “u viscottu di San Giuseppe” tipo panini, una volta benedetti, vengono donati agli avventori.

Quest’anno, il giorno di San Giuseppe 2021, i panini verranno donati agli avventori per le SS Messe delle ore 8.00, 10.00, 12.00 e 18.30.

Sarà possibile visitare l’Altare dalle 8 alle 13 e dalle 16 alle 20.

Recuperato il pane a Campofiorito, l’appuntamento per cominciare a montare la struttura dell’Altare è alle 6 del mattino.

Ci siamo divise i compiti.

Serviva un’icona di San Giuseppe. Maria Teresa rintraccia un bel quadro tramite la sorella della sua amica Marisa Salvo, Pina.

Il quadro, per stare sull’altare, ha bisogno di un supporto. Ce lo hanno procurato gli artigiani PreGi di via Sant’Oliva.

Abbiamo scelto le tovaglie più belle, pizzo 500 e merletti d’altri tempi. A mezzogiorno la Benedizione.

La notizia si diffonde. 
Negli anni il nostro piccolo Altare diventa sempre più ricco.

L’Altare cresce e si sposta in Parrocchia

La mole di offerte e richieste si fa tale, che decidiamo di spostare l’allestimento dell’Altare di San Giuseppe nella monumentale chiesa di San Francesco di Paola, nostra parrocchia, coi frati Minimi.

Qui nella Cappella di San Giuseppe alla Chiesa di San Francesco di Paola a Palermo.

San Giuseppuzzu
San Giuseppuzzu
quando purtastivu a Maria in Egitto
l’assististivu pi’ tuttu u tragittu.
Assistitine ‘nta ‘stu passu strittu
di bisogni e nicissitate
San Giuseppuzzu
unn’abbannunate.

Poesia antica siciliana a San Giuseppe

Il Quadro di San Giuseppe che ci ha prestato per alcuni anni Pina Salvo

Cosa non può mancare sull’altare di San Giuseppe ?

Sculture di Pane per l’Altare:

Il nome di Maria
Il cuore di Gesù
Ostensorio
Gli uccellini
Bastone di San Giuseppe
Gli attrezzi di San Giuseppe
La barba di San Giuseppe
2 Galli
La cornucopia
Pesce grande che mangia il pesce piccolo
Cestino di fiori

Pietanze

Sfinge di San Giuseppe
Cassata
Cannoli
Strummuli
Pignoccata
Agnello pasquale in marzapane
Crostate
Frittate miste
Pasta al forno
Pasta con le sarde
Brocca con Acqua
Brocca con Vino
Pane abbrustolito (mollica ammuttunata) ovvero il formaggio dei poveri.

Oggetti

Icona di San Giuseppe
Candelabri
Fiori
Alloro
Rosmarino

Offerte alimentari

Frutta fresca colorata
Frutta secca
Ortaggi
Frittate di ogni genere e specie (patate, carciofi, piselli)
Pignoccata
Rosticceria
Pasta al forno
Offerte di borse di spesa

.

Il gruppo per l’Altare di San Giuseppe

Il primo gruppo di “lavoro” era formato da Cenza Pillitteri Oddo (l’ideatrice-coordinatrice)
Adriana Milia, Caterina D’Angelo, Stella Giampietro, Maria Teresa Furnari, il nostro portiere Sandro Licata e la sottoscritta. È passata anche Funny Gullo. Si è aggiunta poi Paola Castagna e quest’anno Giovanna Mistretta Pardo.

Tanta Pizza per organizzarci!

Per organizzarci abbiamo dovuto mangiare tante pizze! 😄😄 E mentre andiamo a fare il nostro dovere, chi incontriamo?
Trova l’intruso (Salvo Piparo!!!)

Quest’anno Pino Quartana, cugino di Cenza, ha portato a Palermo le sculture di pane realizzate a Campofiorito. Le abbiamo affidate a Giovanna, giunta nel nostro condominio quest’estate.

Giovedi pomeriggio andremo ad allestire l’Altare insieme ad Alessandro, il Sacrista di San Francesco di Paola.

Fra spirito laico e religioso

L’allestimento dell’Altare di San Giuseppe è un atto di Solidarietà tra spirito religioso e spirito laico.

L’iniziativa che prende spunto dallo spirito religioso, si allarga a tutti coloro che desiderano, anche in modo laico, esprimere la loro generosità nei confronti dei più bisognosi.

L’Ex-voto: la Promessa

La Tradizione e l’ex-voto a San Giuseppe

L’Altare è un ex-voto a San Giuseppe. Detto in modo molto elementare, “Caro San Giuseppe se mi fai questa grazie che ti sto chiedendo,  (ristrutturarmi la casa, la salute di un caro, un affare) io ti faccio l’Altare.”

Santi addumannati

L’Altare si poteva realizzare o tutto di tasca propria o con maggiore umiliazione andando a chiedere l’elemosina nel paese.

Si imbandiva un tavolo e si invitavano i Santi
Per esempio
Maria
San Giuseppe e
Gesu bambino

Oppure

Maria
San Giuseppe e
Gesu bambino
e i 12 apostoli

Il padrone di casa invitava a mangiare i poveri del paese.

A ciascun santo corrispondeva a tavola un povero.

Il padrone di casa stesso serviva i poveri del paese, tra i più poveri e serviva le pietanze più buone, più ricercate, le primizie.

San Giuseppe secondo De Andrè

San Giuseppe secondo De Andrè viene cantato nel disco la Buona Novella.
Qui in “Maria nella bottega del Falegname”.

La Buona Novella (1970)

Maria Nella Bottega D’un Falegname

“Falegname col martello
perché fai den den?
Con la pialla su quel legno
perché fai fren fren?
Costruisci le stampelle
per chi in guerra andò?
Dalla Nubia sulle mani
a casa ritornò?”
Il falegname:
“Mio martello non colpisce,
pialla mia non taglia
per foggiare gambe nuove
a chi le offrì in battaglia,
ma tre croci, due per chi
disertò per rubare,
la più grande per chi guerra
insegnò a disertare”.

La gente:
“Alle tempie addormentate
di questa città
pulsa il cuore di un martello,
quando smetterà?
Falegname, su quel legno,
quanti corpi ormai,
quanto ancora con la pialla
lo assottiglierai?”

Maria:
“Alle piaghe, alle ferite
che sul legno fai,
falegname su quei tagli
manca il sangue, ormai,
perché spieghino da soli,
con le loro voci,
quali volti sbiancheranno
sopra le tue croci”.

Il falegname:
“Questi ceppi che han portato
perché il mio sudore
li trasformi nell’immagine
di tre dolori,
vedran lacrime di Dimaco
e di Tito al ciglio
il più grande che tu guardi
abbraccerà tuo figlio”.

La gente:
“Dalla strada alla montagna
sale il tuo den den
ogni valle di Giordania
impara il tuo fren fren;
qualche gruppo di dolore
muove il passo inquieto,
altri aspettan di far bere
a quelle seti aceto”.

Fabrizio De Andrè

San Giuseppe, nel Dies Natalis, è l’uomo dei conflitti interiori, della dedizione alla Famiglia spuria.

Qui siamo a Casa Professa. Dies Natalis è un’oratorio moderno, diversi brani sono dedicati a San Giuseppe, uomo inizalmente devastato dalla notizia della gravidanza di Maria.
Il testo è di Salvino Leone. Questo è il più rappresentativo.

FAQ

 

L’Altare di San Giuseppe si può visitare?

L’altare si potrà visitare
Venerdì 19 marzo 2021
dalle ore 8 alle 13 e
dalle 16 alle 20.

Tutte le operazioni verranno gestite nel rispetto della Normativa per la sicurezza Covid, con distanziamento, sanificazione, mascherine.

 

Distribuzione del pane benedetto

Quando sarà distribuito il pane benedetto?

Il Pane benedetto sarò distribuito a tutti gli avventori durante le seguenti Sante Messe
di Venerdì 19 marzo 2021:

– ore 8.00
– ore 10.00
– ore 12.00
– ore 18.30

FAQ

 

A chi si distribuiscono le offerte alimentari?

Le offerte alimentari saranno distribuite dai Frati Minimi a persone da loro seguite e assistite.

Le offerte alimentari vengono distribuite a fine giornata a un gruppo di persone bisognose, che di volta in volta vengono individuate. Per esempio il primo anno abbiamo mandato i cibi alla casa di accoglienza per ragazze madre in via Olio di Lino di AnTonietta Passalacqua – centro studi Carlo Borromeo. Il secondo anno alla Mensa dei Frati Cappuccini e così via.

FAQ

 

A chi si distribuiscono le offerte alimentari?

Le offerte alimentari saranno distribuite dai Frati Minimi a persone da loro seguite e assistite.

Le offerte alimentari vengono distribuite a fine giornata a un gruppo di persone bisognose, che di volta in volta vengono individuate. Per esempio il primo anno abbiamo mandato i cibi alla casa di accoglienza per ragazze madre in via Olio di Lino di AnTonietta Passalacqua – centro studi Carlo Borromeo. Il secondo anno alla Mensa dei Frati Cappuccini e così via.

Dove si trova la Chiesa di San Francesco di Paola?

NO ZTL

La Chiesa di San Francesco di Paola si trova in Piazza San Francesco di Paola, accanto a Villa Filippina.

Passaparola.

Invita i ragazzini a venire a visitare l’Altare!

È una straordinaria esperienza di scambio umano, che nemmeno il Covid ha potuto fermare!

Per informazioni
327 9362800

Altare di San Giuseppe alla Chiesa di San Francesco di Paola a Palermo

Conoscevi questa tradizione ?

Hai visitato il nostro Altare?

Hai letto questo articolo?

Ci piacerebbe che lasciassi un segno del tuo passaggio!

Lasci un commento?

Il tuo canto libera. Il laboratorio Canto ed emozioni a Casa delle Fate

Il tuo canto libera. Il laboratorio Canto ed emozioni a Casa delle Fate

Il laboratorio canto ed emozioni dal titolo “il tuo canto libera” si è tenuto a Scicli dal 18 al 20 settembre 2020. Si tratta di una Masterclass “Voci Vicine”, con performance finale, aperta a chiunque ami cantare, professionisti o amatori del canto. Ti racconto come è andata.

La carezza di un salice piangente accoglie il nostro arrivo a Casa delle Fate.

La carezza di un salice piangente accoglie il nostro arrivo a Casa delle Fate.

Carubbi maestosi, profumo di gelsominini, Ulivi centenari. Nespoli, Agavi, spezie d’ogni tipo. La Natura in festa è il primo regalo. 

Ciascuno ha portato qualcosa da condividere, miglio, lenticchie, patatine giganti, anche una cassa di rosso, che a brindare si scaldano gli animi.

Siamo divisi tra Casa delle Fate e Borgo delle Stelle. Già i nomi ci proiettano in un altrove fatto di folletti e giunchi incantati. Ci sorprende il laboratorio di telai e lane filate a mano, che coll’arcolaio Aurora ci si addormentò. I racconti di Patrizia sanno d’incenso e tradizioni. Siamo bambine stupite e grate.

Da chi è composto il gruppo?

Il gruppo è composto da cantanti avvezze e principianti, chi non ha mai cantato in pubblico e chi crede di essere stonato. Alle emozioni affido l’incontro e  la conoscenza reciproca. Distanziati e in sicurezza, lavoriamo all’aperto. Niente abbracci, se non virtuali. Nulla dice più del corpo in movimento. Al non verbale è affidata la conoscenza reciproca. Un responsorio corale di nome e cognome ci proclama,  ci identifica, ci definisce nel tempo. Eccomi, sono qui, ci sono. Mi vedete? Ti vediamo. Mi percepite? Ti percepiamo.  Sapete chi sono. Ciascuno inizia a esistere nel gruppo.

 

La girandola inizia.

Mi sento una tarantola.
Danzo sulla trama tessuta per mesi, cucendo fili invisibili e invischianti, ballo una pizzica di lode e gratitudine.

Battiti

Battiti. Battito del cuore. Battito di mani. Ritmo che diverte. Ritmo che unisce. Ritmo che sincronizza i nostri cervelli, crea alleanze, consolida il gruppo. 


Adesso cenni di teoria e tecnica vocale. Ritmo e melodia come elementi essenziali della della musica. 

La Rivoluzione acustica, il  432.

Meditazione creativa: ci trasforma in vento, poi in foglie, poi in petali. 

Spirali come Nautilus disegnano nell’aria percorsi di leggerezza. Posso sentirli tutti. Tanta profondità, tanta bellezza.

Bellezza sarà la parola d’ordine. So di avere di fronte “eroi” pronti a battersi per la propria evoluzione.

La responsabilità è grande. Scotta.

Mi sono sentita sabbia.
Mi sono sentita vento.
Ero una foglia di carrubbo.
Poi petali di gelsomino arabo dorati.

Loredana

Respiro. Rilassamento. Risonanza.

Oggi è il giorno delle 3 R: Respiro. Rilassamento. Risonanza. Teoria, pratica, teoria, pratica. Esercizi di riscaldamento, sbadigli consapevoli, sirena, lip roll, apparato fonatorio, bocca, lingua, palato duro e palato molle, esplorazione della bocca.

Partiamo dalle arcate dentali: pulizie di stagione! Ridiamo. Ridiamo a tempo. 1 risata. 2 risate. 4 risate. 8 risate. Ridiamo a crepapelle.

 

L’ombelico è il mio migliore amico.
Abbiamo chiaro il motore del canto.
Cantiamo.
Abbozziamo i primi brani per domani sera.
Siamo treni in corsa.
Ci sentiamo forti.

Cosa canteremo per la performance?

Cosa canteremo per la performance? Un gruppo così eterogeneo cosa potrà offrire?  We shall over come perchè ce la possiamo fare! Amazing Grace perchè la lode sia eterna. La Casetta in Canadà perchè Casa delle Fate è un luogo fuori dal mondo. La campana tibetana ci farà risuonare alle frequenze della Terra, ci faremo una voce sola.

Siamo connessi. Spazio alle improvvisazioni libere. Mai una stonatura. Polifonie. Ancora bellezza.

Introduzione al concetto di quarta parete e tecnica di interpretazione.

Si lavora su chi abbia a memoria il testo.
Olga ci strega con Cu’ ti lu dissi, Noemi ci schianta con Mad Word (ma dove avevi conservato quella voce?) e Alessandra scioglie lo scioglibile col dono incantato della sua voce: è una straziante dolcissima LLorona.

Ogni esibizione ci toglie il fiato. Assistiamo esterrefatti: cocci di vita si materializzano.

Rigagnoli di lacrime agiscono indisturbati. 
Lasciamo che ci irrorino.

Torniamo alla teoria. Come ci si prepara a un concerto. Il camerino interiore. Vocalizzi. L’euforia sale. Il filo è sottilissimo.

Devo tenere a bada gli entusiasmi: rischiamo di disperdere la concentrazione. Andiamo sul Luogo. Prendiamo posto. Proviamo le posizioni. Proviamo e riproviamo i movimenti di scena. Il cerchio ci rassicura. Prende forma. Prendiamo forma. Mezz’ora di pausa. Vi aspetto in salotto. Meditazione e vocalizzi. Riepilogo della scaletta. Respiriamo. Siamo pronti. Andiamo.

La notte della performance in bianco.

Daniele ha acceso ceri e candele, sparso oli essenziali.

La performance nel giardino di Casa delle Fate è un rito propiziatorio, un Inno alla Vita.

Uno dietro l’altro si snocciolano i numeri che abbiamo preparato.

Prendo il tamburo.
Swap.
Non suona più!
Sordo completo. L’umidità ha ammollato la pelle. Riformulo al volo la scaletta. 

Respiriamo, improvvisiamo, cantiamo. 
Siamo felici. Sono felici gli avventori. 

Candele illuminano la notte e ci rassicurano.

Il buio protegge le nostre reticenze, scherma gli errori.

Gli errori sono compagni di viaggio, ci dicono “bravi! Ci state provando!”.

Chiedo una parola ciascuno.

Armonia
Autenticità
Tranquillità
Meraviglia
Connessione
Risonanza
Interiorità
Sensibilità
Pausa
Respiro
Rivoluzione
Vivacità
Emozioni
La sintesi più appagante è l’espressione coniata da Loredana: CantANIMA.

La consegna degli attestati sancisce l’alleanza.
Tecnica Vocale, interpretazione, comportamento scenico e gestione delle emozioni.
Complimenti: sei una Voce Vicina!

Sei riuscita a farmi arrivare dentro l’origine della mia voce ed ho sperimentato un luogo non luogo mai conosciuto prima

Loredana

È stata un’esperienza emozionante, carica di umanità. Le diversità di ognuno di noi sono la componente che arricchisce le nostre menti ed il nostro animo. La guida generosa di Lucina riesce a tirar fuori sempre le sensibilità dei partecipanti.

Leonardo

Lucina è come “i tubi dell’acqua” conduce e amplifica le emozioni, i suoni e la musica che l’attraversa, inoltre con determinazione ma anche dolcezza guida un gruppo di estranei, a volte anche stonati, a sentirsi in breve tempo in armonia con sé stessi e gli altri. Stupefacente!! Io mi sono divertita moltissimo oltre che arricchita di nuove nozioni musicali. Grazie

Olga

Aria fatata…

Bebè

Emozionalmente un’esperienza grandiosa, ho conosciuto delle gran belle persone!

Rita

La classe è una grande esperienza emozionale dove si scopre la possibilità di entrare in armonia sia con le voci che con gli animi dei partecipanti, in modo così naturale da restarne molto sorpresi. Occasioni come queste infatti fanno comprendere quanto la società di oggi punti sull’individualismo e la separazione creando conflitti che alterano la vera natura degli uomini ovvero lo spirito di condivisione e il sostegno reciproco. Grazie a queste iniziative è però possibile ritrovare dentro di noi questo spirito ed acquisire un diverso sguardo sulla vita di ogni giorno..

Alessandra

Empatia! Gratitudine a te e al gruppo! Esperienza fantastica!

Franca

Domenica mattina si tirano le somme. Il rito della foglia resta un segreto condiviso coi partecipanti. Ancora una volta, l’incontro autentico con altre persone mi rivela le meraviglie dell’essere umano. La classe termina e io sono ancora più felice. E grata.

Il privilegio della fionda è raccogliere il volo di chi a te si affida.

Lucina Lanzara

Un esercizio… ridicolo!.

Qui sotto ho estrapolato, dalla serata in bianco al Giardino di Casa delle Fate, un esercizio che trovo utilissimo per la tecnica vocale: l’ANCORAGGIO del canto! Ridicolo proprio! E incredibili sono i benefici!
Provi con noi?!

Durata: 3 minuti.

Ti ringrazio per aver letto fin qui e aver trepidato un pò con noi! È stato così? hai trepidato con noi?

Hai sentito grilli o cicale?
Hai riso? Hai sentito sussultare la tua pancia?

Ti va di lasciarmi una parola qui sotto? Un commento? Un’impressione?

Ancora grazie per la tua attenzione e per il tuo tempo.
Ti aspetto.

L’ultima milonga, il funerale di Alberto Pizzuto

L’ultima milonga, il funerale di Alberto Pizzuto

Ieri pomeriggio si è tenuto il funerale di Alberto Pizzuto.

Sabato, apprendo su Facebook dalle parole di Maura Laudicina  della dipartita di Alberto. Che dolore!

Piergi mi spiega che Alberto è alla camera mortuaria dell’ospedale di Cefalù. Si sentono trattati come bestie, con immondizia e vasi rotti in una gelida camera mortuaria. Massi è in alto mare, nel Tirreno, i telefoni non prendono.

Alberto aveva espresso il desiderio di essere cremato e, l’agenzia incaricata lo porterà a Cosenza.

Occorre organizzare il funerale, ma siamo a Ferragosto è difficile trovare chiese disponibili.

La chiesa di San Luigi Ugdulena dà disponibilità per martedì.

Piergi è afflitto all’idea di dover aspettare ancora fino a martedì.

Piergi mi dice che Maurizio Maiorana gli aveva riferito di un desiderata di Alberto: il canto di un tango al suo funerale.

Gli dico, in punta di piedi, che posso provare a vedere se riesco a fare qualcosa.

Contatto padre Pietro Magro della Parrocchia di Sant’Espedito dove facciamo servizio da tanti anni con Massimo mio marito e dove i miei figli sono Scout.

Padre Piero si mette a completa disposizione, non fa problemi per gli orari, non fa problemi per nulla, anzi cerca di venirmi incontro in tutti modi.

Ricontatto Piergi e gli riferisco della disponibilità di padre Piero a celebrare il funerale nell’orario più
utile anche in funzione del viaggio verso Cosenza. Piergi contatta l’agenzia funebre, si stabilisce per le 15.00 di lunedì 10 agosto. Ricontatto padre Piero, è fissato.

Ci messaggiamo con Maura Laudicina per capire se organizzare una milonga finale.

Ho cercato di mettere insieme i pezzi e quello che è venuto fuori è stata una girandola di amore e poesia come se a chiudere la vita di Alberto fosse l’ultima Milonga.

Mi contatta Leo Alagna e mi dice che sua figlia Alice avrebbe piacere di cantare.

Lunedì 10 Agosto ore 15
Chiesa di Sant’Espedito.
Il Funerale di Alberto Pizzuto.

Per le letture con mia sorella Vivi concordiamo di chiedere anche a Rosalba Rosalba, tanto credente e comunque sempre vicina.  Non sa se ce la può fare, ma sa che con l’aiuto di Gesù ce la farà e così è: la sua lettura sarà indimenticabile. Ogni parola è come una volta dell’acquedotto romano, stabile, elegante, fiera,  decisa, irremovibile. Piena di senso, chiarissima. Alla fine della Messa mi complimento per la sua lettura e lei mi dice “era Gesù”. lo credo. Si sentiva. 

Prima che la messa inizi prendo la parola.

Ringrazio gli astanti per la presenza affettuosa, ringrazio padre Piero per l’ospitalità,  invito al raccoglimento con tre scopi: 

1. salutare il corpo fisico di Alberto;

2. unirci in preghiera per aiutare la sua anima a levarsi e trasformarsi nella Luce; 

3. manifestare vicinanza alla famiglia, in particolare ai Figli e a Rosalba.

Con padre Piero programmiamo di non cantare le parti fisse, come Alleluia e Santo, in modo da lasciare spazio ai momenti di condivisione.

Massimo, mio marito, mille viaggi con Massi, con immensa fatica, suonerà e canterà. 

Vivi si unisce al coro, legge il salmo “il Signore il mio Pastore”, stesso testo del canto che avevamo intonato all’ingresso.

Arriva il momento dell’Omelia.

Padre Piero manifesta grande vicinanza ai familiari.
Ricorda i tratti salienti di Alberto.
Si rivolge empatico ai figli  “bei giovani inseriti in società”, alla loro madre Rosalba, ai cugini, la zia, ricorda il fratello deceduto a inizio anno, il tema della morte in famiglia. 
Padre Piero è “giusto”, equilibrato, vero. 
Parla delle cose della Terra, del nostro limite, della sua età che ha compiuto 73 anni e Alberto ne aveva 74 e delle domande che si fa tutti i giorni. Di Alberto dice che era un uomo vitale, il fatto che amasse così tanto il ballo era il segno di quanto fosse attaccato alla vita. poi parla del vero senso delle cose, del fatto, di quanto alla fine l’uomo non abbia riposo se non in Dio. 

L’Assemblea ascolta in religioso silenzio, che mai questo epiteto fu più appropriato. 

All’offertorio cantiamo il Cantico di San Damiano “Ogni uomo semplice”. Chiedo ad Alice di raccogliere le offerte, le spiego come fare, lei si presta. 

Al momento della Comunione, Maurizio Maiorana intona, con profondissima commozione sua e nostra, l’Ave Maria in spagnolo. Era stata 15 anni fa una esplicita richiesta di Alberto, che si cantasse al suo funerale.

Benedizione della Salma. 

La funzione religiosa si chiude.

Saluti finali.

Inizio io leggendo la lettera ad Alberto, mio primo maestro di ballo. 

Mi segue Vivi, che ricorda l’infinità di eventi che l’hanno legata ad Alberto e alla famiglia Pizzuto. Ci strappa una risata ricordando le intercessione per togliere le punizioni a Massi. 

Giuseppe Sfalanga, l’amico di sempre, riporta le innumerevoli commosse dediche raccolte sui social, Facebook, Instagram, Whatsapp, ne legge alcune. Le parole ricorrenti sono: sempre cordiale, sempre gentile e sorridente, un gentiluomo d’altri tempi. 

Maura Laudicina si da coraggio, si fa forza e dice: “non ho scelto io quel posto. Non pensavo di sedermi da sola, ma io non ero sola. Con me c’era Alberto. C’è Alberto. Vent’anni fa sono entrati nella mia vita Maurizio, Alberto e il tango e questo è amore.”

Infine una bellissima donna  argentina racconta le ultime ore di Alberto a Lascari. E’ stato suo marito ad accompagnarlo all’ospedale di Cefalú. Alberto è entrato con i suoi piedi. La sera prima aveva tifato Juventus anche se lui non tifava Juve. Era pieno di vita e di energia come sempre.

Adesso è il momento di Alice Alagna. Proprio Alberto l’aveva incoraggiata a iscriversi al suo primo concorso di canto a Lascari.  Massimo accompagna alla chitarra il suo Alleluia di Cohen. La bellezza di questa ragazzina e il suo canto emozionato stringe fortissimo i nostri cuori riunendoci in abbraccio condiviso.

 Il tango di Maurizio Maiorana è il commiato finale, l’ultima Milonga. 
La Messa finisce e noi andiamo in pace, più tristi ma più felici. 

Grazie Padre Piero. 
Massi e Piergi vi amo tanto .

Credevo fossimo eterni.  Ciao Alberto!

Credevo fossimo eterni. Ciao Alberto!

Credevo che fossimo eterni. Ciao Alberto!

Credevo che fossimo eterni, Alberto. Avevamo programmato con Vivi di venirti a trovare la settimana prossima, quando i tuoi amici di Torino sarebbero andati via.

So che nell’ultimo periodo Piergi si è preso cura di te, Massi a cucinarti leccornie.

Erano anni che non ci incontravamo Alberto.

Aspettavo il momento per iniziarmi al tango. Non lo avevo ancora fatto perché sapevo che quando questo momento fosse arrivato, mi avrebbe rapita per sempre, il tango dico. E non vedevo l’ora di condividere con te questa gioia, tu che sei stato il mio maestro, a 9, 10, 11 anni e poi ancora a 12, 13, 14,15, 16,17 anni, che le serate a casa vostra si passavano ballando.

Nel tempo la nostra altezza è diventata uguale, ma andava sempre comunque bene, coi tacchi, senza tacchi, a ballare tu eri sempre all’altezza.

La tua mano certa sulla schiena. Indice e medio sulla mia spina dorsale, presenti, attenti a guidare i passi, gestire equilibri. Mazurca o polka, valzer o fox trot, non sapevo quello che facevo, io ti seguivo.

Tra le cose della mia vita aspettavo questo momento Alberto, quello di avviarmi al tango per riassaporare con te con la magia in cui tutto scorre in un tempo che non esiste, c’è solo il tempo battuto dai tacchi.

Alberto, ballare con te mi ha reso felice. Mi riempivi di complimenti gentili, mai fuori luogo, sempre protettivo, sempre cavaliere.

Ci divertivamo Alberto,
eccome se ci divertivamo!

Facevamo il conto di quando venire a trovarti la settimana prossima.

M’aspettavo di essere accolta dal tuo sorriso smagliante e la tua voce che dice: “weeeeeee Luciiiiii!!”

Credevo che fossimo eterni.
E infatti lo siamo: ci rivediamo nell’Eterno!
Ciao Alberto.

Il funerale di Alberto Pizzuto


Il funerale di Alberto Pizzuto sarà celebrato da Padre Pietro Magro lunedì 10 agosto 2020 ore 15:00 alla chiesa di Sant’Espedito, in via Nicolò Garzilli a Palermo, angolo via Trapani.

Un omaggio degli amici tangueri saluterà Alberto. Grazie a Maura Laudicina, Maurizio Majorana, Giuseppe Sfalanga.



Festa per i 50 anni di mia sorella Vivi

Festa per i 50 anni di mia sorella Vivi

Un compleanno epocale.
Parola d’ordine: FESTA!

E’ festa! Vivi, mia sorella maggiore, compie 50 anni! A casa nostra si festeggia l’onomastico, la pagella, i successi, figurarsi i 50 anni! 

Il 13 Giugno 1970 nasceva a Palermo Vivi Lanzara. 
Vivi è unica.
Psichiatra, pianista, mamma a tutto tondo, chi la conosce lo sa. MA TUTTE LE MEDAGLIE HANNO DUE FACCE. 

A causa del COVID19 non era possibile organizzare una grande festa.

Noi non ci siamo date per vinte!
Denise, sua figlioletta di 14 anni, ha lanciato l’idea, creando una chat organizzativa con le mie sorelle Luisa e Valentina, mia cognata Laura, la Nonna Bebè mia madre e me. 

Ci siamo divise i compiti  e le abbiamo organizzato una festa super speciale.

Ho pensato di raccogliere qui i momenti salienti,ua specie di album multimediale di ricordi di una festa epocale.

Buona valanga di emozioni!
E un mondo di auguri ancora a mia sorella Vivi per il suo cinquantesimo compleanno!

A mia sorella Vivi
nel giorno del suo 50esimo compleanno

50, la poesia per Vivi

50 sono i baci che dai, quando me ne aspettavo uno

50 i minuti che dormi la notte, se qualcuno ha bisogno di te

50 i colori che abbini quando ne bastavano due

50+50+50 sono le parole che dici se ti contrario

50 sono i minuti dei tuoi messaggi vocali e quelli sulla porta per salutarci

50 sono i denti che mostri quando sorridi

50 sono gli abbracci che ti darei ogni mattina

50+50 i 52 tasti del tuo pianoforte

50 mila le ricette che inventi

E gli animali di cui ti sei presa cura? Almeno 5000!

50 sarebbero state le idee di Papà per festeggiarti. Già…! Te l’immagini?     

Almeno 50 cm in più degli altri gli ostacoli della vita per te:
il Signore  da croci più grandi a chi ha spalle più larghe,
perché il premio poi è così luminoso che ripaga di tutti i sacrifici .

Ecco, Dio, oggi ti volevo proprio ringraziare
perché sono veramente molti più di 50 i calci negli stinchi che mi ha dato

e perché, sorella mia, il cuore tuo è 1
ma fa per 50!

Auguri sorella mia
Lucina

Il Drum Circle per i 50 di Vivi

Vivi è…. Com’è Vivi?
Vivi è un personaggio più unico che raro.
Gli aggettivi raccolti, sono stati parte di questo Drum Circle in Famiglia dai 4 agli 81 anni!
Ecco un assaggio del Drum Circle per Vivi!

La lettera di Zia Elisa per i 50 anni di Vivi

Zia Elisa è la sorella di nostro padre Pietro Lanzara. Professoressa di Fisica all’Università tutta d’un pezzo, tacco 12 e veste rossa! Il legame con Zia Elisa è antico e mi riporta al sapore delle belle tradizioni, sa di famiglia. 

La lettera descrive Vivi, racconta un paio di aneddoti tenerissimi e simpaticissimi!
La commozione è forte.

La ZOOM a sorpresa! 

Causa COVID19 non era possibile organizzare una festa. Vivi ha tantissimi amici e sapevo che sarebbe stata felice di essere festeggiata. Ho cercato di fare mente locale sulle persone più vicine per coinvolgerle in questa sorpresa. 

Vediamo come è andata? 

C’è un tempo per piangere e un tempo per ridere.

C’è un tempo per piangere e un tempo per ridere. La vita di Vivi è stata una vita intensa. Condividerla è un modo per celebrarla.
Abbiamo bisogno di celebrazioni. E rivedendo i risultati, penso proprio che si sia merita questa valanga d’amore!

Da questo momento in poi, potrai leggere aneddoti legati alla vita di Vivi, commenti, storie, raccontati dai parenti più stretti e dagli amici più intimi!

E’ il caso di dire, buon divertimento!

Com’è Vivi?
Dammi 1 ricordo e 5 aggettivi!

Per festeggiare i 50 anni di Vivi, ho raccolto dagli amici più intimi e dai familiari pià vicini ricordi e impressioni su Vivi.
Il risultato è fantastico! Beh, non avevo dubbi, però leggere aneddoti e 

Per questo motivo ho deciso di condividere tanta ricchezza.

Anche tu vorresti aggiungere qualcosa?
Ti prego, partecipa! Fallo nei commenti sottostanti!

Una mamma eccezionale
sempre pronta a rendere felice gli altri
Stilosa, solare

Denise, la figlia

Scordulona

Da piccole, io e Denise dormivamo insieme e il giorno dopo, il 90% delle volte dovevamo andare allo studio lanzara perchè la zia doveva lavorare. così puntualmente quando la casa era chiusa, noi eravamo in macchina da un pezzo, la zia si ricordava di avere scordato qualcosa! di conseguenza io e la mia cuginetta le affibbiammo il termine di SCORDULONA, che ancora oggi le si addice;)

Teresa, nipotina

Vincenza Lanzara Vivì
così diceva di chiamarsi da bambina.

Zia Elisa

Mi coinvolgeva nelle sue battaglie animaliste dando lo zucchero alle formiche sterminate col DDT dai nostri genitori 

Lucina, detta Lazit, la sorella

Cosa sa fare meglio Vivi?

La mamma. 

Luisa, sorellina

Quando suona il pianoforte
ti mette le ali

Laura Celona, scrittrice cognatina

Vivi è rock, forte, leale, determinata, pedante

Zia Massi

Rompiballe
ma lo fa con coscienza

Mauro Mosca

Le sue facce sono irresistibili

Tancredi The King

Libera
Malinconica
Ammaliante
Duci

Una meravigliosa scaricatrice di porto

Dino Pizzuto, pianista

Vivi sei umanissima!

Cinzia Orlando

Una nota preziosa di Vivi è la Dedizione a chiunque richieda il suo
aiuto professionale

Vivetta, zia o terza sorella

TROVA VIVI NELLA FOTO QUI SOTTO

Vivi fa musica anche quando lavora e dirige l’orchestra. E’ una donna di rara sensibilità

Pina Di Franco, Madrina, collega, amica

La tua anima fa luce e si vede dai tuoi occhi

Francesco Rizzi

Vivi è
affettuosa
incazzusa
generosa
distratta
e soprattutto puntuale!

Daniele Riso

Una puntura rock!

Sergio Marchesini

Vivi è responsabile, sincera, superpreparata

Mita

Quando sorridi con occhi
sei fonte di serenità

Marta Genova, cugina

Insofferente
all’umorismo demenziale

Tony Landolina

Non so quante volte mi ha ascoltato e dato consigli

 

Beppe Catalano

Vivi e’ capace di accogliere il tuo animo

Ettore Riccobono

Vivi è una persona che scoprì a poco a poco

Santina Albanese

A Valderice sulla capanna sull’albero e a mangiare formiche insieme alle altre cugine

ROSA ALTESE, CUGINA

Grazie per aver partecipato a questo festa!

Ti va di lasciare un commento, un augurio?
Ti va di lasciare il tuo contributo qui sotto?!

Lucina Lanzara