Seleziona una pagina
Ninna nanna per i bambini di Gaza

Ninna nanna per i bambini di Gaza

Palermo, 29 agosto 2021 al Teatro di Verdura va in scena performance poetico-musicale Come pesci in un barile di Yuossif Latiff Yaralla con la partecipazione straordinaria di Moni Ovadia, finalizzata a raccogliere fondi per i bambini orfani di Gaza.

Il regista mi affida la parte delle “madri”. Comporrò un brano di 7 minuti che si sviluppa sulle diplofonie della voce e due campane tibetane.

In questo articolo svelo retroscena e segreti per cantare la dolcezza e il dolore del mondo, davanti e dietro le quinte, gli esercizi di riscaldamento e concentrazione, comportamento scenico, tecnica vocale, interpretazione, e gestione delle emozioni per cantare la Ninna Nanna ai bambini di Gaza al Verdura in Come pesci in un barile.

Gli artisti di Come pesci in un barile. 
Ph. Gaspare Semprevivo

Partecipando a Come pesci in un barile ho imparato tante cose, troppe cose che non avrei voluto sapere sui Bambini di Gaza. 

Magari le conoscevo, le conoscevamo, ma l’Arte presenta il conto al cuore. Non fa toc toc. La testa di Giovanni Battista è sul vassoio d’argento proprio mentre stai desinando.

Sono sveglia da poco. La faccia mi si sta bagnando. Piccoli fiotti di lacrime scendono indisturbati a destra e sinistra. Mi accorgo che sto piangendo silenziosamente da molti minuti. 

Rimbalzano fra i neuroni addormentati le immagini che ho ascoltato.

Maziar Firouzi, Karim, Moni Ovadia, Lucina Lanzara
Ph. Gaspare Semprevivo

Seduta su uno sgabellino mi preparo a cantare la mia Ninna Nanna ai bambini di Gaza

Ero seduta vicino al proscenio, su uno sgabellino che Yousif mi aveva portato da casa sua. Non vedevo quello che accadeva dietro di me. Potevo solo ascoltare. Ed ogni intervento portava dell’incredibile. Dell’impossibile. Del vergognoso…..

Karim legge i nomi dei 67 bambini uccisi nell’attacco israeliano.  

 

Karim legge i nomi dei 67 bambini uccisi nell’attacco israeliano.  

Mi preparo a cantare la mia Ninna Nanna per i bambini di Gaza. Raccolgo le forze e le emozioni. Respiro profondamente. Mi impegno a portare ogni fiato alla punta dei miei piedi. Mi rilasso e mi concentro. Le parole mi depistano nell’incontrollabile. Mantengo la rotta, pianissimo sibilo per riattivare concentrazione e diaframma. 

In quarta parete visualizzo tutta la vergogna del mondo. 
In quarta parete visualizzo tutte le mamme del mondo.

Trapana i miei neuroni e il mio cuore il dolore del mondo.

Sento gli angoli della bocca scendere in giù.
Mi oppongo miseramente, la mia smorfia si palesa.

Lucina Lanzara
Ph. Gaspare Semprevivo

Ripenso ai piedi dei sogni dei bambini di Gaza. E alla potenza del racconto “Lascia che ti racconti una storia… Anzi due “ magistralmente interpretato da Gigi Borruso. E non posso interrompere questo rigagnolo sulle guance.

Gigi Borruso
Ph. Gaspare Semprevivo

Ripenso a Pasquale, agli alberi bruciati raccontati da Giuseppe Barbera, al contrabbasso di Lelio, all’Oud di Enzo Rao e al violino di Mario Bajardi, un’orchestra in 4 corde, al racconto delle donne di Marta.

Ripenso a quanto sia necessario impegnarsi per raggiungere risultati. E a quanto i risultati siano sempre il risultato di più risultati. 

Moni Ovadia e Lucina Lanzara
Ph. Gaspare Semprevivo

Moni Ovadia è all’inizio.

Moni Ovadia è all’inizio della scaletta. Ci precede. Mi sembrava strana questa scelta di Yousiff.   Mi dicevo: “Uno come Moni Ovadia si mette sempre alla fine. Come mai in scaletta apre lo spettacolo?” Sapevo che dovevo solo attendere pazientemente per capire. E così è stato.

Moni Ovadia, con ferma lucidità, catapulta nella core mission della serata. Le colpe di Israele, i Sionisti, la Palestina, l’immobilismo delle grandi economie mondiali. L’orrore di un quotidiano oltre che disumano. 

L’apparentemente informe puzzle nella mente di Yousif in un batter d’occhio si dipana: numero dopo numero tutto prende senso… un incredibile spaccato. Che mi ha spaccata in due. E ancora la mia faccia si bagna senza che me ne accorga.

È una sensazione difficile da spiegare, sentirsi una piccola cimice che contribuisce a un cicinino di speranza.

La serata raccoglie fondi per 70 bambini rimasti orfani a Gaza. Hanno nomi e cognomi Sono rimasti soli e senza speranza. Canto per loro. Canto per quelli che hanno ricevuto pallottole e odio. 

Alla fine con Moni Ovadia parliamo del canto armonico e dice: ho studiato le diplofonie con Demetrio Stratos, eravamo grandi amici.

Come mi sono preparata ad affrontare la Ninna Nanna al Verdura?

Il camerino

Prendiamo possesso dei camerini dopo le prove del suono. È tardi, sono forse le 20.00. La serata è autoprodotta. Tutti partecipiamo gratuitamente. Ho il tempo contato per rilassarmi, concentrarmi, riscaldare la voce, centrarmi sulla parte.

Dispongo trucchi, abito di scena, la valigetta. Bevo. Mi rinfresco. Tengo la porta semiaperta, fa molto caldo. 

 Il custode mi offre un bellissimo camerino porpora con aria condizionata. Preferisco tuttavia rimanere dove sono.  A questo punto devo raccogliermi e fare tesoro di ogni istante. Maziar è nel camerino accanto a me, al numero 3. Mi fa stare tranquilla, ogni tanto esco a chiedergli memento. Si ricorda tutto.
Bevo. Tengo idratate le corde vocali. Mi disseto. Respiro.

Idratazione e concentrazione

Da tutto il pomeriggio controllo il flusso del respiro. Porgo attenzione ad ogni inspirazione, affinchè sia calibrata, lenta, profonda, sicura e consapevole. Medesimo processo per le espirazioni.

Mantengo la calma. La situazione non è facile. C’è stato un guasto, l’impianto non funziona. Cerco di rendermi utile, dove posso.

Bevo. L’acqua non manca.

Dispongo i trucchi nel mio ordine. Correttore, fondotinta, polveri e pennelli, ombretti, matita occhi, kajal, mascara, matita labbra, rossetti. Frattanto respiro. E mi concentro. 

Esercizi di respirazione

Bevo. E mentre sistemo il mio camerino, risveglio il diaframma. Immagina gesti che si nutrono a vicenda. 
Sibili
Sciami d’api
Buchino della bici
Cane che ansima
Risparmio e conto.

Ti incuriosiscono questi esercizi?
Li trovi nell’ebook Respiro Vitale
.

Vocalizzi di riscaldamento

A questo punto passo ai muti, massaggi delle corde vocali per gradi congiunti nell’estensione di un’ottava prima ascendente e poi discendente. Sirene, sirene, sirene sempre e per sempre. Passo al lip roule I-III-I-V-I-III-V. Per interderci ogni sequenza sugli intervalli: Do mi do sol do mi do sol di mi do sol do, salendo di semitono in semitono. Salgo di un’ottava e e ritorno. Questo esercizio è straordinario! Al termine la voce è duttile, calda, pronta ad affrontare qualsiasi sfida con serenità!

Ininterrottamente continuo a massaggiare le corde vocale con muti. 

Struttura della Ninna Nanna per i bambini di Gaza

Quando si affronta un brano da cantare occorre sapere come sarà strutturato, conoscere il testo e lo sviluppo armonico. Tutto ciò, anche per orientare il relativo riscaldamento vocale e personale.

La Ninna Nanna è strutturata in 3 parti:
– una parte in minore
– un bridge recitato
– una parte in maggiore con vocalizzo all’ottava superiore.

La prima enunciazione del tema in minore è preceduta da una sorta di lamento vocalizzato con inserti e continui richiami al canto armonico e alle diplofonie; il bridge è rappresentato dalla voce che dice “perché tutte le mamme del mondo possano dire: stai tranquillo, ci son io”  e dal cambio di campana; infine una parte in maggiore, sempre con inserti armonici con vocalizzo all’ottava superiore. 

Questa Ninna Nanna nasce nel 2003, a margine dello scoppio della Guerra in Iraq. Scrissi Il Canto del Sole, un concerto per la pace, edizione RAI.COM.
Chiudo con un arpeggio diplofonico.

Lucina Lanzara
Ph. Gaspare Semprevivo

 

Impianto armonico della Ninna Nanna.

 

Come nasce e si sviluppa il brano? 

La Ninna Nanna ha un impianto armonico semplice ed elementare. Essenzialmente I – V – I in maggiore.

Mentre studiavo le intenzioni di Youssif per preparare il mio numero, sono stata portata a prendere la mia campana tibetana grande in Mi bemolle. È partito un canto che era un lamento del mondo. E da lì si sono aperti gli armonici. Sulla dominante e sulla tonica, le loro quinte e le ottave si inseguivano ricamando e ingentilendo il lamento. Sulle risonanze di questa campana tibetana ho provato a intonare la Ninna Nanna e si è manifestata in minore. Come una Ninna Nanna perduta, come una Ninna Nanna che avremmo voluto cantare e che abbiamo vergogna di cantare.

Terminata la prima parte, poso la grande campana e recito: 

Perchè tutte le mamme del mondo possano dire: stai tranquillo, ci son io

La frase che separa la parte in minore dalla parte in maggiore della Ninna Nanna. Cambio di campana tibetana. Cambio di registro. Cambio di intenzione. È il momento della dolcezza. Si chiude con una scala diplofonica.

Quindi prendo la campana tibetana all’ottava superiore e intono la Ninna Nanna tratta dal Canto del Sole. Qui puoi ascoltare la parte finale. Porgi attenzione alle ultime note. 

Ascolta la Ninna Nanna per i bambini di Gaza con campana tibetana e diplofonie. Grazie Massimo Messina per il video. 

Bellissima serata grandi e bravissimi artisti. Per la prossima volta tre giorni con dibattito e diffusione notizie su Gaza – con le scuole – Gaza è uno scandalo mondiale – non si può parlare di politica se ancora Gaza è là. I giovani non ne sanno niente.

Alessandra Puccio

Lucina Lanzara, Moni Ovadia, Youssif Latif Yaralla
ph. Gaspare Semprevivo

Sono profondamente grata di aver avuto l’opportunità di contribuire col soffio della mia anima a questa serata di sensibilizzazione per i bambini di Gaza. Ringrazio il regista Yousiff Latif Yaralla per aver scritto un’opera d’arte e per avermi coinvolta. Ringrazio tutti coloro che si sono spesi con Amore, in primis Valentina Chinnici.

Il mondo è un posto meraviglioso. Ci sono mille inferni che aspettano la nostra acqua.

Grazie per l’attenzione.
Lucina.

DONAZIONI  

Presto verranno diffusi i risultati. Partecipa e dona. 

Intestazione: Voci nel Silenzio Onlus
IBAN IT87Q0103004600000002637769

Quali sensazioni ti suscita tutto questo?

Ti aspetto nei commenti.

30 e lode, 30 e lode, 30 e lode! Ricordati di celebrare i tuoi successi

30 e lode, 30 e lode, 30 e lode! Ricordati di celebrare i tuoi successi

Celebra i successi, soprattutto quando ti sono costati impegno e fatica!

I miei successi, sono anche e tuoi.

È stato un luglio esplosivo, giornate da 45 ore e 45 gradi.

Rivedendo questo elenco non posso pensare che tutto questo sia avvenuto solo un mese.

Ho dato 6 materie al Conservatorio di Trapani per il Biennio di Didattica della Musica, collezionando ben 3 lodi. Sono incredula…!
– Pratiche di Musica d’insieme: 30 e lode
– Antropologia della Musica: 30 e lode
– Movimento ed espressività corporea: idoneità
– Pedagogia Generale: 30
– Didattica della Musica: 30 e lode
– Pedagogia Speciale e Didattica dell’Inclusione: idoneità
Si è chiuso il laboratorio canto e respirazione con 32 iscritti in presenza e 5 on line! In questi giorni uscirà il video finale che sto preparando. Non vedo l’ora di farvelo vedere!

Ho partecipato in Toscana a un evento epocale, il 6-Days Drum Circle Facilitator Metodo Arthur Hull : ho ottenuto la certificazione del 6dayDCF e conosciuto gente strepitosa, un condensato di competenza e umanità!
Ho recuperato da Ismaila Mbaye i tre grandi tamburi a Roma.

Prosegue il progetto Ben Kadí grazie al Sostegno della Fondazione Migrantes; Ismaila Mbaye tornerà in autunno a Palermo e ripartirà il progetto Percussionando a cadenza bimensile.
Ho appena risentito la grandissima Maestra di canto from Broadway Mary Setrakian. A metà Novembre organizzerò il suo big big event a Palermo: masterclass per 100 persone! Presto le date e la possibilità di prenotarsi a tariffa super scontata!

Ho preso contatti con decine di persone in Italia e non solo per ripartire in Primavera col tour di presentazione del libro IL TUO CANTO LIBERA e Masterclass/concerto: Toscana, Liguria, Piemonte, Lombardia, Campana, Sicilia, Veneto, Lazio, Austria … cerco ancora partner!
Sto preparando il cartellone del Cerchio di suoni per fine settembre;

a ottobre partirà di nuovo il laboratorio in presenza e i corsi di canto e respirazione in DAD; ti ricordo che qui trovi il videocorso Respiro Vitale.
Fino a metà agosto sarà al 50%!
Codice sconto: agosto
Clicca sul pulsante rosa  

Vuoi conoscere le prossime date? I prossimi laboratori?

La vita è un viaggio – il video

La vita è un viaggio – il video

 

La vita è un viaggio.

La vita è un viaggio.
In tram
in aereo
in treno.

Il tempo passa
“Buongiorno signorina!”
e mentre meno te l’aspetti
rischi di cadere.

Tu ridi. 

Le cadute fanno parte della vita.

Tu rialzati
Tieniti forte
Tieni alto l’umore.

Tu ridi

Il pianto di un bambino intercetta la tua attenzione.
Cosa fare?
A che ci penso…. 

una caramella!

La vita è un viaggio fatto di momenti di transizione

Certe volte basta così poco!

Tu sorridi
Abbi cura di te
e di chi sta intorno

Lucina Lanzara

Guarda il video “la vita è un viaggio”
Clicca su

Cosa ti arriva da questo video?

Cosa ti colpisce?

 

Quali sono i tuoi momenti di transizione?

Ti aspetto nei commenti.

Lucina

Rosso di fuoco i tramonti che verranno. Buona Pasqua in zona rossa

Rosso di fuoco i tramonti che verranno. Buona Pasqua in zona rossa

“Rosso di fuoco i tramonti che verranno” è la titolo della poesia che ho scritto per augurare Buona Pasqua in zona rossa.

 

“Rosso di fuoco i tramonti che verranno” rappresenta i miei auguri di buona Pasqua in zona rossa, quando la speranza è la prima necessità, quando la vicinanza si fa valore, quando il ritorno all’essenziale apre la possibilità di una vera Rinascita. Che il mio cuore è stretto stretto e la commozione sempre sulla finestra.

Rosso di fuoco i tramonti che verranno

Rosso di fuoco i tramonti che verranno

Rosse di porpora le albe che sorgeranno

Rosse le gote che ci inteneriranno

Rosse le labbra che ci ispirano ardore

Rosse le fragole, le ciliegie e le more.

Rosse le rose che canteremo ancora.

Rosso d’amore la vicinanza ai nostri fratelli.

Coi miei più cari auguri di pace, vicinanza, speranza e serenità.

Buona Pasqua in zona rossa a te. ❤️

 

Lucina

 

COVID-19: positiva o negativa?

COVID-19: positiva o negativa?

Positiva o negativa al COVID-19? La quarantena a casa della cantautrice Lucina Lanzara è iniziata il 3 ottobre 2020. L’isolamento dei congiunti. Il DPCM. L’esito del tampone, il sierologico. Incredibili le spire del COVD WORLD!

La registrazione inedita della canzone a mio padre Pietro Lanzara.

La registrazione inedita della canzone a mio padre Pietro Lanzara.

Lucina Lanzara, la cantautrice, ha scritto una canzone per suo padre Pietro Lanzara, scomparso 10 anni fa. La canzone è ancora inedita. Lucina ha appena ritrovato la registrazione di una prova in studio con Daniele Camarda, in cui comincia ad abbozzare l’idea, l’arrangiamento. La sensazione he deve vivere è il “crederti ancora qua”. E’ possibile ascoltare l’audio della prova

Il drum circle facilitato da Lucina Lanzara: energia a 1000 per 100 tamburi!

Il drum circle facilitato da Lucina Lanzara: energia a 1000 per 100 tamburi!

Il 3 gennaioIl 3 gennaio si è tenuto a Palermo il Drum Circle facilitato dalla performer Lucina Lanzara secondo il metodo di Arthur Hall, Drum Circle Spirit. Partecipazione ed entusiasmo a 1000 per 100 tamburi!
Il Drum Circle è un evento in cui un gruppo di persone suonano tamburi e percussioni supportati da un facilitatore. Tutti possono partecipare.
Nell’articolo si parla di alcune tecniche utilizzate, vengono riportati alcuni commenti a caldo. Un video dettagliato di 3 minuti circa racconta l’evento.

Vuoi scaricare le tensioni a suon di ritmo? Partecipa al drum circle con Lucina Lanzara!

Vuoi scaricare le tensioni a suon di ritmo? Partecipa al drum circle con Lucina Lanzara!

Il drum circle con Lucina Lanzara Venerdì 3 gennaio 2020 ore 18 a Palermo     🥁Allevia l'ansia   🥁 Riduce i problemi cardiovascolari   🥁 E' divertentissimo!     🥁 Suoneremo tamburi, maracas, shaker    🥁 Canteremo e batteremo le mani 🥁 - Tutto in un'ora? - Si! Tutto in...

L’Altare di San Giuseppe

L’Altare di San Giuseppe

La Pandemia non ferma l’Altare di San Giuseppe a San Francesco Di Paola.

Guarda il servizio di TGS.
1 minuto. 

L’allestimento dell’altare di San Giuseppe è un’antichissima tradizione siciliana, ancora in vigore nei paesi dell’entroterra.

 

Ti racconto come, dal Condominio di via Tripoli, la tradizione arriva alla chiesa di San Francesco di Paola.

La mia dirimpettaia si chiama Cenza

La mia dirimpettaia si chiama Cenza. Da 20 anni, il 13 dicembre bussa per consegnarmi un piattino di cuccìa, anzi due, uno alla ricotta e uno alla crema di latte. Quando mi finisce il latte, è l’occasione per bussarle e scambiare due chiacchiere e molti sorrisi.  È la vicina di casa che tutti vorrebbero: premurosa, affabile, affettuosa, materna, aggregante. Le vogliamo tanto bene. Nella foto Cenza indossa una maglia gialla, la signora Stella è in rosso, io “tiro” la foto.

Cenza proviene da Campofiorito, uno dei paesi tra i più rinomati per la cura di questa tradizione.

Sotto, particolari di Altari di San Giuseppe che ho visitato a Campofiorito tra il 2016 e 2017. Clicca per ingrandire la foto

Alcuni anni fa Cenza ha proposte a noi condomine di allestire un Altare di San Giuseppe nella nostra portineria.

La proposta, apparentemente bislacca, si è rivelata uno straordinario aggregante. Dal 2014 è diventata una tradizione irrinunciabile nel mio condominio.

L’anno scorso ci ha fermate il Lockdown. Ci dettimo di fare partecipando al Flashmob dei Condomini. Quest’anno, su sollecitazione di Padre Giorgio, eccoci!  Proseguiamo per gradi.

A Campofiorito le sculture di pane per l’Altare di San Giuseppe

Il pane benedetto è il cuore dell’altare di San Giuseppe. Si divide in Sculture e pane benedetto da consumare. Le sculture di pane sono l’elemento essenziale dell’Altare.

Le Sculture di Pane vanno sull’Altare,  “u viscottu di San Giuseppe” tipo panini, una volta benedetti, vengono donati agli avventori.

Quest’anno, il giorno di San Giuseppe 2021, i panini verranno donati agli avventori per le SS Messe delle ore 8.00, 10.00, 12.00 e 18.30.

Sarà possibile visitare l’Altare dalle 8 alle 13 e dalle 16 alle 20.

Recuperato il pane a Campofiorito, l’appuntamento per cominciare a montare la struttura dell’Altare è alle 6 del mattino.

Ci siamo divise i compiti.

Serviva un’icona di San Giuseppe. Maria Teresa rintraccia un bel quadro tramite la sorella della sua amica Marisa Salvo, Pina.

Il quadro, per stare sull’altare, ha bisogno di un supporto. Ce lo hanno procurato gli artigiani PreGi di via Sant’Oliva.

Abbiamo scelto le tovaglie più belle, pizzo 500 e merletti d’altri tempi. A mezzogiorno la Benedizione.

La notizia si diffonde. 
Negli anni il nostro piccolo Altare diventa sempre più ricco.

L’Altare cresce e si sposta in Parrocchia

La mole di offerte e richieste si fa tale, che decidiamo di spostare l’allestimento dell’Altare di San Giuseppe nella monumentale chiesa di San Francesco di Paola, nostra parrocchia, coi frati Minimi.

Qui nella Cappella di San Giuseppe alla Chiesa di San Francesco di Paola a Palermo.

San Giuseppuzzu
San Giuseppuzzu
quando purtastivu a Maria in Egitto
l’assististivu pi’ tuttu u tragittu.
Assistitine ‘nta ‘stu passu strittu
di bisogni e nicissitate
San Giuseppuzzu
unn’abbannunate.

Poesia antica siciliana a San Giuseppe

Il Quadro di San Giuseppe che ci ha prestato per alcuni anni Pina Salvo

Cosa non può mancare sull’altare di San Giuseppe ?

Sculture di Pane per l’Altare:

Il nome di Maria
Il cuore di Gesù
Ostensorio
Gli uccellini
Bastone di San Giuseppe
Gli attrezzi di San Giuseppe
La barba di San Giuseppe
2 Galli
La cornucopia
Pesce grande che mangia il pesce piccolo
Cestino di fiori

Pietanze

Sfinge di San Giuseppe
Cassata
Cannoli
Strummuli
Pignoccata
Agnello pasquale in marzapane
Crostate
Frittate miste
Pasta al forno
Pasta con le sarde
Brocca con Acqua
Brocca con Vino
Pane abbrustolito (mollica ammuttunata) ovvero il formaggio dei poveri.

Oggetti

Icona di San Giuseppe
Candelabri
Fiori
Alloro
Rosmarino

Offerte alimentari

Frutta fresca colorata
Frutta secca
Ortaggi
Frittate di ogni genere e specie (patate, carciofi, piselli)
Pignoccata
Rosticceria
Pasta al forno
Offerte di borse di spesa

.

Il gruppo per l’Altare di San Giuseppe

Il primo gruppo di “lavoro” era formato da Cenza Pillitteri Oddo (l’ideatrice-coordinatrice)
Adriana Milia, Caterina D’Angelo, Stella Giampietro, Maria Teresa Furnari, il nostro portiere Sandro Licata e la sottoscritta. È passata anche Funny Gullo. Si è aggiunta poi Paola Castagna e quest’anno Giovanna Mistretta Pardo.

Tanta Pizza per organizzarci!

Per organizzarci abbiamo dovuto mangiare tante pizze! 😄😄 E mentre andiamo a fare il nostro dovere, chi incontriamo?
Trova l’intruso (Salvo Piparo!!!)

Quest’anno Pino Quartana, cugino di Cenza, ha portato a Palermo le sculture di pane realizzate a Campofiorito. Le abbiamo affidate a Giovanna, giunta nel nostro condominio quest’estate.

Giovedi pomeriggio andremo ad allestire l’Altare insieme ad Alessandro, il Sacrista di San Francesco di Paola.

Fra spirito laico e religioso

L’allestimento dell’Altare di San Giuseppe è un atto di Solidarietà tra spirito religioso e spirito laico.

L’iniziativa che prende spunto dallo spirito religioso, si allarga a tutti coloro che desiderano, anche in modo laico, esprimere la loro generosità nei confronti dei più bisognosi.

L’Ex-voto: la Promessa

La Tradizione e l’ex-voto a San Giuseppe

L’Altare è un ex-voto a San Giuseppe. Detto in modo molto elementare, “Caro San Giuseppe se mi fai questa grazie che ti sto chiedendo,  (ristrutturarmi la casa, la salute di un caro, un affare) io ti faccio l’Altare.”

Santi addumannati

L’Altare si poteva realizzare o tutto di tasca propria o con maggiore umiliazione andando a chiedere l’elemosina nel paese.

Si imbandiva un tavolo e si invitavano i Santi
Per esempio
Maria
San Giuseppe e
Gesu bambino

Oppure

Maria
San Giuseppe e
Gesu bambino
e i 12 apostoli

Il padrone di casa invitava a mangiare i poveri del paese.

A ciascun santo corrispondeva a tavola un povero.

Il padrone di casa stesso serviva i poveri del paese, tra i più poveri e serviva le pietanze più buone, più ricercate, le primizie.

San Giuseppe secondo De Andrè

San Giuseppe secondo De Andrè viene cantato nel disco la Buona Novella.
Qui in “Maria nella bottega del Falegname”.

La Buona Novella (1970)

Maria Nella Bottega D’un Falegname

“Falegname col martello
perché fai den den?
Con la pialla su quel legno
perché fai fren fren?
Costruisci le stampelle
per chi in guerra andò?
Dalla Nubia sulle mani
a casa ritornò?”
Il falegname:
“Mio martello non colpisce,
pialla mia non taglia
per foggiare gambe nuove
a chi le offrì in battaglia,
ma tre croci, due per chi
disertò per rubare,
la più grande per chi guerra
insegnò a disertare”.

La gente:
“Alle tempie addormentate
di questa città
pulsa il cuore di un martello,
quando smetterà?
Falegname, su quel legno,
quanti corpi ormai,
quanto ancora con la pialla
lo assottiglierai?”

Maria:
“Alle piaghe, alle ferite
che sul legno fai,
falegname su quei tagli
manca il sangue, ormai,
perché spieghino da soli,
con le loro voci,
quali volti sbiancheranno
sopra le tue croci”.

Il falegname:
“Questi ceppi che han portato
perché il mio sudore
li trasformi nell’immagine
di tre dolori,
vedran lacrime di Dimaco
e di Tito al ciglio
il più grande che tu guardi
abbraccerà tuo figlio”.

La gente:
“Dalla strada alla montagna
sale il tuo den den
ogni valle di Giordania
impara il tuo fren fren;
qualche gruppo di dolore
muove il passo inquieto,
altri aspettan di far bere
a quelle seti aceto”.

Fabrizio De Andrè

San Giuseppe, nel Dies Natalis, è l’uomo dei conflitti interiori, della dedizione alla Famiglia spuria.

Qui siamo a Casa Professa. Dies Natalis è un’oratorio moderno, diversi brani sono dedicati a San Giuseppe, uomo inizalmente devastato dalla notizia della gravidanza di Maria.
Il testo è di Salvino Leone. Questo è il più rappresentativo.

FAQ

 

L’Altare di San Giuseppe si può visitare?

L’altare si potrà visitare
Venerdì 19 marzo 2021
dalle ore 8 alle 13 e
dalle 16 alle 20.

Tutte le operazioni verranno gestite nel rispetto della Normativa per la sicurezza Covid, con distanziamento, sanificazione, mascherine.

 

Distribuzione del pane benedetto

Quando sarà distribuito il pane benedetto?

Il Pane benedetto sarò distribuito a tutti gli avventori durante le seguenti Sante Messe
di Venerdì 19 marzo 2021:

– ore 8.00
– ore 10.00
– ore 12.00
– ore 18.30

FAQ

 

A chi si distribuiscono le offerte alimentari?

Le offerte alimentari saranno distribuite dai Frati Minimi a persone da loro seguite e assistite.

Le offerte alimentari vengono distribuite a fine giornata a un gruppo di persone bisognose, che di volta in volta vengono individuate. Per esempio il primo anno abbiamo mandato i cibi alla casa di accoglienza per ragazze madre in via Olio di Lino di AnTonietta Passalacqua – centro studi Carlo Borromeo. Il secondo anno alla Mensa dei Frati Cappuccini e così via.

FAQ

 

A chi si distribuiscono le offerte alimentari?

Le offerte alimentari saranno distribuite dai Frati Minimi a persone da loro seguite e assistite.

Le offerte alimentari vengono distribuite a fine giornata a un gruppo di persone bisognose, che di volta in volta vengono individuate. Per esempio il primo anno abbiamo mandato i cibi alla casa di accoglienza per ragazze madre in via Olio di Lino di AnTonietta Passalacqua – centro studi Carlo Borromeo. Il secondo anno alla Mensa dei Frati Cappuccini e così via.

Dove si trova la Chiesa di San Francesco di Paola?

NO ZTL

La Chiesa di San Francesco di Paola si trova in Piazza San Francesco di Paola, accanto a Villa Filippina.

Passaparola.

Invita i ragazzini a venire a visitare l’Altare!

È una straordinaria esperienza di scambio umano, che nemmeno il Covid ha potuto fermare!

Per informazioni
327 9362800

Altare di San Giuseppe alla Chiesa di San Francesco di Paola a Palermo

Conoscevi questa tradizione ?

Hai visitato il nostro Altare?

Hai letto questo articolo?

Ci piacerebbe che lasciassi un segno del tuo passaggio!

Lasci un commento?

Il tuo canto libera. Il laboratorio Canto ed emozioni a Casa delle Fate

Il tuo canto libera. Il laboratorio Canto ed emozioni a Casa delle Fate

Il laboratorio canto ed emozioni dal titolo “il tuo canto libera” si è tenuto a Scicli dal 18 al 20 settembre 2020. Si tratta di una Masterclass “Voci Vicine”, con performance finale, aperta a chiunque ami cantare, professionisti o amatori del canto. Ti racconto come è andata.

La carezza di un salice piangente accoglie il nostro arrivo a Casa delle Fate.

La carezza di un salice piangente accoglie il nostro arrivo a Casa delle Fate.

Carubbi maestosi, profumo di gelsominini, Ulivi centenari. Nespoli, Agavi, spezie d’ogni tipo. La Natura in festa è il primo regalo. 

Ciascuno ha portato qualcosa da condividere, miglio, lenticchie, patatine giganti, anche una cassa di rosso, che a brindare si scaldano gli animi.

Siamo divisi tra Casa delle Fate e Borgo delle Stelle. Già i nomi ci proiettano in un altrove fatto di folletti e giunchi incantati. Ci sorprende il laboratorio di telai e lane filate a mano, che coll’arcolaio Aurora ci si addormentò. I racconti di Patrizia sanno d’incenso e tradizioni. Siamo bambine stupite e grate.

Da chi è composto il gruppo?

Il gruppo è composto da cantanti avvezze e principianti, chi non ha mai cantato in pubblico e chi crede di essere stonato. Alle emozioni affido l’incontro e  la conoscenza reciproca. Distanziati e in sicurezza, lavoriamo all’aperto. Niente abbracci, se non virtuali. Nulla dice più del corpo in movimento. Al non verbale è affidata la conoscenza reciproca. Un responsorio corale di nome e cognome ci proclama,  ci identifica, ci definisce nel tempo. Eccomi, sono qui, ci sono. Mi vedete? Ti vediamo. Mi percepite? Ti percepiamo.  Sapete chi sono. Ciascuno inizia a esistere nel gruppo.

 

La girandola inizia.

Mi sento una tarantola.
Danzo sulla trama tessuta per mesi, cucendo fili invisibili e invischianti, ballo una pizzica di lode e gratitudine.

Battiti

Battiti. Battito del cuore. Battito di mani. Ritmo che diverte. Ritmo che unisce. Ritmo che sincronizza i nostri cervelli, crea alleanze, consolida il gruppo. 


Adesso cenni di teoria e tecnica vocale. Ritmo e melodia come elementi essenziali della della musica. 

La Rivoluzione acustica, il  432.

Meditazione creativa: ci trasforma in vento, poi in foglie, poi in petali. 

Spirali come Nautilus disegnano nell’aria percorsi di leggerezza. Posso sentirli tutti. Tanta profondità, tanta bellezza.

Bellezza sarà la parola d’ordine. So di avere di fronte “eroi” pronti a battersi per la propria evoluzione.

La responsabilità è grande. Scotta.

Mi sono sentita sabbia.
Mi sono sentita vento.
Ero una foglia di carrubbo.
Poi petali di gelsomino arabo dorati.

Loredana

Respiro. Rilassamento. Risonanza.

Oggi è il giorno delle 3 R: Respiro. Rilassamento. Risonanza. Teoria, pratica, teoria, pratica. Esercizi di riscaldamento, sbadigli consapevoli, sirena, lip roll, apparato fonatorio, bocca, lingua, palato duro e palato molle, esplorazione della bocca.

Partiamo dalle arcate dentali: pulizie di stagione! Ridiamo. Ridiamo a tempo. 1 risata. 2 risate. 4 risate. 8 risate. Ridiamo a crepapelle.

 

L’ombelico è il mio migliore amico.
Abbiamo chiaro il motore del canto.
Cantiamo.
Abbozziamo i primi brani per domani sera.
Siamo treni in corsa.
Ci sentiamo forti.

Cosa canteremo per la performance?

Cosa canteremo per la performance? Un gruppo così eterogeneo cosa potrà offrire?  We shall over come perchè ce la possiamo fare! Amazing Grace perchè la lode sia eterna. La Casetta in Canadà perchè Casa delle Fate è un luogo fuori dal mondo. La campana tibetana ci farà risuonare alle frequenze della Terra, ci faremo una voce sola.

Siamo connessi. Spazio alle improvvisazioni libere. Mai una stonatura. Polifonie. Ancora bellezza.

Introduzione al concetto di quarta parete e tecnica di interpretazione.

Si lavora su chi abbia a memoria il testo.
Olga ci strega con Cu’ ti lu dissi, Noemi ci schianta con Mad Word (ma dove avevi conservato quella voce?) e Alessandra scioglie lo scioglibile col dono incantato della sua voce: è una straziante dolcissima LLorona.

Ogni esibizione ci toglie il fiato. Assistiamo esterrefatti: cocci di vita si materializzano.

Rigagnoli di lacrime agiscono indisturbati. 
Lasciamo che ci irrorino.

Torniamo alla teoria. Come ci si prepara a un concerto. Il camerino interiore. Vocalizzi. L’euforia sale. Il filo è sottilissimo.

Devo tenere a bada gli entusiasmi: rischiamo di disperdere la concentrazione. Andiamo sul Luogo. Prendiamo posto. Proviamo le posizioni. Proviamo e riproviamo i movimenti di scena. Il cerchio ci rassicura. Prende forma. Prendiamo forma. Mezz’ora di pausa. Vi aspetto in salotto. Meditazione e vocalizzi. Riepilogo della scaletta. Respiriamo. Siamo pronti. Andiamo.

La notte della performance in bianco.

Daniele ha acceso ceri e candele, sparso oli essenziali.

La performance nel giardino di Casa delle Fate è un rito propiziatorio, un Inno alla Vita.

Uno dietro l’altro si snocciolano i numeri che abbiamo preparato.

Prendo il tamburo.
Swap.
Non suona più!
Sordo completo. L’umidità ha ammollato la pelle. Riformulo al volo la scaletta. 

Respiriamo, improvvisiamo, cantiamo. 
Siamo felici. Sono felici gli avventori. 

Candele illuminano la notte e ci rassicurano.

Il buio protegge le nostre reticenze, scherma gli errori.

Gli errori sono compagni di viaggio, ci dicono “bravi! Ci state provando!”.

Chiedo una parola ciascuno.

Armonia
Autenticità
Tranquillità
Meraviglia
Connessione
Risonanza
Interiorità
Sensibilità
Pausa
Respiro
Rivoluzione
Vivacità
Emozioni
La sintesi più appagante è l’espressione coniata da Loredana: CantANIMA.

La consegna degli attestati sancisce l’alleanza.
Tecnica Vocale, interpretazione, comportamento scenico e gestione delle emozioni.
Complimenti: sei una Voce Vicina!

Sei riuscita a farmi arrivare dentro l’origine della mia voce ed ho sperimentato un luogo non luogo mai conosciuto prima

Loredana

È stata un’esperienza emozionante, carica di umanità. Le diversità di ognuno di noi sono la componente che arricchisce le nostre menti ed il nostro animo. La guida generosa di Lucina riesce a tirar fuori sempre le sensibilità dei partecipanti.

Leonardo

Lucina è come “i tubi dell’acqua” conduce e amplifica le emozioni, i suoni e la musica che l’attraversa, inoltre con determinazione ma anche dolcezza guida un gruppo di estranei, a volte anche stonati, a sentirsi in breve tempo in armonia con sé stessi e gli altri. Stupefacente!! Io mi sono divertita moltissimo oltre che arricchita di nuove nozioni musicali. Grazie

Olga

Aria fatata…

Bebè

Emozionalmente un’esperienza grandiosa, ho conosciuto delle gran belle persone!

Rita

La classe è una grande esperienza emozionale dove si scopre la possibilità di entrare in armonia sia con le voci che con gli animi dei partecipanti, in modo così naturale da restarne molto sorpresi. Occasioni come queste infatti fanno comprendere quanto la società di oggi punti sull’individualismo e la separazione creando conflitti che alterano la vera natura degli uomini ovvero lo spirito di condivisione e il sostegno reciproco. Grazie a queste iniziative è però possibile ritrovare dentro di noi questo spirito ed acquisire un diverso sguardo sulla vita di ogni giorno..

Alessandra

Empatia! Gratitudine a te e al gruppo! Esperienza fantastica!

Franca

Domenica mattina si tirano le somme. Il rito della foglia resta un segreto condiviso coi partecipanti. Ancora una volta, l’incontro autentico con altre persone mi rivela le meraviglie dell’essere umano. La classe termina e io sono ancora più felice. E grata.

Il privilegio della fionda è raccogliere il volo di chi a te si affida.

Lucina Lanzara

Un esercizio… ridicolo!.

Qui sotto ho estrapolato, dalla serata in bianco al Giardino di Casa delle Fate, un esercizio che trovo utilissimo per la tecnica vocale: l’ANCORAGGIO del canto! Ridicolo proprio! E incredibili sono i benefici!
Provi con noi?!

Durata: 3 minuti.

Ti ringrazio per aver letto fin qui e aver trepidato un pò con noi! È stato così? hai trepidato con noi?

Hai sentito grilli o cicale?
Hai riso? Hai sentito sussultare la tua pancia?

Ti va di lasciarmi una parola qui sotto? Un commento? Un’impressione?

Ancora grazie per la tua attenzione e per il tuo tempo.
Ti aspetto.