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In Principio era il Suono

In Principio era il Suono

In Principio era il Suono e all’inizio temevo che scappassero.

Potevo sentire l’aria circospetta di qualcuno che si domandava cosa fosse venuto a fare. Sapevo che la curiosità di scoprire il finale li avrebbe tenuti lì. C’era una promessa da svelare.

Qui un riepilogo video. (Per il video finale devi andare in fondo)

Vedi il video qui?

Campane tibetane, tamburi sciamanici e massimi sistemi

Campane tibetane e massimi sistemi, Pitagora, Platone, Aristotele, la geometria dei Suoni, la Musica delle Sfere…. L’OM, #diapason, #tamburisciamanici e anche una chitarra acustica.

In principio era il Suono di e con Lucina Lanzara
Il set di In Principio era il Suono

Ho avuto pietà di loro: cantiamo la Llorona

A un certo punto ho avuto pietà di loro e ho invitato Alessandra Lo Cascio, la mia assistente, a cantare una delle canzoni più toccanti che conosca: la #Llorona.

Lucina Lanzara e Alessandra Lo Cascio, In Principio era il Suono, Sciacca, 2022
Alessandra Lo Cascio canta la Llorona con Lucina Lanzara

Voci come viticci sulla pergola

Abbiamo cantato, in semplicità, lasciando spazio alle #emozioni.

Sentivo le nostre voci salire come viticci sulla pergola ed ero paga e leggera.

Da quel momento in poi sapevo che il Pubblico, anche quello più scettico e preoccupato, sarebbe stato con noi.

Il finale di In principio era il Suono

Il finale di In Principio era il Suono è stato quello che avevo disegnato.

C’è stata la Festa che sognavo e che mi porto a casa. Qui puoi ascoltare anche il registro dei fischi . Eccoti il video del finale di In Principio era il Suono.
Che ne pensi?

Acuti, sovracuti e registro di fischi.
Guarda il video del finale!

Ci sono stati i cuori aperti e le Energie in circolazione. Nessuno voleva più andare via.

Non volevano andare via

Terminato lo spettacolo, non volevano andare via. C’era un’atmosfera di esultanza.

I commenti del Pubblico

Durante lo spettacolo mi sono sentito in ecstasy

Salvatore Mannino
Assessore alla Cultura del comune di sciacca
Spettatore della prima fila

Ho pianto tutto il tempo. Sono felice.

Tiziana SinAgra (sinatra)
Una spettaTrice cantante


Avevo portato il libro Il tuo canto libera – guida pratica alla vocalità e qualche disco: sono finiti immediatamente. Puoi prenotarli e riceverli a casa: clicca qui sui link su.

Grazie a Skené e Italia Nostra e al Comune di Sciacca

Grazie al Comune di Sciacca, al Direttore Musicale Ignazio Caranzaro, Olga Galluzzo Presidente e Direttore Artistico di Skené e a Calogero Segreto Presidente di Italia Nostra – sez. Sciaccaper avermi invitata a inaugurare la Rassegna #Notedivolta, per avermi dato l’onore di inaugurare il primo concerto nel magico giardino della Chiesa della Raccomandata, per continuare a credere nella forza e nella bellezza della Musica nel connubio tra Arte e Architettura.

Ignazio Catanzaro, Alessandra Lo Cascio, Lucina Lanzara, Calogero Segreto

In principio era il Suono era una grande sfida

In Principio era il Suono era una grande sfida, tecnicamente, anche dal punto di vista vocale, ai limiti del possibile.
Adesso è un altro motivo per essere felici.

Lucina

Adesso, come sempre, ti aspetto nei commenti!

19 agosto canto a Sciacca

19 agosto canto a Sciacca

In Principio era il Suono, un concerto partecipato di e con Lucina Lanzara

Stasera 19 Agosto alle 21 canterò a Sciacca presso la Chiesa della Raccomandata. L’evento è organizzato da Skenè Academy, in collaborazione con Italia Nostra, sezione di Sciacca.

In Principio era il Suono è il titolo dello spettacolo che presento: campane tibetane, tamburi sciamanici, voci, canto arminoco, passando da Pitagora a Platone, con la partecipazione del pubblico.

Mi accompagnerà e mi farà da assistente Alessandra Lo Cascio con la quale intepreteremo la famosa LLorona.

Francamente eccitata!

Diretta su Facebook

Segui da qui l’evento in diretta.

http://www.facebook.com/LucinaLanzaraSinger

Ingresso libero

Lucina Lanzara in In principio era il Suono
Secret concert e cena di Ferragosto

Secret concert e cena di Ferragosto

Si arriva alla spiaggia in pochi passi. Il mare è una carezza. Qui terremo il Secret Concert di Ferragosto, Domenica 14 agosto dalle 19.
Canterò in una spiaggia segreta a Casteldaccia accompagnata in un Cerchio di Suoni dalle persone che hanno seguito il laboratorio MareVoce. (C’è ancora la possibilità di partecipare a questa straordinaria esperienza!)

A seguire la festa continua con la cena nella villa Casa della Regina della Pace.
La partecipazione è aperta a chi si prenoterà in tempo.

COSTI

La partecipazione al Secret Concert a alla cena di Ferragosto ha un costo di euro 30,00.

Se invece volessi prendere parte al Laboratorio di preparazione e alla giornata intera il costo è di 147,00 (comprensivo di cocktail di laboratorio intensivo, cocktail di benvenuto, pranzo, attività, aperitivo, partecipazione al secret concert e cerchio di Suoni e cena. (Se fossi una Voce Vicina, contattami. )

CHIEDI INFO SUL SECRET CONCERT E CENA
della Vigilia di Ferragosto

Per informazioni mandare un messaggio WhatsApp al numero 371 56 49 831 e vi ricontatteremo per dare tutti i chiarimenti e le informazioni.


Prenota il tuo posto da qui entro GIOVEDi ore 12.00

Clicca qui e prenota il tuo posto nominale

La Zona Rossa – Follow the Silence – il film

La Zona Rossa – Follow the Silence – il film

Lucina Lanzara con il regista Salvo Cuccia del film La Zona Rossa

Ieri sera ho assistito al Cinema Rouge et Noir a Palermo all’Anteprima del film “LA ZONA ROSSA – Follow the silence” di #SalvoCuccia sul Silenzio del Lockdown a Palermo.

Da un’idea di Pier Antonio Passante, coordinamento del progetto di Laura Cappuggi, CRICD.

L’ho trovato un lavoro sapiente e appassionato, intenso, profondo, mistico, poetico.

Temevo il colore sonoro, invece sono rimasta in ascolto abbandonato, quando le cose sono giuste, in equilibrio. Complimenti vivissimi dunque a Benni Atria e Marco Saitta.

Follow the SILENCE è UN Puzzle musicale

Il puzzle musicale, sapientemente lavorato, rivela lo straordinario
spessore dei musicisti coinvolti, quasi tutti panormiti, riuniti forse dall’amore per Lelio Giannetto, a cui il film è dedicato.

Le immagini

Le immagini sono grandi. Mi coprivano tutta, avvolgendomi di una bellezza pari alla forza del Silenzio.

E questo silenzio veniva condito dai Suoni più puri e allo stesso tempo ricercati.

La Zona Rossa – Follow the Silence è uno spaccato di Arte contemporanea, Musica Contemporanea, sembrava di avere davanti Curva Minore.

Ineguagliabile cornice e quadro stesso è una delle più belle città al mondo, la mia amatissima Palermo.

Il film verrà distribuito su Netflix.

Voce e campana tibetana all’alba su Palermo

Quando sentirete una campana tibetana e una voce su un’indimenticabile alba che domina Palermo durante il Lockdown, sappiate che è la mia, francamente onorata di averne fatto parte.
 #iltuocantolibera

Discografia, recensioni e spettacoli di Lucina Lanzara

Discografia, recensioni e spettacoli di Lucina Lanzara

Lucina Lanzara, una voce dalle rare capacità poetiche ed interpretative.

Michael Pergolani, RAI Radio Uno

Lucina Lanzara è  autrice dei seguenti dischi e degli omonimi spettacoli:

SPETTACOLI

Dies Natalis (2014)
Il Canto della Santuzza (Nota Preziosa, 2016)
Le scarpe di Ernesto (Nota Preziosa, 2018)
Canta San Mercurio (2015)

DISCHI

VoXaS – il grano e l’alba (RAI,2007)
De Mare (RAI, 2005)
Il Canto del Sole (RAI, 2003)Isòla (Nota Preziosa, 2017)
Lucina Canta e Racconta De Andrè (Nota Preziosa, 2015)
Mons Regalis (Sonzogno, 2010)
Isòla

Lucina è una potenza ed ammiro il  coraggio di essere se stessa che si percepisce nella sua musica,  perché l’arte e la musica coincidono con la vita di un artista, non completamente ma hanno quella potenza degli autoritratti, simili ma non uguali perché la musica è così,  più si va avanti più ci assomigliano.

Ascoltando Lucina ho potuto cogliere realmente la profondità del suo mare, dei suoi cieli e racconta il caleidoscopio e tutti gli arcobaleni della sua anima, anche il suo essere persona dentro la musica che io ho sentito e, sentendo il disco di Lucina, mi è sembrato di conoscerla da una vita, una delle tante magie della musica. (…) Lucina  fa una cosa complicatissima che è meravigliosa, cioè raccontare se stessa e le sue illuminazioni e lo fa in un modo semplicissimo e per me questi sono i grandi artisti, quelli che fanno cose complicatissime in un modo semplice e nessuno se ne accorge perché non hai motivo di fare nessuna fatica, perché è tutto così bello che ti rimane dentro questo senso della conoscenza profonda. href=”https://www.marcobetta.com”>https://www.marcobetta.com
Marco Betta, compositore, pianista, già sovrintendente del Teatro Massimo di Palermo, tratta dalla presentazione del disco Isòla di Lucina Lanzara del 02/05/2018

IL DOCUMENTARIO “IL RESTO DELL’ANNO”

Ha scritto ed interpretato la colonna sonora del Documentario “il resto dell’anno” di M.Di Salle e L.Papaleo, ospite ai Festival Internazionali di Shanghai, San Francisco, Belgrado, Parigi, Canada, Lettonia, altri. La sua voce rappresenta Salina, l’isola siciliana.

Qui il documentario integrale

https://www.cultureunplugged.com/documentary/watch-online/play/11465/one-year-s-remainder—il-resto-dell-anno

Isòla (Nota Preziosa, 2017) E’ l’elaborazione della colonna sonora del documentario “il resto dell’anno” di M. Di Salle e Luca Papaleo. Un disco vocale e musicale, senza parole.

Isòla

Isòla è l’evoluzione della colonna sonora del documentario “Il resto dell’anno.” L’anteprima assoluta si è tenuta in forma esclusiva con una Installazione presso la Palazzina 4 Pizzi della prestigiosissima Tonnara Florio a Palermo, di fronte al Sindaco Leoluca Orlando e al Board Mondiale del Guggenheim ed alla Principessa di Lussemburgo. “La voce di Lucina si fa canto delle sirene”, Alberto Marcetti in vinile. “Ad un certo punto è avvenuta la magia”, Andrea Podestà, per l’Isolachenoncera. Il disco, prodotto con una fortunata campagna di crowdfunding, è stato presentato ufficialmente a Palermo a maggio 2018 alla presenza del compositore Marco Betta (ex direttore artistico Teatro Massimo), il giornalista Gigi Razete e la Fondatrice della BIAS Avv. Chaiara Modica Donà Dalle Rose, in collegamento nazionale con la RAI (Antonella Sciocchetti e Carlo Posio)

Recensione di Gigi Razete su Isòla, tratta dalla presentazione del 2 maggio 2018

Ci sono tante Lucina lanzara, perché sono tanti gli aspetti della sua personalità che ho conosciuto in questi anni e che sono espressi in musica ed in voce.
C’è la Lucina Lanzara che interpreta le tradizioni popolari, si dedica col repertorio sempre più desueto ma che esprime una una vitalità e una ancestralità delle nostre radici del nostro vissuto, c’è poi una uscita Lanzara che è una sensibilissima interprete di uno degli autori più abusati di questi ultimi anni e mi riferisco a Fabrizio De Andrè, e devo dire che tollero poco coloro che abusano di certi certi artisti e sono rimasti invece, nei vari spettacoli in cui ho avuto il privilegio di assistere, sono rimasto davvero sorpreso dalla naturalezza dalla spontaneità e dalla pertinenza con cui ti sei accostata al repertorio di Fabrizio de Andrè.
Onestamente non so quanto, a questa pertinenza, quanto abbiano giovato i molti anni che tu hai trascorso a Genova questo inzupparti di questi umori deandreiani, però ci sei riuscita… come pochi altri.

Poi e poi c’è un’altra Lucina Lanzara ancora e non ho difficoltà a dire quella che riesce sempre a sorprendermi, a farmi innamorare, con buona pace di Massimo.

Mi riferisco alla Lucina Lanzara di De Mare, Il Canto del Sole, Voxas, soprattutto, e ora quest’ ultimo disco Isòla. é una Lucina Lanzara Lucreziana che centra  il terreno del Rerum Natura, non ci entra niente perché in fondo nell’esortare gli uomini a conoscere meglio le passioni che ci agitano di cui non conosciamo la causa e nel tentativo di riuscire a dominare queste passioni per raggiungere quella forma di atarassia che proponeva Lucrezio.

Nella bella musica di Lucina Lanzara c’è esattamente tutto il contrario di ciò che proponeva Lucrezio nel De Rerum Natura.

Invece c’è il desiderio di esporre le emozioni di sentimenti le passioni e dare a loro libertà e  forme indefinibili.
C’è da dire che il fatto stesso di raggiungere la forma più essenziale sottraendo la parola e quindi il significato testuale e affidare tutto al suono stesso della voce, oltre che degli strumenti, già esprime la capacità che tu hai di potere liberare sensazioni genuine e soprattutto  la capacità di farle arrivare fino, la natura poi c’entra nel senso che e il tuo tuo mondo, il tuo universo, la tua fonte di ispirazione, l’acqua,  la terra, l’aria, il sole, le spighe di grano soprattutto in Voxas.
La tua prima canzone probabilmente stimolata da Teddy Reno, “Un raggio sulla stiva” già c’era, fin dalla dall’inizio, questo desiderio di focalizzare l’universo, il pianeta terra, le sue forme più essenziali,  soprattutto quello che mi ha sorpreso ed emozionato di questo disco è l’uso del suono, di un’elettronica leggera, ho ritrovato compiacere il sassofono di Stefano D’Anna che aveva già collaborato con te Voxas e, soprattutto degli umori cangianti, perché la vocalità libera è quanto di più difficile secondo me ci possa essere e rischia di diventare anche monotona ma tu riesci ad articolarla ed il modo in cui riesci a sposare questi suoni, invece, la rende continuamente cangiante.
Nella traccia Serpotta 5 c’è un’atmosfera jazz free assecondata dal sassofono di Stefano D’Anna e dal tuo co.

In questo disco ho trovato veramente la sintesi, la fusione e la completa libertà di elementi diversi che non si preoccupano più di confini stilistici, di steccati, di generi dove ho trovato il jazz, la world music, un pizzico di new age, di folk e soprattutto una carica di passione e di emozioni: questo è quello che riesco a dire di questo disco che riascoltare credo molte e molte volte.

Gigi Razete

MONS REGALIS

Nel 2009 la Casa Musicale “Sonzogno” commissiona a Lucina Lanzara e produce “Mons Regalis”, un opera che racconta il Duomo di Monreale in musica, per soli, coro, orchestra da camera, cuntastorie e 5 voci recitanti in italiano, latino, arabo, greco e siciliano; i testi di Salvino Leone e musiche e produzione esecutiva di Lucina Lanzara (Nota Preziosa); con Mons Regalis, in qualità di autrice ed interprete, chiude la 52’ settimana internazionale di Musica Sacra di Monreale; nel 2010, per il Circuito del Mito, viene rappresentata presso i teatri dell’opera di Messina e Marsala e registra la presenza delle principali emittenti radiotelevisive nazionali (Rai Uno, Due, Tre, Sky News24, TG.com,atri) e viene intervistata da RADIO Aligre (Parigi) e per I Quaderni della Musica in Australia. Nel 2010 esce il cofanetto composto da disco cd, DVD coi backstage dell’opera e libretto di 72 pagine, distribuito da EGEA.

La conferenza multimediale sul Duomo di Monreale

Lucina Lanzara scrive e porta la conferenza multimediale sul Duomo di Monreale in tour anche in Austria, ospite degli Istituti Italiani di Cultura All’Estero Dante Alighieri di  Salisburgo, Linz e Innsbruck.

Mons Regalis per le scuole (musica e regia Lucina Lanzara, testi Salvino Leone, con Salvo Piparo) 

Il video seguente mostra l’entusiasmo manifestato dai ragazzini delle scuole medie che hanno partecipato allo spettacolo con cui abbiamo raccontato mito, storia, leggenda e architettura del Duomo di Monreale! In scena con le Voci Vicine, coi primi ragazzini africani che si trasformeranno nei Ben Kadì e la partecipazione straordinaria di Salvo Piparo! 

Mi ha appagata all’uscita verificare i contenuti appresi. Obiettivo didattico raggiunto! 

LUCINA CANTA E RACCONTA DE ANDRÈ

“Lucina canta e racconta De Andrè” è una rivisitazione in chiave mediterranea ed al femminile di vita e opere di FDA, scritto nel 2007 e trasmesso in diretta su Radio Rai International in occasione del concerto all’Auditorium Rai Sicilia nel Gennaio 2008. Ha ricevuto il Patrocinio della Fondazione Fabrizio De Andrè (Palermo 17 marzo 2015, 1 dicembre 2016, 14 Marzo 2017 e Genova 1 aprile 2017, 23 febbraio 2019) e di Zonta club Palermo Zyz. L’omonimo disco è stato candidato alle targhe Tenco disco interprete. Lucina Lanzara ha aperto come ospite insieme ai SeiOttavi il Premio De Andrè 2016 a Roma, alla presenza di Dori Ghezzi. Il concerto ritrovato De André & PFM di Veltroni. Emozioni e acetosella è la sua recensione sul “De Andrè&PFM il concerto ritrovato” di Veltroni.

IL CANTO DEL SOLE, UN CONCERTO PER LA PACE

Nel 2003 esce “Il Canto del Sole” edito da Rai trade, un concerto per la Pace per voce sola e percussioni. In occasione del concerto di presentazione del disco al Teatro Biondo di Palermo riceve un telegramma dal Presidente della Repubblica per il gemellaggio con l’Unicef e l’associazione “Un Ponte per..”. Il ricavato dei concerti contribuì all’acquisto di kit scolastici per i bambini colpiti della guerra in Iraq. La giornalista Antonella Sciocchetti di Rai International riprese in diretta il concerto e dedicò una settimana di speciali su Taccuino Italiano.

Il Canto del Sole di Lucina Lanzara è stato  ospite nelle stagioni dei Teatri Antichi greci di Sicilia, come interprete e autrice, ed luoghi di particolare interesse artistico come il Castello di Santa Lucia del Melo, il Monastero di Camaldoli, Ferla.

L’ultima rappresentazione ha visto la partecipazione straordinaria di Ismaila Mbaye .

In occasione dello spettacolo “Il Canto del Sole” di beneficienza per il Progetto Farah-UNICEF”, il Presidente della Repubblica esprime vivo apprezzamento per questa inizativa che nella musica dà concretezza ai valori della solidarietà. Il confronto ed il dialogo devono essere gli strumenti per realizzare il progetto di convivenza civile tra i popoli fondato sulla pace e sulla libertà. Con questo sentimenti il Capo dello Stato invia agli organizzatori, agli artisti e a tutti i presenti un saluto cordiale.

Dal Telegramma del Presidente della Repubblica, Scalfaro

“Lucina Lanzara con l’impostazione drammatica ma mai urlata della sua voce, unitamente ad una intelligente scelta strumentale, rilancia i valori e le tradizioni etniche e mediterranee sviluppandole in maniera moderna e superando l’alveo in cui nascono”. 10/03/05

Giuseppe La Licata, pianista, compositore

Salutiamo con compiacimento il Canto del Sole di Lucina Lanzara

prodotto con tanta passione e voglia di esserci, frutto di una profonda collaborazione tra un’autrice (Lucina Lanzara), spiazzante per la sua spontanea primordialità e gli accompagnatori /arrangiatori che hanno saputo costruire un’atmosfera sognante e sospesa. Ciò che colpisce di primo acchito è che, pur su una base strumentale-ritmica sapientemente costruita, la voce si fa strumento essa stessa, non perché gli strumenti non abbiano il loro timbro (ce l’hanno e come ce l’hanno i tamburi e le imprimiture elettroniche che fanno da contrappunto in una sorta di “basso continuo”!); né perché la parola diventi secondaria (tutt’altro, essa ricerca l’essenzialità della percezione originaria); piuttosto perché quello che si vuole dire è in qualche modo indicibile e allora la voce viene piegata per dire e per non dire, per evocare tutto ciò di cui è impastata l’esistenza umana: eventi gaudiosi ed eventi dolorosi; gli uni e gli altri per quanto possano essere raccontati mantengono qualcosa che supera la denotazione e la connotazione del linguaggio verbale. Così, da un lato la voce si fa canto, ma non meno modulazione pura e avvolgente che si lascia sorprendere dalla gioia della maternità nella Ninna nanna, dall’innocenza del bimbo nell’Invocazione degli angeli, dal dono dell’acqua e della vita alla luce del sole; dall’altro lato la voce si fa lamento viscerale o grido straziante dinanzi alla tragedia della guerra in Bomba e in La fuga, dinanzi alla disarmante esperienza della morte in Dolore di una vedova; o ancora, modulazione di speranza ne Le chant de l’Eau, in Principe Leggero, Dune; ed infine, ricerca ed invocazione di purificazione. L’opera, al di là della sua apparente frammentarietà, compone bene ritmica strumentale, arrangiamento e vibrazioni sonore in un ideale continuum nel quale vengono tessuti insieme percezione personale e dramma cosmico; e l’una e l’altro risuonano a vicenda in una estensione vocale che tira le corde al limite della spasmodica acutezza o al registro basso vellutato della nostalgia delle origini: nell’attesa che amore abiti la terra e la riplasmi nuova.

2003 - Padre Cosimo Scrodato (compositore)

Notevole la tua voce e la poliedricità della stessa sia a livello estensivo che a livello espressivo.

“Il canto del sole” è un cammino alla pari di due forze parallele ento le quali Lucina Lanzara cerca il suo equilibrio, come un viaggio caratterizzato dal costante tentativo di raggiungere una LIBERTA’ totale.

Quando i sensi e lo spirito si incontrano nella verità, l’essere umano probabilmente ha raggiunto la sua completezza !! www.beppefrattaroli.it

Beppe Frattaroli, arrangiatore, compositore, ..

VoXaS ci proietta in un viaggio sonoro affascinante,  sospeso tra l’energia della luce ed il suono della natura.

All’interno di una classidra sonora sembra svolgersi l’antico rito che lega il suono al testo,

come in una favola ci si può perdere nel suono inseguendo i fili del racconto,  in bilico tra il sogno e la dimensione del volo.

Marco Betta, compositore, pianista, già sovrintendente Teatro Massimo

Ascoltando la voce viziosa di Lucina Lanzara ho come il presentimento di sentirmi addosso “L’ABBRACCIO DELLA TERRA” reso come destinatario e contesto in tutti i brani.

Il “CANTO DELL’ALBA” colpisce soprattutto per la gestualità vocale e i suoni fortemente ricercati e poi concretizzati nella voce recitante di Maurizio Spicuzza e l’alta raffinatezza del sax di Stefano D’Anna. Una continua rappresentazione teatrale invade ogni brano, ogni strumento musicale insegue il proprio “destino” con le varie percussions(Rosario Punzo) e contrabbasso(Marko Bonarius) che imprigionano “IL DOLORE DEL GRANO FALCIATO”, lasciando poco spazio ai virtuosismi. Credo uno dei brani migliori dell’album.

Il suono potente per la parola cantata coinvolge all’ascolto piu’ innovativo per questo genere sperimentale delicato d’autore, ma anche new age con un ritorno alle tradizioni in cui da “VIENE GIORNO” prende forma il suono di Aulos, creando quella poesia “a recitativo”.

Voxas è musica vera, “LA STORIA DI UN’ALBA CHE S’INNAMORA DI UN CAMPO DI GRANO” e aggiungo un senso musicale io: “volevo solo mandarti un bacio dall’alba tanto non può toccarti”.

2008 - Simona Cannata per musicaoltranza.net

Non è una cantante Lucina Lanzara, non nel modo usuale. La sua voce è di quelle che sanno dimenticare le pur notevoli doti di estensione, flessibilitàe bellezza timbrica per abbandonarsi interamente all’intensità dell’interpretazione, al potere evocativo delle storie raccontate. 

Gigi Razete, giornalista, Repubblica, Balarm

De Mare (RAI, 2005)

De Mare è un disco e uno spettacolo edito dalla RAI.

Aliante è una barca con le ali che vola nel mare delle passioni umane. Cantautorale, per orchestra da camera e voce solista. De Mare – il viaggio di Aliante è un concerto, uno spettacolo, un disco di Lucina Lanzara, musica e testi, edito RAi Trade. E’ stato rappresentato in diverse città italiane. E’ stato trasmesso e presentato dalle trasmissioni Notturno Italiano e Taccuino Italiano di Radio Rai Iternational. E’ rappresentabile d un minimo di 4 elementi fino alla formazione orchestrale.

VoXaS – il grano e l’alba (2007) VoXaS è un oratorio moderno per voce recitante, voce solista, contrabbasso, percussioni e strumento fiato di improvvisazione. VoXaS è un progetto sperimentale, fra musica contemporanea e free jazz, world, new age e reading. Gli strumenti principali rappresentano personaggi: l’Alba è la Voce; il Grano è il Sax o chi per Lui; la Terra è il contrabbasso. Improvvisazione e parti codificate sono organizzate in uno schema definito, ma è la capacità di immedesimazione nel progetto che consente al musicista di inserirsi in modo adeguato alla narrazione: il sax, cioè il grano, deve essere il grano innamorato, deve raccontare il dolore della morte, la gioia della vita. Questa è la peculiarità del progetto. Il progetto si può realizzare con un minimo di 3 musicisti fino alla formazione di 8 musicisti + corpo di ballo e proiezioni. Per realizzare il progetto in acustico, la location deve essere dotata di grande riverbero naturale, come una Chiesa a grande volta.
I Måneskin vincono l’Eurovision con Zitti e buoni. Tra rock, censura e paillettes, ecco perché amo i Maneskin.

I Måneskin vincono l’Eurovision con Zitti e buoni. Tra rock, censura e paillettes, ecco perché amo i Maneskin.

I Måneskin vincono l’Eurovision con “zitti e buoni”.

Tra rock, censura e paillettes, ecco perché amo i Maneskin, i più votati dalla giuria popolare.

I Måneskin vincono l’Eurovision. Sopravvivo poco a queste kermesse, preferisco addirittura il richiamo di una lavastoviglie da smontare, alla sopportazione del pop e paillettes trito e ritrito. Resilienza pari a zero.

Ma c’è un MA, un grande MÅ.

Alle 22.59 whatsapp di mia nipote: “Zia, i Maneskin!”

Mi faccio aiutare da Massimo ad accendere la TV. Sono in tempo. Inizia. Sono loro. Mi sembrano tanti Abe (al secolo, mio figlio di 19 anni). Belli, tutti belli, giovanissimi, pieni di vita.

I Måneskin vincono l’Eurofestival travestiti da monelli

I Måneskin vincono l’Eurofestival travestiti da monelli. Anche questa volta sono travestiti da monelli. Adoro i loro costumi di scena, superano i confini del pregiudizio. Qualcuno dice che David Bowie e i Queen ci sono già stati. Io li trovo dei veri costumi di scena. Li firma la stilista Veronica Etro, col fratello Kean e lo stilista Nicola Cerioni, artefice del loro look.

Ho sognato Damiano dei Måneskin”

In occasione del Festival di Sanremo, anch’esso vinto dai Maneskin, ho sognato Damiano. Il post su Facebook sollevò un ginepraio. Ci siamo divertiti a commentare. Ora posso dirlo. Damiano mi desiderava, aspettava fiducioso con quel fascino tra il morbido e le spine di rosa, sulla soglia della porta della mia stanza da letto. Era un lungo ammiccare, di quelli che non puoi raccontare perché dentro ci hai messo tutti gli amplessi del mondo, ma alla fine lo rifiutavo. Si, lo rifiutavo. I cavalli di Platone cedevano il passo e io rifiutavo Damiano dei Maneskin. Ma si può essere tutta d’un pezzo anche in sogno?!

Damiano si può tingere le unghie ma resta maschio, virile. E due suoi gusti non m’importa.

Damiano si può tingere tutte le unghie della terra, ma mi arriva maschio, virile, che di più non si può. Tancredi dice che abbia una carica erotica alla Jim Morrison. Ne convengo. Condivido con Vivi queste fantasie proibite.

Cantano. Stracantano. Vivi è esperta di Rock. Mi scrive: “Rock ‘ n roll never diiiiieeeeesssssss”. Capisco dopo che li sta parafrasando al momento della proclamazione. Non mi pronuncio sul genere, sulla bravura, non mi pronuncio. Lascio che sia il mio interesse a parlare. Io sono curiosa di ascoltarli, di vederli esibire. Sento un richiamo. Ci vedo qualcosa. Ci sento qualcosa. Il testo si segue, s’impara a memoria. È un testo che ci restituisce il loro linguaggio, quello dei nostri figli, di questo tempo tranciato, atteso-sospeso, svuotato. Stiamo attenti a questi segnali, stiamo vigili, svegliamoci tutti. “La siga, la siga…” tant’è. Il testo “zitti e buoni” vince il Premio come miglior testo! 

 

Li intervistano dietro le quinte dell’Eurofestival. Si esprimono timidi come bambini di quinta.

Li intervistano dietro le quinte. Si esprimono timidi come bambini di quinta. In 5 minuti non riescono a finire una frase di senso compiuto. “Bellissima esperienza… ehm.. bellissimo… non lo dimenticheremo”. Sono visibilmente frastornati.

IL BATTERISTA è UN OROLOGIO E HA UNA PRESENZA scioccante…IL CHITARRISTA HA UN OTTIMO SUONO E LA FACCIA DI CULO ALLA bLACKMORE:)…DAMIANO è UN ANIMALE E HA PURE UNA TECNICA VOCALE BESTIALE…LA BASSISTA, PRESENZA ECCEZIONALE E, APPUNTO, OTTIME LINEE DI BASSO

Vivi Lanzara, pianista rock

Il cantante oltre alla sua bravura ha una sorta di carica erotica alla Jim Morrison, chitarrista davvero un bel tocco, batterista anche lui un grande… hanno appena 20 anni..si sono formati nel 2015 e già nel 2017 successo con xfactor… semplicemente paurosi!

Tancredi, appassionato di rock, dall'Irlanda

Votazioni. Attesa. Vittoria dei Måneskin!

Votazioni.
Attesa.
Vittoria!
Ricantano, ora senza censura.

I Måneskin saltano come i pazzi e restano a tempo e intonati, che di questi tempi pare un lusso.

Saltano come i pazzi e restano a tempo e intonati, che di questi tempi pare un lusso.

Ma è un lusso, perché su quel palco fanno il finimondo e la canzone pare sempre un disco, pulito e dal sound esattamente riconoscibile.

 

Come si pronuncia Maneskin o Moneskin?

Il nome del gruppo si deve alla bassista Victoria, la fondatrice, di origine orlandese.

Dunque si dice MOneskin, che a qualcuno è scappato di dire Moleskin! 

Forza Måneskin! Vi amiamo!!! Grandi Måneskin!
PS. Stendo un pietoso velo sulla conduzione RAI.

Zitti e buoni è il brano con cui i Måneskin vincono l’Eurofestival, lo stesso con cui avevano trionfato al Festival di Sanremo 2021. Ecco il testo.

Zitti e buoni

Loro non sanno di che parlo
Voi siete sporchi, fra’, di fango
Giallo di siga fra le dita
Io con la siga camminando
Scusami, ma ci credo tanto
Che posso fare questo salto
E anche se la strada è in salita
Per questo ora mi sto allenando
E buonasera, signore e signori, fuori gli attori
Vi conviene toccarvi i coglioni
Vi conviene stare zitti e buoni
Qui la gente è strana, tipo spacciatori
Troppe notti stavo chiuso fuori
Mo’ li prendo a calci ‘sti portoni
Sguardo in alto tipo scalatori
Quindi scusa mamma se sto sempre fuori, ma
Sono fuori di testa, ma diverso da loro
E tu sei fuori di testa, ma diversa da loro
Siamo fuori di testa, ma diversi da loro
Siamo fuori di testa, ma diversi da loro
Io ho scritto pagine e pagine, ho visto sale poi lacrime
Questi uomini in…

La censura sul brano zitti e buoni dei Maneskin

Per partecipare all’Eurofestival i Måneskin devono rispettare un rigido regolamento. Vediamolo.

I Maneskin, vincitori del Festival di Sanremo 2021, guadagnano il diritto di partecipare all’Eurovision Song Contest, con “Zitti e buoni”.
Scende in campo la CENSURA: per regolamento dell'”Eurovision version” deve durare non più di 3 minuti, via dunque 19 secondi.

I nodi vengono al pettine con la necessità di tagliare il TURPILOQUIO.

I Måneskin non si scompongono.
Modificano.
Partecipano.
Incassano gli insulti dei Rockers per cui avrebbero dovuto rimanere fedeli al testo originale, al linguaggio che li contraddistingue.
Vincono.
A cose fatte, premio alla mano, tornano alle origini!

Le modifiche del testo si trovano nel sito Eurofestivalnews

-È stata tagliata una parte dell’introduzione, ovvero uno dei due riff

-Il verso contenente “Vi conviene toccarvi i cxxxxxxx” è stato modificato in “Vi conviene non fare più errori”

-Uno dei due riff della transizione verso la seconda strofa è stato eliminato

-La frase “Non sa di che cxxxx parla” è stata cambiata, “Non sa di che cosa parla”, come nelle due ripetizioni precedenti

dal sito dell'Eurofestival

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