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Canto indiano, Marta Mattalia a Palermo: l’intervista e il concerto a Casa di Violetta

Canto indiano, Marta Mattalia a Palermo: l’intervista e il concerto a Casa di Violetta

Una fantastica storia: racconti di viaggi alla ricerca del suono e della consapevolezza. Leggi l’intervista e guarda il video tratti dal concerto a Casa di Violetta.

Dicembre 2020, in piena Pandemia, Marta Mattalia approda a Palermo. Nel suo girovagare per il mondo, mi aveva informata del suo arrivo.  Da tempo coltivavamo il desiderio del nostro incontro. Adesso ci stavamo riuscendo. 


Marta Mattalia col suo canto indiano torna a Palermo

Ci tenevo molto a organizzare un incontro con l’esperienza di Marta, ci tenevo per me e per le Voci Vicine.

Sapevo intimamente che l’incontro con la persona di Marta Mattalia, il suo concerto contemplativo di canto indiano, sarebbe stato un arricchimento per tutti, me per prima.

Grazie alla collaborazione fattiva di Violetta e Carlo, nonché di Maurizio, Alessandra, Maria Gabriella, Luciana, Alessandra ed Anna Maria, Marta è stata ospitata e in cambio ha offerto questa serata. 

Le Voci Vicine intervenute hanno portato ciascuna qualcosa da mangiare. C’era di tutto. Panelle e Crocchè, rosticceria, riso pilaf, insalate, parmigiana, caponata. In Sicilia la festa si misura anche a tavola.

Abbiamo organizzato una performance a voce nuda a Casa di Violetta con le Voci Vicine, tutti distanziati e mascherati.

“Ke Goreche Emon Ghor”
Canto indiano Baul
eseguito da Marta Mattalia a Casa di Violetta


L’intervista a Marta Mattalia sul canto indiano e le sue scelte

Ci siamo siamo conosciute qualche anno fa in occasione di una masterclass di canto indiano Dhrupad con Amelia Cuni.

Lucina Lanzara:

Cara Marta Mattalia, ci siamo siamo conosciute qualche anno fa in occasione di una masterclass di canto indiano Dhrupad a Palermo con Amelia Cuni. Fu organizzata da Alejandra Bertolino Garcia.

C’era anche Ivan Segreto.
Ci vuoi dire qualcosa di quest’altra tradizione di musica indiana di cui ci hai appena dedicato un canto?


Marta Mattalia:

Si tratta di un’antica tradizione di nome Baul, specifica del Bengala Occidentale, a nord-est del paese.

La lingua utilizzata è Bengalese che come tutte le diverse lingue degli stati indiani ha radice dal Sanscrito. Infatti pochi sanno che l’Hindi, pur essendo riconosciuta come lingua nazionale, è in realtà parlata in pochi stati del nord.

I Baul sono cantori mistici itineranti che peregrinavano da un villaggio all’altro vivendo delle offerte ricevute in cambio dei loro canti. Visitavano case e famiglie diffondendo i loro canti come benedizioni in cambio di energia materiale: soldi o riso, patate e dhal. Questa pratica si chiama Madhukori. Parlo al passato perché nell’epoca corrente diverse cose stanno cambiando: da una parte molti maestri Baul hanno fondato i loro Gurukul e si sono stabilizzati, dall’altra la società che si sta modernizzando è sempre meno pronta e disposta a ricevere questo tipo di esperienza.

Il Gurukul è uno spazio di pratica e trasmissione che può essere dedicato a canto, danza, yoga, meditazione o anche niente: ogni disciplina è solo lo strumento attraverso il quale percorrere la via della consapevolezza.

In India è ancora reperibile un sapere antico, dove ogni forma d’arte è introiettata in un percorso di crescita umana e spirituale oltre che all’apprendimento di una determinata tecnica. Questo di certo è un aspetto che mi ha attratto e mi spinge a tornare.

Ho conosciuto laggiù la mia Maestra Baul dalla quale ho il privilegio di apprendere questi Canti che sono preghiere, invocazioni, non solo composizioni musicali.

Baul Gyan Darpan – West Bengal, India (2020) – ph. Ekathara Kalari

Canto indiano: Dhrupad e Baul

In una maniera spontanea e imprevista la ricerca del suono si è intrecciata a quella di essere umana sul pianeta Terra.

Lucina Lanzara:

Quando ci siamo conosciute stavi frequentando il Conservatorio di Canto Jazz.

Ci vuoi raccontare della tua formazione che ti ha portato a questo viaggio nella ricerca musicale, o musica dentro il viaggio?

 

Marta Mattalia:

Quando ci siamo conosciute mi ero appena diplomata in Conservatorio in Vocalità Afro-americana, e forse stavo già percorrendo il mio viaggio nel suono dato che sono inclusi due continenti, con la storia che li ha uniti e disuniti.

Subito dopo mi sono iscritta al Conservatorio di Vicenza nella sezione di Indologia: qui grazie ad Amelia Cuni ho scoperto il Dhrupad che è il più antico genere di musica classica indiana.

Il Baul, anche se penso che le categorie limitino illogicamente la naturale indefinitezza della sonorità, è considerato parte della tradizione folk.

A Vicenza ho conosciuto anche i maestri indiani di Dhrupad che tenevano regolarmente workshop in Italia e che avrei raggiunto anni dopo nel loro Gurukul di Bhopal, durante il mio primo viaggio in India.

La partenza nel mondo rappresenta un grande progetto di vita iniziato quattro anni fa, quando abitavo e lavoravo a Torino e ho deciso di lasciare tutto, o ricontattare tutto secondo un’altra visione.

Ho viaggiato in diversi paesi e regolarmente sono tornata in India per proseguire l’apprendimento di queste tradizioni.

In una maniera spontanea e imprevista la ricerca del suono si è intrecciata a quella di essere umana sul pianeta Terra.

“Guru Pone Mon Aache Jaar”
eseguito da Marta Mattalia
 realizzato da Panoctopus Production in Gokarna, India (2020)


Il viaggio nel canto esplora la voce e la voce esplora il viaggio.

Mi trovo in Sicilia per le stesse ragioni. Fino a qualche mese ero piacevolmente bloccata in India, durante il primo lockdown dovuto al Covid. Sono dovuta rimpatriare e dopo essere stata ferma per un po’ nel luogo natio, ho ascoltato l’onda richiamarmi a sé.

Non si tratta di uno spostamento, ma di una condizione interna.

La Sicilia mi ha condotta in una meta esotica, distaccata dal continente! Ringrazio questa terra generosa da cui ho ricevuto doni in diverse forme. Sono orgogliosa che da nord a sud un solo paese contenga una tale varietà di meraviglia.

Canti in barca – Isola di Favignana, Sicilia (2020) – ph. Alessandra Schio

Racconti che ci fanno viaggiare con te, Marta

Ci regali pezzi intimissimi che mi provocano pudore, qualche volta sento quasi il bisogno di coprirmi a mia volta, perché sembra che tu ti sia denudata del tutto per noi.

Lucina Lanzara:

Facebook è il posto in cui ti ho recuperata dopo esserci conosciute la prima volta.
Periodicamente pubblichi dei racconti che ci fanno viaggiare con te.

Ci regali pezzi intimissimi che mi provocano pudore, qualche volta sento quasi il bisogno di coprirmi a mia volta perché sembra che tu ti sia denudata del tutto per noi.

Hai studiato per poter scrivere così?

Perché narri e ci metti al corrente di questi pezzi di vita così intima?

Marta Mattalia:

Come il canto, anche la scrittura rappresenta uno dei mezzi di narrazione per esprimere l’andamento della percezione umana sulla terra. Entrambi li sento particolarmente vicini. Ho frequentato il master della Scuola Holden di Torino (n.d.r fondata da Alessandro Baricco), sull’approfondimento delle diverse tecniche di storytelling.

Uno degli strumenti più preziosi di cui mi ha dotata è la consapevolezza autoriale.

Il processo di scrittura si svolge nell’atto di togliere, per far emergere il midollo espressivo dalla materia narrata. In modo analogo funziona il canto, a nuda voce. Attraverso il vocabolario o le frequenze sonore mi restituisco, mi svuoto.

Deserto del Sahara – Ouarzazate, Marocco (2018) – ph. Lhou Ssin 

Canto indiano Baul, struttura e caratteristiche

Il Baul è una tradizione tramandata oralmente, e alcuni Canti viaggiano da labbra a labbra da 500-600 anni.

Lucina Lanzara:

Soffermandoci maggiormente sull’aspetto tecnico musicale del canto indiano, i Canti Baul si basano su una struttura regolare? Gli indiani coltivano questo tipo di estensione vocale fin dall’infanzia o c’è una scuola specifica di formazione per poter usare la voce nel modo adatto?


Marta Mattalia:

Secondo la concezione orientale viene meno la distinzione fra il tempo per l’esercizio, il riscaldamento e la pratica effettiva.

Il modo in cui utilizzi la pratica deve già includere una certa fisiologia del cantare. Di certo per cultura musicale l’abitudine dirige l’ascolto e l’uso della voce a tonalità tendenzialmente acute.

Il Baul è una tradizione tramandata oralmente, e alcuni Canti viaggiano da labbra a labbra da 500-600 anni.

Tendenzialmente il poeta del testo è anche il compositore della musica, oppure possono venire applicati testi differenti sulla stessa melodia, che è intesa come patrimonio condiviso.

Lungo il Gange – Varanasi, India (2020) – ph. Kandukuri Ramesh Babu

I Canti si basano su una struttura precisa: ci sono le stanze – strofe, e il ritornello che rappresenta il tratto melodico più orecchiabile che ritorna regolarmente.

Nell’ultima strofa solitamente l’autore si autocita. Come si può notare sono caratteristiche del tutto simili alla forma canzone della storia musicale occidentale, dai Trovatori Provenzali ai componimenti poetici del Dolce Stil Novo.

Evidentemente è una struttura che sorge sulla base di necessità universali, affinché l’accostamento poetico con la musica possa essere efficace, memorizzabile e godibile.

L’essere umano è uno nell’essenza e trova strategie che si rivelano simili, pur essendosi formate in contesti geografici e storici diversi del pianeta.

L’Ektara, strumento musicale indiano

L’Ektara, musicalmente parlando, sostiene due funzioni principali: il ritmo e l’intonazione

 

Produce una sola nota che è la fondamentale, l’origine di tutti i successivi suoni di una scala.

Mi piace immaginarlo come il pavimento, il suolo su cui si sviluppa l’architettura della canzone. È un bordone che rappresenta l’Aum, il suono primigenio in cui tutto si origina e termina.

Una delle ragioni fondamentali nella pratica di questi canti, è cercare di far sparire la propria voce dentro la nota fondamentale, fino a tornare uno con il suono Aum.

Lucina Lanzara:

Puoi dirci qualcosa di più anche sullo strumento musicale che stai suonando?


Marta 
Mattalia:

L’Ektara è lo strumento centrale di questa tradizione. Ha una sola corda e infatti molto pragmaticamente il suo nome significa Una (Ek) – Corda (Tara).

L’Ektara che sto suonando l’ho costruita con le mie mani, per questo, più che uno strumento musicale, la considero un Tempio Volante. L’ho raccontato in questo articolo che ho scritto per il magazine Telupu – Language of the universe, chiamato “Tempio nell’Aria“.

La struttura è molto semplice, rappresenta un archetipo della prima strumentazione umana. Richiama una forma ancestrale che può essere ricollegata non esclusivamente all’India ma anche all’Africa o Sud America, come il Berimbau utilizzato nella Capoeira.

La cassa di risonanza è ricavata da un guscio di zucca, a cui aderisce la membrana vibrante di pelle di capra. Dalla cassa si alza una canna di bamboo sezionata a metà, fra cui è tesa la corda fissata alla cassa con una conchiglia di fiume e un disco di noce di cocco.

La chiave per l’accordatura è di legno: nelle bozze iniziali ero partita dall’idea di costruirla a forma di luna, ma nel processo di intaglio si è trasformata in una spirale.

Tutti i materiali sono organici, salvo la corda di acciaio.

Land Art by Anelli di Crescita – ph. Marta Mattalia

Ogni tanto Marta ci regala un racconto da bere.

Da bere perché sono cascate di vita, compensano questa sete di viaggio che ora, per differenti ragioni, sono rimandate.

Intendo viaggio fisico, perché quello nell’anima è sempre in corso.

@ Segui Marta Mattalia su Instagram e Facebook

Conoscevi Marta Mattalia e il canto indiano?

I Canti Baul?

Che impressione ne hai avuto?

Ti aspetto nei commenti!

 

e-book RESPIRO VITALE

e-book RESPIRO VITALE

Ebook RESPIRO VITALE

Come respirare correttamente e vivere felice.
16 esercizi facili

Ho fatto tesoro dell’esperienza Covid-19 e ho deciso di rispondere alla miriade di domande che mi sono arrivate.
Respira bene e vivi felice.
Ma come respirare correttamente?
Ecco qui l’ebook, un mini corso pratico ed elementare su tecniche di respirazione. Esercizi semplici di respirazione e scoprirai la normalità del tuo respiro vitale.
La respirazione corretta aiuta a vivere meglio.
Prendi fiato e respira.
Abbi cura di te.
16 esercizi semplici e facili per imparare a respirare ed essere felice
Frattanto puoi richiedere gratuitamente l’EBOOK!
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INDICE

 

  • Cannuccia nel bicchiere
  • Palline e cannuccia
  • Sono un palloncino
  • Gonfio un palloncino immaginario
  • Gonfio un palloncino vero
  • Candela sul comó
  • Nastro rosso
  • Orsacchiotto sulla pancia
  • Il cane che ansima
  • Starnuto e paura
  • Eolo sul mio ombelico
  • Il serpente
  • Sciame d’api
  • Buchino della bici
  • Risparmio e conto
  • Decalogo della serenità

 

 

Dispnea per COVID19, respirazione e canto.

Dispnea per COVID19, respirazione e canto.

 

“Come hai affrontato la dispnea da COVID-19?”

“Cosa hai fatto? Hai fatto esercizi di respirazione? E quali? Come?”

Sono una maestra di canto ed emozioni e lavoro ogni giorno col respiro. Ecco perché molte persone mi hanno chiesto come abbia affrontato materialmente, praticamente la dispnea. Condivido la mia esperienza diretta, senza alcuna pretesa scientifica

Il 2 Ottobre sono risultata positiva al tampone rino-faringeo. Ho trascorso 24 giorni in Quarantena. Sono una Long Covid. Ora sto bene. Cerco di testimoniare quello che mi è successo e come l’ho affrontato.  È semplicemente la mia esperienza, l’esperienza di una persona che pratica regolarmente esercizi di respirazione e che li insegna. Insegno la respirazione come insegnante di canto ed emozioni, mi sono data aiuto come potevo. Ho praticato gli esercizi che spiego nel mio libro.

Il respiro per me è Casa.

Dialogo con confidenzialità col mio respirare.
Vivo i polmoni e tutta la respirazione come una compagna di viaggio, la testo, la provo, la sfido, l’affronto tutti i giorni.  Sono grata al mio Respiro. Conto i miei respiri. Riposo nel mio respiro.

Respirare mi consente di cantare.

Il mio respiro è la culla del mio canto.

Sul mio fiato la mia voce viaggia e si abbandona alle ali del vento.

Il vocalizzo della Luce

Qui siamo alla Piramide 38° Parallelo. Rito della Luce 2019. 
Il nostro canto è libero, si poggia sul fiato e prende le ali.

Ho avuto i tipici sintomi influenzali.
Gli episodi di dispnea sono stati il campanello d’allarme, che mi ha portata ad andare a fare il tampone rino-faringeo, per sapere se fossi positiva al COVID-19.

 

Come si è manifestata la dispnea?

Come si è manifestata la dispnea?
Mi sono svegliata di soprassalto di notte diverse volte con la sensazione di non riuscire a respirare.

Provavo a compiere l’atto respiratorio, ma i polmoni era come se non si dilatassero.
Era come se dormissero, annoiati, come se avessero deciso di farsi i fatti loro, ignorando i miei impulsi. 

Davo comandi, ma non rispondevano. 
Li contavo. Andavano aumentando, di notte in notte. Dopo un picco preoccupante, sono diminuiti via via.

Ho avuto la sensazione di incamerare aria, ma nonostante lo facessi, quest’aria non mi soddisfaceva.

Mi sono forzata a incamerare quanta più aria possibile.

Ho mantenuto la calma.

In che modo si coniugano dispnea e canto?

Il fuoco centrale per entrambi è la respirazione. Una corretta respirazione è la base per un canto sano.
La consapevolezza di una corretta respirazione può aiutare a capire come gestire una dispnea o quali siano i limiti per affrontarla. 

Clicca sul pulsante blu e ottieni il videocorso sulla respirazione

Il Saturimetro

Il primo suggerimento che darei a chi viene dichiarato POSITIVO AL COVID-19 sintomatico è di procurarsi un saturimetro.

Il saturimetro viene anche detto pulsiossimetro oppure ossimetro.
Il saturimetro è uno strumento che consente di misurare e monitorare il grado di saturazione di ossigeno e contemporaneamente la frequenza cardiaca del paziente.

Il saturimetro ti fornisce un valore, un dato oggettivo.
Puoi riferirlo l’esito al tuo medico. Ti fornisce un valore numerico. È una certezza in un mondo di incertezze.
Ti aiuta a capire quanto e se ti devi preoccupare.

Sei positivo al COVID19?

Sei in Quarantena a casa?

Suggerisco a tutti coloro che siano positivi di avere a portata di mano un saturimetro, perché è una grande fonte di informazioni oggettive, fornisce dati, può aiutare ad affrontare con più serenità gli episodi.

Un circolo vizioso

Ansia e problemi respiratori vanno a braccetto.
È un circolo vizioso: ti manca il respiro, vai in ansia, ti manca l’aria, ti manca l’aria, vai in panico, ti manca l’aria.

Coltiva la tua pace interiore

Il COVID-19 ti raggiunge quando non lo aspetti, come tutte le cose della vita.
L’unico modo per affrontarlo senza lasciarsi prendere dal panico è coltivare quotidianamente la propria pace interiore.

Il video che ti mostro ha la durata di 1 minuto.

Riprendo gli alberi secolari, simbolo di sicurezza eterna, a Piazza Marina, a Palermo, Villa Garibaldi.
Puoi sentire il rumore dell’acqua della fontana?

Senti il cinguettio degli uccelli?

Il vento fra le fronde degli alberi?

Quanta pace ti da questa immagine’?

Sono stata in questo giardino poco dopo la mia “liberazione” dalla quarantena. Ero letteralmete incantata. Il senso di pace era così forte che quasi mi struggeva. Mi dicevo: come potevo aver dimenticato tutta questa bellezza?

 

Il parere di un medico

Mi è stato di grande aiuto il gruppo Facebook Covid 19 gruppo pazienti Italia, un luogo aperto solo ai positivi e a medici.

Qui potevo confrontarmi e chiedere chiarimenti.

Il gruppo Facebook è stato fondato dalla dottoressa Rita Daniela Morosco. Le ho posto qualche domanda.

Monitorare la saturazione con un pulsossimetro (o saturimetro che dir si voglia) è fondamentale.

Andrebbe fatto almeno due volte al giorno. La sola cosa che potrebbe ottimizzare la performance respiratoria è: l’uso di uno steroide (Prednisolone o Metilprednisolone) che potenziano gli scambi gassosi a livello della membrana alveolo-capillare; poi eventualmente l’uso di un inspirometro incentivante, che “allena’ soprattutto i muscoli inspiratori (infatti spesso la dispnea da Covid19 viene riferita come difficoltà nel compiere un respiro profondo, il che configura più spesso una dispnea inspiratoria che espiratoria (difficoltà a ‘svuotare’ i polmoni), che è più caratteristica dell’asma.

Allenandosi a trattenere il fiato in inspirazione, si può rendere la gabbia toracica più ‘elastica’.

Poi ci sono casi in cui la dispnea è riconducibile a fenomeni microembolici, per cui la difficoltà respiratoria si giova dell”introduzione in terapia dell’eparina

Rita Daniela Marasco, chirugo toracico, fondatrice del Gruppo Facebook COVID 19 GRUPPO PAZIENTI ITALIA

Vieni colto da un attacco di dispnea. Come lo affronti?

1) Se la saturazione dell’ossigeno è minore di 94, contatta immediatamente il 118 o recati al pronto soccorso.

2) Cerca di mantenere la calma e la mente lucida. Lascia il panico fuori dalla porta, non consentirgli spazio. La tua mente e la tua serenità saranno il migliore alleato contro il COVID-19.

3) Siediti, sollevati.

4) Esegui una serie di esercizi di respirazione per aiutare meccanicamente i polmoni ad aprirsi.

Cosa ho fatto io in pratica durante la crisi dispnoica?

Di seguito ti mostro quello che ho fatto io nel momento di crisi respiratoria.

1) Ho cercato una posizione che mi aiutasse a respirare, sicuramente seduta o sollevata.

2) Ho praticato l’esercizio “sono un palloncino”, che ti spiego di seguito.

3) Quando ho potuto, sono andata letteralmente a prendere aria alla finestra.

SEI UN PALLONCINO
Fidati della tua capacità di immaginazione e otterrai risultati incredibili!

Inspira profondamente e immagina di far arrivare l’aria alla punta dei tuoi piedi. Immagina di riempire tutto il tuo corpo di aria. Sentiti come un palloncino da gonfiare. Tu sei un palloncino da gonfiare.

Inspira profondamente e cerca di espandere del tutto i tuoi polmoni, facendo arrivare l’aria come a riempire tutto il tuo ventre.

Abbi la sensazione di espanderti.
La fame d’aria potrebbe rimanere, quella sensazione che l’aria che entra non stia soddisfacendo la tua esigenza di ossigenazione. Esegui ugualmente questi esercizi meccanici. Forza la tua respirazione.
Inspira tranquillamente e cerca di far arrovare l’aria alla punta dei tuoi piedi, abbi la sensazione di riempirti come fossi un palloncino da gonfiare. Gonfiati come un palloncino.
POI SVUOTA TENENDO LE LABBRA SOCCHIUSE. Lascia che l’aria esca, dosando piano piano l’emissione dalla bicca.

Inspira dal naso ed espira dalla bocca.

 

finestra aperta

Apri la finestra.

Vai alla finestra e fai una grande boccata d’aria.

Apri la finestra e cerca di prendere dei grandi respiri dall’aria aperta, dalla finestra aperta.

Se ti è possibile, dormi con la finestra aperta, facendo circolare l’aria.

La ginnastica respiratoria.

La ginnastica respiratorio è un allenamento alla respirazione che va praticato con costanza. Indicato per chi sia convalescente a seguito di COVID19, aiuta sicuramente chi è sano, sia per vivere meglio, per affrontare la vita, per affrontare un’eventuale patologia, per cantare meglio.

Esattamente come un allenamento atletico, la ginnastica respiratoria aiuta a migliorare alcune performance respiratorie.

La ginnastica respiratoria viene praticata in condizione di buona salute, non durante una fase acuta della malattia, nè durante una crisi respiratoria.

La ginnastica respiratoria favorisce la presa di coscienza dell’atto respiratorio, elasticizzazione e controllo della muscolatura respiratoria nelle varie fasi della respirazione: 

– apnea
– respirazione toracica
– respirazione addominale,ecc..

 

Esempi di ginnastica respiratoria

1

Prendi una cannuccia, un bicchiere da bibita o una bottiglietta pieni d’acqua.
Soffia e produci bolle.

2

Prendi un palloncino.
Gonfialo, soffiandoci dentro.
Senti la pressione necessaria affinchè il tuo fiato metta sotto tensione la gomma del palloncino. Percepisci quale complesso meccanismo richieda. Porgi attenzione e descrivilo.

3

Mano sulla pancia
Mi riempio in modo da fare rimpire l’addome
Inspiro 3 secondi. Pausa.
Espiro 6 secondi. Da capo.

4

Mano sul Torace
Mi riempio in modo da fare rimpire il torace.
Inspiro 3 secondi. Pausa.
Espiro 6 secondi. Pausa. Da capo.

5

Ridi. Ridi. Ridi! Ridere è un atto esclusivamente umano.
Nel mondo animale e vegetale non si ride. Forse ridono asini, cani, delfini e iene ridens. 
Ridere però è senz’altro una prerogativa dell’uomo. È anche uno degli esercizi di riscaldamento vocale che prediligo!   

Ridi! Cerca motiva per ridere. Guarda film che ti facciano ridere.
Leggi fumetti buffi: ridi!
Senti il sussulto della tua pancia?
Senti la leggerezza della tua testa? 

 

RISATE COME ESERCIZIO

Ti ripropongo un momento della Masterclass di canto ed emozioni che ho tenuto a Scicli a fine settembre.
Lavoriamo con le risate.
Prova con noi!

Ti saluto con un piccolo Decalogo che ho preparato appositamente per te.
Spero che le informazioni che ho raccolto qui, ti siano utili.

Decalogo per la serenità

Ph. Vincenzo Pietro Sigillò Massara

Come coltivare la tua serenità?

1. Vivi quotidianamente coltivando la tua serenità più profonda.

2. Medita.

3. Respira regolarmente. Respira avendo cura dell’aria che entra e dell’aria che esce.

4. Se pratichi una religione, prega. Leggi versetti, medita, lasciati ispirare e scrivi nel tuo quaderno.

5. Contatta telefonicamente persone che non senti da tanto tempo.

6. Prenditi cura della tua salute. Mangia sano.

7. Riposa. È la migliore cura, le cellule del tuo organismo si rigenerano continuamente, lasciale lavorare tranquiilamente, senza stress.

8. Fai ginnastica respiratoria, prendi confidenza col tuo respiro. Di questo ne parlo abbondantemente nel libro che sta per uscire.

9. Se te la senti, fai piccoli esercizi di ginnastica, Yoga, Pilate. Anche a letto, rilassa il tuo corpo.Mens sana in corpore sano.

10. Ridi, ridi, ridi!

Grazie per aver letto fin qui.

Ti è stato utile questo articolo?
Mi piacerebbe sapere cosa ne pensi.

Ti aspetto nei commenti!
Lucina 🙂

Workshop live di percussioni con Ismaila Mbaye!

Workshop live di percussioni con Ismaila Mbaye!


Lezione di Djembe su ZOOM

sabato 31 ottobre 2020
ore 16.00-17.30

Clicca sul pulsante arancione!

OVUNQUE TU SIA

Hai un tamburo a casa?

Unisciti a noi!

Ismaila porta un messaggio di pace e di integrazione attraverso lo studio teorico e pratico dei tamburi. Fa conoscere agli italiani la cultura africana.

A chi si rivolge?

La lezione è indicata tanto per i principianti quanto per i percussionisti, bambini o adulti. Il linguaggio è semplice e immediato. I risultati straordinari!

Ismaila offre sempre nuovi spunti. Stare con lui è rilassante e divertente. Trascorriamo insieme questo momento a suon di ritmo, il ritmo del cuore!

Quanto costa?

Per questa volta
in via del tutto eccezionale e promozionale
€20!
 

Non sei sicuro di poterci essere?

Niente paura!

Iscriviti senza impegno!

Riserva il tuo posto!

Mi prenoto senza impegno al laboratorio

Mi interessa il laboratorio di Ismaila Mbaye su ZOOM. Ancora non ho la sicurezza di poterci essere. Mi segni per favore?

Marketing a cura di

Clicca sul pulsante arancione!

Ripercorriamo qualche momento di Percussionando a Palermo!

Cosa dicono i partecipanti al Laboratorio di Percussioni Percussionando

Ismaila è carismatico. Il laboratorio è stato fantastico, divertente, istruttivo.

Non ci potevo credere: si lasciava trasportare dalla musica con le improvvisazioni. Meraviglioso quello che ha raccontato della sua isola.

Provo felicità, grinta e sicurezza.

Simone, 12 anni

Ismaila è accogliente, energico, straordinario.
Ho imparato in poco tempo moltissime cose sulle percussioni.

Provo un senso di gioia, sorpresa, interessamento.

Riccardo, 16 anni

Ismaila è un maestro entusiasmante e divertente.

Ho provato allegria, spensieratezza, benessere.

Francesca, 22 anni

Ismaila è inimitabile. Ho vissuto uno stato d’animo pieni di pace: non mi aspettavo di provare certe emozioni.
Mi auguro che tale evento si possa programmare con maggiore frequenza e magari creare una vera scuola di percussioni.

Giuseppe

Speriamo presto in presenza! Ma adesso, partiamo!

Ci vediamo su ZOOM!
Ti manderò via mail tutte le informazioni.
Ti assisterò per il collegamento.

Di Ismaila Mbaye mi ha colpito il modo di parlare con la gente. Ismaila si esprime perfettamente in italiano e ci trasmette le sue emozioni.

 

E’ incredibile la professionalità con cui ci ha insegnato a suonare i tamburi. Sentirlo suonare, mi faceva sognare.

 

Mi sono sentita appagata, felice, soddisfatta.

Katia

Ismaila è un grande percussionista, uomo con il cuore immenso, super fantastico.

Emozioni, allegria, divertimento, mi ha lasciato dentro un grande insegnamento: suonare a ritmo del cuore, un emozione inspiegabile!

Mi ha colpito la complicità  che si crea tra la gente, pur nn conoscendosi

Daniela

Percussionando è energizzante, liberatorio, coinvolgente.

Provo gioia, positività, soddisfazione.

Porto dentro un senso di armonia e senso di gruppo, in particolare quando tutti insieme ripetevamo lo stesso ritmo, andando a tempo.

Margherita

Percussionando è amore, gioia, fiducia in sé e negli altri: Ismaila è stato un eccellente collante di un gruppo di sconosciuti che ha condiviso ritmo ed emozioni.

Rilevante la testimonianza culturale di Ismaila, ambasciatore della propria cultura e del proprio paese.

Ismaila ha saputo connotare questa esperienza di tre elementi a me cari: cura, attenzione, presenza. Arricchimento per l’anima. 

Costanza

Chi è Ismaila Mbaye

 

 Dall’isoletta di Goree in Senegal al successo dei jet set

Maestro di percussioni africane, Ismaila Mbaye è uno dei maggiori esperti di Djembe in Europa.

Ha ideato Percussionando, un laboratorio di percussioni in tour con cui porta un messaggio di pace e di integrazione attraverso lo studio dei tamburi e della cultura africana.

Le trasmissioni televisive

Ismaila Mbaye per 10 anni ha partecipato come musicista a molte trasmissioni televisive. Arriveranno visibilità e successo. Tra i programmi più significativi ricordiamo Maurizio Costanzo Show su CANALE 5, il sabato sera di Fiorello su RAI1, un poeta per amico dedicato a Massimo Troisi con Enzo Decaro RAI 1, il mondo insieme Sat 2000 con Licia Colò e di recente il show TV di Giorgio Panariello sotto l’albero RAI 1. 

Ismaila Mbaye è il fondatore dei Tribal Percussion. Suona con “I Tamburi di Gorée” , “Yampapaya”, “Med Free Orkestra”.

Ancor ricordiamo Tam Tam Morola, Africa Penc, KiDIDA, “Kilimangiaro Band” con cui ha partecipato per 9 anni al programma su RAI3 “Alle falde del Kilimangiaro”, Stasera Casa Mika 1-2,

I film a cui partecipa Ismaila Mbaye

Citiamo alcuni film in cui Ismaila partecipa, come attore e musicista.

“L’Ultimo Pulcinella”, regia di Maurizio Scaparro con Massimo Ranieri e al film di Rossella Izzo “Professoressa”, al film Ben Hur regia di Timur Bekmambetov con Morgan Freeman.

Nel 2019 Ismaila Mbaye musicista e attore nel corto di Daniele Falleri “La goccia e il mare” viene premiato per la miglior colonna sonora al Black Movie Award. I premi non finiscono qui!

Vanta una antica collaborazione con Checco Zalone, di cui è uscito in questo periodo al cinema il film campione di incassi “Tolo Tolo” di Checco Zalone e in uscita con “Nour” di Maurizio Zaccaro con Sergio Castellitto.

 

 I Premi di Ismaila Mbaye 

 

Ismaila Mbaye fa incetta di Premi alDiaspora Award 2020!

 

 

Ci spostiamo al Festival del Cinema Capri Hollywood. Vincerà il Premio come musicista e gruppo più influenti in Italia.

Non dimentichiamo la partecipazione alla manifestazione MusicAfrica a Roma. Si aggiudica il riconoscimento come ambasciatore umanitario.

Citiamo alcune tra i più significativi tour: nel 2006 in Austria con il gruppo “Tam-Tam d’Afrique” di Vienna, nel 2007 Festival “72 ore di suoni, luci e colori dal Senegal” Apertura concerto di Youssou N’ Dour, ex PalaVobis di Milano, nel 2011 Miami e New York. 

Nel 2019 guadagna il Diaspora Award Italia ad honorem per l’ambito Cinema e musica.

Ismaila Mbaye è uno dei percussionisti musicisti che registra il maggior numero di presenze al Festa d’Africa festival. Co-protagonista del documentario Redemption Song, è recente la tournée in Cina, Usa, Senegal, Marocco.

Se avessi bisogno di un chiarimento, non esitare a scriverci!

Conosci già Ismaila Mbaye?

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Il tuo canto libera. Il laboratorio Canto ed emozioni a Casa delle Fate

Il tuo canto libera. Il laboratorio Canto ed emozioni a Casa delle Fate

Il laboratorio canto ed emozioni dal titolo “il tuo canto libera” si è tenuto a Scicli dal 18 al 20 settembre 2020. Si tratta di una Masterclass “Voci Vicine”, con performance finale, aperta a chiunque ami cantare, professionisti o amatori del canto. Ti racconto come è andata.

La carezza di un salice piangente accoglie il nostro arrivo a Casa delle Fate.

La carezza di un salice piangente accoglie il nostro arrivo a Casa delle Fate.

Carubbi maestosi, profumo di gelsominini, Ulivi centenari. Nespoli, Agavi, spezie d’ogni tipo. La Natura in festa è il primo regalo. 

Ciascuno ha portato qualcosa da condividere, miglio, lenticchie, patatine giganti, anche una cassa di rosso, che a brindare si scaldano gli animi.

Siamo divisi tra Casa delle Fate e Borgo delle Stelle. Già i nomi ci proiettano in un altrove fatto di folletti e giunchi incantati. Ci sorprende il laboratorio di telai e lane filate a mano, che coll’arcolaio Aurora ci si addormentò. I racconti di Patrizia sanno d’incenso e tradizioni. Siamo bambine stupite e grate.

Da chi è composto il gruppo?

Il gruppo è composto da cantanti avvezze e principianti, chi non ha mai cantato in pubblico e chi crede di essere stonato. Alle emozioni affido l’incontro e  la conoscenza reciproca. Distanziati e in sicurezza, lavoriamo all’aperto. Niente abbracci, se non virtuali. Nulla dice più del corpo in movimento. Al non verbale è affidata la conoscenza reciproca. Un responsorio corale di nome e cognome ci proclama,  ci identifica, ci definisce nel tempo. Eccomi, sono qui, ci sono. Mi vedete? Ti vediamo. Mi percepite? Ti percepiamo.  Sapete chi sono. Ciascuno inizia a esistere nel gruppo.

 

La girandola inizia.

Mi sento una tarantola.
Danzo sulla trama tessuta per mesi, cucendo fili invisibili e invischianti, ballo una pizzica di lode e gratitudine.

Battiti

Battiti. Battito del cuore. Battito di mani. Ritmo che diverte. Ritmo che unisce. Ritmo che sincronizza i nostri cervelli, crea alleanze, consolida il gruppo. 


Adesso cenni di teoria e tecnica vocale. Ritmo e melodia come elementi essenziali della della musica. 

La Rivoluzione acustica, il  432.

Meditazione creativa: ci trasforma in vento, poi in foglie, poi in petali. 

Spirali come Nautilus disegnano nell’aria percorsi di leggerezza. Posso sentirli tutti. Tanta profondità, tanta bellezza.

Bellezza sarà la parola d’ordine. So di avere di fronte “eroi” pronti a battersi per la propria evoluzione.

La responsabilità è grande. Scotta.

Mi sono sentita sabbia.
Mi sono sentita vento.
Ero una foglia di carrubbo.
Poi petali di gelsomino arabo dorati.

Loredana

Respiro. Rilassamento. Risonanza.

Oggi è il giorno delle 3 R: Respiro. Rilassamento. Risonanza. Teoria, pratica, teoria, pratica. Esercizi di riscaldamento, sbadigli consapevoli, sirena, lip roll, apparato fonatorio, bocca, lingua, palato duro e palato molle, esplorazione della bocca.

Partiamo dalle arcate dentali: pulizie di stagione! Ridiamo. Ridiamo a tempo. 1 risata. 2 risate. 4 risate. 8 risate. Ridiamo a crepapelle.

 

L’ombelico è il mio migliore amico.
Abbiamo chiaro il motore del canto.
Cantiamo.
Abbozziamo i primi brani per domani sera.
Siamo treni in corsa.
Ci sentiamo forti.

Cosa canteremo per la performance?

Cosa canteremo per la performance? Un gruppo così eterogeneo cosa potrà offrire?  We shall over come perchè ce la possiamo fare! Amazing Grace perchè la lode sia eterna. La Casetta in Canadà perchè Casa delle Fate è un luogo fuori dal mondo. La campana tibetana ci farà risuonare alle frequenze della Terra, ci faremo una voce sola.

Siamo connessi. Spazio alle improvvisazioni libere. Mai una stonatura. Polifonie. Ancora bellezza.

Introduzione al concetto di quarta parete e tecnica di interpretazione.

Si lavora su chi abbia a memoria il testo.
Olga ci strega con Cu’ ti lu dissi, Noemi ci schianta con Mad Word (ma dove avevi conservato quella voce?) e Alessandra scioglie lo scioglibile col dono incantato della sua voce: è una straziante dolcissima LLorona.

Ogni esibizione ci toglie il fiato. Assistiamo esterrefatti: cocci di vita si materializzano.

Rigagnoli di lacrime agiscono indisturbati. 
Lasciamo che ci irrorino.

Torniamo alla teoria. Come ci si prepara a un concerto. Il camerino interiore. Vocalizzi. L’euforia sale. Il filo è sottilissimo.

Devo tenere a bada gli entusiasmi: rischiamo di disperdere la concentrazione. Andiamo sul Luogo. Prendiamo posto. Proviamo le posizioni. Proviamo e riproviamo i movimenti di scena. Il cerchio ci rassicura. Prende forma. Prendiamo forma. Mezz’ora di pausa. Vi aspetto in salotto. Meditazione e vocalizzi. Riepilogo della scaletta. Respiriamo. Siamo pronti. Andiamo.

La notte della performance in bianco.

Daniele ha acceso ceri e candele, sparso oli essenziali.

La performance nel giardino di Casa delle Fate è un rito propiziatorio, un Inno alla Vita.

Uno dietro l’altro si snocciolano i numeri che abbiamo preparato.

Prendo il tamburo.
Swap.
Non suona più!
Sordo completo. L’umidità ha ammollato la pelle. Riformulo al volo la scaletta. 

Respiriamo, improvvisiamo, cantiamo. 
Siamo felici. Sono felici gli avventori. 

Candele illuminano la notte e ci rassicurano.

Il buio protegge le nostre reticenze, scherma gli errori.

Gli errori sono compagni di viaggio, ci dicono “bravi! Ci state provando!”.

Chiedo una parola ciascuno.

Armonia
Autenticità
Tranquillità
Meraviglia
Connessione
Risonanza
Interiorità
Sensibilità
Pausa
Respiro
Rivoluzione
Vivacità
Emozioni
La sintesi più appagante è l’espressione coniata da Loredana: CantANIMA.

La consegna degli attestati sancisce l’alleanza.
Tecnica Vocale, interpretazione, comportamento scenico e gestione delle emozioni.
Complimenti: sei una Voce Vicina!

Sei riuscita a farmi arrivare dentro l’origine della mia voce ed ho sperimentato un luogo non luogo mai conosciuto prima

Loredana

È stata un’esperienza emozionante, carica di umanità. Le diversità di ognuno di noi sono la componente che arricchisce le nostre menti ed il nostro animo. La guida generosa di Lucina riesce a tirar fuori sempre le sensibilità dei partecipanti.

Leonardo

Lucina è come “i tubi dell’acqua” conduce e amplifica le emozioni, i suoni e la musica che l’attraversa, inoltre con determinazione ma anche dolcezza guida un gruppo di estranei, a volte anche stonati, a sentirsi in breve tempo in armonia con sé stessi e gli altri. Stupefacente!! Io mi sono divertita moltissimo oltre che arricchita di nuove nozioni musicali. Grazie

Olga

Aria fatata…

Bebè

Emozionalmente un’esperienza grandiosa, ho conosciuto delle gran belle persone!

Rita

La classe è una grande esperienza emozionale dove si scopre la possibilità di entrare in armonia sia con le voci che con gli animi dei partecipanti, in modo così naturale da restarne molto sorpresi. Occasioni come queste infatti fanno comprendere quanto la società di oggi punti sull’individualismo e la separazione creando conflitti che alterano la vera natura degli uomini ovvero lo spirito di condivisione e il sostegno reciproco. Grazie a queste iniziative è però possibile ritrovare dentro di noi questo spirito ed acquisire un diverso sguardo sulla vita di ogni giorno..

Alessandra

Empatia! Gratitudine a te e al gruppo! Esperienza fantastica!

Franca

Domenica mattina si tirano le somme. Il rito della foglia resta un segreto condiviso coi partecipanti. Ancora una volta, l’incontro autentico con altre persone mi rivela le meraviglie dell’essere umano. La classe termina e io sono ancora più felice. E grata.

Il privilegio della fionda è raccogliere il volo di chi a te si affida.

Lucina Lanzara

Un esercizio… ridicolo!.

Qui sotto ho estrapolato, dalla serata in bianco al Giardino di Casa delle Fate, un esercizio che trovo utilissimo per la tecnica vocale: l’ANCORAGGIO del canto! Ridicolo proprio! E incredibili sono i benefici!
Provi con noi?!

Durata: 3 minuti.

Ti ringrazio per aver letto fin qui e aver trepidato un pò con noi! È stato così? hai trepidato con noi?

Hai sentito grilli o cicale?
Hai riso? Hai sentito sussultare la tua pancia?

Ti va di lasciarmi una parola qui sotto? Un commento? Un’impressione?

Ancora grazie per la tua attenzione e per il tuo tempo.
Ti aspetto.

Canto ed emozioni: la masterlass Voci Vicine a Castell’Umberto

Canto ed emozioni: la masterlass Voci Vicine a Castell’Umberto

Tutto in un giorno. Si, si è svolto tutto in un giorno!

A fine settembre 2018 ho tenuto a Castell’Umberto una masterclass Voci Vicine.
Nonostante l’eterogeneità dei partecipanti, siamo arrivati in fondo, ovvero al finissage, la performance finale che chiudeva anche la mostra di pittura di Ilaria Caputo, sorella dell’organizzatrice Lisa Caputo. Lisa è anche una scrittrice. Lascio  alle sue parole la sintesi di quella indimenticabile giornata.

TUTTO IN UN SOLO GIORNO

Era la prima volta che non partecipavo in prima persona alla Masterclass, dato che mi sono occupata della segreteria, e questa prospettiva diversa è stata davvero arricchente. Vedere lo sviluppo della classe dall’esterno mi ha permesso di apprezzare ancora di più il grande lavoro e la stupefacente bravura di Lucina nel creare e gestire i gruppi, anche quelli più eterogenei e complessi. Sentire nascere un’armonia di suoni dove prima c’era difformità, vedere come Lucina sa adattare e riadattare il suo approccio quando la situazione lo richiede, riconoscere la sua grande umanità e delicatezza nel trattare la parte emozionale della classe è stato bellissimo. Sentire le voci pian piano venir fuori, naturalmente e senza costrizioni, osservare come – in modo solo apparentemente “spontaneo”, perché in realtà dietro ci sono state settimane di concentrazione e duro lavoro, da parte di Lucina – la performance finale sembrava crearsi da sé, è stato per me un’esperienza profonda ed emozionante. Non da ultima, la performace finale. Lucina non solo è uno splendido animale da palcoscenico, capace di creare uno spettacolo di enorme suggestione lavorando con un gruppo per pochissimo tempo. Lucina ieri è riuscita a includere linguaggi e tradizioni diverse fra loro in uno spettacolo emozionante, è riuscita a far cantare e ballare praticamente tutti. Ci ha fatto viaggiare attraverso le suggestioni eteree del suo canto della Sirena per poi arrivare, a fine performance, a farci ballare sul ritmo di una sezione ritmica con tamburi africani in cui la bravura del percussionista (Oumar) andava di pari passo con quella di Lucina. Che non solo ha una voce straordinaria, è un’eccezionale maestra e una grande performer, ma ha anche la capacità gioiosa di fare spazio agli altri, di far, maieuticamente, esprimere le potenzialità altrui. Esperienza bellissima!

Lisa Caputo, Castell’Umberto, 2 settembre 2018

Lisa Caputo