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Ninna nanna per i bambini di Gaza

Ninna nanna per i bambini di Gaza

Palermo, 29 agosto 2021 al Teatro di Verdura va in scena performance poetico-musicale Come pesci in un barile di Yuossif Latiff Yaralla con la partecipazione straordinaria di Moni Ovadia, finalizzata a raccogliere fondi per i bambini orfani di Gaza.

Il regista mi affida la parte delle “madri”. Comporrò un brano di 7 minuti che si sviluppa sulle diplofonie della voce e due campane tibetane.

In questo articolo svelo retroscena e segreti per cantare la dolcezza e il dolore del mondo, davanti e dietro le quinte, gli esercizi di riscaldamento e concentrazione, comportamento scenico, tecnica vocale, interpretazione, e gestione delle emozioni per cantare la Ninna Nanna ai bambini di Gaza al Verdura in Come pesci in un barile.

Gli artisti di Come pesci in un barile. 
Ph. Gaspare Semprevivo

Partecipando a Come pesci in un barile ho imparato tante cose, troppe cose che non avrei voluto sapere sui Bambini di Gaza. 

Magari le conoscevo, le conoscevamo, ma l’Arte presenta il conto al cuore. Non fa toc toc. La testa di Giovanni Battista è sul vassoio d’argento proprio mentre stai desinando.

Sono sveglia da poco. La faccia mi si sta bagnando. Piccoli fiotti di lacrime scendono indisturbati a destra e sinistra. Mi accorgo che sto piangendo silenziosamente da molti minuti. 

Rimbalzano fra i neuroni addormentati le immagini che ho ascoltato.

Maziar Firouzi, Karim, Moni Ovadia, Lucina Lanzara
Ph. Gaspare Semprevivo

Seduta su uno sgabellino mi preparo a cantare la mia Ninna Nanna ai bambini di Gaza

Ero seduta vicino al proscenio, su uno sgabellino che Yousif mi aveva portato da casa sua. Non vedevo quello che accadeva dietro di me. Potevo solo ascoltare. Ed ogni intervento portava dell’incredibile. Dell’impossibile. Del vergognoso…..

Karim legge i nomi dei 67 bambini uccisi nell’attacco israeliano.  

 

Karim legge i nomi dei 67 bambini uccisi nell’attacco israeliano.  

Mi preparo a cantare la mia Ninna Nanna per i bambini di Gaza. Raccolgo le forze e le emozioni. Respiro profondamente. Mi impegno a portare ogni fiato alla punta dei miei piedi. Mi rilasso e mi concentro. Le parole mi depistano nell’incontrollabile. Mantengo la rotta, pianissimo sibilo per riattivare concentrazione e diaframma. 

In quarta parete visualizzo tutta la vergogna del mondo. 
In quarta parete visualizzo tutte le mamme del mondo.

Trapana i miei neuroni e il mio cuore il dolore del mondo.

Sento gli angoli della bocca scendere in giù.
Mi oppongo miseramente, la mia smorfia si palesa.

Lucina Lanzara
Ph. Gaspare Semprevivo

Ripenso ai piedi dei sogni dei bambini di Gaza. E alla potenza del racconto “Lascia che ti racconti una storia… Anzi due “ magistralmente interpretato da Gigi Borruso. E non posso interrompere questo rigagnolo sulle guance.

Gigi Borruso
Ph. Gaspare Semprevivo

Ripenso a Pasquale, agli alberi bruciati raccontati da Giuseppe Barbera, al contrabbasso di Lelio, all’Oud di Enzo Rao e al violino di Mario Bajardi, un’orchestra in 4 corde, al racconto delle donne di Marta.

Ripenso a quanto sia necessario impegnarsi per raggiungere risultati. E a quanto i risultati siano sempre il risultato di più risultati. 

Moni Ovadia e Lucina Lanzara
Ph. Gaspare Semprevivo

Moni Ovadia è all’inizio.

Moni Ovadia è all’inizio della scaletta. Ci precede. Mi sembrava strana questa scelta di Yousiff.   Mi dicevo: “Uno come Moni Ovadia si mette sempre alla fine. Come mai in scaletta apre lo spettacolo?” Sapevo che dovevo solo attendere pazientemente per capire. E così è stato.

Moni Ovadia, con ferma lucidità, catapulta nella core mission della serata. Le colpe di Israele, i Sionisti, la Palestina, l’immobilismo delle grandi economie mondiali. L’orrore di un quotidiano oltre che disumano. 

L’apparentemente informe puzzle nella mente di Yousif in un batter d’occhio si dipana: numero dopo numero tutto prende senso… un incredibile spaccato. Che mi ha spaccata in due. E ancora la mia faccia si bagna senza che me ne accorga.

È una sensazione difficile da spiegare, sentirsi una piccola cimice che contribuisce a un cicinino di speranza.

La serata raccoglie fondi per 70 bambini rimasti orfani a Gaza. Hanno nomi e cognomi Sono rimasti soli e senza speranza. Canto per loro. Canto per quelli che hanno ricevuto pallottole e odio. 

Alla fine con Moni Ovadia parliamo del canto armonico e dice: ho studiato le diplofonie con Demetrio Stratos, eravamo grandi amici.

Come mi sono preparata ad affrontare la Ninna Nanna al Verdura?

Il camerino

Prendiamo possesso dei camerini dopo le prove del suono. È tardi, sono forse le 20.00. La serata è autoprodotta. Tutti partecipiamo gratuitamente. Ho il tempo contato per rilassarmi, concentrarmi, riscaldare la voce, centrarmi sulla parte.

Dispongo trucchi, abito di scena, la valigetta. Bevo. Mi rinfresco. Tengo la porta semiaperta, fa molto caldo. 

 Il custode mi offre un bellissimo camerino porpora con aria condizionata. Preferisco tuttavia rimanere dove sono.  A questo punto devo raccogliermi e fare tesoro di ogni istante. Maziar è nel camerino accanto a me, al numero 3. Mi fa stare tranquilla, ogni tanto esco a chiedergli memento. Si ricorda tutto.
Bevo. Tengo idratate le corde vocali. Mi disseto. Respiro.

Idratazione e concentrazione

Da tutto il pomeriggio controllo il flusso del respiro. Porgo attenzione ad ogni inspirazione, affinchè sia calibrata, lenta, profonda, sicura e consapevole. Medesimo processo per le espirazioni.

Mantengo la calma. La situazione non è facile. C’è stato un guasto, l’impianto non funziona. Cerco di rendermi utile, dove posso.

Bevo. L’acqua non manca.

Dispongo i trucchi nel mio ordine. Correttore, fondotinta, polveri e pennelli, ombretti, matita occhi, kajal, mascara, matita labbra, rossetti. Frattanto respiro. E mi concentro. 

Esercizi di respirazione

Bevo. E mentre sistemo il mio camerino, risveglio il diaframma. Immagina gesti che si nutrono a vicenda. 
Sibili
Sciami d’api
Buchino della bici
Cane che ansima
Risparmio e conto.

Ti incuriosiscono questi esercizi?
Li trovi nell’ebook Respiro Vitale
.

Vocalizzi di riscaldamento

A questo punto passo ai muti, massaggi delle corde vocali per gradi congiunti nell’estensione di un’ottava prima ascendente e poi discendente. Sirene, sirene, sirene sempre e per sempre. Passo al lip roule I-III-I-V-I-III-V. Per interderci ogni sequenza sugli intervalli: Do mi do sol do mi do sol di mi do sol do, salendo di semitono in semitono. Salgo di un’ottava e e ritorno. Questo esercizio è straordinario! Al termine la voce è duttile, calda, pronta ad affrontare qualsiasi sfida con serenità!

Ininterrottamente continuo a massaggiare le corde vocale con muti. 

Struttura della Ninna Nanna per i bambini di Gaza

Quando si affronta un brano da cantare occorre sapere come sarà strutturato, conoscere il testo e lo sviluppo armonico. Tutto ciò, anche per orientare il relativo riscaldamento vocale e personale.

La Ninna Nanna è strutturata in 3 parti:
– una parte in minore
– un bridge recitato
– una parte in maggiore con vocalizzo all’ottava superiore.

La prima enunciazione del tema in minore è preceduta da una sorta di lamento vocalizzato con inserti e continui richiami al canto armonico e alle diplofonie; il bridge è rappresentato dalla voce che dice “perché tutte le mamme del mondo possano dire: stai tranquillo, ci son io”  e dal cambio di campana; infine una parte in maggiore, sempre con inserti armonici con vocalizzo all’ottava superiore. 

Questa Ninna Nanna nasce nel 2003, a margine dello scoppio della Guerra in Iraq. Scrissi Il Canto del Sole, un concerto per la pace, edizione RAI.COM.
Chiudo con un arpeggio diplofonico.

Lucina Lanzara
Ph. Gaspare Semprevivo

 

Impianto armonico della Ninna Nanna.

 

Come nasce e si sviluppa il brano? 

La Ninna Nanna ha un impianto armonico semplice ed elementare. Essenzialmente I – V – I in maggiore.

Mentre studiavo le intenzioni di Youssif per preparare il mio numero, sono stata portata a prendere la mia campana tibetana grande in Mi bemolle. È partito un canto che era un lamento del mondo. E da lì si sono aperti gli armonici. Sulla dominante e sulla tonica, le loro quinte e le ottave si inseguivano ricamando e ingentilendo il lamento. Sulle risonanze di questa campana tibetana ho provato a intonare la Ninna Nanna e si è manifestata in minore. Come una Ninna Nanna perduta, come una Ninna Nanna che avremmo voluto cantare e che abbiamo vergogna di cantare.

Terminata la prima parte, poso la grande campana e recito: 

Perchè tutte le mamme del mondo possano dire: stai tranquillo, ci son io

La frase che separa la parte in minore dalla parte in maggiore della Ninna Nanna. Cambio di campana tibetana. Cambio di registro. Cambio di intenzione. È il momento della dolcezza. Si chiude con una scala diplofonica.

Quindi prendo la campana tibetana all’ottava superiore e intono la Ninna Nanna tratta dal Canto del Sole. Qui puoi ascoltare la parte finale. Porgi attenzione alle ultime note. 

Ascolta la Ninna Nanna per i bambini di Gaza con campana tibetana e diplofonie. Grazie Massimo Messina per il video. 

Bellissima serata grandi e bravissimi artisti. Per la prossima volta tre giorni con dibattito e diffusione notizie su Gaza – con le scuole – Gaza è uno scandalo mondiale – non si può parlare di politica se ancora Gaza è là. I giovani non ne sanno niente.

Alessandra Puccio

Lucina Lanzara, Moni Ovadia, Youssif Latif Yaralla
ph. Gaspare Semprevivo

Sono profondamente grata di aver avuto l’opportunità di contribuire col soffio della mia anima a questa serata di sensibilizzazione per i bambini di Gaza. Ringrazio il regista Yousiff Latif Yaralla per aver scritto un’opera d’arte e per avermi coinvolta. Ringrazio tutti coloro che si sono spesi con Amore, in primis Valentina Chinnici.

Il mondo è un posto meraviglioso. Ci sono mille inferni che aspettano la nostra acqua.

Grazie per l’attenzione.
Lucina.

DONAZIONI  

Presto verranno diffusi i risultati. Partecipa e dona. 

Intestazione: Voci nel Silenzio Onlus
IBAN IT87Q0103004600000002637769

Quali sensazioni ti suscita tutto questo?

Ti aspetto nei commenti.

Come pesci in un barile al Verdura per i bambini di Gaza

Come pesci in un barile al Verdura per i bambini di Gaza

Come pesci in un barile è la performance poetico-musicale per i bambini di Gaza di Yousif Latif Yaralla che andrà in scena domenica 29 agosto alle 21 al Teatro di Verdura di Palermo.

 

Un affresco narrativo una voce che squarcia il silenzio che avvolge il destino dell’umanità e della natura a Gaza.

 

Come pesci in un barile racconta la vita a Gaza dal punto di vista dei bambini, delle donne, della Terra, degli alberi.

 

 

L’antefatto

A metà Luglio Yousif mi telefona e mi invita a partecipare a questa nascitura opera per i bambini di Gaza. Per Yousif è sempre un si incondizionato. Sono francamente onorata di essere stata ricordata e commossa per poer dare il mio contributo. Il tema della Gerra e della Pace da sempre urgono dentro di me. Ho scritto Il canto del sole – un concerto per la Pace – nel 2003, in occasione dello scoppio della guerra in Iraq. E guarda caso Yousif arriva proprio da lì. Tutto torna.

Chi abita a Palermo e frequenta il mondo dell’Arte, al solo nome di Youssif Latif Yaralla trema.

Youssif incute rispetto per una sensibilità che alberga nella profondità del suo sguardo: ha visto il deserto coi suoi piedi e il cuore a pezzi, le bombe nel mercato di Bagdad, il fioccare dei versi all’alba e la poesia che carezza la pella emaciata. Cantò pregando i 99 nomi di Dio per Mons Regalis.  

Youssif negli ultimi 50 giorni sta dedicando tutte le sue sottili forze alla scrittura e alla regia di “Come pesci in un barile”, titolo della performance poetico – musicale, che dirigerà domenica 29 agosto alle 21 al Teatro di Verdura di Palermo. 

Lucina Lanzara e Youssif Latif Yaralla

“Ogni poeta, in una situazione di emergenza, è necessariamente un politico, perché anche la poesia entra a far parte della resistenza all’occupazione”.

Dice il regista Yousif Latif Yaralla citando il poeta Darwish

imprigionato cinque volte, dal 1961 al 1967, per la sua stessa attività artistica,

Moni Ovadia

Gli artisti in scena per i bambini orfani di Gaza

 

Sul palco, oltre me, l’attore, regista e autore, Moni Ovadia, l’attore, autore e regista Gigi Borruso, l’autore, attore e regista Giuseppe Provinzano, la cantante lirica Donatella Gugliuzza, la giornalista Marta Bellingreri, i violinisti Mario Bajardi ed Enzo Rao Canemi, il professore Giuseppe Barbera, il giornalista e attivista palestinese Karim El Sadi, lo stesso  Yousif Latif Jaralla in qualità di cantastorie.

Contributi video arriveranno anche da altri artisti, tra cui Salvo Piparo.

“So che essi sono forti abbastanza e tanto potenti da poter invadere tutto e uccidere chiunque, ma non possono occupare le mie parole”.

Dice il regista Yousif Latif Yaralla citando il poeta Darwish

imprigionato cinque volte, dal 1961 al 1967, per la sua stessa attività artistica,

Come pesci in un barile è un evento promosso dalla OnLus 
“Voci nel Silenzio”

Come pesci in un barile è un evento promosso dall’ onlus “Voci nel Silenzio” con il sostegno del Sindaco di Palermo, della Fondazione Teatro Massimo, del Teatro di Verdura, di Cgil Sicilia, Cgil Palermo, Arci, Sunia Sicilia, in collaborazione con realtà quali il Movimento culturale Internazionale “Our Voice”, Mediter Italia, la Rete Jasmine delle Donne Leader nel Mediterraneo, i Giovani Palestinesi d’Italia, l’associazione “Faro Convention”.

Il ricavato dello spettacolo “Come pesci in un barile” sarà devoluto all’associazione “Watan” di Khan Younis, città della Striscia di Gaza gemellata con Palermo, che, attraverso un’attività di promozione culturale e sociale, sostiene i minori e gli orfani traumatizzati in seguito ai numerosi bombardamenti subiti dalle forze di occupazione israeliane. Importante, quindi, esserci».

Zaher Darwish

Presidente Voci nel Silenzio OnLus

 

La mostra di opere all’ingresso del Verdura

All’ingresso del teatro di Verdura la mostra di opere di Dieci artiste madri dell’associazione “Faro Convention” (Rosa Anna Argento, Adriana Bellanca, Daniela Ficile, Ileana Milazzo, Rosalia Marchiafava, Sara Mineo, Cristina Patti, Ambra Pavesi, Mariella Ramondo e Silvia Ferro). Il ricavato sarà devoluto per la finalità.

La raccolta fondi, ecco l’IBAN 

Alla serata è associata una raccolta fondi, alla quale si può aderire utilizzando l’Iban dell’associazione “Voci nel silenzio”

Intestazione Voci nel silenzio OnLus

IBAN IT87Q0103004600000002637769.

Ingresso al Teatro di Verdura per assistere a Come pesci in un barile

Il contributo d’ingresso al Teatro di Verdura per partecipare alla serata Come pesci in un barile è di 10 €.

 

Informazioni e prenotazioni

Informazioni e prenotazione telefonando al 3401723999
3881474060
È possibile anche recarsi in alcuni punti della città:
SUNIA, Via Tenente Giovanni Ingrao n. 2 (fino alle ore 14.00)
Ristorante Hammamet Narghile, Via Sant’Euno (Piazza Magione)
Moltivolti, ivia Puglia 21 (Ballarò)
libreria Tantestorie, via Ariosto 27 A/B.

 

Ingresso
con Green pass
al Teatro

Per accedere al Teatro, è necessario il green pass o un tampone effettuato nelle 48 ore precedenti.

Quanta gente rinuncerà a partecipare alla serata al Verdura? Esborso del biglietto + esborso del tampone…

Il mio canto per i bambini di Gaza

Noi artisti ci stiamo mettendo cuore e anima.

 

Nel mio caso, Yousif Latif Yaralla mi ha affidato la terza scena.

Offrirò una performance inedita, una ninna nanna con campane tibetane.

Aspettiamo che veniate a raccogliere le nostre emozioni per alleviare poco poco poco le ferite di guerra degli Orfani di Gaza.

Perché, come diceva Padre Pino Puglisi, “se ciascuno fa qualcosa, allora possiamo fare tanto”.

Non crocifiggetemi. Partono le cure domiciliari

Non crocifiggetemi.

Lasciatemi esprimere il mio pensiero senza darmi dell’ignorante e della maiala.

A 18 mesi dallo scoppio della Pandemia, partono i Protocolli d’Intesa per l’assistenza domiciliare (€60 die contro €600 malato Covid in ospedale) .

Incredibilmente ne parla il Corriere.

https://www.corriere.it/cronache/21_agosto_16/cure-domiciliari-accordo-protocolli-fondi-assistenza-casa-39a07af4-fdd0-11eb-8de4-67a1db43b09a.shtml

Quanta gente si sarebbe salvata se curata precocemente a casa?

Quanti morti avremmo evitato se tempestivamente curati?

Quante Terapie Intensive avrebbero continuato il loro lavoro “serenamente” e senza intasamenti?

L’efficacia delle cure domiciliari a casa è sotto gli occhi di tutti.

Non “Tachipirina e vigile attesa” come continua a recitare la Legge, ma tempestività delle cure.

Se sto giocando, passo un cerino acceso sotto il mio dito, appena brucia sottraggo il dito e sorrido per la sensazione.

Se il cerino arriva sotto il mio dito, resta acceso sotto il mio dito perché non comprendo da dove arrivi quel bruciore, il cerino mi ustionerà.

Se non curerò tempestivamente quelle vescicole, la ferita si infetterà e potrei andare in setticemia.

“Tachipirina e vigile attesa” ha significato che se avevi la fortuna di avere un Medico di Famiglia attento, preparato e coscienzioso, venivi curato a casa.

Se non avessi questa fortuna o il tuo Medico di Famiglia fosse oberato di carte da compilare, di Burocrazia da assistere, in attesa vigile e con una bella Tachipirina, in Ospedale forse ci arrivavi già “molto malato”.

La nostra Pediatra ci ha insegnato come curare le febbri infantili a casa, in modo da NON INTASARE OSPEDALI E
GUARDIE MEDICHE.

La battaglia per il riconoscimento delle cure domiciliari precoci è costata richiami disciplinati, radiazioni dall’Albo dei Medici. In qualche caso “suicidi”.

Il 100% dei pazienti curati tempestivamente a casa è VIVO.

Nessun paziente tempestivamente curato a casa è morto.

Questo non significa che non siano finiti in Ospedale o in Terapia Intensiva.

Il 100% dei pazienti è stato curato ed è guarito.

Miracolosamente dopo 18 mesi partono i Fondi.

Nei paesi del “Terzo Mondo” la Pandemia sta significando un’ecatombe. Forse perché manca l’assistenza sanitaria di base?

Ho avuto più di una esperienza diretta, ho fatte le mie Quarantene.

Mi ha intervistata persino Unonattina!

Nella foto, mi riconosci? Siamo sul settimanale Gente: ci dedica addirittura una pagina.

Noi siamo stato curati a casa da “Signori Medici”, dall’attenzione di mia sorella Vivi Lanzara è medico.

Alla fine della mia Quarantena ho scritto l’ebook Respiro Vitale con gli esercizi che ho praticato.

Li ho raccolti e ne ho fatto un enook e un videocorso per imparare a respirare correttamente.

Sono tutti esercizi utili anche per la tecnica vocale.

Puoi scaricare gratuitamente l’ebook Respiro Vitale da qui 👉 https://notapreziosa.activehosted.com/f/17

Ippocrate, ho fiducia in te e nei Medici che curano i propri pazienti.

Sono grata.

Io ho Fiducia. 🌷

curedomiciliari #curedomiciliariprecoci

Rosso di fuoco i tramonti che verranno. Buona Pasqua in zona rossa

Rosso di fuoco i tramonti che verranno. Buona Pasqua in zona rossa

“Rosso di fuoco i tramonti che verranno” è la titolo della poesia che ho scritto per augurare Buona Pasqua in zona rossa.

 

“Rosso di fuoco i tramonti che verranno” rappresenta i miei auguri di buona Pasqua in zona rossa, quando la speranza è la prima necessità, quando la vicinanza si fa valore, quando il ritorno all’essenziale apre la possibilità di una vera Rinascita. Che il mio cuore è stretto stretto e la commozione sempre sulla finestra.

Rosso di fuoco i tramonti che verranno

Rosso di fuoco i tramonti che verranno

Rosse di porpora le albe che sorgeranno

Rosse le gote che ci inteneriranno

Rosse le labbra che ci ispirano ardore

Rosse le fragole, le ciliegie e le more.

Rosse le rose che canteremo ancora.

Rosso d’amore la vicinanza ai nostri fratelli.

Coi miei più cari auguri di pace, vicinanza, speranza e serenità.

Buona Pasqua in zona rossa a te. ❤️

 

Lucina

 

COVID-19: positiva o negativa?

COVID-19: positiva o negativa?

Positiva o negativa al COVID-19? La quarantena a casa della cantautrice Lucina Lanzara è iniziata il 3 ottobre 2020. L’isolamento dei congiunti. Il DPCM. L’esito del tampone, il sierologico. Incredibili le spire del COVD WORLD!

La registrazione inedita della canzone a mio padre Pietro Lanzara.

La registrazione inedita della canzone a mio padre Pietro Lanzara.

Lucina Lanzara, la cantautrice, ha scritto una canzone per suo padre Pietro Lanzara, scomparso 10 anni fa. La canzone è ancora inedita. Lucina ha appena ritrovato la registrazione di una prova in studio con Daniele Camarda, in cui comincia ad abbozzare l’idea, l’arrangiamento. La sensazione he deve vivere è il “crederti ancora qua”. E’ possibile ascoltare l’audio della prova

Il drum circle facilitato da Lucina Lanzara: energia a 1000 per 100 tamburi!

Il drum circle facilitato da Lucina Lanzara: energia a 1000 per 100 tamburi!

Il 3 gennaioIl 3 gennaio si è tenuto a Palermo il Drum Circle facilitato dalla performer Lucina Lanzara secondo il metodo di Arthur Hall, Drum Circle Spirit. Partecipazione ed entusiasmo a 1000 per 100 tamburi!
Il Drum Circle è un evento in cui un gruppo di persone suonano tamburi e percussioni supportati da un facilitatore. Tutti possono partecipare.
Nell’articolo si parla di alcune tecniche utilizzate, vengono riportati alcuni commenti a caldo. Un video dettagliato di 3 minuti circa racconta l’evento.

Vuoi scaricare le tensioni a suon di ritmo? Partecipa al drum circle con Lucina Lanzara!

Vuoi scaricare le tensioni a suon di ritmo? Partecipa al drum circle con Lucina Lanzara!

Il drum circle con Lucina Lanzara Venerdì 3 gennaio 2020 ore 18 a Palermo     🥁Allevia l'ansia   🥁 Riduce i problemi cardiovascolari   🥁 E' divertentissimo!     🥁 Suoneremo tamburi, maracas, shaker    🥁 Canteremo e batteremo le mani 🥁 - Tutto in un'ora? - Si! Tutto in...

La fisarmonica della contentezza

La fisarmonica della contentezza

AAA Fisarmonica cercasi. L’appello di Pia Tramontana e la donazione del cuore.
La fisarmonica della contentezza.

Accade che hai a casa una fisarmonica inutilizzata da anni. È un molto bella, la suonava tuo nonno magari, o tuo padre. Prende polvere da troppo tempo e ti domandi cosa farne, se venderla, se donarla, se metterti a studiare.

Volontariato e generosità

Accade che alla Kalsa ci siano dei ragazzini affamati di musica.
E accade che la generosità di alcuni professori d’orchestra coroni il sogno loro e delle loro famiglie. Li preparano, così possono entrare in Conservatorio, suonare o cantare al Teatro Massimo o al coro di voci bianche della FOSS al Politeama, grazie all’associazione Teatro Ragazzi Palermo fondata da Pia Tramontana, soprano del teatro Massimo.

La donazione del cuore

Accade che Paolo (nome di fatasia) sia entrato al Liceo Musicale Regina Margherita e adesso abbia bisogno di una fisarmonica.

La Famiglia di Paolo ha solo 200 euro, meno di un quarto del valore di una fisarmonica.

L’appello

Pia Tromontana mi lancia la palla: “mi dai una mano a trovare una fisarmonica per Paolo?”.

Schiaccio con un appello su Facebook:

“Cercasi fisarmonica al prezzo simbolico di €200,00. Te ne tornerà per 100 e 1000 in contentezza.”

CONTENTEZZA:
soddisfazione appagamento gioia piacere felicità allegria.

Una gara di solidarietà

Gentilezza, generosità e contentezza si prendono a braccetto. Parte la staffetta. Nel giro di 24 ore arrivano 4 fisarmoniche e si da inizio a una gara di solidarietà.

“Mio padre ha una fisarmonica trattata come un gioiello.”

“La mia è un pò vecchia, occorre sostituire i tasti. Ci sono molto affezionata. Penso che in questo modo avrebbe una nuova vita”.

“Ho fatto parecchi concerti con la mia fisarmonica. Sarei felice se fosse utile.”

Francesca (nome di fantasia) è soprano e anche docente. Conosce il valore della musica e dell’insegnamento. Non ha una fisarmonica, ma mi contatta per offrire una somma in denaro: servirà per contribuire ai costi di riparazione e massa in opera.

Tutti chiedono l’anonimato.

La gentilezza a parole crea confidenza.
La gentilezza nei pensieri crea profondità.

 

La gentilezza nel dare crea amore.

LAO TZE

I nostri risultati 2020 nonostante il COVID:

 

– 5 ragazzi ammessi al conservatorio
– 5 ammessi al liceo musicale
– 20 nuovi ragazzi avviati alla musica

Grazie ai maestri volontari del teatro dei ragazzi la nostra attività di contrasto alla povertà educativa continua. Confidiamo in altre donazioni.

Pia Tramontana (nella foto)

Fondatrice del Teatro Ragazzi Palermo, soprano del Teatro Massimo

Questo servizio del TG3 sintetizza il Teatro Ragazzi Palermo di Pia Tramontana. Provo un grande senso di ammirazione. Mi tocca profondamente.
Durata 1 minuto
Il servizio del TG3 sul Teatro Ragazzi Palermo

E la fisarmonica per Paolo?

Adesso bisogna decidere e mettersi d’accordo.
Intenso è lo scambio di messaggi tra Pia, le donatrici, il professore e me. Il turbine della vita coinvolge tutti e dal dire al mare al fare c’è di mezzo il mare: – “Ci sentiamo la settimana prossima, ho consiglio di classe a rotazione continua”.  – “Tornerò mecoledì, sono fuori per lavoro”. – “La fisarmonica è a casa di Giacinta. Vedo quando riesce a mandarmi le foto.”

Frattanto la scuola è iniziata e le lezioni  di musica per Paolo vanno avanti.

Questo testimone deve arrivare a destinazione. Non molliamo, forza Pia che ce la facciamo!

L’attesa è premiata. Dopo una serie innumerevole di appuntamenti e valutazioni viene scelto uno strumento impeccabile:  il sogno è coronato, l’emozione è grande, immenso il senso di gratitudine che provo.

 

Adesso Paolo ha fra le mani la sua bellissima nuova fisarmonica e può serenamente studiare.
Del diritto allo studio.

Grazie infinite a questa girandola d’amore, perchè, come diceva Padre Puglisi, se ciascuno fa qualcosa, allora possiamo fare tanto! E a noi è tornato per 100 e per 1000 in contentezza!

Come sostenere l’Associazione Teatro Ragazzi Palermo?


Dona uno strumento musicale

 

La campagna di raccolta fondi

E’ appena partita una campagna di crowdfunding.
E oggi è il compleanno di Pia! Quale miglior regalo?
È molto semplice partecipare.

Clicca il pulsante “partecipa alla campagna” e scopri di più.

 
Hai uno strumento musicale inutilizzato a casa?

Conoscevi il Teatro Ragazzi Palermo di Pia Tramontana? I bambini hanno partecipato al Canto della Santuzza, al Santuario, al Biondo.

Sei d’accordo che molto spesso dando si riceve di più?

Grazie per aver letto fin qui.

Ti aspetto nei commenti!

Lucina

Un respiro sotto le stelle.

Un respiro sotto le stelle.

Aspra.
Museo dell’Acciuga.
Giovedi 10 settembre.
Accade che un gruppo di donne impegnate socialmente sposi la causa della ricerca per la fibrosi cistica e organizzi una bellisima lunghissima intensissima serata nel magico Museo dell’Acciuga. Sono le socie della Foundation Inner Wheel Baharia. Presiede @AnnalisaNotaro. Le ammiro.

Accade che Rossella Prestigiacomo inviti i Ben Kadi e me a suonare e noi siamo tanto felici di partecipare. È una solidarietà solidale.

Accade che Salvo Piparo regali cunti. E con la chitarra io tenga col filo delle dita il suo intimo racconto ai mestieri perduti. È simbiosi che lascia dimenticare ogni Covid di turno. Ci sono sguardi che vanno oltre gli abbracci.

Accade che Michelangelo Balistreri ci accolga ospitale come solo i siciliani sanno fare. È un menestrello popolare che trasforma le acciughe in stelle d’argento. Il suo borghetto è un incanto. Il Museo dell’Acciuga è una Magaría. Ripetutamente penso: finalmente, finalmente. 🙏🏻

Accade che FrancescoCuffaro legga la sua personale testimonianza di malato migliorato grazie alla ricerca, combattente in prima linea della sopravvivenza, commuove e si commuove. A rotazione continua. Commuove e ci commuove. Rivela confidenziale fragilità e debolezze, lasciandoci sbigottiti, e pieni di speranza. Restituisce anni di senso alla Ricerca.

Accade che arrivi il nostro momento. Sul palco troneggia una tastiera pesata, grande e vigorosa, occupa lo spazio scenico centrale. Vedo il mio microfono. È blu, effettato con Lexicon a 6 secondi, la mia chitarra rigorosamente a 432Hz. Quattro sedie bianche attendono i tamburi Ben Kadì, poco dietro, di sbieco, in diagonale. Sono rassicuranti, queste sedie. I ragazzi salgono timidamente sul palco. Sicuri, si siedono. Ma come si siedono? Non abbiamo detto due alla mia destra e due alla mia sinistra? – Venite ragazzi. Si spostano. Cavi ovunque. Coraggio. Il primo palpito si dissolve tra Jalawan e Sanansancorò. Suoniamo. Ci lasciamo trascinare dal gorgo dei suoni che salgono e portano con se ogni dolore, ogni pensiero, ogni fatica. Ousù nella Fuga. Canto dell’Acqua. Ora le lacrime del mondo sono un manto d’acqua che ricopre la Terra.

Si avvicendano mille interventi. Tutti ricchi, tutti pieni, tutti meritevoli. Tanti. Ricchi, incredibili, pieni, belli. Quanto lavoro. Reti ovunque. Connessioni ovunque, reali, virtuose e virtuale. .

Tocca di nuovo a noi.

Torniamo sul palco.

Maurizio Maria D’Amico, il tutor cantautore dei Ben Kadì, canta in berbero, canta Tizì Ouzou. Ci proietta nel deserto. Siamo nel deserto. Sento la sabbia in faccia, il vento che soffia, la sabbia giallissima, sento la sete. Eseguiamo il nostro “Ben Kadì”: “hanno attraversato il mare. Hanno attraversato il deserto. Avevano 8…10… 13 anni! Sono gli eroi dei nostri giorni! Sono i fantastici… Ben Kadì!” Mi emoziono sempre a raccontarli. Mi sento orgogliosa di conoscerli, Amara, Mory, Ladji, Kante, Ismael, N’Goma, Toumani. Io li conosco. Ho sentito le loro storie. Mi emoziono sempre a dire: ma vi rendete conto di chi avete davanti?

Mory è generoso. Chiede chi voglia provare un tamburo. Sale una signora piena di vigoria. Non vuole più scendere. Mory ci fa cantare tutti insieme. Mory sa fare festa.

Abbiamo respirato del respiro della vita.
Abbiamo raccontato la vita del respiro.
Abbiamo dato il nostro contributo di solidale solidarietà alla manifestazione “Un respiro sotto le stelle”, serata di sensibilizzazione sulla fibrosi cistica al Museo dell’acciuga.

La serata finisce a tarallucci e vino, nel vero senso della parola! Con uno strepitoso senso di generosità, un’assegno di duemila euro, fuochi d’artificio, asta benefica, degustazioni copiose, torniamo a casa paghi di una solidarietà solidale.

E la Magarìa continua.

Ph. Maria Gianni Lo Verso