Willy e la mia Guerra di Piero

Willy e la mia Guerra di Piero

Willy, nel giorno della sua buonanotte eterna

La mia Guerra di Piero è una Ninna Nanna a Willy.

Ieri sera, nel maestoso Atrio del Palazzo del Comune di Sciacca, la magia di De Andrè è tornata a rapirci.

Col capo coperto di cenere, ho indossato l’abito della festa e mi sono offerta al pubblico saccenze.

Lucina canta e racconta De Andrè, Sciacca, 7 settembre 2020

Nella mia rivisitazione “La guerra di Piero” è una ninna nanna. Inizio e fine sono aliti, soffi, carezze di conforto a tutti quei ragazzi assurdamente morti per l’assurdità della guerra o delle ingiustizie che affollano questa Terra.

Sono i soldati in trincea della Grande Guerra, sono ragazzini esattamente come Willy.

Ieri sera Piero era Willy. O Willy era Piero.

L’avevo addosso.

L’emozione, la commozione è stata tale che non sono riuscita a dire una parola. Le ho cercate per qualche istante, ma nulla, nodo alla gola e stop. Dovevo andare avanti.

Sentivo la platea.


La platea era gremita, seppur distanziata. Era con me ed era con Willy, a cantare con tutta l’anima questo sussurro di Ninna Nanna all’orecchio, questo conforto bislacco e materno. Questo saluto,
questa piccola, minuscola, consolante microscopica, buonanotte.

Buonanotte Willy.

Ci resta la luce dei tuoi occhi e la
brillantezza del tuo sorriso.

A noi il compito di raccontare la Luce dei tuoi occhi carichi di fiducia e speranza.

A noi il compito di cercare quell’alchimia che con Amore e Cultura addolcisce le pietre degli animi, trasformandole in animi umani.

Dormi sepolto in un campo di grano

Non e’ la rosa

Non è il tulipano.
Per te Willy,
mille
papaveri
rossi.

Ora ascolta, respira e dai la buonanotte a Willy


Puoi ascoltare qui la nostra Guerra di Piero e le carezze delle buonanotte.

Ascolta https://open.spotify.com/track/05n4NSn2SVBRJJmuqxaxUs?si=Nfqp0lM8S6y-kA3-6jIaiw

Hai sentito il soffio? Ti aspetto nei commenti.

De Andrè, Ferragosto e Donalegge.

De Andrè, Ferragosto e Donalegge.

Notte di ferragosto.
Madonie.
Frinire di grilli.

Il casale è un’antica masseria, la tenuta Don Ruggero. Ristrutturata dalla proprietaria Claudia Buccellato, con guizzi di genio contemporaneo rimasti fedeli all’immobilità del tempo. 2002 come 2020, trasuda di dedizione. La grande piscina mi aspetta fiera a strapiombo sulla vallata gialla.

Il rito di Ferragosto a Donalegge si reitera.
Generazioni di generazioni si ritrovano in chiacchiere amabili, raccolte da Polizzi, Petralia e Castellana. È la magia della condivisione che trasforma tutto in magia.

La padrona di casa è felice se cantiamo.

Canterò perché le voglio bene.
Canterò per onorare l’invito. Non è una cantatina postprandiale con la chitarrina a ripassare il canzoniere. Canterò perché amo riunire gli animi.

Le pietanze si avvicendano copiose. Sfincionello, ricottine, formaggio di capra, olive, patate arrostite, ogni genere di carne alla brace. È solo l’inizio.

Come una fiera mi aggiro per cercare il posto giusto.
Cerco “un posto che suoni”, che ci raccolga. Frattanto mi riscaldo, scaldo la voce con sibili, lip-roule, muti per gradi congiunti.

Fa caldo.

La richiesta e’ di esibirci fuori, che c’è pure il Covid.
La gente è riunita a gruppetti, distanziati ma a gruppetti.

Il banchetto è ricchissimo, manifesta elegante generosità.

Testo l’acustica, valuto le ipotesi di direzione del suono, spalle al muro del casale o la voce verso la valle? Temo che si disperda e noi con lei.

Fa caldo. Dentro ancora di più, ma l’acustica è perfetta.

Deciso.
Canteremo dentro.
Salirò sul gradino, così mi vedranno anche in fondo.

Il tavolo è grandissimo, 6 lastre di ferro naturale cerato, ciascuna misura forse un metro e sessanta. Il perimetro è un tripudio di prelibatezze siciliane.

La gente è allegra, adesso tutta intorno. L’imbarazzo della scelta. Siamo al dessert. Dolcetti di martorana, cedretti, cannolicchi, croccante di mandorla, mignon di ogni genere e tipo, gelo di mellone, che senti profumo di anguria e gelsomini.

Adesso è il momento.

Claudia invita gli ospiti a trattenersi dentro.

Mi concentro.
Raccolgo ogni briciolo di energia
e parto.

È un attimo il passaggio dalla convivialità del desinare alla sacralità dell’incontro nel Suono e nelle Emozioni.

Sincronizzo le anime e i cervelli.
Mani a tempo.
1 applauso
2 applausi
5 applausi
1000 applausi per i padroni di casa che lei ne è anche l’architetto designer.

Canto.

Mi appiglio a De Andrè: mi salverà dai detrattori, dai bambini ubriachi e irriverenti, dal cane che mi fa i controcanti. Boccadirosa, Marinella, la città vecchia senza censura, un assaggio corale del Pescatore, la richiesta della Ballata dell’amore cieco.

Intorno a me è tutto un canticchiare sommesso. Massimo è il mio pianoforte umano. La signora che fa il video bisbiglia a canone sul mio cantare. Non so chi sia. Mi fa una tenerezza assoluta.
Molti vorrebbero cantare.Tutti ci emozioniamo sotto le capriate bianche di un magnifico casale senza tempo.

Perché è cantando insieme che gli animi si ritrovano.

Lucina Lanzara

Lucina canta De Andrè a Donalegge
Lucina canta e racconta De Andrè al Teatro Golden, Palermo

Pubblicato da Lucina Lanzara su Martedì 22 agosto 2017
Khorakhanè a Villa Chiaretta

Avrei piacere di conoscere le tue impressioni.
Ti aspetto nei commenti qui sotto.

Lucina

Fuori soffiava forte il vento

Fuori soffiava forte il vento

Fuori soffiava forte il vento, ma non solo fuori.

A Febbraio dell’anno scorso, in occasione degli 80 anni di Faber, ho organizzato un concerto partecipato all’Auditorium Crociferi a Palermo. Lo spettacolo originario era Lucina canta e racconta De André. Tutto esaurito, un clima di festa diffuso. Con me in scena le Voci Vicine, i Ben Kadì alle percussioni, al pianoforte Roberto Brusca, grande Jazzista. Massimo Sigillò Massara il mio pianoforte umano. 

Faceva freddo, avevo freddo. Mi avvolsi nello sciarpone rosso, annodandolo sul fianco.
Volevo essere tutta rossa.
Mi scaldai.

Fuori soffiava dolce il vento”. Ma non solo fuori.

Il vento a Genova

Ho un rapporto intimo col vento: mi avvince. Era il 1996, a Genova, camminavo sotto i portici di Via XX Settembre. Mio padre mi aveva regalato un bel cappotto cammello, proprio come quello citato in Don Raffaè. Così protetta camminavo, quando a ogni passo era come se fossi sospinta da qualcuno, come se i sospiri del vento mi sospingessero e mi portssero avanti, rendendomi una libellula. Mi piaceva sentirmi spinta da dietro. Ho continuato a godere di questa sensazione per tutto il tempo che sono rimasta a Genova. 

Dicevamo, ai Crociferi il vento, incessante a farci compagnia per tutta la sera. Danzava con la grande volta bianca della cupola cinquecentesca, producendo fischi, sibili, ululati. Un’esperienza incredibile. Le sonorità del vento interferivano coi nostri canti. Assorbivano le nostre frequenze. Era un gioco dispettoso? Quasi silenziosamente, il Vento succhiava le frequenze delle voci, le ingurgitava gentilmente.

 

Un esercizio di ascolto: il vento

Adesso ti invito a fare un esercizio di ascolto e attenzione.
Questo è un video di 3 minuti tratto da quella serata.

Puoi vederlo tutto oppore andare al sodo:
dal 2’04” al 2’07”  il sibilo del vento è netto, distinto.

Presta orecchio, porgi attenzione.
Puoi percepirlo?

 

 Hai sentito il vento?

In quale altro momento del video lo hai sentito?

Indica nei commenti le tue sensazioni.

Vai!

Lucina Lanzara, cantautrice e maestra di emozioni

Lucina Lanzara, cantautrice e maestra di emozioni

Lucina Lanzara, una voce dalle rare capacità poetiche ed interpretative.

Michael Pergolani, RAI Radio Uno

Lucina Lanzara

maestra di canto ed emozioni

cantautrice mediterranea

produttrice siciliana

sperimentatrice vocale

facilitatore musicale

facilitatore Drum Circle secondo il Metodo Arthur Hull

consulente Gestaltista.

Concilia Musica e Sociale.

Parola d’ordine: partecipazione. 

Lucina Lanzara è una cantautrice, produttrice, artista poliedrica, compositrice mediterranea contemporanea, si caratterizza per la contaminazione di generi musicali e nella sperimentazione vocale.

Lucina Lanzara è stata prodotta dalla RAI e dalla Casa Musicale Sonzogno. Tiene in tutta Italia ed all’Estero masterclass per professionisti ed amatori della voce, focalizzate sulla capacità di trasmettere emozioni. Scrive per il cinema ed il teatro. La sua musica è trasmessa da Radio Internazionali.  Ha scritto e presentato spettacoli tra cui anche oratori moderni sperimentali. Ha fondato, con il sostegno della Fondazione Migrantes, i Tamburi Palermo Ben Kadì, gruppo di percussionisti migranti, arrivati in Italia come minori non accompagnati. Ha elaborato il format delle Voci Vicine. 

STUDI di CANTO di Lucina Lanzara

Ha studiato tecnica vocale integrata col corpo con la norvegese Kjerstin Pronzato, Actor singing con Mary Setrakian (vocal coach dei cast di Broadway e Hollywood). Ha studiato con Henry Farge, già direttore dell’Opera di Nantes. Socio fondatore, in qualità di soprano, dei Cori Polifonici “Convivium” (Dir. Liliana Tedesco) e Accademia “Amedeo Gibilaro”. Ha fatto parte del gruppo vocale swing I SeiOttavi, della cui produzione fa parte. Ha seguito seminari di Canto Druphad con Amelia Cuni, di Scat con Bob Stolof, Circle songs con Roger Treece, canto difonico con Mauro Tiberi. Laureanda in Didattica della Musica al Conservatorio Scarlatti di Palermo.

Lucina Lanzara è  autrice dei seguenti dischi e degli omonimi spettacoli:

Le scarpe di Ernesto (Nota Preziosa, 2018)

Isòla (Nota Preziosa, 2017)
Il Canto della Santuzza (Nota Preziosa, 2016)
Canta San Mercurio (2015)
Lucina Canta e Racconta De Andrè (Nota Preziosa, 2015)
Dies Natalis (2014)
Mons Regalis (Sonzogno, 2010)
VoXaS – il grano e l’alba (RAI,2007)
De Mare (RAI, 2005)
Il Canto del Sole (RAI, 2003)

Amministratore della società di produzione spettacoli Nota Preziosa. Nasce a Roma, cresce a Palermo, vive alcuni anni a Genova, di famiglia siciliana e campana.  Radio Rai Uno, Michael Pergolani, la descrive come una “voce dalle rare capacità poetiche ed interpretative”.

E’ stata soprano solista per l’Orchestra Sinfonica Siciliana ed unica voce solista femminile per il 388° Festino di Santa Rosalia – Palermo 2012. Nel novembre 2013 ha inaugurato a Palermo la rassegna “Il Suono del Buio” all’Oratorio di San Mercurio, concerto al buio. 

LE RADIO che trasmettono la musica di Lucina Lanzara

La sua musica è stata trasmessa da radio Rai 3 Suite, Rai International in particolare Notturno Italiano e Taccuino Italino, Radio Latina Lussemburgo, Radio Aligre Parigi, Ney York I.C.N. Radio, Australia, Germania, altri.

Lucina è una potenza ed ammiro il  coraggio di essere se stessa che si percepisce nella sua musica,  perché l’arte e la musica coincidono con la vita di un artista, non completamente ma hanno quella potenza degli autoritratti, simili ma non uguali perché la musica è così,  più si va avanti più ci assomigliano.

Ascoltando Lucina ho potuto cogliere realmente la profondità del suo mare, dei suoi cieli e racconta il caleidoscopio e tutti gli arcobaleni della sua anima, anche il suo essere persona dentro la musica che io ho sentito e, sentendo il disco di Lucina, mi è sembrato di conoscerla da una vita, una delle tante magie della musica.

(…) Lucina  fa una cosa complicatissima che è meravigliosa, cioè raccontare se stessa e le sue illuminazioni e lo fa in un modo semplicissimo e per me questi sono i grandi artisti, quelli che fanno cose complicatissime in un modo semplice e nessuno se ne accorge perché non hai motivo di fare nessuna fatica, perché è tutto così bello che ti rimane dentro questo senso della conoscenza profonda.

Marco Betta, compositore, pianista, già sovrintendente del Teatro Massimo di Palermo, tratta dalla presentazione del disco Isòla di Lucina Lanzara del 02/05/2018

IL DOCUMENTARIO “IL RESTO DELL’ANNO”

Ha scritto ed interpretato la colonna sonora del Documentario “il resto dell’anno” di M.Di Salle e L.Papaleo, ospite ai Festival Internazionali di Shanghai, San Francisco, Belgrado, Parigi, Canada, Lettonia, altri. La sua voce rappresenta Salina, l’isola siciliana.

Qui il documentario integrale

https://www.cultureunplugged.com/documentary/watch-online/play/11465/one-year-s-remainder—il-resto-dell-anno

Isòla (Nota Preziosa, 2017) E’ l’elaborazione della colonna sonora del documentario “il resto dell’anno” di M. Di Salle e Luca Papaleo. Un disco vocale e musicale, senza parole.

Isòla

Isòla è l’evoluzione della colonna sonora del documentario “Il resto dell’anno.” L’anteprima assoluta si è tenuta in forma esclusiva con una Installazione presso la Palazzina 4 Pizzi della prestigiosissima Tonnara Florio a Palermo, di fronte al Sindaco Leoluca Orlando e al Board Mondiale del Guggenheim ed alla Principessa di Lussemburgo. “La voce di Lucina si fa canto delle sirene”, Alberto Marcetti in vinile. “Ad un certo punto è avvenuta la magia”, Andrea Podestà, per l’Isolachenoncera. Il disco, prodotto con una fortunata campagna di crowdfunding, è stato presentato ufficialmente a Palermo a maggio 2018 alla presenza del compositore Marco Betta (ex direttore artistico Teatro Massimo), il giornalista Gigi Razete e la Fondatrice della BIAS Avv. Chaiara Modica Donà Dalle Rose, in collegamento nazionale con la RAI (Antonella Sciocchetti e Carlo Posio)

Recensione di Gigi Razete su Isòla, tratta dalla presentazione del 2 maggio 2018

Ci sono tante Lucina lanzara, perché sono tanti gli aspetti della sua personalità che ho conosciuto in questi anni e che sono espressi in musica ed in voce.
C’è la Lucina Lanzara che interpreta le tradizioni popolari, si dedica col repertorio sempre più desueto ma che esprime una una vitalità e una ancestralità delle nostre radici del nostro vissuto, c’è poi una uscita Lanzara che è una sensibilissima interprete di uno degli autori più abusati di questi ultimi anni e mi riferisco a Fabrizio De Andrè, e devo dire che tollero poco coloro che abusano di certi certi artisti e sono rimasti invece, nei vari spettacoli in cui ho avuto il privilegio di assistere, sono rimasto davvero sorpreso dalla naturalezza dalla spontaneità e dalla pertinenza con cui ti sei accostata al repertorio di Fabrizio de Andrè.
Onestamente non so quanto, a questa pertinenza, quanto abbiano giovato i molti anni che tu hai trascorso a Genova questo inzupparti di questi umori deandreiani, però ci sei riuscita… come pochi altri.

Poi e poi c’è un’altra Lucina Lanzara ancora e non ho difficoltà a dire quella che riesce sempre a sorprendermi, a farmi innamorare, con buona pace di Massimo.

Mi riferisco alla Lucina Lanzara di De Mare, Il Canto del Sole, Voxas, soprattutto, e ora quest’ ultimo disco Isòla. é una Lucina Lanzara Lucreziana che centra  il terreno del Rerum Natura, non ci entra niente perché in fondo nell’esortare gli uomini a conoscere meglio le passioni che ci agitano di cui non conosciamo la causa e nel tentativo di riuscire a dominare queste passioni per raggiungere quella forma di atarassia che proponeva Lucrezio.

Nella bella musica di Lucina Lanzara c’è esattamente tutto il contrario di ciò che proponeva Lucrezio nel De Rerum Natura.

Invece c’è il desiderio di esporre le emozioni di sentimenti le passioni e dare a loro libertà e  forme indefinibili.
C’è da dire che il fatto stesso di raggiungere la forma più essenziale sottraendo la parola e quindi il significato testuale e affidare tutto al suono stesso della voce, oltre che degli strumenti, già esprime la capacità che tu hai di potere liberare sensazioni genuine e soprattutto  la capacità di farle arrivare fino, la natura poi c’entra nel senso che e il tuo tuo mondo, il tuo universo, la tua fonte di ispirazione, l’acqua,  la terra, l’aria, il sole, le spighe di grano soprattutto in Voxas.
La tua prima canzone probabilmente stimolata da Teddy Reno, “Un raggio sulla stiva” già c’era, fin dalla dall’inizio, questo desiderio di focalizzare l’universo, il pianeta terra, le sue forme più essenziali,  soprattutto quello che mi ha sorpreso ed emozionato di questo disco è l’uso del suono, di un’elettronica leggera, ho ritrovato compiacere il sassofono di Stefano D’Anna che aveva già collaborato con te Voxas e, soprattutto degli umori cangianti, perché la vocalità libera è quanto di più difficile secondo me ci possa essere e rischia di diventare anche monotona ma tu riesci ad articolarla ed il modo in cui riesci a sposare questi suoni, invece, la rende continuamente cangiante.
Nella traccia Serpotta 5 c’è un’atmosfera jazz free assecondata dal sassofono di Stefano D’Anna e dal tuo co.

In questo disco ho trovato veramente la sintesi, la fusione e la completa libertà di elementi diversi che non si preoccupano più di confini stilistici, di steccati, di generi dove ho trovato il jazz, la world music, un pizzico di new age, di folk e soprattutto una carica di passione e di emozioni: questo è quello che riesco a dire di questo disco che riascoltare credo molte e molte volte.

Gigi Razete

MONS REGALIS

Nel 2009 la Casa Musicale “Sonzogno” commissiona a Lucina Lanzara e produce “Mons Regalis”, un opera che racconta il Duomo di Monreale in musica, per soli, coro, orchestra da camera, cuntastorie e 5 voci recitanti in italiano, latino, arabo, greco e siciliano; i testi di Salvino Leone e musiche e produzione esecutiva di Lucina Lanzara (Nota Preziosa); con Mons Regalis, in qualità di autrice ed interprete, chiude la 52’ settimana internazionale di Musica Sacra di Monreale; nel 2010, per il Circuito del Mito, viene rappresentata presso i teatri dell’opera di Messina e Marsala e registra la presenza delle principali emittenti radiotelevisive nazionali (Rai Uno, Due, Tre, Sky News24, TG.com,atri) e viene intervistata da RADIO Aligre (Parigi) e per I Quaderni della Musica in Australia. Nel 2010 esce il cofanetto composto da disco cd, DVD coi backstage dell’opera e libretto di 72 pagine, distribuito da EGEA.

La conferenza multimediale sul Duomo di Monreale

Lucina Lanzara scrive e porta la conferenza multimediale sul Duomo di Monreale in tour anche in Austria, ospite degli Istituti Italiani di Cultura All’Estero Dante Alighieri di  Salisburgo, Linz e Innsbruck.

Mons Regalis per le scuole (musica e regia Lucina Lanzara, testi Salvino Leone, con Salvo Piparo) 

Il video seguente mostra l’entusiasmo manifestato dai ragazzini delle scuole medie che hanno partecipato allo spettacolo con cui abbiamo raccontato mito, storia, leggenda e architettura del Duomo di Monreale! In scena con le Voci Vicine, coi primi ragazzini africani che si trasformeranno nei Ben Kadì e la partecipazione straordinaria di Salvo Piparo! 

Mi ha appagata all’uscita verificare i contenuti appresi. Obiettivo didattico raggiunto! 

LUCINA CANTA E RACCONTA DE ANDRÈ

“Lucina canta e racconta De Andrè” è una rivisitazione in chiave mediterranea ed al femminile di vita e opere di FDA, scritto nel 2007 e trasmesso in diretta su Radio Rai International in occasione del concerto all’Auditorium Rai Sicilia nel Gennaio 2008. Ha ricevuto il Patrocinio della Fondazione Fabrizio De Andrè (Palermo 17 marzo 2015, 1 dicembre 2016, 14 Marzo 2017 e Genova 1 aprile 2017, 23 febbraio 2019) e di Zonta club Palermo Zyz. L’omonimo disco è stato candidato alle targhe Tenco disco interprete. Lucina Lanzara ha aperto come ospite insieme ai SeiOttavi il Premio De Andrè 2016 a Roma, alla presenza di Dori Ghezzi. Il concerto ritrovato De André & PFM di Veltroni. Emozioni e acetosella è la sua recensione sul “De Andrè&PFM il concerto ritrovato” di Veltroni.

De Andrè in dialetto siciliano, work in progress

In cantiere il progetto De André in siciliano sui testi di Francesca Amato.

In questo video le Voci Vicine realizzano con le voci un’atmosfera bucolica che evoca le nuvole, cicale e uccelletti. La cuntastorie Francesca Amato. autrice del riadattamento del testo in siciliano, interpreta il brano. 

IL CANTO DEL SOLE, UN CONCERTO PER LA PACE

Nel 2003 esce “Il Canto del Sole” edito da Rai trade, un concerto per la Pace per voce sola e percussioni. In occasione del concerto di presentazione del disco al Teatro Biondo di Palermo riceve un telegramma dal Presidente della Repubblica per il gemellaggio con l’Unicef e l’associazione “Un Ponte per..”. Il ricavato dei concerti contribuì all’acquisto di kit scolastici per i bambini colpiti della guerra in Iraq. La giornalista Antonella Sciocchetti di Rai International riprese in diretta il concerto e dedicò una settimana di speciali su Taccuino Italiano.

Il Canto del Sole di Lucina Lanzara è stato  ospite nelle stagioni dei Teatri Antichi greci di Sicilia, come interprete e autrice, ed luoghi di particolare interesse artistico come il Castello di Santa Lucia del Melo, il Monastero di Camaldoli, Ferla.

L’ultima rappresentazione ha visto la partecipazione straordinaria di Ismaila Mbaye .

In occasione dello spettacolo “Il Canto del Sole” di beneficienza per il Progetto Farah-UNICEF”, il Presidente della Repubblica esprime vivo apprezzamento per questa inizativa che nella musica dà concretezza ai valori della solidarietà. Il confronto ed il dialogo devono essere gli strumenti per realizzare il progetto di convivenza civile tra i popoli fondato sulla pace e sulla libertà. Con questo sentimenti il Capo dello Stato invia agli organizzatori, agli artisti e a tutti i presenti un saluto cordiale.

Dal Telegramma del Presidente della Repubblica, Scalfaro

“Lucina Lanzara con l’impostazione drammatica ma mai urlata della sua voce, unitamente ad una intelligente scelta strumentale, rilancia i valori e le tradizioni etniche e mediterranee sviluppandole in maniera moderna e superando l’alveo in cui nascono”. 10/03/05

Giuseppe La Licata, pianista, compositore

Salutiamo con compiacimento il Canto del Sole di Lucina Lanzara

prodotto con tanta passione e voglia di esserci, frutto di una profonda collaborazione tra un’autrice (Lucina Lanzara), spiazzante per la sua spontanea primordialità e gli accompagnatori /arrangiatori che hanno saputo costruire un’atmosfera sognante e sospesa. Ciò che colpisce di primo acchito è che, pur su una base strumentale-ritmica sapientemente costruita, la voce si fa strumento essa stessa, non perché gli strumenti non abbiano il loro timbro (ce l’hanno e come ce l’hanno i tamburi e le imprimiture elettroniche che fanno da contrappunto in una sorta di “basso continuo”!); né perché la parola diventi secondaria (tutt’altro, essa ricerca l’essenzialità della percezione originaria); piuttosto perché quello che si vuole dire è in qualche modo indicibile e allora la voce viene piegata per dire e per non dire, per evocare tutto ciò di cui è impastata l’esistenza umana: eventi gaudiosi ed eventi dolorosi; gli uni e gli altri per quanto possano essere raccontati mantengono qualcosa che supera la denotazione e la connotazione del linguaggio verbale. Così, da un lato la voce si fa canto, ma non meno modulazione pura e avvolgente che si lascia sorprendere dalla gioia della maternità nella Ninna nanna, dall’innocenza del bimbo nell’Invocazione degli angeli, dal dono dell’acqua e della vita alla luce del sole; dall’altro lato la voce si fa lamento viscerale o grido straziante dinanzi alla tragedia della guerra in Bomba e in La fuga, dinanzi alla disarmante esperienza della morte in Dolore di una vedova; o ancora, modulazione di speranza ne Le chant de l’Eau, in Principe Leggero, Dune; ed infine, ricerca ed invocazione di purificazione. L’opera, al di là della sua apparente frammentarietà, compone bene ritmica strumentale, arrangiamento e vibrazioni sonore in un ideale continuum nel quale vengono tessuti insieme percezione personale e dramma cosmico; e l’una e l’altro risuonano a vicenda in una estensione vocale che tira le corde al limite della spasmodica acutezza o al registro basso vellutato della nostalgia delle origini: nell’attesa che amore abiti la terra e la riplasmi nuova.

2003 - Padre Cosimo Scrodato (compositore)

Notevole la tua voce e la poliedricità della stessa sia a livello estensivo che a livello espressivo.

“Il canto del sole” è un cammino alla pari di due forze parallele ento le quali Lucina Lanzara cerca il suo equilibrio, come un viaggio caratterizzato dal costante tentativo di raggiungere una LIBERTA’ totale.

Quando i sensi e lo spirito si incontrano nella verità, l’essere umano probabilmente ha raggiunto la sua completezza !! www.beppefrattaroli.it

Beppe Frattaroli, arrangiatore, compositore, ..

VoXaS ci proietta in un viaggio sonoro affascinante,  sospeso tra l’energia della luce ed il suono della natura.

All’interno di una classidra sonora sembra svolgersi l’antico rito che lega il suono al testo,

come in una favola ci si può perdere nel suono inseguendo i fili del racconto,  in bilico tra il sogno e la dimensione del volo.

Marco Betta, compositore, pianista, già sovrintendente Teatro Massimo

Ascoltando la voce viziosa di Lucina Lanzara ho come il presentimento di sentirmi addosso “L’ABBRACCIO DELLA TERRA” reso come destinatario e contesto in tutti i brani.

Il “CANTO DELL’ALBA” colpisce soprattutto per la gestualità vocale e i suoni fortemente ricercati e poi concretizzati nella voce recitante di Maurizio Spicuzza e l’alta raffinatezza del sax di Stefano D’Anna. Una continua rappresentazione teatrale invade ogni brano, ogni strumento musicale insegue il proprio “destino” con le varie percussions(Rosario Punzo) e contrabbasso(Marko Bonarius) che imprigionano “IL DOLORE DEL GRANO FALCIATO”, lasciando poco spazio ai virtuosismi. Credo uno dei brani migliori dell’album.

Il suono potente per la parola cantata coinvolge all’ascolto piu’ innovativo per questo genere sperimentale delicato d’autore, ma anche new age con un ritorno alle tradizioni in cui da “VIENE GIORNO” prende forma il suono di Aulos, creando quella poesia “a recitativo”.

Voxas è musica vera, “LA STORIA DI UN’ALBA CHE S’INNAMORA DI UN CAMPO DI GRANO” e aggiungo un senso musicale io: “volevo solo mandarti un bacio dall’alba tanto non può toccarti”.

2008 - Simona Cannata per musicaoltranza.net

Non è una cantante Lucina Lanzara, non nel modo usuale. La sua voce è di quelle che sanno dimenticare le pur notevoli doti di estensione, flessibilitàe bellezza timbrica per abbandonarsi interamente all’intensità dell’interpretazione, al potere evocativo delle storie raccontate. 

Gigi Razete, giornalista, Repubblica, Balarm

De Mare (RAI, 2005)

De Mare è un disco e uno spettacolo edito dalla RAI.

Aliante è una barca con le ali che vola nel mare delle passioni umane. Cantautorale, per orchestra da camera e voce solista. De Mare – il viaggio di Aliante è un concerto, uno spettacolo, un disco di Lucina Lanzara, musica e testi, edito RAi Trade. E’ stato rappresentato in diverse città italiane. E’ stato trasmesso e presentato dalle trasmissioni Notturno Italiano e Taccuino Italiano di Radio Rai Iternational. E’ rappresentabile d un minimo di 4 elementi fino alla formazione orchestrale.

BIENNALI

BIAS, Biennale Internazione di Arte Sacra e delle Religioni, 24 maggio 2016 – Venezia 2016, Vernissage di inaugurazione con l’artista Rosa Mundi. Perfomance

Internazionale, con l’artista Rosa Mundi, Scandinavia, musiche originali per Installazione.

BIAS, Palermo 30 settembre 2016, Direzione Artistica della Cerimonia di Inaugurazione della BIAS a Palermo in collaborazione con Rosa Mundi, presso la Cattedrale di Palermo, alla presenza del Sindaco, del Cardinale Lorefice e di tutte le Istituzioni.

BIAS 2016, Direzione artistica Finissage, Palermo, Chiesa della Martorana.

Il LA a 432 Hz/F

Cerca il SUONO. Privilegia luoghi di particolare interesse architettonico, che favoriscano il contatto con il pubblico. In tour con la sua Suite Mediterranea per Grano Mare e Sole in Austria, approfondisce il valore del ritorno all’intonazione del LA a 432Hz/F, secondo le regole del ciclo delle ottave e della risonanza con l’Universo. Tiene masterclass di canto in cui dimostra che l’uso del LA naturale favorisce lo scambio di energie e vibrazioni e dunque esalta le emozioni. Nelle sue perfomance “one woman show” ha sperimentato come il gradimento del pubblico sia proporzionale all’uso del LA naturale. Tale intonazione non è utilizzabile con strumenti ad ancia con il clarinetto o il sassofono.  

2016 – MARATONA BEATLES AL TEATRO MASSIMO

2016 – Partecipa alla Maratona Beatles al Teatro Massimo – Palermo con una versione sperimentale di Blackbird, Lucy in the Sky e Within you Without you, per voce, fischio e body music body percussion feat. Eliana Danzì.
Video. 

 

2018 – MARATONA DE ANDRé AL TEATRO MASSIMO

Partecipa alla Maratona De Andrè con un grande ensamble corale composto dalle Voci Vicine, coi cori Sancte Joseph e Sant’Ignazio di Mauro Visconti. In scena usa bottigliette di vetro e onomatopea bucolica per voci.  

INSTALLAZIONI INTERDISCIPLINARI

Lucina si è specializzata nelle installazioni interdisciplinari: la musica racconta le opere d’arte, che a loro volta fanno da scenografia naturale ai suoi spettacoli.
E’ il caso, uno fra tanti, di “Canta San Mercurio” ovvero l’esplorazione vocale dell’Oratorio di San Mercurio, un oratorio di fine Seicento, a Palermo, con gli stucchi dei Serpotta, famossissimi stuccatori noti soprattutto per i puttini e le rappresentazioni allegoriche in gesso.
Gli spettatori che prenderanno parte allo spettacolo andranno via conoscendo le principale coordinate storico-artistiche del monumento (epoca, caratteristiche architettoniche, pavimento di maioliche, la storia del fiume Kemonia che scorreva sotto, quanti angeli e putti si contano nella chiesa, le danze che venivano ballate, …. ), ma arricchite dall’aver assistito ad uno spettacolo musicale: le forme d’arte si completano a vicenda. In modo molto più complesso ed approndito questa operazione è stata fatta nel 2009 con Mons Regalis, su commissione della Casa Musicale Sonzogno, leader della musica lirica nel mondo. E’ stato raccontato in musica il Duomo di Monreale. (v. dopo)

ENSAMBLE

Si esibisce sia in formazioni minimali, da sola voce e chitarra, o in duo (voce e percussioni, voce e pianoforte, voce e chitarra, voce e basso, voce e sax…) come con formazioni orchestrali, spaziando dalla musica etnica alla classica, prediligendo il sapore mediterraneo. Completa le performance con proiezioni di video e suggestioni di luci. 

Il format delle VOCI VICINE di Lucina Lanzara

 Lucina ha ideato il FORMAT delle “Voci Vicine”, una realtà corale estemporanee che si forma e vive in funzione di specifici progetti, aperta a chiunque desideri fortemente cantare o imparare a gestire la propria voce, siano essi professionisti o amatori. I risultati finora sono stati sorprendenti! Il debutto con il neonato “DIES NATALIS”, un’opera originale sul Natale, (Lanzara – Leone), ha proseguito con Canta San Mercurio, con Il Canto della Santuzza, Canto e racconto De Andrè, l’esplorazione vocale dell’Orto Botanico, il Frantoio Cinquecentesco di Castell’Umberto ed altri. La particolarità dell’operazione consiste nel sottile legame che si crea tra soggetti che abbiano esperito la comunanza delle Voci, come terreno di condivisione ineludibile, imprescindibile, inequivocabile: tutti indispensabili, tutti interdipendenti, tutti appagati della propria funzione, tutti attivi verso il raggiungimento dell’obiettivo: produrre un risultato musicale gradevole e denso di significati e significanti, sia per chi canta che per chi ne fruisca.

 

LE MASTERCLASS DI CANTO

 Tiene in tutta Italia ed Europa masterclass di canto rivolte a chiunque desideri cantare interagendo con il mondo delle emozioni, secondo i seguenti assiomi: 1) Il canto è di tutti. 2) Io sono la mia voce 3) La voce è la porta dell’anima. Le classi sono rivolte a professionisti del mondo dello spettacolo come ad amatori. La particolarità dell’approccio rende i gruppi sempre coesi ed affiatati, nonostante le differenze di origini.
“Come gestire le emozioni? Come trasmettere emozioni performando?

 

Il Canto della Santuzza (2016-2017)

Il canto della Santuzza è un oratorio moderno per il testo di Salvino Leone, per voce recitante in italiano, inglese e siciliano, grande coro, ensamble di percussioni tribali, chitarre e strumenti di improvvisazione e body percussion.

Realizzato in Anteprima nella grotta di Santa Rosalia con il coro di Voci dell’Orchestra Sinfonica Siciliana e i Sudd Orf di Eliana Danzì. 

Negli anni l’opera si è evoluta, viene rappresentata in varie lingue per favorire la fruizione agli stranieri. 

 

LE SCARPE DI ERNESTO (L’umanità del cardinal Ernesto Ruffini)

Commissionato dalle Assistenti Sociali Missionarie, nel 50esimo anniversario dalla sua morte, è uno spettacolo multimediale che racconta la storia del Cardinal Ernesto Ruffini, con la partecipazione di una Interprete LIS, il coro Sancte Joseph diretto da Mauro Visconti, l’attrice Stefania Sperandeo ed i vinili di Filippo Barbaro e la traduzione simultanea in LINGUA LIS a cura di Rita Cracolici. E’ stato rappresentato in anteprima l’8 dicembre 2017 all’Auditorium SS. Salvatore di Palermo.

Lucina Lanzara fondatrice dei tamburi BEN KADI’

Lucina ha fondato i Ben Kadì, gruppo di giovani percussionisti africani, giunti soli in Italia, di straordinarie capacità musicali, con il sostegno della fondazione Migrantes. Neonati, sono già stati protagonisti del documentario di Odessa Rae (Broadway), hanno aperto la Marcia per la Pace per l’Installazione di Kate Daudy BIAS 2018. Molto richiesti, effettuano performance che recuperino le tradizioni africane o sostengano gli spettacoli di Lucina stessa.

Partecipano al Capodanno in Piazza Politeama a Palermo 

Lucina Lanzara e il Sociale

Da sempre si occupa e sostiene il SOCIALE. Ha una laurea in Scienza Sociali. Ha conseguito il Master triennale come consulente familiare in GESTALT conseguito presso la H.C.C. Human Comunication Centre di Ragusa. Educatore di strada e coordinatrice di gruppi. Ha esperienza in tutti i campi relativi ai disagi sociali: minori maltrattati, salute mentale, tossicodipendenze, anziani, reclusione.
Socio onorario del Rotary Club Palermo Baia dei Fenici e socia ordinaria del Club ZONTA Palermo Zyz.
Coniugando musica e sociale ha coinvolto:
O la compagnia teatrale internazionale di sordi “Ciclope”,
O Tribal Band, gruppo di Ragazzini Migranti Non Accompagnati in molti sui spettacoli per il Dies Natalis ed altri.
O Panormus, la squadra paralimpica di basket, in un numero di Percussioni del Dies Natalis coi loro palloni di basket
O L’interprete LIS Rita Cracolici.
O Ha fondato i Ben Kadì.

Collaborazioni, riconoscimento e premi a Lucina Lanzara

Ha fatto parte del gruppo vocale swing “I SeiOttavi”. Ha collaborato con: Julie Kench (già soprano dei Swingle Swingers, che canta nel suo Mons Regalis, sia nel disco che dal vivo); Paolo Damiani (direttore Casa del Jazz Roma) per lui ha cantato in Kalsart live e ha scritto testi per la sua musica; Stefano D’Anna al sax, il cantautore Carlo Muratori. Premio “Sicilia Datch 2008”, Premio Sicilia alla Carriera 2011, Premio “Musica e Poesia” al Festival Suoni di Luce 2013. Targa 2016 “Isola delle Femmine” dal Sindaco, Targa 2017 Rotary Baia dei Fenici, Premio Donna Siciliana 2018, 2020 AIE Associazione Italiana Editori consegnato da Sara Favarò.

VoXaS – il grano e l’alba (2007) VoXaS è un oratorio moderno per voce recitante, voce solista, contrabbasso, percussioni e strumento fiato di improvvisazione. VoXaS è un progetto sperimentale, fra musica contemporanea e free jazz, world, new age e reading. Gli strumenti principali rappresentano personaggi: l’Alba è la Voce; il Grano è il Sax o chi per Lui; la Terra è il contrabbasso. Improvvisazione e parti codificate sono organizzate in uno schema definito, ma è la capacità di immedesimazione nel progetto che consente al musicista di inserirsi in modo adeguato alla narrazione: il sax, cioè il grano, deve essere il grano innamorato, deve raccontare il dolore della morte, la gioia della vita. Questa è la peculiarità del progetto. Il progetto si può realizzare con un minimo di 3 musicisti fino alla formazione di 8 musicisti + corpo di ballo e proiezioni. Per realizzare il progetto in acustico, la location deve essere dotata di grande riverbero naturale, come una Chiesa a grande volta.

LE SCARPE DI ERNESTO

(L’umanità del cardinal Ernesto Ruffini)

Commissionato dalle Assistenti Sociali Missionarie, nel 50esimo anniversario dalla sua morte, è uno spettacolo multimediale andato. Racconta la storia di umanità del Cardinal Ernesto Ruffini, con la partecipazione del coro Sancte Joseph diretto da Mauro Visconti, l’attrice Stefania Sperandeo ed i vinili di Filippo Barbaro e la traduzione simultanea in LINGUA LIS a cura di Rita Cracolici. E’ stato rappresentato in anteprima l’8 dicembre 2017 all’Auditorium SS. Salvatore di Palermo in scena come primo studio.

 

Il concerto ritrovato De André & PFM di Veltroni. Emozioni e acetosella

Il concerto ritrovato De André & PFM di Veltroni. Emozioni e acetosella

Da 14 anni porto in giro uno spettacolo dal nome: “Lucina canta e racconta De Andrè”, ho un piccolo pubblico che mi segue proprio per questo “omaggio” e per questo motivo sono stati in tanti a chiedermi cosa pensassi di “De Andrè & PFM: Il concerto ritrovato”. Il documentario di Veltroni mi era stato anticipato da molte voci e recensioni entusiastiche e io, francamente, non vedevo l’ora di andare a vederlo.

Nonostante fossi sfinita da esami in Conservatorio, organizzazione laboratori, concerti, lezioni di canto, sono riuscita a staccarmi dagli impegni e boccheggiante, sono andata al cinema. Ero certa che mi sarei divertita, ritemprata, emozionata e lasciata cullare dal ricordo del cantautore che da sempre esercita su di me il suo fascino ammaliante. Ebbene, sono rimasta delusa, e sono qui per dirvi perché.

“De André&PFM il concerto ritrovato”: un’occasione mancata

La prima mezz’ora sono testimonianze e racconti: Veltroni propone il documentario come un viaggio nel tempo, dal treno al teatro parrocchiale delle prove, con la voce dei protagonisti di quella esperienza. Ricostruiscono il clima di quei giorni, il coraggio della sfida quasi incosciente, le contestazioni, l’evoluzione del tour.

Tuttavia percepisco testo e sottotesto che fanno la staffetta, annuso un copione da seguire.

Piccole disattenzioni tra teatro e metateatro mi gettano continuamente fuori dal racconto, come il naso di Dori Ghezzi che si arriccia, mentre deve svolgere il compito di ambasciatrice di ricordi. Il livello emozionale si scolla e crolla e io con lui. Più volte desidero uscire dal cinema.

Forse piani sequenze e dialoghi porgono il fianco a una dichiarata finzione scenica: arrivano da lontano, girano, sorvolano, mi sembrano esperimenti, non li trovo centrati sul focus. Mi si palesa un trastullo. Il montaggio mi lascia perplessa. Mi intristisco. I mezzi espressivi non sono all’altezza della meraviglia dei contenuti.

Ho la sensazione di un’occasione persa.

Il concerto filmato con una sola camera su De André

Il documentario nasce dall’intento di celebrare il ritrovamento di un prezioso, anche perché unico, documento video . La ripresa del concerto è amatoriale, girata da Piero Frattari, ad una sola camera. Ma siamo sicuri che fosse una sola?

De André chiese che i videomaker fossero invisibili.
Sia per i dialoghi che per la scelta di riprendere esclusivamente Faber, ho la sensazione che la videocamera non fosse solo una, ma che solo quella si sia salvata. Ho la sensazione che le cassette con le riprese delle altre camere, una per l’insieme e un’altra per i particolari, si siano perse. Se avessi avuto la possibilità di una sola camera, avrei filmato l’insieme, avrei ripreso anche la PFM. Invece la camera resta fissa e vicina su Faber. Probabilmente Frattari era un semplice amatore. Chissà.

Il suono del concerto ritrovato

Si osanna l’audio restaurato da Lorenzo Cazzaniga e Paolo Piccardo.

Le cassette non vengono mai reclamate. Salvate dal macero, vengono rigenerate e restaurate. Si parla di uno spettacolare audio 5.1, che consentirà a tutti di fruire della testimonianza di uno dei tour più importanti della storia della canzone italiana di quegli anni.

I social sono un pullulare di commenti entusiastici. Ho raccolto diverse autorevoli recensioni in merito, come quella di Alberto Marchetti o Gianpaolo CastoldI: “sembrava che Faber fosse lì con noi”, “il suono era magnifico”. L’aspettativa era alta. Mi aspettavo di godere della voce di Faber, di sentirmi coperta dal suo velluto, di essere travolte dalle spinte progressive della PFM.

Pfm & De Andrè: Il concerto ritrovato
La foto del tour De Andrè & PFM firmata da Guido Harari

Franco Mussida, storico chitarrista della band, svela come consigliò a Faber di affittare per il tour una chitarra Ovation, uguale alla sua: il suono di una normale chitarra classica sarebbe stato subissato e assorbito dalle frequenze rock.

Ma io cosa sto ascoltando allora? E’ altro: bassi e medi tagliati. Gli arrangiamenti mi sembrano in evoluzione, come spesso accade nelle prime esecuzioni, ma i suoni della band non si distinguono, sono impastati. Il mio orecchio alla fine è provato.  

E’ stata restaurata solo la voce di Fabrizio? Ho desiderato correre a casa per ritrovare quel sapore, la cui assenza mi stava facendo morire di sete e dolore. Si, ho provato dolore.   Se fosse disponibile, correrei a vederlo ancora altrove, per sincerarmi che il suono non fosse buono per un problema di settaggio del suono. Quel cinema ha standard alti. Resterò con questo dubbio. 

Tu che leggi, dimmi, hai visto il film? Che impressione hai avuto dell’audio?

La scrittura de “Il Concerto Ritrovato” mi sembra poco convincente rispetto alla tessitura del film

Il fan Antonio Vivaldi sul posto del concerto ritrovato, il padiglione C della Fiera di Genova

Antonio Vivaldi è un famoso fan di Fabrizio De Andrè, conserva ancora “quel” biglietto.
Si trova CASUALMENTE sul posto del concerto ritrovato, il padiglione C della Fiera, oggi deposito di cassonetti dell’AMIU. “Belin, sembra un angar!” esclama De Andrè il pomeriggio del famoso concerto, con la sua solita scanzonata travolgente simpatia. Ho abitato diversi anni a Genova, tutti sapevamo come per una notte fosse divenuto un tempio sacro.

La fiera di Genova

Antonio nel documentario ci guida alla scoperta del luogo e dice:  “ecco il magazzino.. vediamo se riesco a entrare”. Resto interdetta.

Mi ripeto in mente: “Vediamo se riesco ad entrare? Vediamo se riesco a entrare? Ma dice a me? Dicono a noi? Ma mi stai prendendo in giro?”  
Sono incredula: ma …. ci state prendendo in giro?

Mi sembrava uno dei primi Quark, alla scoperta del mondo, con frasi posticce necessarie a fare da ponte alle scene. Eppure queste sono state girate da pochissimo, questi dialoghi sono stati scritti  ai nostri giorni. Perché cercare soluzioni posticce per “cucire” le immagini?

I dialoghi costruiti di questo documentario stridono come unghie sulla lavagna di una lezione ripetuta a pappardella.

La noia che vince durante il docufilm su De Andrè e PFM: ma come è possibile?

Io che bevo alla tua bocca, io che ti cerco e mi abbevero alle tue labbra, come posso annoiarmi sentendo raccontare questa strepitosa storia? Perché le emozioni viaggiano libere e non chiedono resoconti tecnici. Arrivano e viaggiano e se il treno fa un viaggio immaginario ma non autentico, le emozioni se ne accorgono. E io esco dal cinema piena di malinconia, col magone, con la sensazione di un’occasione persa, di uno spettacolo mai partorito e rimasto all’idea delle prime prove, di una tema ancora in brutta copia, rimasto alle mappe concettuali. E torno a casa e nei giorni successivi con questa sensazione di amaro, di un sacro maneggiato impunemente. 

La grafica con la grafia di Faber: altra occasione persa? 

Mi era quasi piaciuta inizialmente la scelta della grafica dei testi con la grafia di De André, verso per verso a sommare le quartine. Bell’idea, mi sono detta, così si distoglie l’attenzione dalla qualità delle immagini! Ma alla terza, quarta e quinta volta mi sono detta: la fantasia qui non è di casa, mi devo rassegnare. 

Quando Faber attacca Marinella vorrei morire là

Quando Faber attacca Marinella vorrei morire là. Sento l’emozione che mi scioglie, la voglia di essergli vicina. E’ inevitabile: piango. Piango e  sento di non essere sola. Sento che al cinema in molti siamo colti da una emozione difficile da placare. Perchè placarla poi? Inizio ad applaudire. Applaudiamo tutti. Piano piano. A voce bassa, cantiamo. Tutti insieme, piano piano. Lì, vicini vicini. Piangiamo, cantiamo, applaudiamo. Piano piano. Vicini vicini. 

L’anonimato e i brani del concerto ritrovato.

Con Marinella ancora altri 13 pezzi:  Andrea, Il testamento di Tito, Un Giudice, Giugno ’73, la guerra di Piero, Amico Fragile, Via del Campo, Durango, Bocca di Rosa, Angiolina e il Pescatore. Mancano, rispetto al disco, mancano “Sally”, “Verranno a chiederti del nostro amore” e “Maria nella bottega del falegname”, sembra perchè con immagini di qualità non sufficiente. Ci sono poi strepitose Rimini, Andrea, Zirichiltaggia,  ma non mi sembra di sentir citare il nome di Massimo Bubola, se non nei titoli di coda. Come mai? 

Come mai le collaborazioni con Faber sprofondano spesso nel dimenticatoio?
Pensiamo al genio di Ivano Fossati. Qui una nostra intepretazione di Nina volare.

Emozione e Amarezza: con un filo di acetosella in bocca

Fabrizio canta. Sono  rapita dai suoi zigomi luminosi. Mi sento come una quindicenne appoggiata all’albero che succhia il filo di acetosella e guarda ciondolando.  Le sigarette sul palco accese una dietro l’altra, ma la voce resta meravigliosamente limpida, le contestazioni, Il whisky in quella maestosa foto di Harari che lo sintetizza! Vorrei essere accucciata accanto a lui e farmi passare la bottiglia. Mi sento tanto in confidenza.  Quanta bellezza. Cerco di abbeverami alla sua voce. Ma il suono è ingrato. Comunque sia, un bel pezzo di storia è riportato alla luce. Pescatore, titoli di coda, applaudiamo, sommessi, applaudiamo, applaudiamo.

Inghiottita l’emozione e l’amarezza, proprio come l’acetosella, mi si è riaccesa la voglia, mai sopita per la verità, di reimpastarmi con Faber.

Acetosella

Qualche anno fa con “Lucina canta e racconta De André” fummo semifinalisti alle Targhe Tenco. Tanti critici mi chiesero come mai non riproporlo  in dialetto siciliano. Eccoci pronte! La cuntastorie Francesca Amato ha tradotto e rielaborato in siciliano il canzoniere di Faber! L’anno scorso un’anteprima assoluta delle Nuvole per un “concerto partecipato”,con le Voci Vicine e i Ben Kadì.

Qui l’anteprima della rivisitazione in siciliano delle Nuvole di Francesca Amato con le Voci Vicine che creano un’atmosfera bucolica.

Arrotolo le maniche, proprio come faceva lui: passione indomita, cavallo pazzo, lacrime e acetosella.