COVID-19: positiva o negativa?

COVID-19: positiva o negativa?

Sabato 24 Ottobre
Cantando sotto la doccia

Sabato 24 Ottobre.
21° giorno di Quarantena per COVID-19.
Sono le 13.30. Suona il citofono. Rispondo col turbante in testa.
– Pronto.
– Signora! L’abbiamo chiamata 5 volte! 😠
– Mi spiace, stavo cantando sotto la doccia. È da ieri mattina che vi aspettiamo.  Mi scusi, avrei bisogno di chiederle una cortesia grandissima.
– Mi dica.
– Entrando in portineria, ci dovrebbe essere un pacco sul gradino della guardiola. Come sa, non possiamo scendere da casa. 😒 Sarebbe così gentile da portarcelo? 😬
– Certamente! 😃
– Grazie!! 😍

Protetta dalla tuta da astronauta

La vediamo uscire dall’ascensore e ci rassereniamo subito: l’attesa resiliente ci ha portato una dottoressina minuta, protetta dalla sua tuta da astronauta, con un paio di occhioni vivaci, nascosti dietro la visiera da saldatore.

Adesso sappiamo che la sua mano sarà delicata, il prossimo tampone tornerà ad essere un’ALABARDA FELPATA.

Domenica 25 Ottobre
L’attesa dell’esito

22° giorno di Quarantena. Attendiamo l’esito del tampone di Teresa. Le 9, le 10, le 11.

Ne approfitto per correggere l’ultima bozza del libro. Devo solo inserire gli spartiti nell’appendice dedicata agli esercizi: come ci si prepara a un concerto.

Tutto tace, del resto il 7° giorno è il giorno del riposo. Prima o poi sapremo qualcosa.

I teatri sono
tra i luoghi più sani.

Nessun contagiato
in questi mesi.
Sanificati, distanziati.

Ore 11.30: nessuna telefonata, ma una raffica di notifiche su WhatsApp. Che sta succedendo?
Il clima di attesa resiliente viene devastato dall’uscita del DPCM: chiusura a raffica di teatri, sale da concerto, ristoranti, locali, scuole di danza.  Mi ronza per la testa una parola scottante: coprifuoco. Coprifuoco?!

Avete messo il plexiglass?

Avete sanificato?

Avete distanziato?

Bene.

Adesso CHIUDETE

Non si muore
solo di Covid.

 Ho vissuto questi 23 giorni di Quarantena sentendo addosso l’angoscia di chi era nelle mie condizioni, ma da solo, senza assistenza, senza cure, senza lavoro, con la sensazione di essere sequestrato e  abbandonato. Adesso anche il DPCM?  Come si fa a non disperarsi?

 Lunedì 26 Ottobre
Il tampone di Teresa è?

Arriva la telefonata dell’USCA. Sono sempre accurati e gentilissimi. “Buongiorno,  abbiamo l’esito del tampone di Teresa. Ehm, no, aspetti… Ah! Forse… ecco, un attimo….. Non lo trovavo, eccolo, li stanno portando adesso. L’esito del tampone di Teresa è… negativo.”  Yuppie!!! Potrà tornare a scuola!! Ah. No. Adesso sono tutti in DAD. Teresa da Marzo non è più andata a scuola. Mal comune, mezzo gaudio.

LONG COVID

Io sono considerata una LONG COVID, perchè ancora positiva al 15° giorno dalla conclamazione della mia positività. La solita inguaribile ottimista😃 
La nuova normativa prevede che, DOPO 21 GIORNI,  la carica virale sia bassissima e non più contagiosa. 
In confidenza, non lo dire a nessuno, ti mostro il mio certifcato di liberazione.

Certificato di
fine isolamento obbligatorio

Valorizzare i gesti quotidiani

È il momento di valorizzare i gesti semplici della quotidianità: stasera potrò andare a gettare la spazzatura. Che emozione!

Invece che l’aperitivo, vado a farmi un bel sierologico!


Vado a fare il sierologico. Voglio sapere quale sia effettivamente la mia situazione. Devo vestirmi di sana pianta. Devo ANCHE indossare le scarpe. E che scarpe mi metto? L’ultima volta che ho indossato scarpe chiuse è stato 6 mesi fa! Sono emozionata, non esco di casa da 25 giorni. Mi sento incerta sulle gambe. Il cuore mi batte, per fortuna! Tutto mi sembra bello e luminoso.

All’ingresso del laboratorio di analisi un pò di persone attendono ordinatamente fuori. Si parla, ciascuno racconta la propria esperienza.  È essenziale sentirsi parte di un tutto. 

Due parole di CONFRONTO, diventano due parole di CONFORTO.

È il mio turno. 

Il medico ha una mano di fata. Non sento che un pizzichino.

Mi racconta che su 500 tamponi effettuati da giovedì scorso, 12 sono risultati positivi, molti bambini e ragazzini. La maggior parte asintomatici.

Significa decine e decine di persone messe in ISOLAMENTO FIDUCIARIO.
Significa bambini e ragazzini senza contatti sociali per almeno 15 giorni.
Significa genitori che non possono lavorare.
Significa persone disabili SENZA ASSISTENZA!
Significa che qualcosa in questo meccanismo non sta funzionando.

Spero tanto che le cose cambino e che RESTIAMO UMANI!


 

🏠

Perché
impedire
ai malati di COVID-19
di essere curati
presso il proprio domicilio? 

MARTEDI 27 Ottobre
L’esito del mio sierologico?

Trascorro la giornata in attesa dell’esito famigerato. Sarà positivo o negativo?
Il mio sierologico dice che sono NEGATIVA! Tutto negativo?!  

Non mi resta che farci una bella risata! Sto preparando un vademecum per affrontare il Covid-19. E riderci su è la prima cosa da fare!

Almeno per ora, l’incubo è finito!

GRAZIE PER AVER TREPIDATO CON NOI!
Adesso è tempo di pubblicare il libro.

Sai, sta andando in stampa! Clicca sul pulsante blu.
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Sono positiva al Covid-19 e alla vita.

Sono positiva al Covid-19 e alla vita.

Sono positiva. Sono sempre stata una persona positiva. Sono un’inguaribile ottimista. Ma questa volta sono positiva al COVID-19.
Ecco la mia storia.

30 Settembre 2020

Il 30 settembre comincio ad accusare dolori influenzali. È la giornata per la salvaguardia del Creato. Mi reco in Cattedrale, dirigerò il coro formato dalle rappresentanti delle diverse chiese di Palermo per la Preghiera Ecumenica. Muniti di mascherina e distanziati, è un momento di altissima meditazione e spiritualità. Mi sento male, ma sono felice di esserci.

Tornata a casa, misuro la febbre: 37 e 4. Di notte mi sveglio diverse volte per episodi di dispnea, che gestisco mantenendo la calma e con una serie di esercizi di respirazione. 

1 Ottobre 2020

 

La febbre è salita a 37 e 8. Sono molto affaticata, ho un mal di testa fortissimo. Mi insospettisco. Telefono per prenotare un tampone. Viene fissato per domani, in assenza di febbre.

2 Ottobre 2020

 

La temperatura è scesa. Monto sul mio Ciao. Mi faccio forza e coraggio. Il cielo è terso. Vado a fare il tampone.

Mi si presenta un astronauta, armato alabarda felpata. Gentilissimo e delicato, lo ringrazio, gli dedico questa poesia, che arriva da sola.

Se fossi positiva, la chiamata arriverà in giornata.

L’esito del tampone.

 

Arriva la chiamata. “Signora mi spiace molto, devo comunicarle che l’esito del tampone è positivo al Covid-19”.
Silenzio.
“Signora? Signora?” 

Silenzio.
“Signora?”
“Si, ci sono”. 
“Signora, mi dispiace averle dato questa notizia. Da questo momento lei è in quarantena e i suoi congiunti in isolamento volontario per 15 giorni.  Inoltreremo la segnalazione in direttissima al Centro Epidemiologico e alle Forze dell’Ordine. In un paio di giorni verrà l’Azienda Sanitaria Locale a fare il tampone a tutti familiari. Mi dispiace signora. ” “La ringrazio, è stato molto cortese”. Arrivederci.”  Sensazione di scioglimento.

Isolamento e quarantena

Da questo momento io sono in quarantena e i miei congiunti in isolamento volontario.
Non potremo muoverci da casa per 15 giorni. Io dovrò chiudermi in quarantena in una stanza e loro dovranno stare in isolamento nelle altre stanze.
Bagni separati.
Pasti separati.

Una raffica di chunk mi passa davanti.

Sento lo stridore sulle rotaie.  È assordante. Ero un treno in corsa. Cosa dobbiamo fermare?   Chi devo informare? A chi sono stata vicino?  Cosa devo sospendere? Cosa devo rimandare?

Informo il mio medico curante. Informo tutte le persone che ho incontrato negli ultimi 10 giorni. Due giorni di telefonate ininterrotte. Senza fiato.

Non potremo incontrare nessuno, nemmeno i medici. 

Il medico curante fa le segnalazioni di rito. Non potremo incontrare nessuno, nemmeno i medici.

Per diversi giorni non riceviamo alcuna comunicazione, nè riusciamo a metterci in contatto.  Tutte le linee sono occupate o irraggiungibili. Sembra che l’USCA sia in esplosione.

Mia sorella Vivi, medico,  mi controlla a vista, cioè  a distanza.

 

I sintomi

Il sintomo più preoccupante sono gli episodi notturni di dispnea. Mi sveglio di notte più volte, come affamata d’aria, come se nel deserto vedessi un grande bicchiere d’acqua, che già vederlo mi da sollievo. Lo sollevo, cerco di bere, ma è vuoto. Resto affamata. Resto assetata d’aria. I polmoni non si distendono. Li metto alla prova con mille esecizi. Non mi do per vinta. Non può vincere lui. Penso alle persone ansiose, alle persone anziane, che prova dura. 

Mi do aiuto

Mi do aiuto in mille i modi.
Medito.
Disinfetto tutto quello che tocco con questa soluzione al 70/30 di Alcool, e poi non fa nemmeno cattivo odore.

Cioè, mi sembrava che non ne facesse!
Qualche giorno fa ho scoperto che invece lo fa, eccome! Anosmia.

Mi rilasso sul tappetino da fachiro.
Mi do Reiky.
Prego, studio, cerco di tenere a bada la mia mente che galoppa più che mai.

La Terapia

Il mio medico curante prescrive terapia come da protocollo.
Antibiotico Zitromax per 3 gg.
Bentelam cortisone  da 1 mg, due vv die per 5 gg.

Malditesta impressionante

Dovrei riposare un pò di più. Quando esagero mi assale un malditesta impressionante. Ma sento dentro un’energia irrefrenabile.

Cosa devo fermare

Ho dovuto fermare i corsi che stavano partendo, i Drum Circle coi Ben Kadì, quelli coi bimbi del Parco del Sole, i laboratori all’IPM il carcere minorile Malaspina. Potrò dedicarmi al libro, al videocorso di canto, alla Zoom di percussioni con Ismaila Mbaye.

Forza Lucina, tu sei positiva!

Teresa ha il COVID-19?

 

Nel giro di pochi giorni in mia figlia si manifestano febbre e tipici sintomi influenzali.  Avrà anche lei il COVID-19?

Teresa continua a essere servizievole e collaborativa, mi riempie di attenzioni a distanza e manicaretti. Teresa non va a scuola da Marzo. Nonostante sia verde in viso, continua a seguire in DAD. Idem mio figlio. Certo non era questo l’inizio sognato per i primi giorni di Università.

Sequestrati

Mio marito annulla i viaggi di lavoro in attesa di essere liberato. Questa è la sensazione: essere sequestrati. Comunque sia, non sappiamo se Teresa abbia il Covid-19. Non sappiamo come comportarci. Non sappiamo come curarla.

Trovo conforto nel gruppo Facebook Covid Covid19 Gruppo Pazienti Italia che ringrazio, in particolare la dottoressa Marasco.

Nessuno ci ha visitato, nè ci visiterà.

Finalmente l’USCA ci contatta.

Finalmente l’USCA ci contatta. Dettagliata e molto cortese anamnesi telefonica da parte di un medico. 
Bene. Verranno il 16 ottobre a fare il tampone a tutti. Il 16 ottobre? Alla fine della Quarantena? E Teresa, come dovrebbe comportarsi? Quale bagno dovrà usare? Quello della mamma appestata o l’altro? Come dovremo gestire gli spazi e soprattutto le relazioni? 
Parole d’ordine:
SEPARAZIONE.
DISTANZIAMENTO.
SOLITUDINE.

16 ottobre 2020

 

Riceviamo alle 11 la telefonata dall’USCA: “stiamo venendo a fare i tamponi a tutti e quattro”.
Evviva, finalmente.

Attendiamo pazienti e resilienti.
Le 12.00, le 13.00, le 14.00.
Le 15.00.
Le 18.00.
Le 21.00, dai, verranno! Alessandra mi ha detto che ci sono andati tardissimo.
Arriveranno, no?
Le 22.00. Vabbè. Non sono venuti.

17 Ottobre, il compleanno di Tereselle

Il compleanno di Teresa. Festeggiamo come di consueto all’alba del mattino.

Attendiamo resilienti che l’USCA venga a casa. Ci sentiamo un pò bloccati. Vorrei farmi lo shampo, ma non posso farmi trovare sotto la doccia. Arriverà, no? Le 9, le 11, le 13. Ora di pranzo. Ancora niente.
Le 15: citofono!

Ecco,  finalmente alle tre del pomeriggio arriva, bardato fino al midollo, un medico per effettuare il tampone a tutti e quattro.

È visibilmente in affanno, finiscono tardissimo tutti i giorni.

Ci invita al distanziamento.
Non possiamo assistere.

Qualche colpo di tosse annuncia che il tampone è stato effettuato.

Turno di Teresa: “non può farlo prima mamma?”.

Questa volta l’alabarda  non è molto felpata, somiglia più a una spada acuminata.

Adesso attenderemo l’esito.

L’esito del secondo tampone.

 

Contrariamente alle nostre aspettative, sia Teresa che io siamo ancora positive. Mio marito e mio figlio negativi. Quindi chiusi in casa 18 giorni insieme, distanziati e coi dovuti accorgimenti, loro sono rimasti illesi.

A 21 giorni faranno un altro tampone a Teresa. La procedura prevede che, se anche fosse positivo, ci liberebbero comunque, perchè si ritiene che la carica virale sia ormai molto bassa e non più considerata contagiosa. Finchè non vedrò il certificato di liberazione, non ci crederò!

Il covid-19 è una malattia relazionale

 

 

Ho vissuto il COVID-19 nella forza e nel dolore di mia figlia Teresa.

Non potersi abbracciare, non potersi baciare, mantenere la distanza. Non vedere amici e compagni. Non potere uscire da casa. Non sapere cosa ci aspetta, attendere, attendere, attendere, resilienti.

Ho sentito sulla mia pelle la disperazione delle persone ricoverate senza il conforto della vicinanza della propria famiglia.

Viviamo in un  clima di terrore.
Si muore d’altro.
Si muore di incertezza.
Si muore per la mancanza di conforto.
Si muore per la mancanza di vicinanza.
Si muore per il terrore dell’abbandono.
SI muore di solitudine.
Si muore di fame.
Si muore per il terrore del futuro incerto.

Oggi l’incertezza è diventata la norma.
È diventato impossibile programmare eventi e attività che già prima non godevano di certezza.

Il COVID-19 si contrasta affrontandolo con serenità, indossando le mascherine, mantendendo ove necessario il distanziamento. 

Il COVID-19 si contrasta seguendo le regole e tenendo alte le risorse immunitarie, facendo belle passeggiate, guardando il mare, godendoci gli affetti.

Il COVID-19 si contrasta mantenendo alto l’umore, facendoci coraggio a vicenda e non chiudendo tutte le attività dall’oggi al domani, uccidendoci in altro modo.

In tutta questa assurda Quarantena, la follia assoluta è che non sappiamo nemmeno se ho avuto la polmonite interstiziale.  Non sono MAI STATA VISITATA.

So che rimarrò deboluccia per un pò,
perchè comunque
io sono positiva!

Positiva, di nome, di fatto e di Covid-19!

 

Il tampone covid-19 è un’alabarda spaziale!

Il tampone covid-19 è un’alabarda spaziale!

Avevo tanto sentito parlare del famoso Tampone rino-faringeo, fin quando ho potuto raccontare la mia esperienza. Completamente diversa da quanto immaginassi, ecco come è andata. 💪🏾 Clicca sul PLAYER del video. Ti aspetto sotto nei commenti. 😃

Il tampone è un’alabarda spaziale

Felpato
guardingo e placido
munito di ogni attenzione 
silenzioso, si insinua.

La tuta è bianca. 
Bianco il casco. 
Bianche le bisacce.
Bianca la bombola e 
bianco è l’ancoraggio. 

Fluttua armato di un lungo arpione felpato. 
È un’alabarda spaziale.

Dopo una prima strettoia
si trova dinnanzi la calotta Lunare.
Bianca.
E rovesciata. 

L’alabarda è felpata.
Lunga e precisa.

Lo spazio è tanto, 
ma tanto 
ma tanto più grande di quanto avesse mai immaginato. 

Regna un Silenzio sovrano.
Minuscolo
volteggia armato della sua scopa alata. 

Sfiora di qua
rotea di là.
Scovola di qua
poi di là.
Nessuna gravità. 
Sembra una danza gentile. 

Rimbalza leggero. 
Umidi raccoglie i reperti.
Ritorno alla Base. 
Lentissimo scivola.
Un attimo incespica.
Tunnel. Stretto. Buio. 
Silenzio. 
Luce fortissima. 
Già intinta nei piccoli approdi
l’alabarda è adesso più pesante
prosegue il percorso a ritroso. 
Gentile e leggiadra
picchetta di qua, 
picchetta di là. 
Rotea danzando il Silenzio. 
Il rituale si compie. 
Verso casa. 
Ritorno alla base. 
Tunnel all’indietro.
Stretto. 
Buio. 
Lentissimo scivola indietro. 
Silenzio. 

Adesso è il tempo dell’attesa,
l’attesa dell’esito.
TIC
TAC
TIC
TAC
Covid si?
Covid no?

I minuti sono anni.
Speriamo nel Silenzio.

Grazie gentile Astronauta
armato di Alabarda Felpata.

A te è capitato?
che impressione hai avuto?
ti aspetto nei commenti

Il tuo canto libera. Il laboratorio Canto ed emozioni a Casa delle Fate

Il tuo canto libera. Il laboratorio Canto ed emozioni a Casa delle Fate

Il laboratorio canto ed emozioni dal titolo “il tuo canto libera” si è tenuto a Scicli dal 18 al 20 settembre 2020. Si tratta di una Masterclass “Voci Vicine”, con performance finale, aperta a chiunque ami cantare, professionisti o amatori del canto. Ti racconto come è andata.

La carezza di un salice piangente accoglie il nostro arrivo a Casa delle Fate.

La carezza di un salice piangente accoglie il nostro arrivo a Casa delle Fate.

Carubbi maestosi, profumo di gelsominini, Ulivi centenari. Nespoli, Agavi, spezie d’ogni tipo. La Natura in festa è il primo regalo. 

Ciascuno ha portato qualcosa da condividere, miglio, lenticchie, patatine giganti, anche una cassa di rosso, che a brindare si scaldano gli animi.

Siamo divisi tra Casa delle Fate e Borgo delle Stelle. Già i nomi ci proiettano in un altrove fatto di folletti e giunchi incantati. Ci sorprende il laboratorio di telai e lane filate a mano, che coll’arcolaio Aurora ci si addormentò. I racconti di Patrizia sanno d’incenso e tradizioni. Siamo bambine stupite e grate.

Da chi è composto il gruppo?

Il gruppo è composto da cantanti avvezze e principianti, chi non ha mai cantato in pubblico e chi crede di essere stonato. Alle emozioni affido l’incontro e  la conoscenza reciproca. Distanziati e in sicurezza, lavoriamo all’aperto. Niente abbracci, se non virtuali. Nulla dice più del corpo in movimento. Al non verbale è affidata la conoscenza reciproca. Un responsorio corale di nome e cognome ci proclama,  ci identifica, ci definisce nel tempo. Eccomi, sono qui, ci sono. Mi vedete? Ti vediamo. Mi percepite? Ti percepiamo.  Sapete chi sono. Ciascuno inizia a esistere nel gruppo.

 

La girandola inizia.

Mi sento una tarantola.
Danzo sulla trama tessuta per mesi, cucendo fili invisibili e invischianti, ballo una pizzica di lode e gratitudine.

Battiti

Battiti. Battito del cuore. Battito di mani. Ritmo che diverte. Ritmo che unisce. Ritmo che sincronizza i nostri cervelli, crea alleanze, consolida il gruppo. 


Adesso cenni di teoria e tecnica vocale. Ritmo e melodia come elementi essenziali della della musica. 

La Rivoluzione acustica, il  432.

Meditazione creativa: ci trasforma in vento, poi in foglie, poi in petali. 

Spirali come Nautilus disegnano nell’aria percorsi di leggerezza. Posso sentirli tutti. Tanta profondità, tanta bellezza.

Bellezza sarà la parola d’ordine. So di avere di fronte “eroi” pronti a battersi per la propria evoluzione.

La responsabilità è grande. Scotta.

Mi sono sentita sabbia.
Mi sono sentita vento.
Ero una foglia di carrubbo.
Poi petali di gelsomino arabo dorati.

Loredana

Respiro. Rilassamento. Risonanza.

Oggi è il giorno delle 3 R: Respiro. Rilassamento. Risonanza. Teoria, pratica, teoria, pratica. Esercizi di riscaldamento, sbadigli consapevoli, sirena, lip roll, apparato fonatorio, bocca, lingua, palato duro e palato molle, esplorazione della bocca.

Partiamo dalle arcate dentali: pulizie di stagione! Ridiamo. Ridiamo a tempo. 1 risata. 2 risate. 4 risate. 8 risate. Ridiamo a crepapelle.

 

L’ombelico è il mio migliore amico.
Abbiamo chiaro il motore del canto.
Cantiamo.
Abbozziamo i primi brani per domani sera.
Siamo treni in corsa.
Ci sentiamo forti.

Cosa canteremo per la performance?

Cosa canteremo per la performance? Un gruppo così eterogeneo cosa potrà offrire?  We shall over come perchè ce la possiamo fare! Amazing Grace perchè la lode sia eterna. La Casetta in Canadà perchè Casa delle Fate è un luogo fuori dal mondo. La campana tibetana ci farà risuonare alle frequenze della Terra, ci faremo una voce sola.

Siamo connessi. Spazio alle improvvisazioni libere. Mai una stonatura. Polifonie. Ancora bellezza.

Introduzione al concetto di quarta parete e tecnica di interpretazione.

Si lavora su chi abbia a memoria il testo.
Olga ci strega con Cu’ ti lu dissi, Noemi ci schianta con Mad Word (ma dove avevi conservato quella voce?) e Alessandra scioglie lo scioglibile col dono incantato della sua voce: è una straziante dolcissima LLorona.

Ogni esibizione ci toglie il fiato. Assistiamo esterrefatti: cocci di vita si materializzano.

Rigagnoli di lacrime agiscono indisturbati. 
Lasciamo che ci irrorino.

Torniamo alla teoria. Come ci si prepara a un concerto. Il camerino interiore. Vocalizzi. L’euforia sale. Il filo è sottilissimo.

Devo tenere a bada gli entusiasmi: rischiamo di disperdere la concentrazione. Andiamo sul Luogo. Prendiamo posto. Proviamo le posizioni. Proviamo e riproviamo i movimenti di scena. Il cerchio ci rassicura. Prende forma. Prendiamo forma. Mezz’ora di pausa. Vi aspetto in salotto. Meditazione e vocalizzi. Riepilogo della scaletta. Respiriamo. Siamo pronti. Andiamo.

La notte della performance in bianco.

Daniele ha acceso ceri e candele, sparso oli essenziali.

La performance nel giardino di Casa delle Fate è un rito propiziatorio, un Inno alla Vita.

Uno dietro l’altro si snocciolano i numeri che abbiamo preparato.

Prendo il tamburo.
Swap.
Non suona più!
Sordo completo. L’umidità ha ammollato la pelle. Riformulo al volo la scaletta. 

Respiriamo, improvvisiamo, cantiamo. 
Siamo felici. Sono felici gli avventori. 

Candele illuminano la notte e ci rassicurano.

Il buio protegge le nostre reticenze, scherma gli errori.

Gli errori sono compagni di viaggio, ci dicono “bravi! Ci state provando!”.

Chiedo una parola ciascuno.

Armonia
Autenticità
Tranquillità
Meraviglia
Connessione
Risonanza
Interiorità
Sensibilità
Pausa
Respiro
Rivoluzione
Vivacità
Emozioni
La sintesi più appagante è l’espressione coniata da Loredana: CantANIMA.

La consegna degli attestati sancisce l’alleanza.
Tecnica Vocale, interpretazione, comportamento scenico e gestione delle emozioni.
Complimenti: sei una Voce Vicina!

Sei riuscita a farmi arrivare dentro l’origine della mia voce ed ho sperimentato un luogo non luogo mai conosciuto prima

Loredana

È stata un’esperienza emozionante, carica di umanità. Le diversità di ognuno di noi sono la componente che arricchisce le nostre menti ed il nostro animo. La guida generosa di Lucina riesce a tirar fuori sempre le sensibilità dei partecipanti.

Leonardo

Lucina è come “i tubi dell’acqua” conduce e amplifica le emozioni, i suoni e la musica che l’attraversa, inoltre con determinazione ma anche dolcezza guida un gruppo di estranei, a volte anche stonati, a sentirsi in breve tempo in armonia con sé stessi e gli altri. Stupefacente!! Io mi sono divertita moltissimo oltre che arricchita di nuove nozioni musicali. Grazie

Olga

Aria fatata…

Bebè

Emozionalmente un’esperienza grandiosa, ho conosciuto delle gran belle persone!

Rita

La classe è una grande esperienza emozionale dove si scopre la possibilità di entrare in armonia sia con le voci che con gli animi dei partecipanti, in modo così naturale da restarne molto sorpresi. Occasioni come queste infatti fanno comprendere quanto la società di oggi punti sull’individualismo e la separazione creando conflitti che alterano la vera natura degli uomini ovvero lo spirito di condivisione e il sostegno reciproco. Grazie a queste iniziative è però possibile ritrovare dentro di noi questo spirito ed acquisire un diverso sguardo sulla vita di ogni giorno..

Alessandra

Empatia! Gratitudine a te e al gruppo! Esperienza fantastica!

Franca

Domenica mattina si tirano le somme. Il rito della foglia resta un segreto condiviso coi partecipanti. Ancora una volta, l’incontro autentico con altre persone mi rivela le meraviglie dell’essere umano. La classe termina e io sono ancora più felice. E grata.

Il privilegio della fionda è raccogliere il volo di chi a te si affida.

Lucina Lanzara

Un esercizio… ridicolo!.

Qui sotto ho estrapolato, dalla serata in bianco al Giardino di Casa delle Fate, un esercizio che trovo utilissimo per la tecnica vocale: l’ANCORAGGIO del canto! Ridicolo proprio! E incredibili sono i benefici!
Provi con noi?!

Durata: 3 minuti.

Ti ringrazio per aver letto fin qui e aver trepidato un pò con noi! È stato così? hai trepidato con noi?

Hai sentito grilli o cicale?
Hai riso? Hai sentito sussultare la tua pancia?

Ti va di lasciarmi una parola qui sotto? Un commento? Un’impressione?

Ancora grazie per la tua attenzione e per il tuo tempo.
Ti aspetto.

Willy e la mia Guerra di Piero

Willy e la mia Guerra di Piero

Willy, nel giorno della sua buonanotte eterna

La mia Guerra di Piero è una Ninna Nanna a Willy.

Ieri sera, nel maestoso Atrio del Palazzo del Comune di Sciacca, la magia di De Andrè è tornata a rapirci.

Col capo coperto di cenere, ho indossato l’abito della festa e mi sono offerta al pubblico saccenze.

Lucina canta e racconta De Andrè, Sciacca, 7 settembre 2020

Nella mia rivisitazione “La guerra di Piero” è una ninna nanna. Inizio e fine sono aliti, soffi, carezze di conforto a tutti quei ragazzi assurdamente morti per l’assurdità della guerra o delle ingiustizie che affollano questa Terra.

Sono i soldati in trincea della Grande Guerra, sono ragazzini esattamente come Willy.

Ieri sera Piero era Willy. O Willy era Piero.

L’avevo addosso.

L’emozione, la commozione è stata tale che non sono riuscita a dire una parola. Le ho cercate per qualche istante, ma nulla, nodo alla gola e stop. Dovevo andare avanti.

Sentivo la platea.


La platea era gremita, seppur distanziata. Era con me ed era con Willy, a cantare con tutta l’anima questo sussurro di Ninna Nanna all’orecchio, questo conforto bislacco e materno. Questo saluto,
questa piccola, minuscola, consolante microscopica, buonanotte.

Buonanotte Willy.

Ci resta la luce dei tuoi occhi e la
brillantezza del tuo sorriso.

A noi il compito di raccontare la Luce dei tuoi occhi carichi di fiducia e speranza.

A noi il compito di cercare quell’alchimia che con Amore e Cultura addolcisce le pietre degli animi, trasformandole in animi umani.

Dormi sepolto in un campo di grano

Non e’ la rosa

Non è il tulipano.
Per te Willy,
mille
papaveri
rossi.

Ora ascolta, respira e dai la buonanotte a Willy


Puoi ascoltare qui la nostra Guerra di Piero e le carezze delle buonanotte.

Ascolta https://open.spotify.com/track/05n4NSn2SVBRJJmuqxaxUs?si=Nfqp0lM8S6y-kA3-6jIaiw

Hai sentito il soffio? Ti aspetto nei commenti.

Canto ed emozioni, Laboratorio a Casa delle Fate

Canto ed emozioni, Laboratorio a Casa delle Fate

Canto ed emozioni a Casa delle Fate (Scicli)

18 – 20 Settembre 2020

Laboratorio di canto per tutti i livelli, relax ed emozioni.

Quando si terrà il laboratorio di canto?

Da venerdì 18 settembre a domenica 20

Dove si terrà il laboratorio di canto?

Il laboratorio di canto ed emozioni si terrà a Casa delle Fate, si tratta di una masterclasse Voci Vicine.

A chi si rivolge il laboratorio?

Il laboratorio di canto si rivolge a tutti coloro che amino utilizzare la voce, professionisti ed amatori del canto.

Quale è lo scopo del laboratorio?


Lo scopo è scoprire come le emozioni liberano il canto e imparare a coltivare la capacità di trasmettere emozioni durante una performance, secondo la scuola dell’Actor Studio di Broadway. Tecnica vocale e interpretazione dialogano continuamente.

Si tratta di un sistema collaudato negli anni.

Quando inizierà la Masterclass?

La Masterclass ufficialmente inizierà Venerdì mattina. Sarà possibile arrivare il tardo pomeriggio del giorno prima, giovedì 17 settembre,  per sciogliere il ghiaccio, sistemarsi e affrontare nel miglior modo questa avventura.

Serata a sopresa 19 Settembre 2020 nel giardino di Casa delle Fate.

La masterclass terminerà Domenica 20 alle 11 del mattino, per dare la possibilità ai partecipanti di prendere il pulman per tornare a casa o finire in bellezza al mare.

La Masterclasse, unica nel suo genere, è a numero chiuso. È consigliato prenotare versando almeno la caparra.

E’ stata preparata una pagina web dedicata a questa Masterclass, in cui trovare tutte le informazioni necessarie e prenotare il proprio posto. Entro il 5 settembre sarà possibile godere di una riduzione.

Questo il link
https://www.lucinalanzara.it/il-tuo-canto-libera-laboratorio-a-casa-delle-fate-scicli/

.

I miei laboratori nascono all’insegna dell’incontro, della condivisione, alla ricerca della propria vocalità.

Lucina Lanzara

Chi è Lucina Lanzara? 

Lucina Lanzara, cantautrice e produttrice siciliana, sperimentatrice vocale prodotta dalla RAI e dalla Sonzogno, facilitatore abilitato Drum Circle metodo Arthur Hall. Ha una formazione Gestatica. In uscita il suo libro sulla vocalità “il tuo canto libera”. Da anni si dedica alla Voce, al Suono e alle Voci Vicine, il suo format con cui tiene in tutta Italia ed all’Estero masterclass per professionisti ed amatori della voce, focalizzate sulla capacità di trasmettere emozioni. Prodotta dalla Casa Musicale Sonzogno e dalla Rai, viene descritta come una “voce dalla rare capacità poetiche ed interpretate (Michael Pergolani). Scrive per il cinema ed il teatro. La sua musica è trasmessa da Radio Internazionali. Ha scritto e presentato 12 spettacoli tra cui anche oratori moderni sperimentali. Ha fondato i Tamburi Palermo Ben Kadì, gruppo di fantastici percussionisti migranti.

E’ autrice dei seguenti dischi e degli omonimi spettacoli:

Isòla (Nota Preziosa, 2017) https://youtu.be/N2nHjja_1Rs?list=PL5gtqqf-odIulro1A9SiOxtvBjim-_Zeg

Il Canto della Santuzza (2016-2017)  https://youtu.be/YwKg6WlDh6c

Canta San Mercurio (2015)  https:// youtu.be/8kM71WXKra4

Lucina Canta e Racconta De Andrè (Nota Preziosa, 2015) https://youtu.be/TWne3CDccrk

Dies Natalis (2014)  https://youtu.be/EovRJx-EQPM

Mons Regalis (Sonzogno, 2010)  www.monsregalis.it

VoXaS – il grano e l’alba (RAI,2007) https://youtu.be/_EIxOSAK2ec

De Mare (RAI, 2005) https://youtu.be/p9AwbdJMYbM

Il Canto del Sole (RAI, 2003) https://youtu.be/NwSZGIJruQ8

 

Il video Corone di fiori aiuta i bambini del Parco del Sole

Il video Corone di fiori aiuta i bambini del Parco del Sole

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Il video corone di fiori per dire grazie all’Italia

Il video corone di fiori aiuta i bambini del Parco del Sole.
L’inno “corone di fiori” nasce all’inizio della quarantena da coronavirus, per dire grazie all’Italia che cura, protegge e salva dal Male.
Il video nasce per moltiplicare la speranza e offrire un piccolo contributo per aiutare i bambini del Parco del Sole, che versano in condizioni difficili. Basta poco. Basta un piccolo gesto.


Il cast del video


Musica e testo Lucina Lanzara, arrangiamento, editing e mix audio Massimo Sigillò Massara
Con Elena D’Angelo, la bambina protagonista
Eva Veranda Genova per il contributo in LINGUA dei Segni (LIS)
Costanzo D’Angelo Fotografie Occhiomagico.org
Lucina Lanzara, Chitarra e voce
Vivi Lanzara, autoharp
Francesca Settipani, glockenspiel
I Ben Kadì, percussioni
Bruna Perraro, Flauto Traverso
Le Voci Vicine a Distanza
Lucina Lanzara, montaggio video
Una Produzione Nota Preziosa


Corone di fiori per coltivare la speranza e dire grazie.


Con la quarantena da coronavirus COVID19 il mondo si è diviso in due parti, chi resta a casa e chi è in trincea, a contatto col virus: medici, sanitari, farmacisti, fattorini.
Chi resta a casa spesso ha perso il lavoro già precario, non ha un computer per la didattica a distanza, non ha sufficienti GIGA, non ha come fare la spesa per il proprio figlio. Per questo il video corone di fiori aiuta i bambini del Parco del Sole. Adesso ti spiegherò come.

Ho scritto l’inno-mantra “corone di fiori” all’inizio della quarantena per il Flashmob sonoro.
L’inno è liberamente ispirato al canto patriottico”fischia il vento”.

L’INNO CORONE DI FIORI
Voglio innalzare corone di fiori
voglio cercare la Luce del cuore
poi ringraziare l’Italia devota:
cura, protegge, salva dal Male

Il video Corone di fiori per i bambini del Parco del Sole

Il video Corone di fiori aiuta i bambini del Parco del Sole.
Il Parco del Sole è un’associazione di promozione sociale gestita da Volontari.
La sede del Parco del Sole è la Chiesa di San Giovanni Decollato, all’Alberghieria, un quartiere molto povero di Palermo.
Io stessa tengo laboratori di musica e drum circle .

Il Parco del Sole sostiene le famiglie del territorio, attraverso i volontari, offre doposcuola pomeridiano, attività educative e ricreative, fornisce spesa e abbigliamento per bambini.
Al momento le attività in sede sono sospese per la quarantena da coronavirus COVID9.
I Volontari continuano a stare vicini ai bambini e alle famiglie.

LE VOCI VICINE A DISTANZA, chi sono e da dove vengono?

La realizzazione del video corone di fiori è un progetto di partecipazione. Gli interpreti sono le Voci Vicine a Distanza.

Il primo incontro su ZOOM con le Voci Vicine a Distanza e Lucina Lanzara per Corone di fiori

Le Voci Vicine a Distanza sono persone comuni che amino cantare e fare musica. Hanno risposto ad una sfida che ho lanciato a fine marzo, il mese scorso. Ciascuno ha registrato a casa propria i video. Hanno un’età compresa tra 10 e 90 anni. Provengono da Matera, Vasto, Palermo, Sciacca, Genova Recco, Marsiglia, Roma, Cagliari e anche dall’Africa. Guarda in calce i commenti delle Voci Vicine a Distanza!

Ecco i nomi delle Voci Vicine a Distanza

Alessandra Lo Cascio, Agata Puccio, Alessia Catanzaro, Alpha Oumar Barry, Amara Cisse, Anna Maria Casella, Antonella Lo Giudice, Aurora Picone, Bruna Perraro, Calogero Coco, Carla Latorre, Carlo Genova, Claudia Costanzo, Elena D’Angelo, Ernesta Cifarelli, Francesca Bozzo, Francesca Lubrano, Francesca Settipani, Gessica Paolicelli, Ismael Cisse, Ladji Sylla, Luciana Messina, Ludovica Fadda, Manuela Gargano, Marcella Fiumano, ‘ Maria Trento, Maria Gabriella D’Angelo, Maria Concetta Cirrincione, Mariella Serina, Mario Affronti, Maurizio Maria D’Amico, Mory Diabate, N’Goma Conde, Nico Parnofiello, Nicola Cardinale, Ousmane Kante, Piergiorgio Cossu, Rita Gatti, Rossella Prestigiacomo, Sabina Greco, Silvana Canosa, Silvana Iacovino, Silvia Manicone, Silvia Mirabile, Toumani Diabate, Valeria Randazzo, Valeria Zampagni, Vita Maria Valluzzi, Vittoria Rondinone.

Aiutiamo i bambini del Parco del Sole

Festa di fine anno coi bambini al Parco del Sole con Lucina Lanzara
Festa di fine anno coi bimbi al Parco del Sole
Slide show creato da Daniela, una delle Volontarie del Parco del Sole. Mostra i bimbi, le volontarie in attività.
Il Presidente del Parco del Sole, Massimo Messina alla Chiesa di San Giovanni decollato, sede dell'Associazione di Promozione Sociale "il Parco del Sole". Si prepara a distribuire la spesa acquistata grazie alle donazioni di tantissimi benefattori.
Il Presidente del Parco del Sole, Massimo Messina, mentre si occupa della spesa da distribuire.

La Chiesa che prima ospitava i loro tumultuosi schiamazzi, adesso tace.

Fai una donazione libera, certificata.
Compila i campi qui sotto.
Troverai la ricevuta immediatamente nella tua mail.
Dona adesso con PayPal o Carta di Credito.

Generi alimentari che i Volontari del Parco del Sole recapiteranno ai bimbi in quarantena
Pacchi spesa alla chiesa di San Giovanni Decollato, sede del Parco del Sole

“Se ciascuno fa qualcosa,

allora possiamo fare molto”

Padre Pino Puglisi, vittima della Mafia

Come posso contribuire?

Puoi donare
Vestiti per bambini entro 14 anni
Pacchi di spesa
Strumenti musicali, cancelleria

Concorda la consegna

Il Parco del Sole ha sede presso la Chiesa di San Giovanni Decollato,
alle spalle della Questura di Palermo, zona Cattedrale.
Concorda la consegna
direttamente con il Presidente del Parco del Sole
dott. Massimo Messina.
Scrivi una mail a me.massimo67@gmail.com

GRAZIE

PER TUTTO QUELLO

CHE POTRAI FARE!


Lucina Lanzara

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Lucina Lanzara
La registrazione inedita della canzone a mio padre Pietro Lanzara.

La registrazione inedita della canzone a mio padre Pietro Lanzara.

E’ un’anteprima assoluta. “CREDERTI ANCORA QUA” è una canzone inedita scritto per mio padre Pietro Lanzara. Amore immenso e imperituro della mia vita, Pietro Lanzara era un uomo dalle grandissime doti umane. Mio Padre è mancato in questa Terra 10 anni fa. 

Tu hai conosciuto Pietro Lanzara? Qui un video ricordo.

Video che racconta il Professor Pietro Lanzara, padre di Lucina Lanzara
Pietro Lanzara coi primi 5 figli, Vivi, Lucina, Valentina, Andrea e Luisa a Galdo degli Alburni
Pietro Lanzara coi primi 5 figli, Vivi, Lucina, Valentina, Andrea e Luisa a Galdo degli Alburni. Felici.

Condivido qui la registrazione della prova!

Gli ho dedicato questa canzone che pubblicherò nel prossimo disco da cantautrice. 

Eccoti un pezzo di intimità, l’estratto di una prova fatta con un grandissimo musicista, Daniele Camarda. Si sentono i nostri dialoghi…. mi ha emozionata riascoltarla.

Con Daniele Camarda lavoravamo ai brani di Isòla. Provai a chiedergli interpretare il brano appena nato insieme a me, immaginando di registrarlo durante Isòla, di lì a pochi giorni. Una prova e via. Il brano non era maturo e decisivo di soprassedere.

Poi è stato il tempo delle Voci Vicine, dei Ben Kadì, della Santuzza, dei Drum Circle…. ora il mio cuore è pronto a tornare a fare la Cantautrice, senza dimenticare i miei “figli”.  

Canzone a mio padre è una canzone inedita che la cantautrice Lucina Lanzara dedicata a al padre Pietro Lanzara. Qui Pietro Lanzara accompagna la figlia Lucina Lanzara all'Altare. Chiesa della Magione, Palermo, 02/08/2000
Pietro Lanzara accompagna all’Altare la figlia Lucina Lanzara Palermo 02082000

La registrazione della canzone a mio padre “Vive nella sensazione di CREDERTI ANCORA QUA” .

Eccoti un intimissimo estratto della prova. E’ un dono prezioso, per te che stai leggendo fin qui.

Pietro Lanzara, medico endocrinologo, professore universitario, papà meraviglioso

Canzone a mio padre

Bello amarti

Vederti sorridere

Voce pacata

Odore di Acktinson’s

La camminata da Orso Balù

Dolore immenso

Costante

Messo qua

Vigile oltre ogni aspettativa

In fotogrammi

Come pellicola

Vola ogni immagine

Crederti ancora qua 

(to be continue…)

Lucina Lanzara a suo padre

Eccoti la registrazione audio della prova della canzone a mio padre!

Sono molto emozionata nel condividere questa registrazione, con tutti i difetti, con tutte le emozioni, con l’intimità della relazione. Ecco a te la registrazione. Non so per quanto tempo resterà disponibile.

La prova della Canzone a mio padre

Che emozioni ti ha suscitato?

Sono curiosa di sapere cosa ne pensi. Ti piacerebbe farmelo sapere? Bei commenti o anche privatamente?

Titoli possibili della canzone a mio padre

  1. Crederti ancora qua
  2. Canzone a mio Padre
  3. Bello amarti
  4. altro?

Cerco il titolo giusto per la canzone a mio padre. Mi aiuti?

Da alcuni anni, da quando ho scritto la canzone a mio padre, cerco un giusto titolo. Quale potrebbe essere secondo te? Mi aiuti a capire quale potrebbe essere il titolo giusto? Scrivilo nei commenti .

Lucina Lanzara, cantautrice e maestra di emozioni

Lucina Lanzara, cantautrice e maestra di emozioni

Lucina Lanzara, una voce dalle rare capacità poetiche ed interpretative.

Michael Pergolani, RAI Radio Uno

Lucina Lanzara

maestra di canto ed emozioni

cantautrice mediterranea

produttrice siciliana

sperimentatrice vocale

facilitatore musicale

facilitatore Drum Circle secondo il Metodo Arthur Hull

consulente Gestaltista.

Concilia Musica e Sociale.

Parola d’ordine: partecipazione. 

Lucina Lanzara è una cantautrice, produttrice, artista poliedrica, compositrice mediterranea contemporanea, si caratterizza per la contaminazione di generi musicali e nella sperimentazione vocale.

Lucina Lanzara è stata prodotta dalla RAI e dalla Casa Musicale Sonzogno. Tiene in tutta Italia ed all’Estero masterclass per professionisti ed amatori della voce, focalizzate sulla capacità di trasmettere emozioni. Scrive per il cinema ed il teatro. La sua musica è trasmessa da Radio Internazionali.  Ha scritto e presentato spettacoli tra cui anche oratori moderni sperimentali. Ha fondato, con il sostegno della Fondazione Migrantes, i Tamburi Palermo Ben Kadì, gruppo di percussionisti migranti, arrivati in Italia come minori non accompagnati. Ha elaborato il format delle Voci Vicine. 

STUDI di CANTO di Lucina Lanzara

Ha studiato tecnica vocale integrata col corpo con la norvegese Kjerstin Pronzato, Actor singing con Mary Setrakian (vocal coach dei cast di Broadway e Hollywood). Ha studiato con Henry Farge, già direttore dell’Opera di Nantes. Socio fondatore, in qualità di soprano, dei Cori Polifonici “Convivium” (Dir. Liliana Tedesco) e Accademia “Amedeo Gibilaro”. Ha fatto parte del gruppo vocale swing I SeiOttavi, della cui produzione fa parte. Ha seguito seminari di Canto Druphad con Amelia Cuni, di Scat con Bob Stolof, Circle songs con Roger Treece, canto difonico con Mauro Tiberi. Laureanda in Didattica della Musica al Conservatorio Scarlatti di Palermo.

Lucina Lanzara è  autrice dei seguenti dischi e degli omonimi spettacoli:

Le scarpe di Ernesto (Nota Preziosa, 2018)

Isòla (Nota Preziosa, 2017)
Il Canto della Santuzza (Nota Preziosa, 2016)
Canta San Mercurio (2015)
Lucina Canta e Racconta De Andrè (Nota Preziosa, 2015)
Dies Natalis (2014)
Mons Regalis (Sonzogno, 2010)
VoXaS – il grano e l’alba (RAI,2007)
De Mare (RAI, 2005)
Il Canto del Sole (RAI, 2003)

Amministratore della società di produzione spettacoli Nota Preziosa. Nasce a Roma, cresce a Palermo, vive alcuni anni a Genova, di famiglia siciliana e campana.  Radio Rai Uno, Michael Pergolani, la descrive come una “voce dalle rare capacità poetiche ed interpretative”.

E’ stata soprano solista per l’Orchestra Sinfonica Siciliana ed unica voce solista femminile per il 388° Festino di Santa Rosalia – Palermo 2012. Nel novembre 2013 ha inaugurato a Palermo la rassegna “Il Suono del Buio” all’Oratorio di San Mercurio, concerto al buio. 

LE RADIO che trasmettono la musica di Lucina Lanzara

La sua musica è stata trasmessa da radio Rai 3 Suite, Rai International in particolare Notturno Italiano e Taccuino Italino, Radio Latina Lussemburgo, Radio Aligre Parigi, Ney York I.C.N. Radio, Australia, Germania, altri.

Lucina è una potenza ed ammiro il  coraggio di essere se stessa che si percepisce nella sua musica,  perché l’arte e la musica coincidono con la vita di un artista, non completamente ma hanno quella potenza degli autoritratti, simili ma non uguali perché la musica è così,  più si va avanti più ci assomigliano.

Ascoltando Lucina ho potuto cogliere realmente la profondità del suo mare, dei suoi cieli e racconta il caleidoscopio e tutti gli arcobaleni della sua anima, anche il suo essere persona dentro la musica che io ho sentito e, sentendo il disco di Lucina, mi è sembrato di conoscerla da una vita, una delle tante magie della musica.

(…) Lucina  fa una cosa complicatissima che è meravigliosa, cioè raccontare se stessa e le sue illuminazioni e lo fa in un modo semplicissimo e per me questi sono i grandi artisti, quelli che fanno cose complicatissime in un modo semplice e nessuno se ne accorge perché non hai motivo di fare nessuna fatica, perché è tutto così bello che ti rimane dentro questo senso della conoscenza profonda.

Marco Betta, compositore, pianista, già sovrintendente del Teatro Massimo di Palermo, tratta dalla presentazione del disco Isòla di Lucina Lanzara del 02/05/2018

IL DOCUMENTARIO “IL RESTO DELL’ANNO”

Ha scritto ed interpretato la colonna sonora del Documentario “il resto dell’anno” di M.Di Salle e L.Papaleo, ospite ai Festival Internazionali di Shanghai, San Francisco, Belgrado, Parigi, Canada, Lettonia, altri. La sua voce rappresenta Salina, l’isola siciliana.

Qui il documentario integrale

https://www.cultureunplugged.com/documentary/watch-online/play/11465/one-year-s-remainder—il-resto-dell-anno

Isòla (Nota Preziosa, 2017) E’ l’elaborazione della colonna sonora del documentario “il resto dell’anno” di M. Di Salle e Luca Papaleo. Un disco vocale e musicale, senza parole.

Isòla

Isòla è l’evoluzione della colonna sonora del documentario “Il resto dell’anno.” L’anteprima assoluta si è tenuta in forma esclusiva con una Installazione presso la Palazzina 4 Pizzi della prestigiosissima Tonnara Florio a Palermo, di fronte al Sindaco Leoluca Orlando e al Board Mondiale del Guggenheim ed alla Principessa di Lussemburgo. “La voce di Lucina si fa canto delle sirene”, Alberto Marcetti in vinile. “Ad un certo punto è avvenuta la magia”, Andrea Podestà, per l’Isolachenoncera. Il disco, prodotto con una fortunata campagna di crowdfunding, è stato presentato ufficialmente a Palermo a maggio 2018 alla presenza del compositore Marco Betta (ex direttore artistico Teatro Massimo), il giornalista Gigi Razete e la Fondatrice della BIAS Avv. Chaiara Modica Donà Dalle Rose, in collegamento nazionale con la RAI (Antonella Sciocchetti e Carlo Posio)

Recensione di Gigi Razete su Isòla, tratta dalla presentazione del 2 maggio 2018

Ci sono tante Lucina lanzara, perché sono tanti gli aspetti della sua personalità che ho conosciuto in questi anni e che sono espressi in musica ed in voce.
C’è la Lucina Lanzara che interpreta le tradizioni popolari, si dedica col repertorio sempre più desueto ma che esprime una una vitalità e una ancestralità delle nostre radici del nostro vissuto, c’è poi una uscita Lanzara che è una sensibilissima interprete di uno degli autori più abusati di questi ultimi anni e mi riferisco a Fabrizio De Andrè, e devo dire che tollero poco coloro che abusano di certi certi artisti e sono rimasti invece, nei vari spettacoli in cui ho avuto il privilegio di assistere, sono rimasto davvero sorpreso dalla naturalezza dalla spontaneità e dalla pertinenza con cui ti sei accostata al repertorio di Fabrizio de Andrè.
Onestamente non so quanto, a questa pertinenza, quanto abbiano giovato i molti anni che tu hai trascorso a Genova questo inzupparti di questi umori deandreiani, però ci sei riuscita… come pochi altri.

Poi e poi c’è un’altra Lucina Lanzara ancora e non ho difficoltà a dire quella che riesce sempre a sorprendermi, a farmi innamorare, con buona pace di Massimo.

Mi riferisco alla Lucina Lanzara di De Mare, Il Canto del Sole, Voxas, soprattutto, e ora quest’ ultimo disco Isòla. é una Lucina Lanzara Lucreziana che centra  il terreno del Rerum Natura, non ci entra niente perché in fondo nell’esortare gli uomini a conoscere meglio le passioni che ci agitano di cui non conosciamo la causa e nel tentativo di riuscire a dominare queste passioni per raggiungere quella forma di atarassia che proponeva Lucrezio.

Nella bella musica di Lucina Lanzara c’è esattamente tutto il contrario di ciò che proponeva Lucrezio nel De Rerum Natura.

Invece c’è il desiderio di esporre le emozioni di sentimenti le passioni e dare a loro libertà e  forme indefinibili.
C’è da dire che il fatto stesso di raggiungere la forma più essenziale sottraendo la parola e quindi il significato testuale e affidare tutto al suono stesso della voce, oltre che degli strumenti, già esprime la capacità che tu hai di potere liberare sensazioni genuine e soprattutto  la capacità di farle arrivare fino, la natura poi c’entra nel senso che e il tuo tuo mondo, il tuo universo, la tua fonte di ispirazione, l’acqua,  la terra, l’aria, il sole, le spighe di grano soprattutto in Voxas.
La tua prima canzone probabilmente stimolata da Teddy Reno, “Un raggio sulla stiva” già c’era, fin dalla dall’inizio, questo desiderio di focalizzare l’universo, il pianeta terra, le sue forme più essenziali,  soprattutto quello che mi ha sorpreso ed emozionato di questo disco è l’uso del suono, di un’elettronica leggera, ho ritrovato compiacere il sassofono di Stefano D’Anna che aveva già collaborato con te Voxas e, soprattutto degli umori cangianti, perché la vocalità libera è quanto di più difficile secondo me ci possa essere e rischia di diventare anche monotona ma tu riesci ad articolarla ed il modo in cui riesci a sposare questi suoni, invece, la rende continuamente cangiante.
Nella traccia Serpotta 5 c’è un’atmosfera jazz free assecondata dal sassofono di Stefano D’Anna e dal tuo co.

In questo disco ho trovato veramente la sintesi, la fusione e la completa libertà di elementi diversi che non si preoccupano più di confini stilistici, di steccati, di generi dove ho trovato il jazz, la world music, un pizzico di new age, di folk e soprattutto una carica di passione e di emozioni: questo è quello che riesco a dire di questo disco che riascoltare credo molte e molte volte.

Gigi Razete

MONS REGALIS

Nel 2009 la Casa Musicale “Sonzogno” commissiona a Lucina Lanzara e produce “Mons Regalis”, un opera che racconta il Duomo di Monreale in musica, per soli, coro, orchestra da camera, cuntastorie e 5 voci recitanti in italiano, latino, arabo, greco e siciliano; i testi di Salvino Leone e musiche e produzione esecutiva di Lucina Lanzara (Nota Preziosa); con Mons Regalis, in qualità di autrice ed interprete, chiude la 52’ settimana internazionale di Musica Sacra di Monreale; nel 2010, per il Circuito del Mito, viene rappresentata presso i teatri dell’opera di Messina e Marsala e registra la presenza delle principali emittenti radiotelevisive nazionali (Rai Uno, Due, Tre, Sky News24, TG.com,atri) e viene intervistata da RADIO Aligre (Parigi) e per I Quaderni della Musica in Australia. Nel 2010 esce il cofanetto composto da disco cd, DVD coi backstage dell’opera e libretto di 72 pagine, distribuito da EGEA.

La conferenza multimediale sul Duomo di Monreale

Lucina Lanzara scrive e porta la conferenza multimediale sul Duomo di Monreale in tour anche in Austria, ospite degli Istituti Italiani di Cultura All’Estero Dante Alighieri di  Salisburgo, Linz e Innsbruck.

Mons Regalis per le scuole (musica e regia Lucina Lanzara, testi Salvino Leone, con Salvo Piparo) 

Il video seguente mostra l’entusiasmo manifestato dai ragazzini delle scuole medie che hanno partecipato allo spettacolo con cui abbiamo raccontato mito, storia, leggenda e architettura del Duomo di Monreale! In scena con le Voci Vicine, coi primi ragazzini africani che si trasformeranno nei Ben Kadì e la partecipazione straordinaria di Salvo Piparo! 

Mi ha appagata all’uscita verificare i contenuti appresi. Obiettivo didattico raggiunto! 

LUCINA CANTA E RACCONTA DE ANDRÈ

“Lucina canta e racconta De Andrè” è una rivisitazione in chiave mediterranea ed al femminile di vita e opere di FDA, scritto nel 2007 e trasmesso in diretta su Radio Rai International in occasione del concerto all’Auditorium Rai Sicilia nel Gennaio 2008. Ha ricevuto il Patrocinio della Fondazione Fabrizio De Andrè (Palermo 17 marzo 2015, 1 dicembre 2016, 14 Marzo 2017 e Genova 1 aprile 2017, 23 febbraio 2019) e di Zonta club Palermo Zyz. L’omonimo disco è stato candidato alle targhe Tenco disco interprete. Lucina Lanzara ha aperto come ospite insieme ai SeiOttavi il Premio De Andrè 2016 a Roma, alla presenza di Dori Ghezzi. Il concerto ritrovato De André & PFM di Veltroni. Emozioni e acetosella è la sua recensione sul “De Andrè&PFM il concerto ritrovato” di Veltroni.

De Andrè in dialetto siciliano, work in progress

In cantiere il progetto De André in siciliano sui testi di Francesca Amato.

In questo video le Voci Vicine realizzano con le voci un’atmosfera bucolica che evoca le nuvole, cicale e uccelletti. La cuntastorie Francesca Amato. autrice del riadattamento del testo in siciliano, interpreta il brano. 

IL CANTO DEL SOLE, UN CONCERTO PER LA PACE

Nel 2003 esce “Il Canto del Sole” edito da Rai trade, un concerto per la Pace per voce sola e percussioni. In occasione del concerto di presentazione del disco al Teatro Biondo di Palermo riceve un telegramma dal Presidente della Repubblica per il gemellaggio con l’Unicef e l’associazione “Un Ponte per..”. Il ricavato dei concerti contribuì all’acquisto di kit scolastici per i bambini colpiti della guerra in Iraq. La giornalista Antonella Sciocchetti di Rai International riprese in diretta il concerto e dedicò una settimana di speciali su Taccuino Italiano.

Il Canto del Sole di Lucina Lanzara è stato  ospite nelle stagioni dei Teatri Antichi greci di Sicilia, come interprete e autrice, ed luoghi di particolare interesse artistico come il Castello di Santa Lucia del Melo, il Monastero di Camaldoli, Ferla.

L’ultima rappresentazione ha visto la partecipazione straordinaria di Ismaila Mbaye .

In occasione dello spettacolo “Il Canto del Sole” di beneficienza per il Progetto Farah-UNICEF”, il Presidente della Repubblica esprime vivo apprezzamento per questa inizativa che nella musica dà concretezza ai valori della solidarietà. Il confronto ed il dialogo devono essere gli strumenti per realizzare il progetto di convivenza civile tra i popoli fondato sulla pace e sulla libertà. Con questo sentimenti il Capo dello Stato invia agli organizzatori, agli artisti e a tutti i presenti un saluto cordiale.

Dal Telegramma del Presidente della Repubblica, Scalfaro

“Lucina Lanzara con l’impostazione drammatica ma mai urlata della sua voce, unitamente ad una intelligente scelta strumentale, rilancia i valori e le tradizioni etniche e mediterranee sviluppandole in maniera moderna e superando l’alveo in cui nascono”. 10/03/05

Giuseppe La Licata, pianista, compositore

Salutiamo con compiacimento il Canto del Sole di Lucina Lanzara

prodotto con tanta passione e voglia di esserci, frutto di una profonda collaborazione tra un’autrice (Lucina Lanzara), spiazzante per la sua spontanea primordialità e gli accompagnatori /arrangiatori che hanno saputo costruire un’atmosfera sognante e sospesa. Ciò che colpisce di primo acchito è che, pur su una base strumentale-ritmica sapientemente costruita, la voce si fa strumento essa stessa, non perché gli strumenti non abbiano il loro timbro (ce l’hanno e come ce l’hanno i tamburi e le imprimiture elettroniche che fanno da contrappunto in una sorta di “basso continuo”!); né perché la parola diventi secondaria (tutt’altro, essa ricerca l’essenzialità della percezione originaria); piuttosto perché quello che si vuole dire è in qualche modo indicibile e allora la voce viene piegata per dire e per non dire, per evocare tutto ciò di cui è impastata l’esistenza umana: eventi gaudiosi ed eventi dolorosi; gli uni e gli altri per quanto possano essere raccontati mantengono qualcosa che supera la denotazione e la connotazione del linguaggio verbale. Così, da un lato la voce si fa canto, ma non meno modulazione pura e avvolgente che si lascia sorprendere dalla gioia della maternità nella Ninna nanna, dall’innocenza del bimbo nell’Invocazione degli angeli, dal dono dell’acqua e della vita alla luce del sole; dall’altro lato la voce si fa lamento viscerale o grido straziante dinanzi alla tragedia della guerra in Bomba e in La fuga, dinanzi alla disarmante esperienza della morte in Dolore di una vedova; o ancora, modulazione di speranza ne Le chant de l’Eau, in Principe Leggero, Dune; ed infine, ricerca ed invocazione di purificazione. L’opera, al di là della sua apparente frammentarietà, compone bene ritmica strumentale, arrangiamento e vibrazioni sonore in un ideale continuum nel quale vengono tessuti insieme percezione personale e dramma cosmico; e l’una e l’altro risuonano a vicenda in una estensione vocale che tira le corde al limite della spasmodica acutezza o al registro basso vellutato della nostalgia delle origini: nell’attesa che amore abiti la terra e la riplasmi nuova.

2003 - Padre Cosimo Scrodato (compositore)

Notevole la tua voce e la poliedricità della stessa sia a livello estensivo che a livello espressivo.

“Il canto del sole” è un cammino alla pari di due forze parallele ento le quali Lucina Lanzara cerca il suo equilibrio, come un viaggio caratterizzato dal costante tentativo di raggiungere una LIBERTA’ totale.

Quando i sensi e lo spirito si incontrano nella verità, l’essere umano probabilmente ha raggiunto la sua completezza !! www.beppefrattaroli.it

Beppe Frattaroli, arrangiatore, compositore, ..

VoXaS ci proietta in un viaggio sonoro affascinante,  sospeso tra l’energia della luce ed il suono della natura.

All’interno di una classidra sonora sembra svolgersi l’antico rito che lega il suono al testo,

come in una favola ci si può perdere nel suono inseguendo i fili del racconto,  in bilico tra il sogno e la dimensione del volo.

Marco Betta, compositore, pianista, già sovrintendente Teatro Massimo

Ascoltando la voce viziosa di Lucina Lanzara ho come il presentimento di sentirmi addosso “L’ABBRACCIO DELLA TERRA” reso come destinatario e contesto in tutti i brani.

Il “CANTO DELL’ALBA” colpisce soprattutto per la gestualità vocale e i suoni fortemente ricercati e poi concretizzati nella voce recitante di Maurizio Spicuzza e l’alta raffinatezza del sax di Stefano D’Anna. Una continua rappresentazione teatrale invade ogni brano, ogni strumento musicale insegue il proprio “destino” con le varie percussions(Rosario Punzo) e contrabbasso(Marko Bonarius) che imprigionano “IL DOLORE DEL GRANO FALCIATO”, lasciando poco spazio ai virtuosismi. Credo uno dei brani migliori dell’album.

Il suono potente per la parola cantata coinvolge all’ascolto piu’ innovativo per questo genere sperimentale delicato d’autore, ma anche new age con un ritorno alle tradizioni in cui da “VIENE GIORNO” prende forma il suono di Aulos, creando quella poesia “a recitativo”.

Voxas è musica vera, “LA STORIA DI UN’ALBA CHE S’INNAMORA DI UN CAMPO DI GRANO” e aggiungo un senso musicale io: “volevo solo mandarti un bacio dall’alba tanto non può toccarti”.

2008 - Simona Cannata per musicaoltranza.net

Non è una cantante Lucina Lanzara, non nel modo usuale. La sua voce è di quelle che sanno dimenticare le pur notevoli doti di estensione, flessibilitàe bellezza timbrica per abbandonarsi interamente all’intensità dell’interpretazione, al potere evocativo delle storie raccontate. 

Gigi Razete, giornalista, Repubblica, Balarm

De Mare (RAI, 2005)

De Mare è un disco e uno spettacolo edito dalla RAI.

Aliante è una barca con le ali che vola nel mare delle passioni umane. Cantautorale, per orchestra da camera e voce solista. De Mare – il viaggio di Aliante è un concerto, uno spettacolo, un disco di Lucina Lanzara, musica e testi, edito RAi Trade. E’ stato rappresentato in diverse città italiane. E’ stato trasmesso e presentato dalle trasmissioni Notturno Italiano e Taccuino Italiano di Radio Rai Iternational. E’ rappresentabile d un minimo di 4 elementi fino alla formazione orchestrale.

BIENNALI

BIAS, Biennale Internazione di Arte Sacra e delle Religioni, 24 maggio 2016 – Venezia 2016, Vernissage di inaugurazione con l’artista Rosa Mundi. Perfomance

Internazionale, con l’artista Rosa Mundi, Scandinavia, musiche originali per Installazione.

BIAS, Palermo 30 settembre 2016, Direzione Artistica della Cerimonia di Inaugurazione della BIAS a Palermo in collaborazione con Rosa Mundi, presso la Cattedrale di Palermo, alla presenza del Sindaco, del Cardinale Lorefice e di tutte le Istituzioni.

BIAS 2016, Direzione artistica Finissage, Palermo, Chiesa della Martorana.

Il LA a 432 Hz/F

Cerca il SUONO. Privilegia luoghi di particolare interesse architettonico, che favoriscano il contatto con il pubblico. In tour con la sua Suite Mediterranea per Grano Mare e Sole in Austria, approfondisce il valore del ritorno all’intonazione del LA a 432Hz/F, secondo le regole del ciclo delle ottave e della risonanza con l’Universo. Tiene masterclass di canto in cui dimostra che l’uso del LA naturale favorisce lo scambio di energie e vibrazioni e dunque esalta le emozioni. Nelle sue perfomance “one woman show” ha sperimentato come il gradimento del pubblico sia proporzionale all’uso del LA naturale. Tale intonazione non è utilizzabile con strumenti ad ancia con il clarinetto o il sassofono.  

2016 – MARATONA BEATLES AL TEATRO MASSIMO

2016 – Partecipa alla Maratona Beatles al Teatro Massimo – Palermo con una versione sperimentale di Blackbird, Lucy in the Sky e Within you Without you, per voce, fischio e body music body percussion feat. Eliana Danzì.
Video. 

 

2018 – MARATONA DE ANDRé AL TEATRO MASSIMO

Partecipa alla Maratona De Andrè con un grande ensamble corale composto dalle Voci Vicine, coi cori Sancte Joseph e Sant’Ignazio di Mauro Visconti. In scena usa bottigliette di vetro e onomatopea bucolica per voci.  

INSTALLAZIONI INTERDISCIPLINARI

Lucina si è specializzata nelle installazioni interdisciplinari: la musica racconta le opere d’arte, che a loro volta fanno da scenografia naturale ai suoi spettacoli.
E’ il caso, uno fra tanti, di “Canta San Mercurio” ovvero l’esplorazione vocale dell’Oratorio di San Mercurio, un oratorio di fine Seicento, a Palermo, con gli stucchi dei Serpotta, famossissimi stuccatori noti soprattutto per i puttini e le rappresentazioni allegoriche in gesso.
Gli spettatori che prenderanno parte allo spettacolo andranno via conoscendo le principale coordinate storico-artistiche del monumento (epoca, caratteristiche architettoniche, pavimento di maioliche, la storia del fiume Kemonia che scorreva sotto, quanti angeli e putti si contano nella chiesa, le danze che venivano ballate, …. ), ma arricchite dall’aver assistito ad uno spettacolo musicale: le forme d’arte si completano a vicenda. In modo molto più complesso ed approndito questa operazione è stata fatta nel 2009 con Mons Regalis, su commissione della Casa Musicale Sonzogno, leader della musica lirica nel mondo. E’ stato raccontato in musica il Duomo di Monreale. (v. dopo)

ENSAMBLE

Si esibisce sia in formazioni minimali, da sola voce e chitarra, o in duo (voce e percussioni, voce e pianoforte, voce e chitarra, voce e basso, voce e sax…) come con formazioni orchestrali, spaziando dalla musica etnica alla classica, prediligendo il sapore mediterraneo. Completa le performance con proiezioni di video e suggestioni di luci. 

Il format delle VOCI VICINE di Lucina Lanzara

 Lucina ha ideato il FORMAT delle “Voci Vicine”, una realtà corale estemporanee che si forma e vive in funzione di specifici progetti, aperta a chiunque desideri fortemente cantare o imparare a gestire la propria voce, siano essi professionisti o amatori. I risultati finora sono stati sorprendenti! Il debutto con il neonato “DIES NATALIS”, un’opera originale sul Natale, (Lanzara – Leone), ha proseguito con Canta San Mercurio, con Il Canto della Santuzza, Canto e racconto De Andrè, l’esplorazione vocale dell’Orto Botanico, il Frantoio Cinquecentesco di Castell’Umberto ed altri. La particolarità dell’operazione consiste nel sottile legame che si crea tra soggetti che abbiano esperito la comunanza delle Voci, come terreno di condivisione ineludibile, imprescindibile, inequivocabile: tutti indispensabili, tutti interdipendenti, tutti appagati della propria funzione, tutti attivi verso il raggiungimento dell’obiettivo: produrre un risultato musicale gradevole e denso di significati e significanti, sia per chi canta che per chi ne fruisca.

 

LE MASTERCLASS DI CANTO

 Tiene in tutta Italia ed Europa masterclass di canto rivolte a chiunque desideri cantare interagendo con il mondo delle emozioni, secondo i seguenti assiomi: 1) Il canto è di tutti. 2) Io sono la mia voce 3) La voce è la porta dell’anima. Le classi sono rivolte a professionisti del mondo dello spettacolo come ad amatori. La particolarità dell’approccio rende i gruppi sempre coesi ed affiatati, nonostante le differenze di origini.
“Come gestire le emozioni? Come trasmettere emozioni performando?

 

Il Canto della Santuzza (2016-2017)

Il canto della Santuzza è un oratorio moderno per il testo di Salvino Leone, per voce recitante in italiano, inglese e siciliano, grande coro, ensamble di percussioni tribali, chitarre e strumenti di improvvisazione e body percussion.

Realizzato in Anteprima nella grotta di Santa Rosalia con il coro di Voci dell’Orchestra Sinfonica Siciliana e i Sudd Orf di Eliana Danzì. 

Negli anni l’opera si è evoluta, viene rappresentata in varie lingue per favorire la fruizione agli stranieri. 

 

LE SCARPE DI ERNESTO (L’umanità del cardinal Ernesto Ruffini)

Commissionato dalle Assistenti Sociali Missionarie, nel 50esimo anniversario dalla sua morte, è uno spettacolo multimediale che racconta la storia del Cardinal Ernesto Ruffini, con la partecipazione di una Interprete LIS, il coro Sancte Joseph diretto da Mauro Visconti, l’attrice Stefania Sperandeo ed i vinili di Filippo Barbaro e la traduzione simultanea in LINGUA LIS a cura di Rita Cracolici. E’ stato rappresentato in anteprima l’8 dicembre 2017 all’Auditorium SS. Salvatore di Palermo.

Lucina Lanzara fondatrice dei tamburi BEN KADI’

Lucina ha fondato i Ben Kadì, gruppo di giovani percussionisti africani, giunti soli in Italia, di straordinarie capacità musicali, con il sostegno della fondazione Migrantes. Neonati, sono già stati protagonisti del documentario di Odessa Rae (Broadway), hanno aperto la Marcia per la Pace per l’Installazione di Kate Daudy BIAS 2018. Molto richiesti, effettuano performance che recuperino le tradizioni africane o sostengano gli spettacoli di Lucina stessa.

Partecipano al Capodanno in Piazza Politeama a Palermo 

Lucina Lanzara e il Sociale

Da sempre si occupa e sostiene il SOCIALE. Ha una laurea in Scienza Sociali. Ha conseguito il Master triennale come consulente familiare in GESTALT conseguito presso la H.C.C. Human Comunication Centre di Ragusa. Educatore di strada e coordinatrice di gruppi. Ha esperienza in tutti i campi relativi ai disagi sociali: minori maltrattati, salute mentale, tossicodipendenze, anziani, reclusione.
Socio onorario del Rotary Club Palermo Baia dei Fenici e socia ordinaria del Club ZONTA Palermo Zyz.
Coniugando musica e sociale ha coinvolto:
O la compagnia teatrale internazionale di sordi “Ciclope”,
O Tribal Band, gruppo di Ragazzini Migranti Non Accompagnati in molti sui spettacoli per il Dies Natalis ed altri.
O Panormus, la squadra paralimpica di basket, in un numero di Percussioni del Dies Natalis coi loro palloni di basket
O L’interprete LIS Rita Cracolici.
O Ha fondato i Ben Kadì.

Collaborazioni, riconoscimento e premi a Lucina Lanzara

Ha fatto parte del gruppo vocale swing “I SeiOttavi”. Ha collaborato con: Julie Kench (già soprano dei Swingle Swingers, che canta nel suo Mons Regalis, sia nel disco che dal vivo); Paolo Damiani (direttore Casa del Jazz Roma) per lui ha cantato in Kalsart live e ha scritto testi per la sua musica; Stefano D’Anna al sax, il cantautore Carlo Muratori. Premio “Sicilia Datch 2008”, Premio Sicilia alla Carriera 2011, Premio “Musica e Poesia” al Festival Suoni di Luce 2013. Targa 2016 “Isola delle Femmine” dal Sindaco, Targa 2017 Rotary Baia dei Fenici, Premio Donna Siciliana 2018, 2020 AIE Associazione Italiana Editori consegnato da Sara Favarò.

VoXaS – il grano e l’alba (2007) VoXaS è un oratorio moderno per voce recitante, voce solista, contrabbasso, percussioni e strumento fiato di improvvisazione. VoXaS è un progetto sperimentale, fra musica contemporanea e free jazz, world, new age e reading. Gli strumenti principali rappresentano personaggi: l’Alba è la Voce; il Grano è il Sax o chi per Lui; la Terra è il contrabbasso. Improvvisazione e parti codificate sono organizzate in uno schema definito, ma è la capacità di immedesimazione nel progetto che consente al musicista di inserirsi in modo adeguato alla narrazione: il sax, cioè il grano, deve essere il grano innamorato, deve raccontare il dolore della morte, la gioia della vita. Questa è la peculiarità del progetto. Il progetto si può realizzare con un minimo di 3 musicisti fino alla formazione di 8 musicisti + corpo di ballo e proiezioni. Per realizzare il progetto in acustico, la location deve essere dotata di grande riverbero naturale, come una Chiesa a grande volta.

LE SCARPE DI ERNESTO

(L’umanità del cardinal Ernesto Ruffini)

Commissionato dalle Assistenti Sociali Missionarie, nel 50esimo anniversario dalla sua morte, è uno spettacolo multimediale andato. Racconta la storia di umanità del Cardinal Ernesto Ruffini, con la partecipazione del coro Sancte Joseph diretto da Mauro Visconti, l’attrice Stefania Sperandeo ed i vinili di Filippo Barbaro e la traduzione simultanea in LINGUA LIS a cura di Rita Cracolici. E’ stato rappresentato in anteprima l’8 dicembre 2017 all’Auditorium SS. Salvatore di Palermo in scena come primo studio.

 

Il concerto ritrovato De André & PFM di Veltroni. Emozioni e acetosella

Il concerto ritrovato De André & PFM di Veltroni. Emozioni e acetosella

Da 14 anni porto in giro uno spettacolo dal nome: “Lucina canta e racconta De Andrè”, ho un piccolo pubblico che mi segue proprio per questo “omaggio” e per questo motivo sono stati in tanti a chiedermi cosa pensassi di “De Andrè & PFM: Il concerto ritrovato”. Il documentario di Veltroni mi era stato anticipato da molte voci e recensioni entusiastiche e io, francamente, non vedevo l’ora di andare a vederlo.

Nonostante fossi sfinita da esami in Conservatorio, organizzazione laboratori, concerti, lezioni di canto, sono riuscita a staccarmi dagli impegni e boccheggiante, sono andata al cinema. Ero certa che mi sarei divertita, ritemprata, emozionata e lasciata cullare dal ricordo del cantautore che da sempre esercita su di me il suo fascino ammaliante. Ebbene, sono rimasta delusa, e sono qui per dirvi perché.

“De André&PFM il concerto ritrovato”: un’occasione mancata

La prima mezz’ora sono testimonianze e racconti: Veltroni propone il documentario come un viaggio nel tempo, dal treno al teatro parrocchiale delle prove, con la voce dei protagonisti di quella esperienza. Ricostruiscono il clima di quei giorni, il coraggio della sfida quasi incosciente, le contestazioni, l’evoluzione del tour.

Tuttavia percepisco testo e sottotesto che fanno la staffetta, annuso un copione da seguire.

Piccole disattenzioni tra teatro e metateatro mi gettano continuamente fuori dal racconto, come il naso di Dori Ghezzi che si arriccia, mentre deve svolgere il compito di ambasciatrice di ricordi. Il livello emozionale si scolla e crolla e io con lui. Più volte desidero uscire dal cinema.

Forse piani sequenze e dialoghi porgono il fianco a una dichiarata finzione scenica: arrivano da lontano, girano, sorvolano, mi sembrano esperimenti, non li trovo centrati sul focus. Mi si palesa un trastullo. Il montaggio mi lascia perplessa. Mi intristisco. I mezzi espressivi non sono all’altezza della meraviglia dei contenuti.

Ho la sensazione di un’occasione persa.

Il concerto filmato con una sola camera su De André

Il documentario nasce dall’intento di celebrare il ritrovamento di un prezioso, anche perché unico, documento video . La ripresa del concerto è amatoriale, girata da Piero Frattari, ad una sola camera. Ma siamo sicuri che fosse una sola?

De André chiese che i videomaker fossero invisibili.
Sia per i dialoghi che per la scelta di riprendere esclusivamente Faber, ho la sensazione che la videocamera non fosse solo una, ma che solo quella si sia salvata. Ho la sensazione che le cassette con le riprese delle altre camere, una per l’insieme e un’altra per i particolari, si siano perse. Se avessi avuto la possibilità di una sola camera, avrei filmato l’insieme, avrei ripreso anche la PFM. Invece la camera resta fissa e vicina su Faber. Probabilmente Frattari era un semplice amatore. Chissà.

Il suono del concerto ritrovato

Si osanna l’audio restaurato da Lorenzo Cazzaniga e Paolo Piccardo.

Le cassette non vengono mai reclamate. Salvate dal macero, vengono rigenerate e restaurate. Si parla di uno spettacolare audio 5.1, che consentirà a tutti di fruire della testimonianza di uno dei tour più importanti della storia della canzone italiana di quegli anni.

I social sono un pullulare di commenti entusiastici. Ho raccolto diverse autorevoli recensioni in merito, come quella di Alberto Marchetti o Gianpaolo CastoldI: “sembrava che Faber fosse lì con noi”, “il suono era magnifico”. L’aspettativa era alta. Mi aspettavo di godere della voce di Faber, di sentirmi coperta dal suo velluto, di essere travolte dalle spinte progressive della PFM.

Pfm & De Andrè: Il concerto ritrovato
La foto del tour De Andrè & PFM firmata da Guido Harari

Franco Mussida, storico chitarrista della band, svela come consigliò a Faber di affittare per il tour una chitarra Ovation, uguale alla sua: il suono di una normale chitarra classica sarebbe stato subissato e assorbito dalle frequenze rock.

Ma io cosa sto ascoltando allora? E’ altro: bassi e medi tagliati. Gli arrangiamenti mi sembrano in evoluzione, come spesso accade nelle prime esecuzioni, ma i suoni della band non si distinguono, sono impastati. Il mio orecchio alla fine è provato.  

E’ stata restaurata solo la voce di Fabrizio? Ho desiderato correre a casa per ritrovare quel sapore, la cui assenza mi stava facendo morire di sete e dolore. Si, ho provato dolore.   Se fosse disponibile, correrei a vederlo ancora altrove, per sincerarmi che il suono non fosse buono per un problema di settaggio del suono. Quel cinema ha standard alti. Resterò con questo dubbio. 

Tu che leggi, dimmi, hai visto il film? Che impressione hai avuto dell’audio?

La scrittura de “Il Concerto Ritrovato” mi sembra poco convincente rispetto alla tessitura del film

Il fan Antonio Vivaldi sul posto del concerto ritrovato, il padiglione C della Fiera di Genova

Antonio Vivaldi è un famoso fan di Fabrizio De Andrè, conserva ancora “quel” biglietto.
Si trova CASUALMENTE sul posto del concerto ritrovato, il padiglione C della Fiera, oggi deposito di cassonetti dell’AMIU. “Belin, sembra un angar!” esclama De Andrè il pomeriggio del famoso concerto, con la sua solita scanzonata travolgente simpatia. Ho abitato diversi anni a Genova, tutti sapevamo come per una notte fosse divenuto un tempio sacro.

La fiera di Genova

Antonio nel documentario ci guida alla scoperta del luogo e dice:  “ecco il magazzino.. vediamo se riesco a entrare”. Resto interdetta.

Mi ripeto in mente: “Vediamo se riesco ad entrare? Vediamo se riesco a entrare? Ma dice a me? Dicono a noi? Ma mi stai prendendo in giro?”  
Sono incredula: ma …. ci state prendendo in giro?

Mi sembrava uno dei primi Quark, alla scoperta del mondo, con frasi posticce necessarie a fare da ponte alle scene. Eppure queste sono state girate da pochissimo, questi dialoghi sono stati scritti  ai nostri giorni. Perché cercare soluzioni posticce per “cucire” le immagini?

I dialoghi costruiti di questo documentario stridono come unghie sulla lavagna di una lezione ripetuta a pappardella.

La noia che vince durante il docufilm su De Andrè e PFM: ma come è possibile?

Io che bevo alla tua bocca, io che ti cerco e mi abbevero alle tue labbra, come posso annoiarmi sentendo raccontare questa strepitosa storia? Perché le emozioni viaggiano libere e non chiedono resoconti tecnici. Arrivano e viaggiano e se il treno fa un viaggio immaginario ma non autentico, le emozioni se ne accorgono. E io esco dal cinema piena di malinconia, col magone, con la sensazione di un’occasione persa, di uno spettacolo mai partorito e rimasto all’idea delle prime prove, di una tema ancora in brutta copia, rimasto alle mappe concettuali. E torno a casa e nei giorni successivi con questa sensazione di amaro, di un sacro maneggiato impunemente. 

La grafica con la grafia di Faber: altra occasione persa? 

Mi era quasi piaciuta inizialmente la scelta della grafica dei testi con la grafia di De André, verso per verso a sommare le quartine. Bell’idea, mi sono detta, così si distoglie l’attenzione dalla qualità delle immagini! Ma alla terza, quarta e quinta volta mi sono detta: la fantasia qui non è di casa, mi devo rassegnare. 

Quando Faber attacca Marinella vorrei morire là

Quando Faber attacca Marinella vorrei morire là. Sento l’emozione che mi scioglie, la voglia di essergli vicina. E’ inevitabile: piango. Piango e  sento di non essere sola. Sento che al cinema in molti siamo colti da una emozione difficile da placare. Perchè placarla poi? Inizio ad applaudire. Applaudiamo tutti. Piano piano. A voce bassa, cantiamo. Tutti insieme, piano piano. Lì, vicini vicini. Piangiamo, cantiamo, applaudiamo. Piano piano. Vicini vicini. 

L’anonimato e i brani del concerto ritrovato.

Con Marinella ancora altri 13 pezzi:  Andrea, Il testamento di Tito, Un Giudice, Giugno ’73, la guerra di Piero, Amico Fragile, Via del Campo, Durango, Bocca di Rosa, Angiolina e il Pescatore. Mancano, rispetto al disco, mancano “Sally”, “Verranno a chiederti del nostro amore” e “Maria nella bottega del falegname”, sembra perchè con immagini di qualità non sufficiente. Ci sono poi strepitose Rimini, Andrea, Zirichiltaggia,  ma non mi sembra di sentir citare il nome di Massimo Bubola, se non nei titoli di coda. Come mai? 

Come mai le collaborazioni con Faber sprofondano spesso nel dimenticatoio?
Pensiamo al genio di Ivano Fossati. Qui una nostra intepretazione di Nina volare.

Emozione e Amarezza: con un filo di acetosella in bocca

Fabrizio canta. Sono  rapita dai suoi zigomi luminosi. Mi sento come una quindicenne appoggiata all’albero che succhia il filo di acetosella e guarda ciondolando.  Le sigarette sul palco accese una dietro l’altra, ma la voce resta meravigliosamente limpida, le contestazioni, Il whisky in quella maestosa foto di Harari che lo sintetizza! Vorrei essere accucciata accanto a lui e farmi passare la bottiglia. Mi sento tanto in confidenza.  Quanta bellezza. Cerco di abbeverami alla sua voce. Ma il suono è ingrato. Comunque sia, un bel pezzo di storia è riportato alla luce. Pescatore, titoli di coda, applaudiamo, sommessi, applaudiamo, applaudiamo.

Inghiottita l’emozione e l’amarezza, proprio come l’acetosella, mi si è riaccesa la voglia, mai sopita per la verità, di reimpastarmi con Faber.

Acetosella

Qualche anno fa con “Lucina canta e racconta De André” fummo semifinalisti alle Targhe Tenco. Tanti critici mi chiesero come mai non riproporlo  in dialetto siciliano. Eccoci pronte! La cuntastorie Francesca Amato ha tradotto e rielaborato in siciliano il canzoniere di Faber! L’anno scorso un’anteprima assoluta delle Nuvole per un “concerto partecipato”,con le Voci Vicine e i Ben Kadì.

Qui l’anteprima della rivisitazione in siciliano delle Nuvole di Francesca Amato con le Voci Vicine che creano un’atmosfera bucolica.

Arrotolo le maniche, proprio come faceva lui: passione indomita, cavallo pazzo, lacrime e acetosella.

Mamma, gli racconterò tutto

Mamma, gli racconterò tutto

(In memoria del Bimbo di 10 anni trovato senza vita nella stiva del Boeing Air France, partito dalla Costa D’Avorio, da cui provengono due dei Ben Kadí. 09/01/2020) 

Mamma, gli racconterò tutto. 
Gli racconterò di mio padre 
Gli racconterò di mia madre
Gli racconterò del vostro amore infinito. 
Gli racconterò quante difficoltà nell’aggirare i controlli di sicurezza e mollare l’ultimo abbraccio.
Gli racconterò le lacrime della tua speranza, Mamma: 
“Inchalla figlio mio. 
Nuovi orizzonti 
si consegnano ai nostri sogni.
Si apriranno? 
Si avvereranno?
Nell’incertissima probabilità di un futuro, 
Cielo, 
ti affido il nostro virgulto“.
Le dita di due mani gli anni del mio corpo inerte,
l’Eterno che trastulla la mia anima lieve.
Gli altri affogati a mare, 
Io nel buio delle nuvole, 
incredibilmente 
tutti al freddo.
Ma è il calore del vostro coraggio 
La forza della vostra speranza
quello che racconterò. 
Grazie Mamma.
Grazie Papà.
Inchalla.

Lucina Lanzara

“Le dita di due mani gli anni del mio corpo inerte,
l’Eterno che trastulla la mia anima lieve.” Lucina Lanzara
ph. Salvo Gravano Photographer

Ph. Salvo Gravano

Guardate gli uccelli del cielo: non seminano, né mietono, né ammassano nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non contate voi forse più di loro? MT 6,26

#airfrance #bimbotrovatomorto #bambinotrovatomorto #benkadì ##bambinotrovatosenzavita #sicurezzadivolo #viaggio #Mt6 #dalvangelosecondo #guardategliuccellidelcielo#inviaggiodallacostadavorio #salvogravanophotographer #apollogoproduction

Il drum circle facilitato da Lucina Lanzara: energia a 1000 per 100 tamburi!

Il drum circle facilitato da Lucina Lanzara: energia a 1000 per 100 tamburi!

Entusiasmo a 1000 per 100 tamburi: il nostro drum circle al Parco del Sole!

Guarda il video

Venerdì 3 gennaio 2020 ore 18 a Palermo presso la Chiesa di San Giovanni Decollato all’Albergheria, sede del Parco del Sole, associazione di promozione sociale, ho facilitato un Drum Circle secondo il metodo di Arthur Hull.

E’ stato tutto oltre ogni previsione: posti esauriti in 24 ore e un successo incredibile! 

Adoro questa location, è una chiesa cinquecentesca, trasformata da Padre Scordato in Centro al servizio dell’Alberghiera, dal doposcuola alle più svariate attività gestite da un volontariato qualificato.

Per me è un pò casa, tutte le settimane tengo i drum circle per i bimbi del rione e la domenica le prove coi Ben Kadì.

Com’era questo gruppo? Come si èsviluppato?

Il gruppo era veramente eterogeneo, dai 6 anni in su, la maggior parte alle prime armi.

Seguendo un consiglio del mio maestro Harshil Filippo Chiostri, ho aperto le danze accertandomi di sincronizzare per bene entrambi gli emisferi cerebrali, attraverso il battito di mani guidato con la tecnica responsoriale del “io faccio – voi ripetete”.

Il gruppo ha risposto subito con prontezza ed entusiasmo, ha eseguito con scioltezza anche poliritmie e ritmi composti. Ci ha messo subito il cuore e questo garantisce già in partenza la buona riuscita di un evento.

Cori parlati “Pidumpapà”, “One banana” prima con la voce, poi sui tamburi: è stato subito festa.

Quindi ho guidato una visualizzazione creativa aiutandomi con una campana tibetana:  una foresta e la vita tra le fronde, bertucce, upupe, cuculi, ciascuno portava il suo suono, i ramoscelli che fanno “sdrechecè” sotto i piedi, poi la Savana, elefanti, gazzelle e zebbre riprodotte sugli strumenti, tamburi, maracas, shaker e campane.   

Ho scolpito il cerchio in varie parti, uomini e donne, per settori che erano 4. 

E’ stato la volta di Mbele Mama a voce sola, con qualche improvvisazione e armonizzazione, poi istintivamente, quasi automaticamente, accompagnandoci coi tamburi. Conciando a cantare ho notato come il coro si andava spegnendo e restava solo il ritmo.

Commenti caldo appena terminato il drum circle

Per avere un’idea del livello di energia sprigionata, ecco qualche feedback a caldo: “È stato fantastico! Mi sono divertita tantissimo! Mi è sembrato di suonare insieme a tutti gli altri!  Anche i Ben KADi partecipano al Drum Circle

 Abbiamo avuto con noi due persone speciali, due esponenti del gruppo Ben Kadì: Conde N’Goma e Mory Diabate, che ci hanno regalato un paio delle loro straordinarie performance! Tale è stata l’energia di Conde che il suo tamburo a un certo punto si è sfondato!

Non mi aspettavo che il facilitatore potesse essere così coinvolgente, a parte la sua bellezza, il suo modo di esprimere arte, questo mi ha emozionato.
Alessandro Oliva, artista scultore

Grazie a Lucina per questa opportunità. Era la prima volta che partecipavo ad un drum circle, amo suonare le percussioni, è stato una bella esperienza non solo suonare ma anche vedere le persone nel farlo e riacquisire quel ritmo abbiamo che abbiamo perso, con il nostro cuore e con l’Universo, che Lucina ci permette di ritrovare. Veramente emozionante!
Ancilla Sikana

Volevo sapere quand’è la prossima volta!
Emanuela Tortorici

Lucina è una trascinatrice di folle, come si può vedere. Se c’è lei, c’è una coralità e una partecipazione pazzesca!
Olga Niutta

Abbiamo sprigionato energia. Ci siamo liberati anche di qualche pensiero. Serve, imparando anche la coralità.
Leo Puleo

Suoni, Musica, ritmo, con Lucina è sempre bello!
Anna Maria Casella

Il ritmo sia con te!

Lucina Lanzara

Dove si trova il Parco del Sole?

Nel Centro Storico di Palermo. E’ ubicato in una magnifica chiesa del XV secolo che Padre Cosimo Scordato ha adibito a sede dell’Associazione di Promozione Sociale Il Parco del Sole. Il presidente è Massimo Messina ed è gestita grazie al volontariato qualificato.

Come arrivare?

Zona Cattedrale. Il tuo punto di riferimento è la Questura di Palermo, che si trova in Piazza della Vittoria, su Villa Bonanno, di fronte a Palazzo dei Normanni. Cammina lungo il marciapiede che la costeggia. Questo marciapiede termina aprendosi a sinistra su Piazza San Giovanni Decollato. Supera il passaggio a livello, la Chiesa è a pochi passi in fondo a destra verso la discesa.

È stato bellissimo perché sin da subito tutti hanno acquisito una sinergia che non si aspettava nessuno, io non me l’aspettavo, io che ogni tanto suono, fin da subito hanno cominciato ad attaccare e staccare nello stesso momento e questo è un miracolo delle percussioni e di Lucina che riesce ad organizzare tutti in questa maniera empaticamente.

Maurizio Maria D'Amico

L’approccio di Lucina con la musica è di magia, empatia.
E’ ritmo dentro, nel cuore. Tutto qui.

Poi tutto viene come per magia. Anche l’intonazione. Tutto.

Luciana Messina

Vuoi scaricare le tensioni a suon di ritmo? Partecipa al drum circle con l’esperta Lucina Lanzara!

Vuoi scaricare le tensioni a suon di ritmo? Partecipa al drum circle con l’esperta Lucina Lanzara!

Il drum circle con Lucina Lanzara

Venerdì 3 gennaio 2020 ore 18 a Palermo

   

🥁Allevia l’ansia  

🥁 Riduce i problemi cardiovascolari  

🥁 E’ divertentissimo!    

🥁 Suoneremo tamburi, maracas, shaker   

🥁 Canteremo e batteremo le mani

🥁 – Tutto in un’ora? – Si! Tutto in un’ora!   

 

I posti sono limitati e stanno andando a ruba!  

 

 

Come posso iscrivermi?  

Clicca sul tasto rosso e compila il modulo di partecipazione.  

Ma io non so suonare?  

Non importa! 

Affrettati perché i posti vanno a ruba! 

Cos’è un drum circle? 

 È un gruppo di persone che, disposte in cerchio e guidate da un facilitatore, per un’ora circa, suonano tamburi e percussioni. 

 

Chi può partecipare?

Tutti, senza limiti di esperienza ed età!

Non hai mai suonato un tamburo? E’ l’occasione per farlo!

Bambini tra 8 e 14 anni accompagnati da un adulto.

Sotto gli 8 anni con un adulto che supervisioni.

Quanto dura un Drum circle?

Circa un’ora.  

 

Suoniamo tutti insieme, senza fare prove? 

Eh già! Grazie al metodo di Arthur Hull consolidato in 40 anni per tutto il mondo, accreditato dal MIUR!  

 

Devo portare strumenti? 

Non è necessario, li troverai in loco. Porta, se vuoi, il tuo.

Cena condivisa  

Al termine, per chi lo desideri, resteremo a mangiare tutti insieme condividendo una pietanza ciascuno. Una torta salata? Un cesto di mandarini? Cosa porteresti tu? 

Quanto costa?  

€10,00  Adulti

€5,00  Bambini tra 8 e 14 anni. 

GRATIS Bambini, operatrici e Soci del Parco del Sole

Tolti i costi, il ricavato andrà al Parco del Sole. 

Dove si trova il Parco del Sole? 

Nel Centro Storico di Palermo. E’ ubicato in una magnifica chiesa del XV secolo che Padre Cosimo Scordato ha adibito a sede dell’Associazione di Promozione Sociale Il Parco del Sole. Il presidente è Massimo Messina ed è gestita grazie al volontariato qualificato.

Come arrivare?

Zona Cattedrale. Il tuo punto di riferimento è la Questura di Palermo, che si trova in Piazza della Vittoria, su Villa Bonanno, di fronte a Palazzo dei Normanni. Cammina lungo il marciapiede che la costeggia. Questo marciapiede termina aprendosi a sinistra su Piazza San Giovanni Decollato. Supera il passaggio a livello, la Chiesa è a pochi passi in fondo a destra verso la discesa. 

 

Chi è Lucina Lanzara

Lucina Lanzara, cantautrice e produttrice siciliana, sperimentatrice vocale prodotta dalla RAI e dalla Sonzogno, facilitatore abilitato Drum Circle metodo Arthur Hull, counselor ad indirizzo gestaltico.

Ha pubblicato 6 cd, di cui 2 editi dalla Rai ed uno prodotto dalla Sonzogno e distribuito da Egea Record.

Il suo libro “Il tuo canto libera – guida pratica alla vocalità” è in uscita in questi giorni.

Si esibisce con formazioni classiche o sperimentali, con professionisti o con le Voci Vicine, gente comune innamorata del canto. 

Da anni si dedica alla Voce. Cerca il Suono, lavora col diapason a 432hz/fs, il diapason naturale. Ha elaborato il format Voci Vicine,  con cui tiene masterclass per professionisti ed amatori della voce, aperti alla gente comune, focalizzate sulla capacità di trasmettere emozioni attraverso la voce.

Scrive per il cinema ed il teatro. La sua musica è trasmessa da Radio Internazionali. Ha scritto e presentato spettacoli tra cui anche oratori moderni sperimentali. Ha fondato, col sostegno della Migrantes, i Tamburi Palermo Ben Kadì, gruppo di percussionisti migranti. Da sempre coniuga musica e sociale.  

 

Io mi sono iscritto. Ho fatto vari drum circle e vi garantisco che è molto bello .. e la cosa che è più incredibile è che si riesce a trascinare nel ritmo tutti, anche le persone che non si ritengono capaci! E poi si crea una bellissima sinergia e ci si diverte tantissimo!
Maurizio

Suonare i tamburi mi da una carica impressionante!
Daniela

Il suono del tamburo mi riconnette all’essere selvaggio. 
Rosaria

Workshop live di percussioni con Ismaila Mbaye!

Workshop live di percussioni con Ismaila Mbaye!


Lezione di Djembe su ZOOM

sabato 31 ottobre 2020
ore 16.00-17.30

Clicca sul pulsante arancione!

OVUNQUE TU SIA

 

Workshop di percussioni con Ismaila Mbaye
adesso anche on line!

 

A grande richiesta
Ismaila Mbaye
terrà la prima lezione
PROMOZIONALE
su ZOOM!

 

Hai un tamburo a casa?

Unisciti a noi!

Ismaila porta un messaggio di pace e di integrazione attraverso lo studio teorico e pratico dei tamburi. Fa conoscere agli italiani la cultura africana.

A chi si rivolge?

La lezione è indicata tanto per i principianti quanto per i percussionisti, bambini o adulti. Il linguaggio è semplice e immediato. I risultati straordinari!

Ismaila offre sempre nuovi spunti. Stare con lui è rilassante e divertente. Trascorriamo insieme questo momento a suon di ritmo, il ritmo del cuore!

Quanto costa?

Per questa volta
in via del tutto eccezionale e promozionale
€20!
 

Non sei sicuro di poterci essere?

Niente paura!

Iscriviti senza impegno!

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Mi prenoto senza impegno al laboratorio

Mi interessa il laboratorio di Ismaila Mbaye su ZOOM. Ancora non ho la sicurezza di poterci essere. Mi segni per favore?

Marketing a cura di

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Ripercorriamo qualche momento di Percussionando a Palermo!

Cosa dicono i partecipanti al Laboratorio di Percussioni Percussionando

Ismaila è carismatico. Il laboratorio è stato fantastico, divertente, istruttivo.

Non ci potevo credere: si lasciava trasportare dalla musica con le improvvisazioni. Meraviglioso quello che ha raccontato della sua isola.

Provo felicità, grinta e sicurezza.

Simone, 12 anni

Ismaila è accogliente, energico, straordinario.
Ho imparato in poco tempo moltissime cose sulle percussioni.

Provo un senso di gioia, sorpresa, interessamento.

Riccardo, 16 anni

Ismaila è un maestro entusiasmante e divertente.

Ho provato allegria, spensieratezza, benessere.

Francesca, 22 anni

Ismaila è inimitabile. Ho vissuto uno stato d’animo pieni di pace: non mi aspettavo di provare certe emozioni.
Mi auguro che tale evento si possa programmare con maggiore frequenza e magari creare una vera scuola di percussioni.

Giuseppe

Speriamo presto in presenza! Ma adesso, partiamo!

Ci vediamo su ZOOM!
Ti manderò via mail tutte le informazioni.
Ti assisterò per il collegamento.

Di Ismaila Mbaye mi ha colpito il modo di parlare con la gente. Ismaila si esprime perfettamente in italiano e ci trasmette le sue emozioni.

 

E’ incredibile la professionalità con cui ci ha insegnato a suonare i tamburi. Sentirlo suonare, mi faceva sognare.

 

Mi sono sentita appagata, felice, soddisfatta.

Katia

Ismaila è un grande percussionista, uomo con il cuore immenso, super fantastico.

Emozioni, allegria, divertimento, mi ha lasciato dentro un grande insegnamento: suonare a ritmo del cuore, un emozione inspiegabile!

Mi ha colpito la complicità  che si crea tra la gente, pur nn conoscendosi

Daniela

Percussionando è energizzante, liberatorio, coinvolgente.

Provo gioia, positività, soddisfazione.

Porto dentro un senso di armonia e senso di gruppo, in particolare quando tutti insieme ripetevamo lo stesso ritmo, andando a tempo.

Margherita

Percussionando è amore, gioia, fiducia in sé e negli altri: Ismaila è stato un eccellente collante di un gruppo di sconosciuti che ha condiviso ritmo ed emozioni.

Rilevante la testimonianza culturale di Ismaila, ambasciatore della propria cultura e del proprio paese.

Ismaila ha saputo connotare questa esperienza di tre elementi a me cari: cura, attenzione, presenza. Arricchimento per l’anima. 

Costanza

Chi è Ismaila Mbaye

 

 Dall’isoletta di Goree in Senegal al successo dei jet set

Maestro di percussioni africane, Ismaila Mbaye è uno dei maggiori esperti di Djembe in Europa.

Ha ideato Percussionando, un laboratorio di percussioni in tour con cui porta un messaggio di pace e di integrazione attraverso lo studio dei tamburi e della cultura africana.

Le trasmissioni televisive

Ismaila Mbaye per 10 anni ha partecipato come musicista a molte trasmissioni televisive. Arriveranno visibilità e successo. Tra i programmi più significativi ricordiamo Maurizio Costanzo Show su CANALE 5, il sabato sera di Fiorello su RAI1, un poeta per amico dedicato a Massimo Troisi con Enzo Decaro RAI 1, il mondo insieme Sat 2000 con Licia Colò e di recente il show TV di Giorgio Panariello sotto l’albero RAI 1. 

Ismaila Mbaye è il fondatore dei Tribal Percussion. Suona con “I Tamburi di Gorée” , “Yampapaya”, “Med Free Orkestra”.

Ancor ricordiamo Tam Tam Morola, Africa Penc, KiDIDA, “Kilimangiaro Band” con cui ha partecipato per 9 anni al programma su RAI3 “Alle falde del Kilimangiaro”, Stasera Casa Mika 1-2,

I film a cui partecipa Ismaila Mbaye

Citiamo alcuni film in cui Ismaila partecipa, come attore e musicista.

“L’Ultimo Pulcinella”, regia di Maurizio Scaparro con Massimo Ranieri e al film di Rossella Izzo “Professoressa”, al film Ben Hur regia di Timur Bekmambetov con Morgan Freeman.

Nel 2019 Ismaila Mbaye musicista e attore nel corto di Daniele Falleri “La goccia e il mare” viene premiato per la miglior colonna sonora al Black Movie Award. I premi non finiscono qui!

Vanta una antica collaborazione con Checco Zalone, di cui è uscito in questo periodo al cinema il film campione di incassi “Tolo Tolo” di Checco Zalone e in uscita con “Nour” di Maurizio Zaccaro con Sergio Castellitto.

 

 I Premi di Ismaila Mbaye 

 

Ismaila Mbaye fa incetta di Premi alDiaspora Award 2020!

 

 

Ci spostiamo al Festival del Cinema Capri Hollywood. Vincerà il Premio come musicista e gruppo più influenti in Italia.

Non dimentichiamo la partecipazione alla manifestazione MusicAfrica a Roma. Si aggiudica il riconoscimento come ambasciatore umanitario.

Citiamo alcune tra i più significativi tour: nel 2006 in Austria con il gruppo “Tam-Tam d’Afrique” di Vienna, nel 2007 Festival “72 ore di suoni, luci e colori dal Senegal” Apertura concerto di Youssou N’ Dour, ex PalaVobis di Milano, nel 2011 Miami e New York. 

Nel 2019 guadagna il Diaspora Award Italia ad honorem per l’ambito Cinema e musica.

Ismaila Mbaye è uno dei percussionisti musicisti che registra il maggior numero di presenze al Festa d’Africa festival. Co-protagonista del documentario Redemption Song, è recente la tournée in Cina, Usa, Senegal, Marocco.

Se avessi bisogno di un chiarimento, non esitare a scriverci!

Conosci già Ismaila Mbaye?

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Un respiro sotto le stelle.

Un respiro sotto le stelle.

Aspra.
Museo dell’Acciuga.
Giovedi 10 settembre.
Accade che un gruppo di donne impegnate socialmente sposi la causa della ricerca per la fibrosi cistica e organizzi una bellisima lunghissima intensissima serata nel magico Museo dell’Acciuga. Sono le socie della Foundation Inner Wheel Baharia. Presiede @AnnalisaNotaro. Le ammiro.

Accade che Rossella Prestigiacomo inviti i Ben Kadi e me a suonare e noi siamo tanto felici di partecipare. È una solidarietà solidale.

Accade che Salvo Piparo regali cunti. E con la chitarra io tenga col filo delle dita il suo intimo racconto ai mestieri perduti. È simbiosi che lascia dimenticare ogni Covid di turno. Ci sono sguardi che vanno oltre gli abbracci.

Accade che Michelangelo Balistreri ci accolga ospitale come solo i siciliani sanno fare. È un menestrello popolare che trasforma le acciughe in stelle d’argento. Il suo borghetto è un incanto. Il Museo dell’Acciuga è una Magaría. Ripetutamente penso: finalmente, finalmente. 🙏🏻

Accade che FrancescoCuffaro legga la sua personale testimonianza di malato migliorato grazie alla ricerca, combattente in prima linea della sopravvivenza, commuove e si commuove. A rotazione continua. Commuove e ci commuove. Rivela confidenziale fragilità e debolezze, lasciandoci sbigottiti, e pieni di speranza. Restituisce anni di senso alla Ricerca.

Accade che arrivi il nostro momento. Sul palco troneggia una tastiera pesata, grande e vigorosa, occupa lo spazio scenico centrale. Vedo il mio microfono. È blu, effettato con Lexicon a 6 secondi, la mia chitarra rigorosamente a 432Hz. Quattro sedie bianche attendono i tamburi Ben Kadì, poco dietro, di sbieco, in diagonale. Sono rassicuranti, queste sedie. I ragazzi salgono timidamente sul palco. Sicuri, si siedono. Ma come si siedono? Non abbiamo detto due alla mia destra e due alla mia sinistra? – Venite ragazzi. Si spostano. Cavi ovunque. Coraggio. Il primo palpito si dissolve tra Jalawan e Sanansancorò. Suoniamo. Ci lasciamo trascinare dal gorgo dei suoni che salgono e portano con se ogni dolore, ogni pensiero, ogni fatica. Ousù nella Fuga. Canto dell’Acqua. Ora le lacrime del mondo sono un manto d’acqua che ricopre la Terra.

Si avvicendano mille interventi. Tutti ricchi, tutti pieni, tutti meritevoli. Tanti. Ricchi, incredibili, pieni, belli. Quanto lavoro. Reti ovunque. Connessioni ovunque, reali, virtuose e virtuale. .

Tocca di nuovo a noi.

Torniamo sul palco.

Maurizio Maria D’Amico, il tutor cantautore dei Ben Kadì, canta in berbero, canta Tizì Ouzou. Ci proietta nel deserto. Siamo nel deserto. Sento la sabbia in faccia, il vento che soffia, la sabbia giallissima, sento la sete. Eseguiamo il nostro “Ben Kadì”: “hanno attraversato il mare. Hanno attraversato il deserto. Avevano 8…10… 13 anni! Sono gli eroi dei nostri giorni! Sono i fantastici… Ben Kadì!” Mi emoziono sempre a raccontarli. Mi sento orgogliosa di conoscerli, Amara, Mory, Ladji, Kante, Ismael, N’Goma, Toumani. Io li conosco. Ho sentito le loro storie. Mi emoziono sempre a dire: ma vi rendete conto di chi avete davanti?

Mory è generoso. Chiede chi voglia provare un tamburo. Sale una signora piena di vigoria. Non vuole più scendere. Mory ci fa cantare tutti insieme. Mory sa fare festa.

Abbiamo respirato del respiro della vita.
Abbiamo raccontato la vita del respiro.
Abbiamo dato il nostro contributo di solidale solidarietà alla manifestazione “Un respiro sotto le stelle”, serata di sensibilizzazione sulla fibrosi cistica al Museo dell’acciuga.

La serata finisce a tarallucci e vino, nel vero senso della parola! Con uno strepitoso senso di generosità, un’assegno di duemila euro, fuochi d’artificio, asta benefica, degustazioni copiose, torniamo a casa paghi di una solidarietà solidale.

E la Magarìa continua.

Ph. Maria Gianni Lo Verso

I tamburi Ben Kadì

I tamburi Ben Kadì

IL GRUPPO BEN KADi’

Il gruppo è caratterizzato dalla multietnicità: i ragazzi è composto da ragazzi provenienti da varie aree dell’Africa, Costa D’Avorio, Guinea, Mali, Maurithius, arrivati in Italia attraverso il “viaggio”, minorenni e soli, molti dei quali hanno conosciuto la “Libia”. Stanno via via diventando maggiorenni. Nel giro di pochissimo tempo l’attività del gruppo sta decollando. Il decreto Sicurezza ha rallentato prepotentemente le attività, uno dei ragazzi è fuggito in Francia, alcuni sono stati assunti in regola ed hanno lasciato il gruppo, gli altri si dividono tra scuola e lavoro, per mantenere il permesso di soggiorno o il permesso umanitario.

ANTEFATTO

Nell’autunno 2016, su sollecitazione di alcune insegnanti (Lucia Barbera, Celia Bartoli, Nicoletta Campisi, Nilla Palmeri, Leda Barradi, Rosalia Nando) ho tenuto dei laboratori di musica presso il CPIA, una scuola a Palermo riservata ai minori stranieri non accompagnati, per il conseguimento della terza media. Immediatamente emerge la straordinaria propensione al ritmo. Coinvolgo nei miei spettacoli i ragazzi più motivati e talentuosi. Nel Gennaio 2017 partecipano al mio spettacolo Dies Natalis per il Comune di Palermo, poi a Mons Regalis, al Canto della Santuzza ed altri.

LA MIGRANTES e i BEN KADÍ

Nell’estate 2017, grazie all’incontro con il dott. Mario Affronti, vengo a conoscenza dei progetti della FONDAZIONE Migrantes e presento l’istanza a sostegno della formazione di un gruppo di percussionisti. Dalla Primavera 2018, grazie al sostegno della Migrantes, acquisto i primi strumenti ed organizzo un corso di percussioni con Santo Vitale della Bottega delle Percussioni. Si forma il gruppo. Con una pioggia di idee, ci diamo un nome: Ben Kadì, suggerito proprio da Mory insieme al suo compagno di viaggio Conde N’Goma. Ben Kadì significa INSIEME È MEGLIO.
I Ben Kadì si impongono immediatamente per la straordinaria energia e simpatia che li caratterizza. Il 17 giugno 2018 prendono parte come artisti protagonisti al documentario di Odessa Rae, regista di Broadway ed aprono la Marcia Internazionale per la Pace nell’Installazione di Kate Daudy (artista di Londra) “Am I my brother keeper?” in collaborazione con UNHCR per la Bias2018. Sono stati invitati in più occasioni come testimonials. La presentazione ufficiale dei Ben Kadì si tiene a Palazzo delle Aquile, sede del Municipio di Palermo il 29 Luglio 2018, nell’Atrio Monumentale. Ciascuno firma un atto di impegno di appartenenza al gruppo. In uscita l’ebook che documenta attraverso le immagini di Giorgia Görner Enrile questa incredibile storia. Partecipiamo al Concertone di Capodanno 2019 in Piazza Politeama a Palermo, direzione artistica Red Ronnie.

A Novembre 2018 riceviamo un attestato di merito dalla Caritas di Bagheria, animando il pranzo del povero ed esibendoci in Piazza Madrice insieme ai tamburinai di Bagheria. Mory Diabate, in rappresentanza del gruppo, partecipa come performer percussionista al Congresso TaoBuk a Taormina. Protagonisti dello spettacolo di beneficenza del 28 ottobre organizzato dal Club Inner Weel Palermo, Presidente Rosellina Tristano Criscuoli, con la mia direzione artistica.

Il 21 marzo 2019 ci esibiamo per il Convegno dalla Migrantes ad Alcamo sulla condizione e progetti sulla situazione Migrante. E’ un grande successo! Mi accompagnano alle percussioni in occasione delle festività cristiane di Natale ed Epifania presso la Chiesa di Sant’Espedito a Palermo, animando la Messa dei Bambini: benché siano tutti Musulmani, manifestano uno spiccato spirito di apertura e fratellanza. Partecipano al progetto di Inclusione Arci e registrano il loro primo disco a Tavola Tonda. La loro storia è stata pubblicata da SUD, periodico a tiratura nazionale.

IL CANTO DEL SOLE, UN CONCERTO PER LA PACE

Nel 2003 esce “Il Canto del Sole” edito da Rai trade, un concerto per la Pace per voce sola e percussioni. In occasione del concerto di presentazione del disco al Teatro Biondo di Palermo riceve un telegramma dal Presidente della Repubblica per il gemellaggio con l’Unicef e l’associazione “Un Ponte per..”. Il ricavato dei concerti contribuì all’acquisto di kit scolastici per i bambini colpiti della guerra in Iraq. La giornalista Antonella Sciocchetti di Rai International riprese in diretta il concerto e dedicò una settimana di speciali su Taccuino Italiano.

Il Canto del Sole di Lucina Lanzara è stato  ospite nelle stagioni dei Teatri Antichi greci di Sicilia, come interprete e autrice, ed luoghi di particolare interesse artistico come il Castello di Santa Lucia del Melo, il Monastero di Camaldoli, Ferla.

L’ultima rappresentazione ha visto la partecipazione straordinaria di Ismaila Mbaye .

Il Canto della Santuzza (2016-2017)

Il canto della Santuzza è un oratorio moderno per il testo di Salvino Leone, per voce recitante in italiano, inglese e siciliano, grande coro, ensamble di percussioni tribali, chitarre e strumenti di improvvisazione e body percussion. I Ben Kadì hanno preso parte alle rappresentazioni negli ultimi anni.

Realizzato in Anteprima nella grotta di Santa Rosalia con il coro di Voci dell’Orchestra Sinfonica Siciliana e i Sudd Orf di Eliana Danzì. 

Negli anni l’opera si è evoluta, viene rappresentata in varie lingue per favorire la fruizione a turisti e stranieri in genere. 

Ismaila Mbaye, il maestro dei Ben Kadì

Ismaila Mbaye è uno dei maggiori maestri di percussione in circolazione in tutta Europa. Originario del Senegal, lavora stabilmente con RAI DUE, in particolare lo vediamo con Licia Colò – Alle Falde del Kilimangiaro e numerosissimi programmi. Performer attore, sostiene la formazione dei Ben Kadì.

I Ben Kadì partecipano allo spettacolo Integrarti col patrocinio del Conservatorio di Palermo

Il 14 novembre partecipiamo allo spettacolo Integrarti con il Patrocinio del Conservatorio di Palermo;
apriamo come ospiti, presso Arci Tavola Tonda, concerti di straordinari musicisti, in particolare di Badara Seck per il concerto di presentazione di FUNKINO (13 dicembre 2018);
apriamo il concerto di Baba Sissoko (18 gennaio 2019) nella rassegna Sponde Sonore.

I Ben Kadì su RADIO RAI UNO 

Il 28 febbraio 2019 si tiene lo spettacolo Lucina canta e racconta De Andrè, con la partecipazione dei Ben Kadì e delle Voci Vicine. 

Al termine Eliana Eschieri di RAI intervisterà i ragazzi.

Lo spettacolo viene ripreso dai microfoni di Radio Rai Uno e mandato in onda il 17 aprile  insieme all’intervista integrale.  

 

I Ben Kadì alla Marcia per la Pace 2018

I Ben Kadì, gruppo di giovani percussionisti africani, giunti soli in Italia, di straordinarie capacità musicali, con il sostegno della fondazione Migrantes, sono protagonisti del documentario di Odessa Rae (Broadway), aprono la Grande Marcia per la Pace per l’Installazione di Kate Daudy BIAS 2018.
Molto richiesti, effettuano performance che recuperino le tradizioni africane o sostengano gli spettacoli di Lucina stessa.

Red Ronnie seleziona i Ben Kadì per il Capodanno a Piazza Politeama a Palermo

I Ben Kadì collaborano con il Parco del Sole

I Ben Kadì partecipano alle attività del Parco del Sole, associazione di promozione sociale a favore dei bambini. delle Famiglie dell’Alberghieria, un quartiere del centro storico di Palermo, caratterizzato da alta dispersione scolastico e degrado socio-culturale. Offrono concerti e danno lezioni di percussioni.

Canto ed emozioni: la masterlass Voci Vicine a Castell’Umberto

Canto ed emozioni: la masterlass Voci Vicine a Castell’Umberto

Tutto in un giorno. Si, si è svolto tutto in un giorno!

A fine settembre 2018 ho tenuto a Castell’Umberto una masterclass Voci Vicine.
Nonostante l’eterogeneità dei partecipanti, siamo arrivati in fondo, ovvero al finissage, la performance finale che chiudeva anche la mostra di pittura di Ilaria Caputo, sorella dell’organizzatrice Lisa Caputo. Lisa è anche una scrittrice. Lascio  alle sue parole la sintesi di quella indimenticabile giornata.

TUTTO IN UN SOLO GIORNO

Era la prima volta che non partecipavo in prima persona alla Masterclass, dato che mi sono occupata della segreteria, e questa prospettiva diversa è stata davvero arricchente. Vedere lo sviluppo della classe dall’esterno mi ha permesso di apprezzare ancora di più il grande lavoro e la stupefacente bravura di Lucina nel creare e gestire i gruppi, anche quelli più eterogenei e complessi. Sentire nascere un’armonia di suoni dove prima c’era difformità, vedere come Lucina sa adattare e riadattare il suo approccio quando la situazione lo richiede, riconoscere la sua grande umanità e delicatezza nel trattare la parte emozionale della classe è stato bellissimo. Sentire le voci pian piano venir fuori, naturalmente e senza costrizioni, osservare come – in modo solo apparentemente “spontaneo”, perché in realtà dietro ci sono state settimane di concentrazione e duro lavoro, da parte di Lucina – la performance finale sembrava crearsi da sé, è stato per me un’esperienza profonda ed emozionante. Non da ultima, la performace finale. Lucina non solo è uno splendido animale da palcoscenico, capace di creare uno spettacolo di enorme suggestione lavorando con un gruppo per pochissimo tempo. Lucina ieri è riuscita a includere linguaggi e tradizioni diverse fra loro in uno spettacolo emozionante, è riuscita a far cantare e ballare praticamente tutti. Ci ha fatto viaggiare attraverso le suggestioni eteree del suo canto della Sirena per poi arrivare, a fine performance, a farci ballare sul ritmo di una sezione ritmica con tamburi africani in cui la bravura del percussionista (Oumar) andava di pari passo con quella di Lucina. Che non solo ha una voce straordinaria, è un’eccezionale maestra e una grande performer, ma ha anche la capacità gioiosa di fare spazio agli altri, di far, maieuticamente, esprimere le potenzialità altrui. Esperienza bellissima!

Lisa Caputo, Castell’Umberto, 2 settembre 2018

Lisa Caputo

De Andrè, Ferragosto e Donalegge.

De Andrè, Ferragosto e Donalegge.

Notte di ferragosto.
Madonie.
Frinire di grilli.

Il casale è un’antica masseria, la tenuta Don Ruggero. Ristrutturata dalla proprietaria Claudia Buccellato, con guizzi di genio contemporaneo rimasti fedeli all’immobilità del tempo. 2002 come 2020, trasuda di dedizione. La grande piscina mi aspetta fiera a strapiombo sulla vallata gialla.

Il rito di Ferragosto a Donalegge si reitera.
Generazioni di generazioni si ritrovano in chiacchiere amabili, raccolte da Polizzi, Petralia e Castellana. È la magia della condivisione che trasforma tutto in magia.

La padrona di casa è felice se cantiamo.

Canterò perché le voglio bene.
Canterò per onorare l’invito. Non è una cantatina postprandiale con la chitarrina a ripassare il canzoniere. Canterò perché amo riunire gli animi.

Le pietanze si avvicendano copiose. Sfincionello, ricottine, formaggio di capra, olive, patate arrostite, ogni genere di carne alla brace. È solo l’inizio.

Come una fiera mi aggiro per cercare il posto giusto.
Cerco “un posto che suoni”, che ci raccolga. Frattanto mi riscaldo, scaldo la voce con sibili, lip-roule, muti per gradi congiunti.

Fa caldo.

La richiesta e’ di esibirci fuori, che c’è pure il Covid.
La gente è riunita a gruppetti, distanziati ma a gruppetti.

Il banchetto è ricchissimo, manifesta elegante generosità.

Testo l’acustica, valuto le ipotesi di direzione del suono, spalle al muro del casale o la voce verso la valle? Temo che si disperda e noi con lei.

Fa caldo. Dentro ancora di più, ma l’acustica è perfetta.

Deciso.
Canteremo dentro.
Salirò sul gradino, così mi vedranno anche in fondo.

Il tavolo è grandissimo, 6 lastre di ferro naturale cerato, ciascuna misura forse un metro e sessanta. Il perimetro è un tripudio di prelibatezze siciliane.

La gente è allegra, adesso tutta intorno. L’imbarazzo della scelta. Siamo al dessert. Dolcetti di martorana, cedretti, cannolicchi, croccante di mandorla, mignon di ogni genere e tipo, gelo di mellone, che senti profumo di anguria e gelsomini.

Adesso è il momento.

Claudia invita gli ospiti a trattenersi dentro.

Mi concentro.
Raccolgo ogni briciolo di energia
e parto.

È un attimo il passaggio dalla convivialità del desinare alla sacralità dell’incontro nel Suono e nelle Emozioni.

Sincronizzo le anime e i cervelli.
Mani a tempo.
1 applauso
2 applausi
5 applausi
1000 applausi per i padroni di casa che lei ne è anche l’architetto designer.

Canto.

Mi appiglio a De Andrè: mi salverà dai detrattori, dai bambini ubriachi e irriverenti, dal cane che mi fa i controcanti. Boccadirosa, Marinella, la città vecchia senza censura, un assaggio corale del Pescatore, la richiesta della Ballata dell’amore cieco.

Intorno a me è tutto un canticchiare sommesso. Massimo è il mio pianoforte umano. La signora che fa il video bisbiglia a canone sul mio cantare. Non so chi sia. Mi fa una tenerezza assoluta.
Molti vorrebbero cantare.Tutti ci emozioniamo sotto le capriate bianche di un magnifico casale senza tempo.

Perché è cantando insieme che gli animi si ritrovano.

Lucina Lanzara

Lucina canta De Andrè a Donalegge
Lucina canta e racconta De Andrè al Teatro Golden, Palermo

Pubblicato da Lucina Lanzara su Martedì 22 agosto 2017
Khorakhanè a Villa Chiaretta

Avrei piacere di conoscere le tue impressioni.
Ti aspetto nei commenti qui sotto.

Lucina