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Cantare con le piante

Cantare con le piante

Cantare con le piante grazie agli studi di Musicoftheplants.com

Cantare con le piante. Respirarci dentro e aprirsi alla Gratitudine. Abbiamo vissuto un’esondazione di emozioni. Grazie al Suono di tutti gli OM che si sono uniti al nostro canto, possiamo raccontare uno storia incredibile.

Siamo partiti il 22 aprile per la Giornata della Terra dal Giardino di Maredolce e atterrati Domenica 24 aprile al Gymnasium dell’Orto Botanico.

L’idea è nata da Davide Signa agronomo, socio della cooperativa Benessere, da sempre interessato alle capacità comunicative e relazionali delle piante.

Ha contattato Terrier Kauri, Ricercatore di Music of the plants congegnando un evento articolato e coinvolgendomi come performer: un dialogo in musica con le Piante. Un sogno nel cassetto che non sapevo d’aver mai sognato!

Musica delle Piante

Musica delle Piante è una tecnologia inventata dalla Comunità di Damanhur (TO) con dei Giapponesi e da Stefano Mancuso, famoso ricercatore, scienziato di prestigio mondiale, professore all’Università di Firenze e direttore del Laboratorio internazionale di neurobiologia vegetale, riguardo alla sensibilità delle piante. Si tratta di una tecnologia che trasforma gli impulsi elettromagnetici delle piante in musica.

Bamboo, il dispositivo di Music Of the Plants.

Bamboo, il dispositivo di Music of the Plants

Davide mi invita a sperimentare e fare pratica con Bamboo, il dispositivo in legno che consente di rilevare le frequenze emesse dalla piante, con un circuito che si collega alle foglie e si chiude sulle radici della pianta.

Siamo a casa sua. Mi mostra il funzionamento del marchingegno su una piantina al centro del tavolo, in soggiorno. Davide si allontana un attimo. Poi ritorna. Il segnale della pianta si anima, si vivacizza: la pianta comunica chiaramente la propria eccitazione all’avvicinamento di colui che se ne cura.

La sperimentazione supera ogni mia immaginazione

La sperimentazione supera ogni mia immaginazione. Vengo letteralmente rapita dalla percezione materiale, fisica, reale di un mondo di cui intuivo l’esistenza.

Davide mi presta Bamboo affinchè sperimenti.

Lo provo a casa sull’Ederina festosa, sul tronchetto della Felicità fiorito a sorpresa, sulla Felce. La musica delle piante mi tiene compagnia. Ogni volta che devo rimuovere il dispositivo ho la sensazione di togliere la voce alla pianta e me ne dolgo!

Il sopralluogo a Maredolce

Giovedì andiamo a fare un sopralluogo a Maredolce. Dobbiamo scegliere il setting e la pianta con cui duettare. Rosalba della Protezione Civile, gentilissima, con la sua preziosa cassa da Karaoke ci risolve tanti problemi. La useremo per il concerto interspecie.

Un Chinotto è la prima pianta su cui testiamo l’acustica.

Proviamo diversi punti e diverse piante.

Duetto con un grandissimo Pino. Mi attirava lo scavo archeologico, ma è transennato. Abbandoniamo l’idea: il pubblico sarebbe troppo distante.

Perlustriamo la zona. Verifichiamo anche a ridosso del Castello. Infine scegliamo un’area ben curata, che scoprirò successivamente essere stata il primo luogo in cui Marisa Canzoneri e Luciano Maria D’Angelo hanno iniziato a ricostruire l’Orto di Maredolce.

Duettare con un Ulivo

Duettare con un Ulivo significa realizzare un concerto interspecie, fra la Specie Umana e la Specie Vegetale, appunto. Avevamo già cantato con gli Alberi, ma in questo modo, per me è stata un’Anteprima assoluta.

Lucina Lanzara

Venerdì 22 aprile al Giardino del Castello di Maredolce

La giornata a Maredolce è stata gremita di pubblico di ogni specie (è il caso di dire!). C’erano studenti delle Scuole Medie, ragazzi dell’Istituto Tecnico Agrario IPSAS, un gruppo del Centro Anziani, avventori, la professoressa Stefania Macaluso, Paolo Caracausi, amici giunti da ogni dove.

Nella prima parte Davide Signa, agronomo, referente per Music of the Plants a Palermo, illustra il progetto, l’evoluzione della storia di Maredolce.

Introduce Terrier alla spiegazione tecnico-scientifica del dispositivo della Musica delle Piante. Ci parla della Medicina delle Foreste, dell’autonomia delle piante, dei sistemi di comunicazione, dei 20 sensi delle piante contrariamente agli umani che ne hanno solo 5 o 6. Mille aneddoti ci portano in un mondo fantastico e pieno di speranza.

Il Concerto Interspecie è una sorta di performance a 4 VARIABILE: la pianta, l’artista, il pubblico, il luogo.

La performance della pianta

La perfromance della pianta dipende da molti fattori. Può anche accadere che a un certo punto la pianta si fermi per svariati secondi gettando l

gli astanti nello sconforto. È anche capitato che si sia fermata completamente. Altresì, se adeguatamente accolta, rispettata, la pianta canta che è una meraviglia ed è possibile identificare il suo “stato d’animo” .

L’artista

Nella mia visione maieutica aiutare le persone a recuperare il proprio “essere Suono” è parte della mia Missione. Conduco per mano lo spettatore a riprendere contatto col proprio battito cardiaco o con il respiro, talvolta invitando a soffiare. Così agiamo respiri profondi senza dircelo. Il risultato è che la fruizione si verifica in uno stato di connessione avanzata, benchè, talvolta inconsapevole.

Il Pubblico al concerto interspecie

Il PUBBLICO, in tutte le mie performance, è un elemento imprescindibile. Consentire al Pubblico di trovare la propria collocazione interiore ed esteriore per fruire al meglio degli Eventi artistici, è una delle mie Missioni. Ho sperimentato quanto aiutare le persone a connettersi profondamente con se stsesse e con gli altri partecipanti sia un elemento che innalza visibilmente la qualità degli evetni. La fruizione coinvolge la persona a 360 gradi, coinvolge tutti i sensi e anche i corpi sottili, i corpi eterici. Il risultato delle performance è sempre altro dalla semplice fruizione di un evento artistico. È un momento trasformativo.

Ambiente esterno e ambiente interiore

Dunque performance interspecie Artista, Pianta e Pubblico. Altra variabile essenziale è l’ambiente, il luogo, lo spazio di risonanza.

In questo caso è stato necessario amplificare la mia voce. Si trasforma così un segnale analogico in un segnale digitale. Quando il Suono invece viaggia libero e senza trasmutazioni, l’impatto è ancora più trasformativo.

Un ambiente interiore preparato facilita l’accoglienza degli spazi di Risonanza dell’ambiente esterno. Creare un ambiente accogliente anche per raccogliere la Musica della Pianta che sta performando. Questo gioca e tanto.

I miei strumenti di connessione

Per facilitare la connessione mi avvalgo del Tamburo Sciamanico, delle campane tibetane, del Diapason a 136.1Hz/fs, corrispondente all’OM.

Creo un terreno di Fiducia. Guido i partecipanti fornendo elementi esplicativi.

Ho notato quanto le persone, appena sollecitate a cantare l’OM, si lascino trasportare dal Suono, trastullandosene. Le persone desiderano cantare leggere e felici. Lo desideriamo tutti.

Cantare con le piante a Maredolce.

Qui trovi il video integrale del momento clou della manifestazione al Giardino del Castello di Maredolce. La presentazione di Davide Signa che organizzato l’evento, l’introduzione alla Musica delle piante da parte di Terrier Kauri e il mio duetto con le Piante e con gli Astanti, con le loro energie.

L’esperienza vissuta dalle persone supera di gran lunga la semplice performance artistica.

Il risultato è inaspettato. I piani su cui si muove tutta l’Esperienza ci portano Altrove. L’ho chiesto direttamente ai presenti.

Guarda video integrale dell’evento Musica delle Piante a Maredolce

Scopri le impressioni del pubblico alla fine del video

La Musica delle piante Domenica 24 aprile all’Orto Botanico

Domenica 24 ci spostiamo all’Orto Botanico. C’è la tre giorni dedicata alla Giornata della Terra. eventi, mostre, laboratori. E il nostro concerto interspecie. Un’evento organizzato dalla Cooperativa BenEssere, Università degli Studi di Palermo e Music of the Plants.

Il Gymnasium dell’Orto Botanico

Il nostro setting è un’aula a pianta circolare, il famoso Gymnasium, il luogo in cui si svolgevano le lezioni Medicina nel XVIII secolo, per quanto riguarda le piante medicinali. Raccoglie oltre 150 specie.

L’acustica è dotato di un riverbero naturale che mi ha sempre sedotta.

In questo caso non potevo proprio rinunciare! Sapevo che la potenza del Suono espresso insieme al Vegetale ci avrebbe condotti in una dimensione vibrazionale particolare.

Un’esperienza che non potrò dimenticare per la prepotenza delle emozioni vissute da tutti noi lì presenti.

Lo schema dell’evento

Lo schema dell’evento è analogo al precedente: un’introduzione di Davide Signa, la spiegazione approfondita sull’ermeneutica da parte di Terrier Kauri, sugli studi effettuati in 40 anni, la comunicativa delle piante e il loro essere sensienti, a seguire il concerto interspecie. In questa occasione gli artisti coinvolti sono Tita, Valerio Milone e io.

Ph. Davide Signa

Il canto fatato di Tita apre il concerto interspecie

Tita apre il concerto interspecie. Scalza, accovacciata di fronte alla pianta, tiene saldamente il tronco come a farsene linfa.

È possibile percepire la sua intima connessione. Indossa orpelli da lei stessa realizzati. È tutto un richiamo tatuato sulla pelle.

Si alza un canto fatato. La piccola Quercia la segue. Si rincorrono gentili, nuvole al passo.
Noi sognamo.

Tita e il canto fatato con la Pianta. Orto Botanico 24 aprile 2022 - Music of the plants
Ph. Ancilla Sikana

Valerio Milone, la cetra giapponese e il canto armonico

Valerio Milone pizzica la sua cetra giapponese, la carezza con l’archetto, asseconda e dialoga con la Quercia in vaso. Le dita tremanti e il tocco fermo dicono di emozione e potenza. L’atmosfera è sospesa, in attesa.

Religioso silenzio fra le note suonate dalla pianta e da Valerio: sono parte integrante della Musica.

Un canto armonico profondissimo, reclamato da Terrier, chiude l’intervento, lasciandoci storditi.

Valerio Milone, cetra giapponese

Il mio turno. Il diapason a 136.1Hz e l’OM

È il mio turno. Sono molto concentrata. Desidero essere certa che possiamo elevarci tutti, che il Suono sia trasformativo per tutti noi. Sono vela sull’onda dei miei compagni.

Accenno al concetto di OM, mostro il diapason a 136.1 Hz/fs (herz di frequenza al secondo), lo riproduco e con un gesto la sala si fa densa del canto del Suono Primordiale.

In un istante ci facciamo Suono Manifesto. La cupola si riempie di voci. Mi accorgo di cantare a occhi chiusi, cerco l’intesa con la Pianta, mi appoggio al bordone dell’OM di un TuttiNoi.

Sono aria, sono foglia, sono viva, sono felice, sono grata.

Lucina Lanzara canta al concerto intespecie Musica delle Piante - Orto Botanico di Palermo - 24 aprile 2022
Ph. Davide Signa

AAisha, la Regina delle Piante

AAisha è bambina piccolissima di 2 anni. Appena inizio a cantare, batte le mani, poi si alza e inizia a danzare. É AAisha, la nipotina di Dionisia. Lei è la Regina delle Piante.

AAisha danza mentre sulla Musica delle Piante

Oggi all’Orto Botanica ho avuto l’onore di assistere alla così grande sensibilità della pianta, alla penetrante ed emozionante voce all’unisono con la melodia verde della nostra meravigliosa Lucina Lanzara accompagnate dal movimento della mia piccola nipotina Aaisha ❤️ Uno degli eventi più emozionati cui abbia mai partecipato!!

Dionisia Aiello

“Hai fatto fiorire la sala”

Dionisia Aiello, zia di Aaisha, alla fine del Concerto Interspecie

Lucina, quando ti sei avvicinata alla pianta e hai cominciato a cantare con lei , il suono che emetteva è cambiato…era più gioioso e armonizzato con la sua voce

Ancilla Sikana

Quartetto finale tra voci e pianta

Uno dei momenti di maggiore pathos è stato il Quartetto finale, tra noi artisti, Tita, Valerio, io e la pianta di Quercia.

È stata, senza tema di smentita, una delle esperienze più forti della mia vita.

Guarda il video del Quartetto finale, voci, tamburo sciamanico e pianta di Quercia

Si piange per l’emozione

Qui sotto trovi il video integrale a camera fissa di tutto l’evento.

Alla fine trovi le impressioni di chi ha partecipato.

Si piange, si piange di emozione, di ricordi, di avvolgimento, di vibrazione.

Si piange perché ci si sente leggeri e felici.

Un sogno nel cassetto che si realizza: duettare con le piante, sentirne la vitalità, indossare occhiali che sentono.

Musica delle Piante all’Orto Botanico

Video integrale. Presentazioni, concerto interspecie, feedback finali del pubblico.

Grazie a Patrizia Pozzo per l’ospitalità all’Orto Botanico.

Grazie a Davide Signa per l’intuizione. A Terrier Kauri per l’impegno di ricerca di una vita. Ai miei compagni di viaggio per il volo di un sogno condiviso.

È solo l’inizio.

Gratitudine

Grazie per aver letto fin qui e aver trepidato in questa incredibile avventura fatta di speranze e sensibilità, vibrazioni e risonanze, oltre i nostri occhi, oltre il nostro Tempo, oltre il nostro Spazio.

Avevi mai sentito parlare della Musica delle piante?

Vorresti organizzare o partecipare a un evento di Musica delle Piante?

Ti aspetto nei commenti. Oppure contattaci. La strada oramai è aperta e noi dobbiamo volare.

Lucina

Lenticchie e campane, l’esperimento incredibile.

Lenticchie e campane, l’esperimento incredibile.

Lenticchie rosse e campane tibetane. L’esperimento incredibile di Stefano Maltese.

Ho voluto provare come le vibrazioni, (che producono infrasuoni) il suono, e l’acqua energizzata riempendo una campana tibetana e suonandola concentrandosi su pensieri di serenità e di amore, migliorerebbe l’aspetto dell’acqua e di conseguenza anche i suoi potenziali influssi benefici.

Stefano Maltese

Ecco l’esperimento lenticchie rosse e campane tibetane.

Ho preso due piccole campane uguali posizionate nello stesso posto, quindi stessa luce, temperatura, e umidità, e ho messo a germogliare lo stesso numero di lenticchie rosse.

Nella campana di sinistra ho solo aggiunto acqua, mentre in quella di destra ho dato qualche rintocco, suonata giornalmente per sfregamento producendo vibrazione, cantato mantra, e sopratutto ho aggiunto la stessa quantità di acqua presa dalla stessa fonte, ma energizzata (suonata) dentro una campana Jambati antica forgiata con sette metalli.

Lenticchie e campane. L’esperimento di Stefano Maltese.
Lenticchie e campane. L’esperimento di Stefano Maltese.

Dopo 5 giorni i risultati sono evidenti. (Stefano Maltese)

Notare la differenza tra i germogli della campana sinistra e quella destra con acqua energizzata o informata. Questo esperimento riprende gli esperimenti di Masaru Emoto.

Le vibrazioni (suoni, infrasuoni, intenti e intenzioni d’amore e luce) producono mutazioni nella materia, si manifestano nelle cose, nella vita, nei fenomeni. Alcune campane tibetane producono effetti in modo esponenziale.

Questo esperimento, riuscito, lo dimostra!

Il bagno vibrazionale con le campane tibetane

Con Stefano Maltese ho vissuto una delle più belle esperienze della mia vita, di riconciliazione e riconnessione con il SUONO, inteso nel suo significato primordiale: il Massaggio sonoro vibrazionale.

Stefano Maltese possiede Campane secolari e una viva dedizione all’essere umano.

Consiglio vivamente l’opportunità di concedersi questo prezioso momento di riconnessione.

Io ne sono uscita volando!

Noi stessi siamo Energia

Noi stessi siamo Energia, siamo Suono, siamo Vibrazione.

Liberare la voce può aiutarci a vivere più felici e consapevoli.

Il Tamburo funge da amplificatore, il tamburo è un’incredibile strumento di connessione al cuore.

Workshop intensivo di canto, tecnica vocale, respirazione e ritmi sul tamburo sciamanico

Palermo o ZOOM
12 aprile ore 20.00 – 22.30

Questo è il motivo per cui ho voluto organizzare questo workshop intensivo di canto, tecnica vocale, respirazione insieme a Luigi Jannarone, che ci guiderà alla conoscenza e pratica dei principali ritmi sul tamburo sciamanico, di cui lui è un profondo conoscitore.

L’incontro di questa sera, 12 aprile 2022,  sarà registrato ad uso esclusivo dei partecipanti.

Si potrà seguire sia in presenza a Palermo presso la Chiesa di San Giovanni Decollato, che su ZOOM.

L’appuntamento è alle ore 20.00. Si termina alle 22.30.

Serve un Tamburo a cornice. Noi lo noleggiamo. Va prenotato. I posti sono limitati. In caso contattami con un messaggio whatsapp. La giornata sarà piena come sempre, ma potrò rispondere ai messaggi.

Trovi i dettagli qui

L’Energia fluirà felicemente.
Il tuo canto libera.

Contattami per informazioni!

Lucina

40 anni di Alessandra

40 anni di Alessandra

I 40 anni di Alessandra Lo Cascio, l’usignolo delle Voci Vicine

La festa di compleanno, la lettera di Lucina, l’affetto delle Voci Vicine, le sua parole, il tamburo sciamanico.

In questi anni Ale mi ha seguita con fiducia, ha partecipato a tutte le Masterclass Voci Vicine che ho organizzato, eventi, concerti, spettacoli, Cerchi di Suoni. Si è affidata a Mary Setrakian, quando l’ho esortata a non perdere questa opportunità di crescita artistica e umana. Credo che non ne abbia perso nemmeno uno.

In questo tempo di attese e sospensioni sentivo che il suo compleanno andasse festeggiato, con la qualità che Alessandra merita. Non una festa con 100 persone ma 100 anime che si sono fatte presenti in modo diverso. Ringrazio Luciana Messina per foto e video, Maurizio per la Vicinanza di sempre, Violetta, Carlo e Anna Maria che si sono fatti portavoce partecipando alla festa.

Guarda il video in cui leggo la lettera ad Ale e la consegna del regalo. Alla fine una sorpresa…

La lettera di Lucina ad Alessandra, la consegna del regalo, la voce d’usignolo

Il regalo per Ale:
partecipare al seminario di costruzione del tamburo sciamanico

Conoscevo questo sogno nel cassetto di Alessandra. Quale migliore occasione per riunire gli animi ed esaudire un desiderio? Alessandra potrà partecipare al seminario di costruzione del tamburo sciamanico con Luigi Jannarone. Al termine avrà il suo tamburo sciamanico e nuovi cerchi si apriranno!

Poi ci incontreremo martedì 12 aprile dalle 20.00 alle 22.30 per Suonare e cantare insieme, faremo pratica di ritmi e canti medicina, respirazione e tecnica vocale. Ci si può iscrivere da qui:

La lettera di ringraziamento di Alessandra Lo Cascio per le Voci Vicine

Carissima Lucina, volevo mandare un sentito ringraziamento  a te e tutte le Voci Vicine che hanno contribuito a rendere così speciale il giorno del mio compleanno !

Oggi mi sono svegliata con la mente piena di pensieri positivi e buoni propositi, leggera e serena come una brezza estiva, rendendomi  conto di sentirmi davvero molto fortunata nel mio percorso vitale ad essere giunta fin qui con tutti voi !   

La vostra vicinanza e affetto, ma soprattutto le vostre parole così care sono state un regalo immenso che hanno riempito completamente di gioia il mio cuore, talmente tanto da farmi avere le lacrime agli occhi…e sai bene che finora  non mi era capitato così neanche  durante le masterclass , dove abbiamo pure condiviso tanti momenti di grande intensità!

La vita è un susseguirsi di esperienze , ma è soprattutto quando non te lo aspetti, quando non ti fai a priori  delle rigide aspettative, che ricevi da lei in dono quelle più belle e intense.

Non ho le parole adeguate per esprimere appieno quello che provo realmente,  ma voglio provare a ringraziarvi tutti lo stesso  

Grazie, Grazie mille a chi ieri  era presente

A Luciana per la più bella rosa mai ricevuta 
A Carlo che ha fatto di tutto per esserci
A Teresa e Pietro che mi hanno sempre accolto
Ad Aisha  che pur senza conoscermi mi ha donato il suo bel  sorriso
Ad Annamaria che mi ha augurato una speciale protezione Mariana
A  Violetta che con la sua benevolenza mi ha sempre rassicurata
A Maurizio che condivide con me vari tipi di onde  
Ma soprattutto grazie Lucina per aver avuto tempo e pazienza,per aver saputo attendere con fiducia i frutti dell’accoglienza.

Grazie mille anche a chi non è riuscito a venire ma  pur se non fisicamente presente, ha riempito di gioia la mia anima così provata da tutti gli eventi di quest’anno dedicandomi un pensiero positivo, spedendolo in chat!

Grazie a Bebè, Vivì, Alessia, Sabina, Lucetta, Antonella , Gabriella, Anna Maria, Sabina…
Non vorrei dimenticare nessuno, ma se così fosse chiedo perdono, purtroppo per ora non ho modo di leggere le chat WhatsApp.

Grazie ancora a tutti per il vostro fantastico regalo, (partecipare al seminario di costruzione del tamburo sciamanico n.d.r. ) che spero di poter realizzare al meglio  e mostrarvi con orgoglio quando sarà ultimato!  

Un grandissimo abbraccio e spero di rivederci tutti  molto presto !
Alessandra Lo Cascio 31-3-2022

Buoni propositi

di Alessandra Lo Cascio

Giorni  avvolti da spesse nebbie
Il respiro lento e stanco
Lasciarsi scorrere  il tempo addosso
Girare lo sguardo intorno
Senza trovare un punto fermo
Un vero approdo

Ma dall’abisso delle negazioni
Riprova ancora una volta
La risalita speranzosa
Che nega l’estinguersi

Parole come corde
Tese dall’alto
Contrastano la gravità

E Con esse puoi credere a tutto
Anche solo per un momento.  

Scoprire questa possibilità effimera
per un atto di accettazione
dona all’anima grata
desiderio di futuro

Alessandra Lo Cascio  3132022

Dio sia lodato per l’onore che mi ha dato: scrostare fanghiglia e scoprire meraviglia!

Lucina


Adesso, se vuoi, puoi mandare i tuoi auguri ad Alessandra! Non è emozionante tutto ciò?

Ti aspetto nei commenti!

La Zona Rossa – Follow the Silence – il film

La Zona Rossa – Follow the Silence – il film

Lucina Lanzara con il regista Salvo Cuccia del film La Zona Rossa

Ieri sera ho assistito al Cinema Rouge et Noir a Palermo all’Anteprima del film “LA ZONA ROSSA – Follow the silence” di #SalvoCuccia sul Silenzio del Lockdown a Palermo.

Da un’idea di Pier Antonio Passante, coordinamento del progetto di Laura Cappuggi, CRICD.

L’ho trovato un lavoro sapiente e appassionato, intenso, profondo, mistico, poetico.

Temevo il colore sonoro, invece sono rimasta in ascolto abbandonato, quando le cose sono giuste, in equilibrio. Complimenti vivissimi dunque a Benni Atria e Marco Saitta.

Follow the SILENCE è UN Puzzle musicale

Il puzzle musicale, sapientemente lavorato, rivela lo straordinario
spessore dei musicisti coinvolti, quasi tutti panormiti, riuniti forse dall’amore per Lelio Giannetto, a cui il film è dedicato.

Le immagini

Le immagini sono grandi. Mi coprivano tutta, avvolgendomi di una bellezza pari alla forza del Silenzio.

E questo silenzio veniva condito dai Suoni più puri e allo stesso tempo ricercati.

La Zona Rossa – Follow the Silence è uno spaccato di Arte contemporanea, Musica Contemporanea, sembrava di avere davanti Curva Minore.

Ineguagliabile cornice e quadro stesso è una delle più belle città al mondo, la mia amatissima Palermo.

Il film verrà distribuito su Netflix.

Voce e campana tibetana all’alba su Palermo

Quando sentirete una campana tibetana e una voce su un’indimenticabile alba che domina Palermo durante il Lockdown, sappiate che è la mia, francamente onorata di averne fatto parte.
 #iltuocantolibera

Voce, emozioni e tamburo sciamanico

Voce, emozioni e tamburo sciamanico

Una conferenza che è una bella chiacchierata su emozioni e tamburo sciamanico. Lucina Lanzara, Luigi Jannarone ospiti di Aldo Messina.

Voce, respirazione, emozioni, canto e tamburo sciamanico sono strettamente collegate. Ne abbiamo parlato su ZOOM.

Scopriamo come la vibrazione della Terra possa interagire con le nostre vibrazioni, a partire dall’utero materno. Ne parliamo con Luigi Jannarone, ospiti di Aldo Messina, noto audiologo, già direttore della Cattedra di Audiologia del Policlinico di Palermo, appassionato di Suono e Vibrazioni.

Clicca PLAY e segui la conferenza

La conferenza su voce, emozioni, tamburo sciamanico con Lucina Lanzara, Luigi Jannarone, ospiti di Aldo Messina.

ALDO:

“Buon pomeriggio a tutti,oggi è il grande evento, la seconda puntata di questa nuova esperienza che Lucina Lanzara ci propone insieme a Luigi Jannarone.
Parleremo di vibrazioni da quando un certo Willems ha scoperto un fenomeno interessante ovvero ponendo accanto due diapason di uguale frequenza basta percuoterne uno che l’ altro entri in vibrazione simpatica. Queste vibrazioni realmente possono influire sulla biologia terrestre anche se si tratta di vibrazioni musicali?”


LUCINA:  “Questa domanda meriterebbe secula seculorum dissertazioni perche tu parli di biologia terrestre di fatto di entrare in risonanza, se noi partiamo dal presupposto che tutto è suono, tutto è vibrazione allora ci siamo risposti, nulla esiste che non produca vibrazioni che non sia rilevabile nelle sue frequenze e dunque la risposta è assolutamente  si”.


ALDO: “E’ un pò come dire con Empedocle pantarei che se tutto scorre tutto vibra,se tutto vibra tutto suona esiste… ma mai il silenzio”.
“E Luigi cosa ci risponde a proposito”?


LUIGI:  “Io dico che questa non è una scoperta recente perché alcuni nativi della terra lo sapevano benissimo e quindi è qlcsa che appartiene alla nostra cultura Intesa in senso lato come umanità”.


LUCINA: 

“Grazie a tutti per la per l’accoglienza condivido lo schermo” 
Ecco qua voce percussioni canto e tamburo sciamanico ci siamo
Presentazione

Melodia e ritmo sin dall’utero materno


LUCINA: “Melodia e ritmo sin dall’utero materno vengono vissuti fin dai primi giorni in cui l’esserino comincia a prendere vita nell utero materno.Melodia e ritmo sono la chiave di tutto ciò che 
affronteremo stasera.
E cos’altro sono la melodia e il ritmo se non il ritorno alla voce e alle percussioni, al battito cardiaco che viene percepito sulla pelle innanzitutto dell embrione, che poi si svilupperà diventando l orecchio e poi sviluppandosi nella persona umana.
Sulla pelle viviamo la vibrazione sonora, i fluidi del corpo, il battito del cuore della madre, il battito del cuore dell embrione che poi diventerà la persona.

L’esperienza del ritmo e delle poliritmie parte dal grembo materno.

L’esperienza del ritmo e delle poliritmie parte dal grembo materno.
Vi mostro questa immagine, qua sono io Lucina Lanzara , nella vita io sono una cantautrice quindi la chitarra è per ricordarvi che io sono una cantautrice, scrivo canzoni, opere , la chitarra è lo strumento a cui mi sono affidata in questi anni , mi sento sempre nuda quando cammino senza chitarra sulle spalle ma 
ho sempre avuto un fortissimo  richiamo al mondo delle percussioni.
Infatti nel 2003 è scoppiata la guerra in Iraq e ho scritto questo lavoro che si chiama il Canto del Sole un concerto per la pace, per voce sola e percussioni, ho compreso soltanto negli ultimi tempi perché ero fissata, focalizzata in modo ineludibile benchè tutti i produttori (questo è stato un disco edito dalla Rai ne è poi uscito un altro precedentemente come cantautrice ) mi dicevano “non puoi fare un disco di voce a percussioni dopo che sei uscita come cantautrice”.
“Oggi ho capito perché”!

Suonare un tamburo libera

“Sono ritornata alle origini, quando io suono un tamburo mi sento connessa. Questa è l’esperienza che fanno il 99,9% delle persone, suonare un tamburo libera. Io sono una cantautrice ma nella vita sono un facilitatore musicale cioè aiuto le persone a tirare fuori la propria musicalità.
Ad un certo punto della mia vita ho cominciato a sentire l ‘esigenza di avere dei tamburi accanto a me e ho fondato un gruppo di tamburi africani con dei ragazzini arrivati in Italia migranti non accompagnati. 
Qui vedete vari tipi di percussioni.
Qui Stavamo lavorando con il fondatore del metodo del draw circle facilito e vedete i tipi di tamburi, asseriscono soprattutto all’Africa e all’ America latina”.

Domande per gli ascoltatori

LUCINA:

“Adesso vorrei invitarvi ad utilizzare la chat su zoom per interagire insieme
Le emozioni e le voci liberano il canto in che modo voci ed emozioni sono collegate?
Vi è mai capitato di avere il famoso Nodo alla gola o anche nodo in gola?
Se si scrivetemi quando vi è capitato di avere un nodo in gola”. Per esempio: se ho una bella notizia mi viene un nodo alla gola? Se ho una notizia Drammatica mi viene un nodo alla gola”?


Un partecipante scrive: 

“Se sono in un forte stato d’ansia, in momenti emozionalmente forti”.

LUCINA risponde:

“Esatto Aldo”.
“Pensate che la voce sia collegata al mondo emozionale”? 

Dice Barbara da Milano che è una cantante: “si, in momenti forti che mi prendono il cuore”. 

Dice Silvana: “si in momenti di forte ansia”. 

Sergio pure. 

Flora: “vivo emozioni ma nodo in gola raramente”. 

LUCINA a Flora:

“Vuol dire che sei piuttosto serena”. 

Enza: “per me si”.

In che modo la voce è collegata al mondo emozionale

LUCINA:

“In che modo la voce è collegata al mondo emozionale”? vediamo
Vi invito a poggiare la mano sulla vostra pancia e a fare un colpetto di tosse con la mano 
poggiata sull’ombelico. 1,2,3 via..
Vorrei mi scriveste adesso sulla chat cosa avete sentito nel vostro ombelico, se il vostro ombelico si è mosso”.

“Molto bene”
Nella chat scrivono:
-La contrazione
-Il diaframma si muove
-La voce rispecchia le emozioni e accade sopratutto quando queste sono molto forti

Simuliamo uno starnuto

LUCINA:

“Proviamo un ‘altra cosa: adesso vorrei che simuliate uno starnuto al mio tre, con la mano sempre sull’ombelico.
Cosa è successo nel vostro ombelico”?

Le risposte:

– l’ ombelico si tende

– si muove la nostra pancia

LUCINA:

“Eppure noi stiamo respirando, ma i polmoni dove sono? L’ aria entra dal naso scende dalla trachea arriva sui polmoni, per quanto si possano estendere che c’entra questa pancia”?

Adesso immaginiamo che la bocca sia ubicata sull’ombelico

“Da questo momento vi invito a immaginare che la vostra bocca sia ubicata sull’ombelico, adesso l’aria fluisce dal tuo ombelico; vi invito a fare un’inspirazione e a soffiare l’aria come se uscisse dall’ombelico. Immagina che un palloncino vuoto, sgonfio sia applicato sull’orifizio dell’ ombelico, vediate un buco come fosse la bocca del palloncino, adesso inspiriamo e profondamente incanaliamo l’aria come se il nostro ombelico potesse soffiare e possa riempire il palloncino sgonfio”. Inspiro ed espiro l’aria. Dall’ombelico faccio uscire l’aria.

 Importante vi chiedo: “ chi di voi è riuscito a visualizzare  l’orifizio, l’ombelico?  Per me è importante”.

A questo esperimento tutti i partecipanti rispondono di si.

LUCINA:

“Qual è il Nesso tra voce e respiro?  Perché continuo a riportare l’attenzione sulla nostra pancia”?

 “Riporto la locandina che aveva preparato Aldo: “nella tradizione sciamanica il canto e il tamburo sono un potente mezzo di guarigione attraverso il quale  connettersi con l’intero universo,  la vibrazione del tamburo e la melodia della voce curano le nostre emozioni toccando la nostra anima, elevando l’ energia del nostro cuore con i canti di medicina possiamo sanare noi stessi e il nostro pianeta. Quindi voce, io posso produrre le voce se respiro, posso cantare se respiro abbiamo visto che il canto, quindi la voce e le percussioni le sperimentiamo dall’utero materno e ci consentono una profonda connessione con il nostro mondo emozionale”.  Le altre due parole chiave sono tamburo sciamanico e canti medicina di cui adesso parliamo con Luigi.

LUCINA mostra un’ immagine e chiede:

“Quali sono i principali elementi che vedete in questa immagine. Se volete potete commentare velocemente in chat Chi Come Dove Quando e Perché”.

“Guardate questo soggetto, è gioioso”?

“Il suo respiro è profondo? lo contestualizziamo in un luogo vibrante”​?

“Vi invito a guardare questa altra immagine e a scrivere in chat quali sono i principali elementi che vedete in questa immagine”.

Per la prima immagine qualcuno risponde: “gli sembra sofferente , gioioso proprio no”.

LUCINA:

“Vi invito ad osservare questa immagine, che cosa tiene in mano questa persona? Dov’è?  E’ chino, è stanco affaticato o trasmette un’esperienza vibrante? Nell’ immagine che vediamo il cerchio che tiene in mano rappresenta proprio un tamburo sciamanico, desidero che venga focalizzata attentamente l immagine perché ricuce gli elementi che abbiamo accennato precedentemente;  è  in una posizione di apertura, tiene in mano uno strumento”.

L’immagine vista da uno dei partecipanti: “il sole dietro il tamburo e lo sguardo impegnato sembra stia avviandosi a suonare probabilmente è già in uno stato meditativo trasmette un’idea di libertà trasmette vibrazioni un tamburone e canta e balla il ventaglio è serena e sente il mondo intorno”.

LUCINA: 

“Probabilmente è un uomo e non una donna veramente questo non lo so, io lo vedo come uomo però è interessante ; un ventaglio tiene in mano,  invece è un tamburo sciamanico di cui adesso parleremo con Luigi”.

LUCINA:

“Il sole altro elemento fondamentale”.

L’ idea di un partecipante:

Luogo aperto, trasmette esperienza vibrante e lui è tutt’uno con un tamburo sembra che stia suonando”.

LUCINA:

“Come vedete tutta una serie di esperienze che noi viviamo anche dal contatto visivo ci trasmettono le informazioni di cui abbiamo bisogno per decodificare la realtà​ e ci mettono in discussione”.

“Luigi jannarone l’ ho conosciuto due anni fa,  in occasione di un matrimonio molto particolare di uno psicoterapeuta che si chiama Daniele Colombo adesso molto vicino ai mondi sciamanici, che è il mio maestro di Gestalt,  Luigi è un sociologo che ha fatto della sua vita una ricerca perenne, lui di fatto è da quando ha 19 anni che suonava con un gruppo, Luigi gira il mondo alla ricerca”.

LUCINA:  

“Mostro delle slide che presentano il tuo lavoro (rivolgendosi a Luigi), poi vorrei che tu parli e la tua comunicativa”.

“Qui vedete un cerchio di legno poggiato su una pelle e delle persone intente a fare”. “Qui vedete una persona Valeria Stassi che sta tagliano una pelle di capra”.

“Questo è il mio tamburo sciamanico che ho costruito con Luigi e che ha cambiato la mia vita”.

“Qui vedete tutti i tamburi che sono stati costruiti, Luigi tiene dei seminari dalla mattina alla sera in cui ognuno costruisce il proprio tamburo”.

Lucina introcduce Luigi Jannarone

LUCINA:

“Luigi raccontaci un poco come tu hai afferito a questo mondo che ha a che fare con i tamburi sciamanici e con i canti medicina”?

LUIGI:

“Grazie Aldo, grazie Lucina, grazie a tutti, è un piacere poter essere qui con voi”.

“Mentre studiavo per Sociologia per diventare un sociologo, negli anni 90 ho iniziato diciamo il mio percorso mentre stavo facendo l’università ho iniziato a viaggiare e sono stato prima in Sri Lanka poi in Cina in Giappone in Africa e dagli anni 2000 ho iniziato a viaggiare costantemente nelle due Americhe questo perché ero diciamo mosso dal desiderio di conoscere i popoli nativi e soprattutto di trovare una radice comune soprattutto spirituale a quella che era un po’ la mia ricerca quindi ho iniziato a entrare in contatto con popoli nativi Soprattutto sulle Ande in Messico e negli Stati Uniti e a stare in cerchio con gli anziani di tradizione e da loro imparare diciamo molte tecniche , la  costruzione del tamburo ma anche diciamo tutto un lavoro energetico ad esempio lucina parlava  dell’ombelico, nella tradizione Andina l’ombelico, che viene chiamato Cosco, è un punto importantissimo”.

Canto e ombelico

“Perché si parla di un ombelico con una sorta di bocca energetica attraverso il quale noi assorbiamo tutto ciò che abbiamo intorno inconsapevolmente ovviamente quindi Esistono delle tecniche per poter lavorare su questa parte e per essere consapevoli di ciò che noi assorbiamo attraverso l’ombelico e così diciamo anche dei lavori addirittura per far sì che attraverso l’ombelico noi possiamo curare e sanare le energie pesanti delle persone, ovviamente queste sono tecniche molto avanzate che però esistono e diciamo che i popoli inattivi già conoscevo”.

“Per quanto riguarda il tamburo sciamanico e i canti medicina, diciamo che da sempre la tradizione nativa, il tamburo è associato al nostro cuore è associato alla capacità di poter espandere il nostro cuore farlo vibrare insieme all’universo, alla capacità, stavo dicendo, di alzare quel sottile velo che ci separa da una realtà non ordinaria, quindi è una sorta di ricetrasmittente, trasmette la nostra energia all’universo e allo stesso tempo, mettendo in pausa  il nostro cervello, ci aiuta invece a percepire, ci aiuta a sincronizzarci con tutto ciò che abbiamo intorno e a percepire quelli che sono le vibrazioni e addirittura i messaggi dell’ universo, perché  quando noi non siamo nell’emissione del  pensiero, siamo in una modalità più femminile ricettiva e quindi siamo in grado di entrare in contatto con ciò che abbiamo intorno in un altro. Ecco perché il tamburo veniva utilizzato nelle culture native per entrare in stati non ordinari di coscienza e connettersi con il mondo spirituale e poi trarre insegnamenti,  guarigioni e tutto ciò che serviva a questo popolo per poter andare oltre e basarsi su un’identità.

Quindi prima Lucina diciamo ha parlato della costruzione del tamburo, per me è importantissimo perché come ha detto Lucina ha cambiato la sua vita, diciamo che il tamburo sciamanico sicuramente è un alleato anche per noi, per il nostro cammino, porta un certo grado di consapevolezza perché ci aiuta diciamo a lasciare andare i pensieri,  ci aiuta a curarci a sanarci, ad aprire il cuore,  ci aiuta attraverso i canti a portare in alto la nostra vibrazione, soprattutto a stare in allegria nella gioia e ci aiuta anche a liberare la parte emotiva, perché spesso abbiamo bisogno di qualcosa  che ci aiuti a liberare tutto ciò che assorbiamo di energia pesante, quindi il tamburo è un ottimo alleato anche in questo;  si può col tamburo cantare, si può danzare, si può suonare, si può anche entrare in uno stato meditativo quindi veramente uno strumento a 360° che canta e ci aiuta veramente nel nostro cammino di consapevolezza”.

Il ritorno ai suoni originari

LUCINA:

“Fantastico,  a sentire sempre i discorsi di Luigi mi emoziono sempre, mi emoziono perché trovo una fortissima risonanza. Sai quando si dice ti risuona, ti suona, tutto quello che dice Luigi io lo trovo fortemente risonante cioè l’esperienza che ho fatto di costruzione del tamburo sciamanico nel mio caso non è che mi ha trasformato, ha dato senso a tante cose, questa ricerca dal 2003 che io ero fissata con questo discorso dei tamburi, tamburi, tamburi, ho capito perché, perchè  c’è proprio un ritorno ai suoni originari, c’è una opportunità una facilitazione nella vita perché suonare il tamburo sciamanico è  piuttosto elementare conoscendo delle coordinate lo possono fare tutti noi con Luigi terremo il 12 Aprile un piccolo incontro seminariale per spiegare come suonare il tamburo;

ALDO:

“Condivido L’esperienza di Luigi perché io l’ho provata, premetto che io non suono, mi interessano i ritmi, le musiche però non sono un musicista, assolutamente no però volevo chiedere:

Perché il tamburo sciamanico e non un tamburo qualsiasi?

ALDO A LUIGI:

“Perché il tamburo sciamanico e non un tamburo qualsiasi?”

LUIGI:

“Perché gli faccio costruire il tamburo sciamanico”?

ALDO a LUIGI:

“Perché queste prerogative tu le attribuisci solo al tamburo sciamanico e non al tamburo e al ritmo in generale”?

LUCINA:

“Luigi ti faccio una domanda, integro la domanda sulla costruzione del tamburo sciamanico, tu li fai costruire utilizzando una base diciamo uguale per tutti, quello un pò didattico, come nel corso che facciamo noi, per esempio questo mio tamburo (mostra il suo tamburo). Non so se lo vediate invece è stato costruito tenendo in considerazione la data di nascita; dicci due cose Luigi anche in merito al fatto che è la costruzione del proprio tamburo è tutta una serie di rituali che vengono posti in essere nella costruzione del proprio tamburo”.

LUIGI:

“Certo la costruzione del tamburo sciamanico è un modo per poterci connettere con l’energia dell’universo, è modo per poter sacralizzare anche un atto, per cui noi prima di costruire un tamburo facciamo un piccolo rituale, che è un rituale di diciamo così di preghiera e di ringraziamento per gli elementi che andiamo a utilizzare quindi le pelli di capra e i cerchi di faggio e quindi facciamo un piccolo ringraziamento, un piccolo rituale alla madre terra e poi alla fine una volta che il tamburo è stato costruito facciamo una sorta di consacrazione facendo un rituale alle quattro direzioni e soprattutto chiedendo l’appoggio di Madre Terra e di Padre Cielo; quindi è all’interno di un contesto la costruzione di un contesto che per me è molto importante quello dell’idea che ogni atto nostro dovrebbe essere un atto sacro, così come la nostra vita dovrebbe essere una vita sacra, tutti i giorni noi dovremmo ricordarci che siamo qui di passaggio e che dobbiamo godere di ciò che facciamo e che abbiamo una meravigliosa opportunità”.

Riguardo invece quello che diceva Aldo prima, diciamo che il tamburo, questi chiamati i tamburi a cornice sono intanto molto intuitivi, molto semplici anche da suonare e i nativi spiegano che nel momento in cui noi percuotiamo un tamburo, creiamo come una sorta di anello e un po’ lo fa il nostro cuore e dall’altra parte ha la vibrazione del tamburo dato da un elemento maschile e femminile; l’elemento maschile ovviamente è il Battente o bacchetta e l’elemento femminile è proprio diciamo il tamburo in se e singolarmente i due non suonano però nel momento in cui noi facciamo incontrare l’elemento maschile con l’elemento femminile è come se questa vibrazione fosse vita e questa vita prende corpo proprio dal nostro cuore perché dal nostro cuore poi arriva, diciamo che il cuore lavora anche sulle braccia, ecco che si unisce questa vibrazione al nostro cuore e quindi è questo cuore che va a contattare il cuore di Madre Terra che va a contattare il cuore dell’universo e tutto ciò che abbiamo intorno.

LUCINA:

“Dunque rispetto alla domanda di Aldo, il tamburo sciamanico è diverso rispetto a un djembe, a un darbuka, in che modo tu pensi che sia diverso”?

Ritmo, vibrazione ed emisferi cerebrali

La semplicità della tecnica sul tamburo sciamanico

LUIGI:

“Allora in realtà la vibrazione è vibrazione quindi non è che questo cura, sana mentre un djembe non lo fa, assolutamente no, è diverso l’approccio che noi possiamo avere No? perché questo è un approccio molto più semplice, si suona con una mano sola, i ritmi sono molto più semplici e forse questa semplicità ci aiuta anche ad entrare più facilmente in una sorta di connessione emotiva e di come dire di entrare in uno stato meditativo o non ordinario di coscienza più facilmente, perché più il ritmo è come dire semplice e ripetitivo più noi abbiamo la possibilità di entrare in questo stato”.

ALDO:

“Il ritmo  ripetitivo possa abbassare la soglia del sistema nervoso e fare entrare in attività il famoso cervello R, quello rettiliano e quindi quello più automatico questo è abbastanza assodato, però volevo capire, ti prego non la prendere come una critica ma solo la voglia di capire, è anche vero dall’altro lato che chi usa un tamburo sciamanico è già una persona di un certo tipo, è possibile che entri maggiormente in vibrazione simpatica quindi in meditazione perché  è già predisposto rispetto ad uno che usa strimpellare con un tamburo qualsiasi?

LUIGI:

“Può essere questo, è molto soggettivo”.

ALDO:

“Appunto, già chi lo utilizza è già un personaggio di un certo tipo super costruito ha fatto un certo rituale per costruirselo come dici tu, quindi è anche instradato verso una certa filosofia, ciò non toglie che l’ importante poi è quello che si fa, il risultato, il risultato è quello che tu descrivi ed è quello che ci affascina, prego”.

LUIGI:

“Allora ad esempio riguardo appunto il tamburo mi viene in mente una scrittrice americana che si chiama Diangù, praticamente dice che in realtà il tamburo quello che fa è bilanciare l’emisfero sinistro con l’emisfero destro; perché questa vibrazione diciamo aiuta proprio anche il nostro cervello a completarsi, questo indipendentemente da una persona se ha fatto un percorso chiamiamolo di questo tipo spirituale oppure no. Ad esempio questa cosa per i nativi era molto importante quello di sincronizzare i due emisferi, infatti l’utilizzo della benda o della bandana che loro hanno è proprio questo, l’idea è quella che simbolicamente io vado a unire i due emisferi”.

ALDO:

“Fantastico”. Secondo la tua concezione quale emisfero normalmente viene utilizzato nella percezione del ritmo è il destro?”​

LUIGI:

 “Sicuramente, diciamo che il destro è quello più ritmico”.

ALDO:

 “E’ quello destro, soltanto i musicisti esperti mandano il ritmo musicale al cervello sinistro perchè lo percepiscono come un linguaggio e quindi andrebbe fatta una distinzione tra quelli che sono già avvezzi alla musica e quelli che non lo sono.

LUIGI:

“E’ vero sì sì sì sì sì, è anche vero comunque che l’effetto di un tamburo indipendentemente da una persona che diciamo è avvezza o abituata un certo tipo di lavoro, arriva comunque. Hanno fatto diversi esperimenti anche per vedere che cosa, attaccando con l’encefalogramma ad esempio che cosa succede se viene suonato un tamburo a una certa velocità piuttosto che un’altra, allora intuitivamente è chiaro che se il ritmo è molto più elevato abbiamo un ingresso di energia, per cui abbiamo un corpo che prende energia da questo da questo battito e quindi diciamo è come se noi facessimo un bagno una doccia energizzante, viceversa se noi utilizziamo il tamburo invece con un ritmo molto più basso chiamiamolo così quindi andiamo a calmare quello che si è scoperto, che il cuore tende un pochettino a sincronizzarsi con il battito del tamburo stesso questo indipendentemente dal fatto se uno ha fatto un percorso spirituale o sciamanico oppure no.

ALDO:

“No assolutamente vero. C’è quel meraviglioso film che è Canone inverso di Ricky Tognazzi dove la protagonista ad un certo punto dice: “non ci si può che accordare con una persona il cui ritmo coincide con il ritmo del nostro cuore” una frase meravigliosamente bella, quindi che da ragione a quello che tu stai dicendo”.

ALDO:

 “Ma questo è il concetto di vibrazione simpatica, volevo affinare ulteriormente il concetto di tamburo sciamanico. Io prima ho sentito il suono, che obiettivamente meraviglioso, non è il solito tamburo, ci sono delle armoniche, più vibrazioni molto ricche, ha un colore particolare se vogliamo utilizzare è questo che secondo te ne facilita la penetrazione dentro il nostro corpo?”

LUIGI:

“Sicuramente potrebbe essere questo, calcola che anche i tamburi sciamanici possono essere molto diversi uno dall’altro. Io ad esempio quello che faccio costruire è un tamburo che ha un diametro di 40 cm e un’altezza di 9.

LUCINA fa ascoltare due suoni di due tamburi diversi

LUIGI:

“Ecco Comunque stavo dicendo che a seconda della Dimensione del tamburo e dell’altezza del tamburo il suono è completamente diverso, più è grande il tamburo e più avrò un suono basso.

LUCINA, dopo che ha fatto ascoltare il suono di un tamburo:

“Istintivamente ho cominciato a suonare il tamburo e già stavo andando in trans, cioè proprio è automatico se io respiro questo suono cioè faccio in modo che questo suono mi entri dentro e gli concedo di vibrare con me si entra in una dimensione altra in cui i confini materiali del nostro corpo fisico vengono completamente annullati nel corpo eterico ma qua entriamo in un altro argomento che meriterebbe un altro webinar.

LUCINA fa ascoltare il suono di un tamburo costruito insieme a Luigi.

LUCINA:

“Luigi volevo dire due cose, una è appunto i ritmi, se si studiano questi ritmi? noi a Palermo diciamo faremo il 12 quest’incontro perché istintivamente il tamburo si può suonare ma anche il tamburo sciamanico segue delle piccole regole, elementari che si apprendono facilmente per farlo suonare nel giusto modo se un giusto ci fosse.”

LUCINA:

“Sentiamo un attimo le domande che ci sono”.

 ALDO:

“Scusatemi Luigi sarà a Palermo dal 7 al 13 Aprile mi pare, mi puoi dire perché, chi, Come, Dove e Quando?”

LUIGI:

 “Il 9 ci sarà questo seminario sulla costruzione del tamburo sciamanico mentre il 10 ci faremo una diciamo capanna del sudore, un Temazcal, che è diciamo una un rituale antico di rinascita e guarigione, una sorta chiamiamolo così di sauna all’aperto dove c’è un fuoco, dove vengono scaldate delle pietre e poi portate all’interno di questa capanna. Ovviamente anche in quel caso lavoreremo col tamburo sciamanico quindi ci sarà un cerchio di canti al fuoco, ecco è un invito a chi desidera magari a fare quest’esperienza, noi siamo li per questo.

ALDO.

“A Palermo dove, il 10 Aprile dove?”

LUCINA:

” Per tutte queste attività potete contattare me, per la costruzione tamburo sciamanico, contattare Ada.”

LUIGI:

“Ci tenevo a dire ad esempio noi parlando di ritmi, che nel mondo sciamanico ci sono dei ritmi anche per lavorare con gli elementi stessi per cui c’è un ritmo che richiama il ritmo del fuoco, un ritmo che richiama il ritmo dell’aria, dell’acqua e della terra”.

4 elementi

ALDO:

“Sono i 4 elementi fondamentali, torniamo sempre alla filosofia greca”. 

LUIGI:

“E poi dopo questi ritmi fondamentali ovviamente ci sono poi dei ritmi più complessi che vengono utilizzate per le danze e anche queste danze diciamo sono un omaggio agli elementi per cui si sono danze per il fuoco, per l’acqua, per la terra, per l’aria.”

ALDO:

“Luigi tu sei un sociologo, immagino che utilizzerai il tamburo per far gruppo.”

LUIGI:

“Sono in realtà un sociologo molto atipico”.

ALDO:

“Un titolo nobiliare allora. Diciamo che il tamburo serve anche a far gruppo, perché crea questa cappa di vibrazione che chiude le persone che ne fanno parte in una sorta di sfera magica”.

LUCINA:

“Aldo qui l’ esperta di questo sono io, utilizzo i tamburi o le percussioni in genere per costruire relazioni tra le persone secondo un metodo che ho imparato, avete visto l’immagine all’inizio quella in cui sono al centro di un cerchio fatto da tamburi, un metodo ormai messo a fuoco viene riconosciuto anche dal MIUR, viene riconosciuto come terapia si chiama draw circle facilitato, c’è un facilitatore che una persona che funge da maieutica della Liberazione dello spirito del gruppo quindi all’inizio si sincronizzano gli emisferi cerebrali ect..e ho fatto tutti questi eventi come l’alba dell’ equinozio, eventi in cui ci si incontrano 100 persone e alla fine nel giro di un’ora e mezza siamo tutti amici e come siamo diventati tutti amici ? perchè ci siamo completamente connessi, ci siamo incontrati secondo delle tecniche elementarie ma il tamburo è lo strumento che consente questo passaggio”​.

Frequenze, risonanze, Herz.

MAURIZIO D’AMICO chiede:

“Secondo Luigi e anche secondo voi, c’è anche un po’ una correlazione tra l’altezza in Hz del suono e una serie di stati d’animo perché per esempio nell’Ipogeo di Malta cioè delle stanze che risuonano a 110 Hz se non sbaglio e che si dice che favoriscano la meditazione.”

LUIGI:

“Mi viene da sorridere, perché io in realtà vengo dal mondo nativo dove la maggior parte delle persone che ho incontrato non sapeva né leggere né scrivere​, e quindi la loro conoscenza è tutta una conoscenza intuitiva cioè non misurano gli Hz e si basa semplicemente sulla capacità che queste persone hanno degli ascoltare e di percepire ciò che per noi è più facile misurare.

Quindi è bello che ci sia questa varietà perché noi possiamo imparare tanto da loro e loro possono anche apprendere da noi, è bello che in questo momento ci sia questo scambio e io quello che credo umilmente di poter fare nella mia vita è essere un ponte in realtà, un ponte per unire cultura, un ponte per poter portare un po’ diciamo di cultura nativa da no , e un po’ anche del nostro modo, se vuoi, anche di andare oltre, portarlo da loro per cui è bello poterci vedere tutti come una sola umanità, come un solo genere che piano piano si sviluppa; e per quanto riguarda quello che stavi dicendo sì io credo di sì credo che ci sia una correlazione però non sono così esperto da poterti dire esattamente, magari Aldo ne sa sicuramente più di me.”

ALDO:

“Sono stati fatti parecchi studi in proposito ricorderete la famosa frequenza utilizzata dai nazisti per aumentare l’aggressività; io non credo che sia la frequenza singola quindi il tono puro singolo che possa determinare questo, quanto l’incalzare il ritmo che noi diamo agli stessi e il numero di armoniche che vengono prodotte.”

ALDO MESSINA:

“C’era Evelina che voleva intervenire, ci sono parecchi interventi parecchi interventi, diamo un po’ di spazio al dubbio.”

Spazio alle domande
Tammorra, tamburo e tamburello

EVELINA CUFFARO:

“Mentre ascoltavo quello che dicevate stavo facendo proprio delle riflessioni, è da tantissimi anni che ho avuto un approccio con il tamburo anche con il tamburo sciamanico, perchè mi è capito di avere per le mani dei tamburi sciamanici, però quello che ho approfondito moltissimo è proprio il tamburo sciamanico della nostra terra che è la tamborra e i tamburelli; questo strumento mi ha permesso veramente di entrare dentro il ricordo, di guarire quella parte di me che in questa vita proprio non ricordo, quelle emozioni che stanno proprio dentro l’ombelico e che  mi portano a ricordare, anche a guarire quello che è il mio DNA e penso che quest’ approccio col tamburo e al di là se è nativo se non è nativo sia fondamentale per entrare dentro il ricordo di noi. Per quanto riguarda invece il cuore, il nostro tamburo sciamanico che è la tamborra si suona davanti al cuore e si entra in una relazione molto forte.”

ALDO :

“Posso chiederti cos’è la tammorra”?

EVELINA:

“Hai presente il tamburello? La tamborra è più grande, può avere i sonagli o può non averli”.  I sonagli servono a scacciare gli spiriti cattivi e sono fatti di metallo e servono ad allontanare quelle energie che magari si possono raccogliere con il tamburo muto che raccogliere l’energia forte della terra, i metalli hanno il compito di allontanare le energie che diventano molto dense”.  Mi piacerebbe tantissimo venire al seminario per la costruzione del tamburo sciamanico. Mi piacerebbe anche portare il mio tamburo quello che suono sempre, per ora vivo in campagna e lo suono spesso al tramonto e anche con il nostro tamburo c’è una  connessione forte con i nostri elementi, con l’acqua, con  la terra, con il vento, con l’aria. Sarebbe molto interessante secondo me veramente integrare anche il tamburo sciamanico nella nostra cultura. Noi siamo siciliani, siamo del sud Italia e abbiamo questa fortissima tradizione sopita, Secondo me potrebbe essere una cosa molto interessante veramente iniziare a dialogare in tal senso.”

LUCINA:

“Io conosco benissimo Evelina, abbiamo avuto tante occasioni di condividere dei momenti anche molto forti e profondi, anche un momento in cui abbiamo cantato io suonavo il tamburo sciamanico e lei la sua tamborra a sonagli, abbiamo cantato anche improvvisando con le voci, è molto interessante questo aspetto che dice Evelina e durante i cerchi di suono che organizzo sono presenti tutti i tipi di tamburi e di strumenti a percussione, la connessione è sempre molto profonda”.

Domanda sul ritmo dei popoli nativi

FRANCESCO:

“Io volevo fare una domanda, abbiamo visto come il tamburo diciamo è la prima forma di ritmo per i popoli nativi, per i popoli più semplici; quanto è difficile fare partecipare una persona ad una cultura musicale un pò più, non voglio dire più evoluta perchè non è una parola esatta, però quanto meno ha tutta una serie di conoscenze sovrapposte, dico quanto è difficile portarla ad un livello chiamiamolo primitivo, di connessione e di passione con gli altri perchè penso che più o meno ognuno di noi ha avuto una sua evoluzione musicale”.

ALDO:

“E’ possibile  affermare che le finalità sono diverse Francesco? cioè uno che entra in una musica evoluta probabilmente è un fatto culturale mentre lì è un fatto di voler conoscere se stessi. Vediamo se ho ragione, Lucina che ne pensa?”

LUCINA:

“Sono d’accordo con te Aldo, la questione è qual’ è il punto di arrivo, qual’ è l’approccio, da dove parti e dove vuoi arrivare, spesso chi si vuole mettere in gioco con situazioni di questo genere quindi sperimentando una nuova visione per esempio con i draw circle facilitati porta tutto il proprio patrimonio e quindi fa una grande fatica a trovare la libertà di improvvisazione perché si ritrova ad attingere tutti quei pattern che ormai fanno parte del suo DNA, della grammatica musicale che ormai gli appartiene ma è tutta questione di approccio. Se tu decidi di spogliarti, di essere totalmente nudo e abbandonato devi fare un certo tipo di processo sesso con le persone più strutturate è più difficile all’inizio.

LUCINA:
“non so, Luigi che cosa ne pensi”?

LUIGI JANNARONE:

“Assolutamente, il cammino è quello di spogliarci dalla struttura che abbiamo messo a livello culturale tutto quello che abbiamo imparato, tutto ciò che c’è stato insegnato. Il punto è proprio questo, il punto è che per arrivare diciamo ad un approccio più primitivo, come diceva prima Francesco, dobbiamo spogliarci di tutte quelle sovrastrutture che abbiamo messo e per arrivare all’essenza e per noi che arriviamo da questo tipo di cultura veramente è un po’ più difficile, però si può fare, è un cammino”.

Lucina Lanzara deve andar via, alla presentazione dl film La Zona Rossa – Follow the Silence di Salvo Cuccia. Saluta anticipatamente.

ALDO:

“Intanto vorrei liberare Lucina che magari si sente imbarazzata a doverci lasciare però ha un impegno improrogabile quindi ti libero, ti saluto.

LUCINA:

 “Io vi ringrazio di cuore, vi ringrazio della partecipazione, aspetto il link e ci aggiorniamo al più presto. Luigi congratulazioni, Aldo grazie dell’ospitalità, grazie a questo fantastico pubblico, arrivederci a tutti”.

ALDO:

“Luigi i tuoi interventi a Palermo sono aperti al pubblico? Diamo qualche informazione in più cioè chi vuole si puoi iscrivere?”

LUIGI:

“Assolutamente sì, è proprio questo il proposito quello di far conoscere il tamburo, i canti medicina, far conoscere alcune pratiche diciamo spirituali dei popoli nativi quindi l’idea è proprio questa quella di portare qui in Italia o comunque nella nostra cultura qualcosa che ci appartiene e sicuramente perché esisteva anche da noi tanto tanto tempo fa , però adesso è come più facile andarla a riconoscere in altri posti”.

Il tamburo sciamanico si sente

ALDO:

“Nella tua splendida presentazione hai detto che il tamburo si sente per me questo è un invito a nozze poiché gli atti percettivi uditivi sono tre: si ode con l’orecchio, si sente con il corpo e come hai detto tu con la pelle anche con la pelle, si ascolta con il cervello; fatta questa distinzione il tamburo sciamanico si ode si sente o si ascolta”?

LUIGI:

“Sai cosa c’è? Allora io credo che il tamburo sciamanico sia qualcosa di veramente connesso a una  nostra parte primordiale, quindi direi tutte e tre cioè nel senso che se ci pensi noi siamo stati 9 mesi nel grembo di nostra madre, abbiamo ascoltato questo suono del cuore”.

ALDO:

“Si lo ascoltiamo filtrato, il liquido amniotico lo filtra, non passa proprio tutto.”

LUIGI:

“Però questo suono comunque che noi ovviamente adesso non ricordiamo più però è ancora inscritto nelle nostre cellule cioè c’è ancora dentro di noi e quindi secondo me il tamburo è come se entrasse in risonanza con un ricordo ancestrale che noi abbiamo a livello cellulare e questo lavora su tutto il corpo lo fa come percepire vivo dentro di noi.”

Esperienza con persone con difficoltà neuropsicologiche?

ALDO:

“Hai esperienze con persone con difficoltà comunicative o comunque con difficoltà neuropsicologiche in senso lato”?

LUIGI:

“Diciamo che personalmente no, non ho avuto esperienze perché non sono una musicoterapeuta, però ovviamente esiste tutto un lavoro che fanno queste persone. Io ad esempio ho un caro amico che è uno musicoterapeuta che lavora col pianoforte ma molto spesso lavora proprio anche con gli strumenti a percussione proprio perché lo strumento a percussione muove delle cose ancor più ataviche, ancor più antiche, ancor più come dire basiche che per noi è ritmo essenzialmente”.

ALDO:

“Quindi se non ci sono altri interventi io concluderei, ringrazio Lucina, ringrazio Luigi per la partecipazione, per averci affascinati.

Allora mi dice Ada che la costruzione tamburo si terrà dalle 10 alle 18 in villa privata a Barcarello,  per avere l’indirizzo possiamo contattare lei personalmente, cosa che faremo e poi eventualmente io posso diffondere l’informazione sul mio gruppo.

Ti ringrazio Luigi, ringrazio quanti sono intervenuti auguriamo una buona serata a Lucina che in questo momento ci sta rappresentando al Rouge et Noir, grazie davvero a tutti di essere intervenuti”.

Seminario pratico su
Voce e tamburo sciamanico

Seminario per Voce e tamburo sciamanico

Palermo, 12 aprile 2022 ore 20.00-22.30, segui anche su ZOOM .

Il 12 aprile ore 20.00-22.30 terrò al Parco del Sole, Chiesa di San Giovanni Decollato insieme a Luigi Jannarone un seminario pratico su vocalità, respirazione e ritmi del tamburo Sciamanico .
qui la chiacchierata di ieri sera.

https://www.lucinalanzara.it/product/seminario-voce-e-tamburo-sciamanico/

Webinar: voce, percussioni e tamburo sciamanico. Lucina Lanzara e Luigi Jannarone, a cura di Aldo Messina

Giovedì 31 marzo ore 19 – 20
Lucina Lanzara e Luigi Jannarone
ospiti del Professor Aldo Messina, già direttore della cattedra di Audiologia del Policlinico di Palermo. “Voce, percussioni e tamburo sciamanico” .
Partecipa gratuitamente da qui

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Ingresso libero

Ecco il link

https://us02web.zoom.us/j/85367511748?pwd=SEh4Q1I0cG1BN3RNK3dSNkxSRStRUT09

ID riunione: 853 6751 1748
Incontro sul web su voce, percussioni, canti medicina e tamburo sciamanico
31 marzo ore 19.00 – 20.00

Ingresso Libero

Passcode: 511595