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Per un’Ecologia della Pace – 19.06.2026 la Consulta per la Pace e la non violenza del Comune di Palermo

Per un’Ecologia della Pace – 19.06.2026 la Consulta per la Pace e la non violenza del Comune di Palermo


Ieri al Cre.Zi. Plus mi sono sentita nel posto giusto. Come membro della Consulta per la Pace e la non violenza del Comune di Palermo, assemblea. Volti che condividono i tuoi ideali, ti fanno sentire nel posto giusto, anche se abbiamo vite diverse.

Lucina Lanzara, Erminia Scaglia, Tiziana Gulotta

Ad aprire l’assemblea è Francesco Lo Cascio, portavoce della Consulta per la Pace: accoglie tutti e dà il tono dell’incontro, uno spazio di parola condivisa più che una “conferenza”.

Con lui si alternano, fin da subito, voci diverse: tra queste, Valeria Calandra e Nadine, che portano sguardi e sensibilità differenti sul tema della pace vissuta nei territori.

Valeria Mendola, Nadine, Francesco Lo Cascio, Daniela Culò

Andrea Costa porta l’orizzonte nazionale: parla del possibile Ministero della Pace e della “Via Italiana del Dialogo”, raccontando dell’appuntamento del 25 giugno all’Auditorium Ara Pacis e della possibilità di seguire anche online. con possibilità di seguire su Zoom e di registrarsi sul sito www.senzatomica.it. Conclude richiamando la necessità di “occuparsi della pace ogni giorno”. Chiude con un invito semplice e radicale: occuparsi della pace ogni giorno.

Concetta Amella, consigliera comunale, ricorda che nel mondo sono accesi più di 70 conflitti e quasi nessuno parla della morte degli animali e della biodiversità ferita. Richiama l’articolo 9 della Costituzione e lancia una proposta precisa: la pace come parametro educativo sin dall’asilo, non come tema opzionale ma come fondamento.

Si entra nel cuore delle ferite sociali con le parole di Francesco Todaro: “A Palermo, se a 50 anni perdi il lavoro, entri all’Inferno”. Il discorso si sposta subito sul legame tra pace, lavoro e giustizia sociale: la pace, qui, non è mai solo assenza di guerra ma condizione di dignità, reddito, possibilità di vivere senza essere schiacciati.

Stefano Edward, ex Vce portavoce della Consulta per la Pace del Comune di Palermo, con il portavoce Francesco Lo Cascio

Gianni Giabbri, dell’associazione ErriPa Achille Grandi, ricorda che Pace e Giustizia sono sorelle, cioè assenza di oppressione, e che la giustizia sociale nasce da pari opportunità, equità, equa distribuzione della ricchezza. Collega tutto all’Agenda 2030, in particolare all’Obiettivo 16: tutela dei minori, accesso alla giustizia, istituzioni solide.

Dal Presidio Donne per la Pace “Fuori la Guerra dalla Storia”, Mimma Grillo parla delle donne del Presidio Donne per la Pace che dal 2022 a oggi, senza soluzione di continuità, si è riunita in piazza prima con presìdi settimanali, ora mensili. Adesso l’orizzonte della manifestazione “10, 100, 1000 Piazze per la pace”, si allarga con l’appuntamento del 21 giugno a Roma, in Piazza del Campidoglio, per unire donne di tante città italiane.

Giovanni Caronia mostra la concretezza di un gesto: ha scelto i lenzuoli come strumento di testimonianza. Ha preparato stencil, organizzato la stampa di grandi striscioni con le scritte “BASTA ARMI” e “NO AL RIARMO”, che in sala vengono sollevati anche dalle figlie di Giovanni Villino, Rosa e Matilde. Invita chiunque voglia a mettersi a disposizione per dipingere e appendere nuovi lenzuoli nei quartieri e nei paesi.

Le figliole di Giovanni Villino coi lenzuoli ideati da Giovanni Caronia

Giovanni Villino, giornalista, si concentra sul linguaggio: invita a “disarmare le parole”, a smettere di usare termini come nemico, scontro, combattere nel discorso pubblico. Ricorda un dato che colpisce: il quotidiano più diffuso in Italia stampa solo 80.000 copie al giorno su 60 milioni di abitanti. Se l’informazione si indebolisce, anche la democrazia si indebolisce. Parla dei bambini che sono spariti dai telegiornali “per proteggerli”, ma così diventano invisibili. E racconta un’immagine intima: la sera ascolta musica con le figlie, citando Dente, cantautore italiano – “sarà che non rimpicciolisci anche se ti allontani da me” – come metafora di una pace che non deve rimpicciolirsi anche quando sembra lontana.

Dal quartiere e dalle arti marziali arriva la voce di Maurizio Toscano, ASD Ballarò, maestro di Aikido: l’arte marziale che educa alla nonviolenza. Propone di cambiare prospettiva: “non abbiamo davanti un nemico da abbattere, ma un compagno da controllare, con cui trasformare il conflitto”. Ricorda l’invio di 35.000 certificati elettorali a cittadini non italiani, segno di un’idea di cittadinanza che prova ad allargarsi.

Mimma Grillo, Gianni Giabbri, Francesco Todaro, Valentina Chinnici, Giovanni Caronia, Giovanni Villino: le loro voci, insieme a quelle di tante e tanti altri, costruiscono un mosaico dove pace significa anche presidio, partecipazione, lotta alle disuguaglianze, difesa dell’informazione libera, ascolto delle periferie.

E poi c’è Fra Claudio, missionario comboniano, che interviene verso la fine. Ringrazia per la bellezza condivisa e dice che Palermo è una città viva. Racconta l’esperienza di 80 classi al Regina Margherita: educazione civica, 55 minuti interattivi per volta. Confida di aver ascoltato tanta ricchezza in assemblea, ma di non aver ascoltato i ragazzi, perché mancano spazi di confronto pensati per loro. Ricorda che “è dai tempi dei funerali di Falcone che non si vedeva una così grande partecipazione” e parla di ecologia integrale: ascoltare il grido di chi è escluso e il grido della terra, in un tempo in cui l’ascolto è “fuori moda” e chi non era povero è stato reso povero.

In mezzo a queste voci, la Consulta per la Pace e i Diritti Umani non è più solo un nome: diventa un luogo concreto, dove Palermo prova a rileggersi alla luce della nonviolenza, del disarmo, del lavoro, della giustizia sociale, dell’attenzione ai più fragili.

Sono tornata a casa con la sensazione che la possibilità della Pace esiste dando la parola a chi, ogni giorno, la costruisce nel proprio pezzo di mondo.

Inno allo zero di Fibonacci, la nuova opera firmata da Salvino Leone e Lucina Lanzara

Inno allo zero di Fibonacci, la nuova opera firmata da Salvino Leone e Lucina Lanzara

ANTEFATTO

Ad Agosto del 2025 Aldo Messina proclama nella chat del suo gruppo “Nuddu si pigghia…” che a Febbraio 2026 si celebreranno gli 800 anni dell’incontro tra Fibonacci e Federico II, evento risolutivo per l’introduzione del numeri arabi e della nuova aritmetica nel mondo Occidentale. 

Aldo intende organizzare un Convegno allo Steri. L’evento si è tenuto proprio ieri alla Sala delle Capriate dello Steri.

Un evento stupefacente per ricchezza e trasversalità dei contenuti e livello dei relatori. 

Propongo un brano inedito, coinvolgendo a mia volta il prof Salvino Leone, medico bioeticista, con cui ho avuto l’onore di scrivere Oratori Moderni come Mons Regalis (Casa Musicale Sonzogno), Dies Natalis, Canto della Santuzza. 

Propongo a Salvino Leone la scrittura di un poemetto da musicare ed eseguire in estemporanea con la Loop Station RC505 in occasione del Convegno che Aldo avrebbe organizzato. 

Salvino Leone introduce l’Inno allo zero 

Lucina Lanzara esegue l’inedito Inno allo zero in anteprima assoluto.

Guarda il video. 

DURATA: 11 minuti 

 

INNO ALLO ZERO
Zefiro zero

Poemetto in musica per voce e loop station

Testo: Salvino Leone
Musica, elaborazione e adattamento del testo, performance: Lucina Lanzara

Si incontra Fibonacci col grande Federico
Grande, magnifico stupore del mondo
Ma non è lui l’unico a stupirlo.

Dall’India lontana,
dove il nulla è ricchezza di natura,
viene a noi la sunya,
un vuoto esistenziale
che riempie il mondo intero.

Fibonacci lo cattura.

Il nulla viaggia
con le merci dei commerci,
nullità si fa ricchezza.

Giunge sunya dall’India
e raggiunge Persia e Arabia.

La sunya si fa sifr
e questa si fa “cifra”.
Di nuovo si riveste,
si fa vento leggero,
a stento percepibile,
lo Zephiro compare:
Signore e signori,
nato è lo zero!

Sunya Sifr zefiro zero

Sūnya sunya shunya
Il vuoto respira.

Sifr cifra soffio
Il nulla avvicina.

Zephirum zefiro zevero,
vento leggero,
resta un sussurro:
Zefiro zero.

Dai numeri romani,
lunghi, pesanti e complessi da gestire,
un nuovo sistema
semplice, completo, immediato,
d’assenza che è presenza.

Calcoli, algoritmi, equazioni e limiti.

Nasce la sequenza, la successione aurea.
Lo rende imperituro,
lo rende immortale,
lo rende infinito
nei secoli futuri.

Ogni numero è la somma
dei due che lo precedono:

1 1 2 3 5 8 13 21 34 55 89 144 233

La trova in tutto il mondo:
nei petali dei fiori,
nel porsi delle foglie,
di pigne e girasoli,
oniriche spirali,
divine proporzioni,
nell’Universo intero:
nato è lo zero.

Chi apprezzerà nullità?
Chi apprezzerà inesistenza?
Chi apprezzerà inconsistenza?

L’orgogliosa ma isolata
monarchia dell’uno
si fa dieci, cento, mille.

Nascosto e piccolino
riempie l’universo.
Umile l’assenza
che esalta la presenza.

Lo zero è vacuità nascosta,
Lo zero è vuoto esistenziale,
Lo zero è vita a perdere,
Lo zero è vita marginale.

Ma senza lo zero il piccolo resta tale
e l’uno rinunzia ad essere molteplice.

Fratello arabo, grazie del dono!
E grazie a te, Leonardo Fibonacci.

Hai trasformato il nulla in tutto,
l’irrilevante nel totalizzante.

Lunga vita ai nulla del mondo,
che diventino il tutto del futuro!

Era questo l’Inno allo zero, Zefiro zero.

Esegesi del poemetto in musica
“Inno allo zero, zefiro zero” di Fibonacci.

È un poemetto didattico‑celebrativo sullo zero: ne racconta la storia, il senso simbolico e il rovesciamento paradossale “dal nulla al tutto”.

Struttura generale

  • Il testo procede per quadri: origine orientale dello zero, passaggio linguistico, rivoluzione matematica, applicazioni nella natura, conclusione etica e politica sul “nulla”.

  • Il ritorno di formule (“Sunya Sifr zefiro zero”, “Zefiro zero…”) funziona come ritornello/inciso, da inno o canto, pensato per la performance in musica.

1. Incontro, origine e viaggio dello zero

  • L’apertura mette in scena l’incontro tra Fibonacci e Federico II: è un aggancio storico ma anche simbolico, l’incontro fra sapere matematico e potere politico/culturale.

  • Lo zero è raccontato come “ospite straniero”: nasce in India (“dove il nulla è ricchezza di natura”) e porta con sé una concezione del vuoto come valore, non come pura mancanza.

  • Il percorso sunya → sifr → cifra → zefiro mostra come un’idea attraversa lingue e culture, mutando forma ma conservando il nucleo: il “vuoto” diventa “cifra”, cioè strumento potentissimo di calcolo.

  • L’immagine del vento (“si fa vento leggero… lo Zephiro compare”) rende lo zero qualcosa di invisibile ma percepibile negli effetti: come il vento, non si vede ma produce movimento.

2. Ritornello rituale: il respiro del vuoto

  • La sezione “Sunya Sifr zefiro zero / Sūnya sunya shunya…” è quasi una litania: reiterazione di suoni, sillabe, varianti della stessa parola per creare trance, respiro, effetto di mantra.

  • “Il vuoto respira / Sifr cifra soffio / Il nulla avvicina” ribalta l’idea occidentale del nulla come negazione: il vuoto è respiro, soffio, spazio che permette alle cose di esistere e di incontrarsi.

  • “Zephirum zefiro zevero / vento leggero / resta un sussurro”: lo zero è un quasi‑niente, un sussurro, ma sufficiente a cambiare il valore dei numeri.

3. Rivoluzione numerica e successione aurea

  • Il contrasto con i numeri romani (“lunghi, pesanti e complessi”) sottolinea quanto il sistema posizionale con lo zero sia più “semplice, completo, immediato”: l’assenza che rende possibile una nuova presenza.

  • L’elenco dei numeri di Fibonacci (1 1 2 3 5 8…233) è insieme citazione matematica e gesto poetico: la successione diventa verso, ritmo, formula quasi magica.

  • “Lo rende imperituro, immortale, infinito nei secoli futuri” eleva Fibonacci a figura mitica, e con lui la matematica che coglie una legge interna all’universo.

4. Lo zero nella natura e nella metafisica

  • “La trova in tutto il mondo: / nei petali dei fiori… pigne e girasoli… divine proporzioni” collega la successione di Fibonacci e il numero aureo ai pattern naturali; la matematica diventa grammatica del creato.

  • “Chi apprezzerà nullità, inesistenza, inconsistenza?” pone una domanda retorica: culturalmente il nulla non è valorizzato, ma il testo prepara il rovesciamento.

  • L’immagine della “monarchia dell’uno” che si fa “dieci, cento, mille” grazie allo zero è una parabola politica: il potere isolato dell’Uno si apre alla molteplicità solo accettando quel piccolo “niente” dopo di sé.

5. Ritratto esistenziale dello zero

  • Le definizioni in anafora (“Lo zero è vacuità nascosta… vuoto esistenziale… vita a perdere… vita marginale”) umanizzano lo zero: evocano le persone ai margini, i “nessuno” della società.

  • Il paradosso è che ciò che è vacuo e marginale è in realtà condizione di possibilità del molteplice; senza zero “il piccolo resta tale e l’uno rinunzia ad essere molteplice”.

  • Qui il poemetto scivola dalla matematica all’etica: chi è nullo/irrilevante secondo i criteri del potere è in realtà ciò che permette al mondo di espandersi.

6. Gratitudine e rovesciamento finale

  • “Fratello arabo, grazie del dono! / e grazie a te Leonardo Fibonacci” è un riconoscimento delle radici arabe e indiane del sistema numerico e un ringraziamento al mediatore occidentale.

  • “Hai trasformato il nulla in tutto / l’irrilevante nel totalizzante” è il cuore teologico‑filosofico del testo; il nulla diventa principio generativo, il marginale diventa centrale.

  • “Lunga vita ai nulla del mondo / che diventino il tutto del futuro!” è benedizione e dichiarazione programmatica: i “nessuno” (persone, culture, idee marginali) sono i veri protagonisti del futuro, come lo zero lo è per la matematica.

7. Funzione performativa e tono

  • La chiusa “Era questo l’Inno allo zero, Zefiro zero” è metapoetica: il testo si nomina e si incornicia, come in certe cantate o oratori, ribadendo la natura di “inno” più che di semplice poesia.

  • Nel complesso il tono oscilla tra divulgazione matematica, racconto storico e predicazione laica: un inno che catechizza alla meraviglia per il vuoto e per i “nulla” del mondo.

DOMANDE PER TE

Grazie per essere qui.

La scrittura di questo brano mi ha impegnata oltre le mie aspettative.

Come ti è sembrato questo Inno allo zero?

Conoscevi l’incredibile storia dello zero?

Conoscevi la loop station? 

Sapevi che oggi scriviamo con le cifre grazie proprio al genio di Fibonacci, giramondo matematico?

Saresti così gentile da esprimere un tuo punto di vista?

Mi piacerebbe ricevere un tuo commento.

Grazie,  

Lucina Lanzara

 

Corso di canto ed emozioni per SOLISTI in gruppo a Palermo

Corso di canto ed emozioni per SOLISTI in gruppo a Palermo

Ieri sera ho tenuto la presentazione del corso di canto ed emozioni per Solisti in gruppo alla PAS.

Sono riuscita a strappare solo questo selfie volante,

poi il racconto, le condivisioni e le emozioni ci hanno completamente assorbito.

L’energia si è alzata in modo gentile, il clima è stato caldo, avvolgente, pieno di ascolto reciproco.

Cinzia ha dett: sono pronta ad aprile le ali e volare! Meraviglioso!

Erano presenti le persone che hanno partecipato al precedente modulo che hanno riconfermato la loro presenza: maestre di Yoga, artiste, musicoterapeute, musicisti, psicoterapeute.

È un segnale forte del valore del percorso e del potere del gruppo stupendo che si è creato.  

Il nuovo modulo del corso di canto ed emozioni per solisti in gruppo sarà articolato e condensato.

Lavoreremo in profondità, sì, ma sempre in leggerezza.

Cosa faremo nel percorso

In sintesi, il percorso comprende:

8 lezioni di gruppo alla PAS (2 ore ciascuna) per lavorare su tecnica vocale, emozioni e presenza scenica, i lunedì ore 20.15 – 22.15

2 lezioni individuali con me (su appuntamento) per andare a fondo sulla tua voce, studiare la tua canzone, plasmare il percorso verso la consapevolezza.

Una masterclass finale di 6 ore.

Uno spettacolo finale con musicisti professionisti.

Mini concerti in una sala jazz nuova e attrezzata, in piccoli gruppi di solisti pronti per il palco (4–5 brani a testa).

accesso al videocorso “Il Tuo Canto Libera”

PDF del libro

partecipazione a Voci Vicine i martedì pomeriggio

comunità e gruppo di confronto

consulenza vocale dedicata con noto vocologo artistico, per capire su quali aspetti tecnici è più utile concentrarti.

E altro ancora!
Calendario di massima

19 gennaio – Lezione di gruppo #1 PAS
25 gennaio – Lezione di gruppo #2 PAS
2 febbraio – Lezione di gruppo #3 PAS
9 febbraio – Lezione di gruppo #4 PAS
15 febbraio – Lezione di gruppo #5 PAS
22 febbraio – Lezione di gruppo #6 PAS
2 marzo – Lezione ZOOM
9 marzo – Lezione di gruppo #8 PAS
Da definire Masterclass finale a Punta Raisi
Spettacolo finale (data precisa in definizione) con sorpresona in arrivo
Data da definire – Concerti a Villa AddauraDate da definire – 2 lezioni private con Lucina (su appuntamento)

È ricchissimo ma leggero, accattivante, energizzante.

Questo percorso ti chiama?

Vorresti esserne parte?

Qui trovi la pagina con tutti i dettagli e la possibilità di iscriverti direttamente:

👉 Clicca qui per vedere la proposta completa e procedere all’iscrizione
https://www.lucinalanzara.it/product/corso-di-canto-ed-emozioni-per-solisti-in-gruppo-pas-primavera-2026/

Se riuscissi a confermare il tuo posto entro oggi,
puoi utilizzare
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al momento dell’acquisto.

Hai bisogno di chiarire un dubbio pratico (impegni, livello, rate, organizzazione)? Contattami su WhatsApp al 3715649832 .

Sarà un piacere capire insieme se questo è il momento giusto per te, per liberare la voce cantando, felici!

Lucina
Il Tuo Canto Libera
PS: OGGI Open day VOCI VICINE📅Martedì 13 gennaio 2026, ore 18:15
📍 Chiesa di San Giovanni Decollato – Palermo
👩‍🎤 Conduce: Lucina Lanzara
Ultima tappa di CERCHI a Palermo il 30 Gennaio 2025, segui anche in streaming

Ultima tappa di CERCHI a Palermo il 30 Gennaio 2025, segui anche in streaming

Lucina 29 dicembre 2025, ore 19. 00

CERCHI, il nuovo lavoro teatrale musicale della compositrice Lucina Lanzara, approda all’Associazione Musicale Giuseppe Verdi.
Ingresso: € 10,00

Con il patrocinio morale di LYMPHA – Festival delle Filosofie e del Club per l’UNESCO di Castelbuono, L’Associazione Musicale Giuseppe Verdi ospita CERCHI, nuovo lavoro teatrale e musicale di e con Lucina Lanzara.

CERCHI è uno spettacolo che si colloca tra performance teatrale, esperienza sonora e rito comunitario.

Accompagnata dal tamburo sciamanico, Lucina Lanzara conduce il pubblico in un attraversamento fatto di voce, respiro e ascolto condiviso, in cui il suono diventa spazio di incontro e meditazione.

Non soltanto teatro, non soltanto musica, ma un’esperienza collettiva che invita alla connessione profonda e alla quiete interiore, attraverso una pratica artistica che unisce canto, parola e presenza.

Chi avesse un tamburo o uno strumento musicale è invitato a portarlo o a utilizzarlo dalla propria casa, per vivere un’esperienza straordinari e unica.

Cantautrice e sperimentatrice vocale, Lucina Lanzara utilizza un’estensione di quattro ottave e una ricerca sonora basata sull’intonazione naturale a 432 Hz.

Ha pubblicato lavori per la RAI e per la casa musicale Sonzogno; la sua produzione è trasmessa da emittenti radiofoniche internazionali. Scrive musica per il cinema e per il teatro.

Per seguire in streaming prenota il tuo posto da qui e segui su ZOOM

L’Associazione musicale Giuseppe Verdi ospita CERCHI a Sant’Agata di Militello. Lunedì 29 Dicembre ore 19

L’Associazione musicale Giuseppe Verdi ospita CERCHI a Sant’Agata di Militello. Lunedì 29 Dicembre ore 19

Lucina 29 dicembre 2025, ore 19. 00

CERCHI, il nuovo lavoro teatrale musicale della compositrice Lucina Lanzara, approda all’Associazione Musicale Giuseppe Verdi.
Ingresso: € 10,00

Con il patrocinio morale di LYMPHA – Festival delle Filosofie e del Club per l’UNESCO di Castelbuono, L’Associazione Musicale Giuseppe Verdi ospita CERCHI, nuovo lavoro teatrale e musicale di e con Lucina Lanzara.

CERCHI è uno spettacolo che si colloca tra performance teatrale, esperienza sonora e rito comunitario.

Accompagnata dal tamburo sciamanico, Lucina Lanzara conduce il pubblico in un attraversamento fatto di voce, respiro e ascolto condiviso, in cui il suono diventa spazio di incontro e meditazione.

Non soltanto teatro, non soltanto musica, ma un’esperienza collettiva che invita alla connessione profonda e alla quiete interiore, attraverso una pratica artistica che unisce canto, parola e presenza.

In scena la prof. Sabrina Gallà guiderà un’azione corale estemporanea dai risultati sorprendenti.

Chi avesse un tamburo o uno strumento musicale è invitato a portarlo, per vivere un’esperienza straordinari e unica.

Cantautrice e sperimentatrice vocale, Lucina Lanzara utilizza un’estensione di quattro ottave e una ricerca sonora basata sull’intonazione naturale a 432 Hz. Ha pubblicato lavori per la RAI e per la casa musicale Sonzogno; la sua produzione è trasmessa da emittenti radiofoniche internazionali. Scrive musica per il cinema e per il teatro. Con la prof. Gallà ha portato avanti eventi di successo.