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Per un’Ecologia della Pace – 19.06.2026 la Consulta per la Pace e la non violenza del Comune di Palermo

Per un’Ecologia della Pace – 19.06.2026 la Consulta per la Pace e la non violenza del Comune di Palermo


Ieri al Cre.Zi. Plus mi sono sentita nel posto giusto. Come membro della Consulta per la Pace e la non violenza del Comune di Palermo, assemblea. Volti che condividono i tuoi ideali, ti fanno sentire nel posto giusto, anche se abbiamo vite diverse.

Lucina Lanzara, Erminia Scaglia, Tiziana Gulotta

Ad aprire lโ€™assemblea รจ Francesco Lo Cascio, portavoce della Consulta per la Pace: accoglie tutti e dร  il tono dellโ€™incontro, uno spazio di parola condivisa piรน che una โ€œconferenzaโ€.

Con lui si alternano, fin da subito, voci diverse: tra queste, Valeria Calandra e Nadine, che portano sguardi e sensibilitร  differenti sul tema della pace vissuta nei territori.

Valeria Mendola, Nadine, Francesco Lo Cascio, Daniela Culรฒ

Andrea Costa porta lโ€™orizzonte nazionale: parla del possibile Ministero della Pace e della โ€œVia Italiana del Dialogoโ€, raccontando dellโ€™appuntamento del 25 giugno allโ€™Auditorium Ara Pacis e della possibilitร  di seguire anche online. con possibilitร  di seguire su Zoom e di registrarsi sul sito www.senzatomica.it. Conclude richiamando la necessitร  di โ€œoccuparsi della pace ogni giornoโ€. Chiude con un invito semplice e radicale: occuparsi della pace ogni giorno.

Concetta Amella, consigliera comunale, ricorda che nel mondo sono accesi piรน di 70 conflitti e quasi nessuno parla della morte degli animali e della biodiversitร  ferita. Richiama lโ€™articolo 9 della Costituzione e lancia una proposta precisa: la pace come parametro educativo sin dallโ€™asilo, non come tema opzionale ma come fondamento.

Si entra nel cuore delle ferite sociali con le parole di Francesco Todaro: โ€œA Palermo, se a 50 anni perdi il lavoro, entri allโ€™Infernoโ€. Il discorso si sposta subito sul legame tra pace, lavoro e giustizia sociale: la pace, qui, non รจ mai solo assenza di guerra ma condizione di dignitร , reddito, possibilitร  di vivere senza essere schiacciati.

Stefano Edward, ex Vce portavoce della Consulta per la Pace del Comune di Palermo, con il portavoce Francesco Lo Cascio

Gianni Giabbri, dellโ€™associazione ErriPa Achille Grandi, ricorda che Pace e Giustizia sono sorelle, cioรจ assenza di oppressione, e che la giustizia sociale nasce da pari opportunitร , equitร , equa distribuzione della ricchezza. Collega tutto allโ€™Agenda 2030, in particolare allโ€™Obiettivo 16: tutela dei minori, accesso alla giustizia, istituzioni solide.

Dal Presidio Donne per la Pace โ€œFuori la Guerra dalla Storiaโ€, Mimma Grillo parla delle donne del Presidio Donne per la Pace che dal 2022 a oggi, senza soluzione di continuitร , si รจ riunita in piazza prima con presรฌdi settimanali, ora mensili. Adesso lโ€™orizzonte della manifestazione โ€œ10, 100, 1000 Piazze per la paceโ€, si allarga con lโ€™appuntamento del 21 giugno a Roma, in Piazza del Campidoglio, per unire donne di tante cittร  italiane.

Giovanni Caronia mostra la concretezza di un gesto: ha scelto i lenzuoli come strumento di testimonianza. Ha preparato stencil, organizzato la stampa di grandi striscioni con le scritte โ€œBASTA ARMIโ€ e โ€œNO AL RIARMOโ€, che in sala vengono sollevati anche dalle figlie di Giovanni Villino, Rosa e Matilde. Invita chiunque voglia a mettersi a disposizione per dipingere e appendere nuovi lenzuoli nei quartieri e nei paesi.

Le figliole di Giovanni Villino coi lenzuoli ideati da Giovanni Caronia

Giovanni Villino, giornalista, si concentra sul linguaggio: invita a โ€œdisarmare le paroleโ€, a smettere di usare termini come nemico, scontro, combattere nel discorso pubblico. Ricorda un dato che colpisce: il quotidiano piรน diffuso in Italia stampa solo 80.000 copie al giorno su 60 milioni di abitanti. Se lโ€™informazione si indebolisce, anche la democrazia si indebolisce. Parla dei bambini che sono spariti dai telegiornali โ€œper proteggerliโ€, ma cosรฌ diventano invisibili. E racconta unโ€™immagine intima: la sera ascolta musica con le figlie, citando Dente, cantautore italiano โ€“ โ€œsarร  che non rimpicciolisci anche se ti allontani da meโ€ โ€“ come metafora di una pace che non deve rimpicciolirsi anche quando sembra lontana.

Dal quartiere e dalle arti marziali arriva la voce di Maurizio Toscano, ASD Ballarรฒ, maestro di Aikido: lโ€™arte marziale che educa alla nonviolenza. Propone di cambiare prospettiva: โ€œnon abbiamo davanti un nemico da abbattere, ma un compagno da controllare, con cui trasformare il conflittoโ€. Ricorda lโ€™invio di 35.000 certificati elettorali a cittadini non italiani, segno di unโ€™idea di cittadinanza che prova ad allargarsi.

Mimma Grillo, Gianni Giabbri, Francesco Todaro, Valentina Chinnici, Giovanni Caronia, Giovanni Villino: le loro voci, insieme a quelle di tante e tanti altri, costruiscono un mosaico dove pace significa anche presidio, partecipazione, lotta alle disuguaglianze, difesa dellโ€™informazione libera, ascolto delle periferie.

E poi cโ€™รจ Fra Claudio, missionario comboniano, che interviene verso la fine. Ringrazia per la bellezza condivisa e dice che Palermo รจ una cittร  viva. Racconta lโ€™esperienza di 80 classi al Regina Margherita: educazione civica, 55 minuti interattivi per volta. Confida di aver ascoltato tanta ricchezza in assemblea, ma di non aver ascoltato i ragazzi, perchรฉ mancano spazi di confronto pensati per loro. Ricorda che โ€œรจ dai tempi dei funerali di Falcone che non si vedeva una cosรฌ grande partecipazioneโ€ e parla di ecologia integrale: ascoltare il grido di chi รจ escluso e il grido della terra, in un tempo in cui lโ€™ascolto รจ โ€œfuori modaโ€ e chi non era povero รจ stato reso povero.

In mezzo a queste voci, la Consulta per la Pace e i Diritti Umani non รจ piรน solo un nome: diventa un luogo concreto, dove Palermo prova a rileggersi alla luce della nonviolenza, del disarmo, del lavoro, della giustizia sociale, dellโ€™attenzione ai piรน fragili.

Sono tornata a casa con la sensazione che la possibilitร  della Pace esiste dando la parola a chi, ogni giorno, la costruisce nel proprio pezzo di mondo.

Bagno di Suoni in Abbazia – 16 Maggio 2026 a San Martino delle Scale

Bagno di Suoni in Abbazia – 16 Maggio 2026 a San Martino delle Scale

Bagno di Suoni in Abbazia: quando la vibrazione diventa cura del corpo, del respiro e dello spazio interiore

Nel Salone Monumentale dellโ€™Abbazia di San Martino delle Scale accompagno i partecipanti in unโ€™esperienza di ascolto profondo attraverso la voce, i tamburi e la vibrazione, insieme alle campane tibetane e ai gong di Stefano Maltese.

Ci sono momenti in cui sento con chiarezza quanto il suono possa diventare un vero spazio di cura. Non una semplice esperienza da ascoltare, ma un tempo da abitare con tutto il corpo, con il respiro, con la parte piรน sottile e spesso trascurata di noi. Per questo il Bagno di Suoni in Abbazia nasce come un invito a rallentare e a lasciarsi raggiungere dalla vibrazione in profonditร .

Unโ€™esperienza che agisce attraverso la vibrazione

Quando lavoro con la voce e con i tamburi, porto attenzione a ciรฒ che il suono muove dentro e intorno a noi. La vibrazione non si ferma allโ€™orecchio: attraversa il corpo, tocca il respiro, dialoga con il sistema emotivo e puรฒ favorire uno stato di distensione, presenza e riequilibrio interiore.

In questo incontro desidero offrire uno spazio in cui ogni persona possa semplicemente ricevere. Ricevere il suono, il silenzio, la risonanza del luogo, e concedersi una pausa autentica dal ritmo continuo del fare.

La mia voce, i tamburi e lโ€™ascolto profondo

In questo bagno di suoni accompagno i partecipanti con la mia voce e con i tamburi. La voce, per me, รจ un ponte: apre, accoglie, chiama presenza; i tamburi, invece, aiutano a ritrovare radicamento, pulsazione, contatto con una dimensione piรน istintiva e vitale.

Ogni suono viene proposto non per intrattenere, ma per sostenere un processo di ascolto e di armonizzazione. Il mio intento รจ creare un campo sonoro che permetta al corpo di ammorbidirsi, alla mente di rallentare e al sentire di emergere con maggiore libertร .

Lโ€™incontro con le campane tibetane e i gong

Accanto al mio lavoro sonoro, la presenza di Stefano Maltese con le campane tibetane e i gong amplia ulteriormente la qualitร  vibrazionale dellโ€™esperienza. Le loro frequenze profonde e avvolgenti accompagnano i partecipanti in una dimensione di maggiore raccoglimento, favorendo una percezione piรน ampia, sottile e distesa di sรฉ.

Quando queste sonoritร  si intrecciano, si crea un paesaggio sonoro immersivo che puรฒ sostenere il rilascio delle tensioni e un senso piรน pieno di connessione tra corpo, respiro ed emozione. Questa รจ la direzione che desideriamo offrire: uno spazio in cui il suono diventi presenza, ascolto e possibile trasformazione. Uno spazio di cura.

Il valore psico-fisico del bagno di suoni

Credo profondamente che il suono possa diventare una via di cura psico-fisica, soprattutto quando viene accolto in uno stato di fiducia, disponibilitร  e ascolto. Un bagno di suoni non chiede di fare, capire o controllare: chiede piuttosto di lasciarsi attraversare, permettendo al sistema corpo-mente di entrare in una condizione di maggiore quiete e ricettivitร .

Per questo considero questa esperienza un momento prezioso per chi sente il bisogno di alleggerire il carico mentale, distendere il corpo e ritrovare uno spazio interiore piรน ampio. La vibrazione, in questa prospettiva, diventa uno strumento semplice e profondo per tornare a sรฉ.

Lโ€™Abbazia come spazio di risonanza

Ho scelto lโ€™Abbazia di San Martino delle Scale anche per la qualitร  del luogo. Il Salone Monumentale non รจ solo una cornice di grande bellezza, ma uno spazio che partecipa attivamente allโ€™esperienza attraverso la sua atmosfera, il suo silenzio e la sua risonanza naturale.

In un luogo come questo, il suono si espande in modo diverso e invita spontaneamente a un ascolto piรน profondo. Anche per questo il pomeriggio in abbazia puรฒ diventare unโ€™occasione speciale per ritrovarsi, respirare e ricevere nutrimento attraverso la vibrazione.

Un invito a ricevere

Con questo incontro desidero offrire un tempo di rigenerazione, di ascolto e di presenza. Un tempo in cui lasciare fuori per qualche ora la fretta, i pensieri ripetitivi, le tensioni accumulate, e permettere al corpo e al cuore di entrare in contatto con una qualitร  piรน morbida, ampia e viva dellโ€™esistere.

Il Bagno di Suoni in Abbazia รจ, per me, questo: un invito a prendersi cura di sรฉ attraverso la vibrazione. Unโ€™esperienza semplice e profonda in cui il suono puรฒ diventare sostegno, respiro e possibilitร  di armonizzazione interiore.

Informazioni utili

Il Bagno di Suoni in Abbazia si tiene sabato 16 maggio 2026, dalle 16:00 alle 19:00, presso il Salone Monumentale dellโ€™Abbazia di San Martino delle Scale, con la mia voce e i miei tamburi insieme alle campane tibetane e ai gong di Stefano Maltese.

Dalle ore 16 alle ore 19.

Bagno di Suoni in Abbazia

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Merimeri JC, la performance di restituzione finale del corso di canto ed emozioni per solisti in gruppo

Merimeri JC, la performance di restituzione finale del corso di canto ed emozioni per solisti in gruppo

Emozioni a mille per la performance di restituzione finale del corso di canto ed emozioni al merimeri JC.

Al pianoforte Vivi Lanzara, al basso elettrico Raffaele Piccoli, con la partecipazione delle AnimErranti, ringrazio dal profondo del cuore Stefania Rallo per averci ospitati.

E’ stata l’occasione anche per inaugurare il “merimeri JC”.

Questo il video integrale dello spettacolo.


La meditazione del chicco di grano

Prima del concerto ci siamo dedicati alle prove del suono (sound check), il fonico era Manfredi, figlio di Mao.

Quindi poco prima dell’inizio ho invitato tutti a metterci in cerchio e ho guidato la meditazione del chicco di grano.

E’ stato un momento potentissimo, in cui abbiamo sentito come da un chicco di grano si possa generare un infinito campo di grano, fecondo, cosรฌ possiamo essere noi, quando riconosciamo il potere che custodiamo, bene per l’Umanitร  se messo a frutto.

Questo รจ il lavoro che facciamo nel percorso PerSonae.


Lo spettacolo inizia.

Le AnimErranti aprono con un travolgente Tourdion.

Segue Uomini Soli interpretata da Rita Cracolici , conclusa, a sorpresa, in LIS, mentre il coro col pubblico canta il famoso ritornello.

Avevo preparato i programmi di sala coi testi, proprio per consentire questa partecipazione.

Liliana Bertozzino fa ballare tutti con Ma che freddo fa di Nada. Poi accompagna in duetto Stefano Edward, in una commovente Cercami (Renato Zero). Questo รจ stato un prezioso sodalizio nato durante questo corso.

Terminato il duetto, resta Stefano Edward, (oramai soprannominato Prince Edward e tra poco King), che dona a ciascun compagno di viaggio una pergamena con la sua poesia dedicata alle bambine iraniane autografata da Ermal Meta; un momento di rara commozione.

Come un’incredibile regalo, arriva l’intonazione e il testo a memoria da parte di Cinzia Meli che a ottobre aveva aspramente dichiarato NON CANTERรฒ MAI! Grazie a Maurizio D’Amico per aver duettato con lei, rispondendo con tutto il pubblico al piรน celebre fra i brani: Nel blu dipinto di blue.

Loredana Governale, poderosa nella sua versione di Come Foglie, temeva la memoria e invece รจ stata inossidabile; una freccia infuocata.

Anna Maria Cernigliaro, soprannominata la tigre di Palermo, con la sua solita nonchalanche, interpreta la vietatissima lโ€™importante รจ finire (Mina) Malgioglio โ€“ Anelli;

Valentina Viola, a causa dell’influenza, passato il turno, non senza dedicarci un pensiero inatteso:

“io avevo bisogno di riempire un vuoto, me ne vado pienissima di altri ritmi, altre emozioni, ho avito la possibilitร  di ascoltare la mia voce, quindi, altro che vuoto: pieno pieno pieno!”.

Rita Giordano, la nostra super prof cantante, ha riempito la scena con la sua presenza, affidandosi a una temibile E non finisce mica il cielo (Mia Martini) I. Fossati.

Chiamo adesso la proprietaria di casa, Stefania Rallo, mia carissima amica, per la consegna della targa merimeri, in occasione dell’inaugurazione. Il suo papร  e la mia mamma erano compagni di scuola…

A questo punto ci sciogliamo, Luciana Zerilli ci fa tremare, come ogni volta, con la sua voce di cristallo con Amore lontanissimo di Antonella Ruggero.

Ale Lo Cascio, l’usignolo delle Voci Vicine, con La Cattedrale (da Mary Poppins), R. Sherman ci ha fatto domandare: ma che ci fai ancora a Palermo?

Il concerto si chiude con due brani del cantautore velista, Maurizio Maria D’Amico, con le AnimErranti.

Ringrazio ciascuno dei partecipanti per la fiducia.

Un ringraziamento particolare a Rita Cracolici per averci prestato le sedie.

Il prossimo corso di canto ed emozioni per solisti in gruppo a PALERMO partirร  a Ottobre.

Chi fosse interessato, mi contatti per le preiscrizioni.

Ad maiora.

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Inno allo zero di Fibonacci, la nuova opera firmata da Salvino Leone e Lucina Lanzara

Inno allo zero di Fibonacci, la nuova opera firmata da Salvino Leone e Lucina Lanzara

ANTEFATTO

Ad Agosto del 2025 Aldo Messina proclama nella chat del suo gruppo “Nuddu si pigghia…” che a Febbraio 2026 si celebreranno gli 800 anni dell’incontro tra Fibonacci e Federico II, evento risolutivo per l’introduzione del numeri arabi e della nuova aritmetica nel mondo Occidentale.ย 

Aldo intende organizzare un Convegno allo Steri. L’evento si รจ tenuto proprio ieri alla Sala delle Capriate dello Steri.

Un evento stupefacente per ricchezza e trasversalitร  dei contenuti e livello dei relatori.ย 

Propongo un brano inedito, coinvolgendo a mia volta il prof Salvino Leone, medico bioeticista, con cui ho avuto l’onore di scrivere Oratori Moderni come Mons Regalis (Casa Musicale Sonzogno), Dies Natalis, Canto della Santuzza.ย 

Propongo a Salvino Leone la scrittura di un poemetto da musicare ed eseguire in estemporanea con la Loop Station RC505 in occasione del Convegno che Aldo avrebbe organizzato.ย 

Salvino Leone introduce l’Inno allo zeroย 

Lucina Lanzara esegue l’inedito Inno allo zero in anteprima assoluto.

Guarda il video.ย 

DURATA: 11 minutiย 

 

INNO ALLO ZERO
Zefiro zero

Poemetto in musica per voce e loop station

Testo: Salvino Leone
Musica, elaborazione e adattamento del testo, performance: Lucina Lanzara

Si incontra Fibonacci col grande Federico
Grande, magnifico stupore del mondo
Ma non รจ lui lโ€™unico a stupirlo.

Dallโ€™India lontana,
dove il nulla รจ ricchezza di natura,
viene a noi la sunya,
un vuoto esistenziale
che riempie il mondo intero.

Fibonacci lo cattura.

Il nulla viaggia
con le merci dei commerci,
nullitร  si fa ricchezza.

Giunge sunya dallโ€™India
e raggiunge Persia e Arabia.

La sunya si fa sifr
e questa si fa โ€œcifraโ€.
Di nuovo si riveste,
si fa vento leggero,
a stento percepibile,
lo Zephiro compare:
Signore e signori,
nato รจ lo zero!

Sunya Sifr zefiro zero

Sลซnya sunya shunya
Il vuoto respira.

Sifr cifra soffio
Il nulla avvicina.

Zephirum zefiro zevero,
vento leggero,
resta un sussurro:
Zefiro zero.

Dai numeri romani,
lunghi, pesanti e complessi da gestire,
un nuovo sistema
semplice, completo, immediato,
dโ€™assenza che รจ presenza.

Calcoli, algoritmi, equazioni e limiti.

Nasce la sequenza, la successione aurea.
Lo rende imperituro,
lo rende immortale,
lo rende infinito
nei secoli futuri.

Ogni numero รจ la somma
dei due che lo precedono:

1 1 2 3 5 8 13 21 34 55 89 144 233

La trova in tutto il mondo:
nei petali dei fiori,
nel porsi delle foglie,
di pigne e girasoli,
oniriche spirali,
divine proporzioni,
nellโ€™Universo intero:
nato รจ lo zero.

Chi apprezzerร  nullitร ?
Chi apprezzerร  inesistenza?
Chi apprezzerร  inconsistenza?

Lโ€™orgogliosa ma isolata
monarchia dellโ€™uno
si fa dieci, cento, mille.

Nascosto e piccolino
riempie lโ€™universo.
Umile lโ€™assenza
che esalta la presenza.

Lo zero รจ vacuitร  nascosta,
Lo zero รจ vuoto esistenziale,
Lo zero รจ vita a perdere,
Lo zero รจ vita marginale.

Ma senza lo zero il piccolo resta tale
e lโ€™uno rinunzia ad essere molteplice.

Fratello arabo, grazie del dono!
E grazie a te, Leonardo Fibonacci.

Hai trasformato il nulla in tutto,
lโ€™irrilevante nel totalizzante.

Lunga vita ai nulla del mondo,
che diventino il tutto del futuro!

Era questo lโ€™Inno allo zero, Zefiro zero.

Esegesi del poemetto in musica
“Inno allo zero, zefiro zero” di Fibonacci.

รˆ un poemetto didatticoโ€‘celebrativo sullo zero: ne racconta la storia, il senso simbolico e il rovesciamento paradossale โ€œdal nulla al tuttoโ€.

Struttura generale

  • Il testo procede per quadri: origine orientale dello zero, passaggio linguistico, rivoluzione matematica, applicazioni nella natura, conclusione etica e politica sul โ€œnullaโ€.

  • Il ritorno di formule (โ€œSunya Sifr zefiro zeroโ€, โ€œZefiro zeroโ€ฆโ€) funziona come ritornello/inciso, da inno o canto, pensato per la performance in musica.

1. Incontro, origine e viaggio dello zero

  • Lโ€™apertura mette in scena lโ€™incontro tra Fibonacci e Federico II: รจ un aggancio storico ma anche simbolico, lโ€™incontro fra sapere matematico e potere politico/culturale.

  • Lo zero รจ raccontato come โ€œospite stranieroโ€: nasce in India (โ€œdove il nulla รจ ricchezza di naturaโ€) e porta con sรฉ una concezione del vuoto come valore, non come pura mancanza.

  • Il percorsoย sunya โ†’ sifr โ†’ cifra โ†’ zefiroย mostra come unโ€™idea attraversa lingue e culture, mutando forma ma conservando il nucleo: il โ€œvuotoโ€ diventa โ€œcifraโ€, cioรจ strumento potentissimo di calcolo.

  • Lโ€™immagine del vento (โ€œsi fa vento leggeroโ€ฆ lo Zephiro compareโ€) rende lo zero qualcosa di invisibile ma percepibile negli effetti: come il vento, non si vede ma produce movimento.

2. Ritornello rituale: il respiro del vuoto

  • La sezione โ€œSunya Sifr zefiro zero / Sลซnya sunya shunyaโ€ฆโ€ รจ quasi una litania: reiterazione di suoni, sillabe, varianti della stessa parola per creare trance, respiro, effetto di mantra.

  • โ€œIl vuoto respira / Sifr cifra soffio / Il nulla avvicinaโ€ ribalta lโ€™idea occidentale del nulla come negazione: il vuoto รจ respiro, soffio, spazio che permette alle cose di esistere e di incontrarsi.

  • โ€œZephirum zefiro zevero / vento leggero / resta un sussurroโ€: lo zero รจ un quasiโ€‘niente, un sussurro, ma sufficiente a cambiare il valore dei numeri.

3. Rivoluzione numerica e successione aurea

  • Il contrasto con i numeri romani (โ€œlunghi, pesanti e complessiโ€) sottolinea quanto il sistema posizionale con lo zero sia piรน โ€œsemplice, completo, immediatoโ€: lโ€™assenza che rende possibile una nuova presenza.

  • Lโ€™elenco dei numeri di Fibonacci (1 1 2 3 5 8โ€ฆ233) รจ insieme citazione matematica e gesto poetico: la successione diventa verso, ritmo, formula quasi magica.

  • โ€œLo rende imperituro, immortale, infinito nei secoli futuriโ€ eleva Fibonacci a figura mitica, e con lui la matematica che coglie una legge interna allโ€™universo.

4. Lo zero nella natura e nella metafisica

  • โ€œLa trova in tutto il mondo: / nei petali dei fioriโ€ฆ pigne e girasoliโ€ฆ divine proporzioniโ€ collega la successione di Fibonacci e il numero aureo ai pattern naturali; la matematica diventa grammatica del creato.

  • โ€œChi apprezzerร  nullitร , inesistenza, inconsistenza?โ€ pone una domanda retorica: culturalmente il nulla non รจ valorizzato, ma il testo prepara il rovesciamento.

  • Lโ€™immagine della โ€œmonarchia dellโ€™unoโ€ che si fa โ€œdieci, cento, milleโ€ grazie allo zero รจ una parabola politica: il potere isolato dellโ€™Uno si apre alla molteplicitร  solo accettando quel piccolo โ€œnienteโ€ dopo di sรฉ.

5. Ritratto esistenziale dello zero

  • Le definizioni in anafora (โ€œLo zero รจ vacuitร  nascostaโ€ฆ vuoto esistenzialeโ€ฆ vita a perdereโ€ฆ vita marginaleโ€) umanizzano lo zero: evocano le persone ai margini, i โ€œnessunoโ€ della societร .

  • Il paradosso รจ che ciรฒ che รจ vacuo e marginale รจ in realtร  condizione di possibilitร  del molteplice; senza zero โ€œil piccolo resta tale e lโ€™uno rinunzia ad essere moltepliceโ€.

  • Qui il poemetto scivola dalla matematica allโ€™etica: chi รจ nullo/irrilevante secondo i criteri del potere รจ in realtร  ciรฒ che permette al mondo di espandersi.

6. Gratitudine e rovesciamento finale

  • โ€œFratello arabo, grazie del dono! / e grazie a te Leonardo Fibonacciโ€ รจ un riconoscimento delle radici arabe e indiane del sistema numerico e un ringraziamento al mediatore occidentale.

  • โ€œHai trasformato il nulla in tutto / lโ€™irrilevante nel totalizzanteโ€ รจ il cuore teologicoโ€‘filosofico del testo; il nulla diventa principio generativo, il marginale diventa centrale.

  • โ€œLunga vita ai nulla del mondo / che diventino il tutto del futuro!โ€ รจ benedizione e dichiarazione programmatica: i โ€œnessunoโ€ (persone, culture, idee marginali) sono i veri protagonisti del futuro, come lo zero lo รจ per la matematica.

7. Funzione performativa e tono

  • La chiusa โ€œEra questo lโ€™Inno allo zero, Zefiro zeroโ€ รจ metapoetica: il testo si nomina e si incornicia, come in certe cantate o oratori, ribadendo la natura di โ€œinnoโ€ piรน che di semplice poesia.

  • Nel complesso il tono oscilla tra divulgazione matematica, racconto storico e predicazione laica: un inno che catechizza alla meraviglia per il vuoto e per i โ€œnullaโ€ del mondo.

DOMANDE PER TE

Grazie per essere qui.

La scrittura di questo brano mi ha impegnata oltre le mie aspettative.

Come ti รจ sembrato questo Inno allo zero?

Conoscevi l’incredibile storia dello zero?

Conoscevi la loop station?ย 

Sapevi che oggi scriviamo con le cifre grazie proprio al genio di Fibonacci, giramondo matematico?

Saresti cosรฌ gentile da esprimere un tuo punto di vista?

Mi piacerebbe ricevere un tuo commento.

Grazie,ย ย 

Lucina Lanzara