e-book RESPIRO VITALE

e-book RESPIRO VITALE

Ebook RESPIRO VITALE

Come respirare correttamente e vivere felice.
16 esercizi facili

Ho fatto tesoro dell’esperienza Covid-19 e ho deciso di rispondere alla miriade di domande che mi sono arrivate.
Respira bene e vivi felice.
Ma come respirare correttamente?
Ecco qui l’ebook, un mini corso pratico ed elementare su tecniche di respirazione. Esercizi semplici di respirazione e scoprirai la normalità del tuo respiro vitale.
La respirazione corretta aiuta a vivere meglio.
Prendi fiato e respira.
Abbi cura di te.
16 esercizi semplici e facili per imparare a respirare ed essere felice
Frattanto puoi richiedere gratuitamente l’EBOOK!
 🤩
#respirovitale

L’estate di San Martino e il sorriso del canto

L’estate di San Martino e il sorriso del canto

L’estate di San Martino

 

Il cielo è terso, l’aria frizzante.
La promessa è mantenuta.

Da casa mia vedo nitidamente il Castello Utveggio sul Monte Pellegino.
Che strana coincidenza: oggi si ricorda proprio il protettore dei pellegrini. 
Anche allora, forse, era l’11 novembre.


L'estate di San Martino

Si narra che, in sella al suo baio, uscendo dalla città di Amiens,  Martino di Tours, abbia incontrato un pellegrino nudo e infreddolito.

Mosso a pietà, divise con lui il suo mantello.

Dopo quel gesto, spuntò un sole caldo.

Ecco perchè oggi si festeggia l’estate di San Martino.

Gemmea l’aria,
il sole così chiaro
che tu ricerchi
gli albicocchi in fiore.

Giovanni Pascoli

L'estate di San Martino

Parlando di San Martino, da una memoria che appartiene alle mie ossa, affiora “la nebbia agli irti colli piovigginando sale e sotto il maestra urla e biancheggia il mar.”

Era il 1883 quando Giosuè Carducci la pubblicò.

La imparai in quarta elementare, non l’ho più dimenticata.

Conoscere a memoria questi versi, ha sostenuto la mia autostima nel tempo.

È la musicalità della prosodia che procede serenamente
ritmicamente
giocosamente
come lo spiedo che scoppietta e naturalmente diventa tradizione orale.

Dico San Martino e istantaneamente mi si dipinge davanti una scena ricorrente.

 

Siamo a Erice.
I vicoli del borgo medievale sanno di umido e nebbia.

Vedo un cacciatore pensieroso, coi suoi abiti verdi.

È appoggiato alla porta.
Fischietta.
È mio padre.
Proprio lui mi ha insegnato a fischiare.
Avrò imparato prima a fischiare o a cantare? 

Merlo che canti nel cuore della notte
prendi queste ali spezzate e impara a volare

Blackbird, Paul McCartney

 

Qui eravamo al Teatro Massimo.
Partecipavamo alla Maratona Beatles.

 

Sfidavamo l’intoccabile.

Voce, fischio e body percussion
per una irriverente Blackbird!
Rigorosamente a 432Hz/fs.

L’estate mi riporta al sorriso.

Il sorriso mi riporta al canto della vita.

 

Conosci questa celebre poesia di Padre Faber?

Anche se la conoscessi, prova a leggerla a voce alta.
Prova a leggerla sorridendo appena.
Fai risuonare le parole, lascia che ti tornino generose.
Assapora il gusto di questo dono.
Poi dimmi quale è la tua frase preferita.
Sai quale sia la mia? 

I vantaggi del sorriso nel canto

Sorridere ti sembra semplice?
Quant’è semplice sorridere?

Dischiudi le labbra.
Solleva le guance.
Pensa cose belle e leggere.
Fatto: ecco il sorriso!

Un sorriso allenta le tensioni.
Un sorriso rilassa i muscoli del viso.
Un sorriso migliora immediatamente l’umore.
Un sorriso migliora l’umore tuo e di chi ti sta intorno.
Ti facilita nelle tue performance, abbassa la soglia di ansia da prestazione!

Nel canto favorisce la messa in maschera della voce.
Un sorriso predispone alla miglior pronuncia.
Aiuta a scandire vocali e consonanti.
Attiva i risuonatori del viso.

Ci rende più affabili e interessanti.
Rende la nostra presenza più gradevole.
Sviluppa endorfine.
Spande energia positiva in te e in chi hai intorno.
Migliora la tua salute e di conseguenza di chi ti è vicino!

Il sorriso è la posizione del canto!

E anche lo stato d’animo?

Canto e sono felice?

O sono felice e canto?

Tu comunque sorridi.

 

Tu comunque sorridi.

Provaci.

Sarà il sorriso stesso ad aiutarti.

Sguainerà la spada del buon umore, porterà cieli azzurri.

Combatterà il virus del cattivo umore.

Annienterà la tristezza.

Nel giorno di San Martino

Tu

comunque

sorridi.

Provaci.

Funziona.

E tu, canti e sei felice?

O sei felice e canti?

Ti aspetto nei commenti!

Dispnea per COVID19, respirazione e canto.

Dispnea per COVID19, respirazione e canto.

 

“Come hai affrontato la dispnea da COVID-19?”

“Cosa hai fatto? Hai fatto esercizi di respirazione? E quali? Come?”

Sono una maestra di canto ed emozioni e lavoro ogni giorno col respiro. Ecco perché molte persone mi hanno chiesto come abbia affrontato materialmente, praticamente la dispnea. Condivido la mia esperienza diretta, senza alcuna pretesa scientifica

Il 2 Ottobre sono risultata positiva al tampone rino-faringeo. Ho trascorso 24 giorni in Quarantena. Sono una Long Covid. Ora sto bene. Cerco di testimoniare quello che mi è successo e come l’ho affrontato.  È semplicemente la mia esperienza, l’esperienza di una persona che pratica regolarmente esercizi di respirazione e che li insegna. Insegno la respirazione come insegnante di canto ed emozioni, mi sono data aiuto come potevo. Ho praticato gli esercizi che spiego nel mio libro.

Il respiro per me è Casa.

Dialogo con confidenzialità col mio respirare.
Vivo i polmoni e tutta la respirazione come una compagna di viaggio, la testo, la provo, la sfido, l’affronto tutti i giorni.  Sono grata al mio Respiro. Conto i miei respiri. Riposo nel mio respiro.

Respirare mi consente di cantare.

Il mio respiro è la culla del mio canto.

Sul mio fiato la mia voce viaggia e si abbandona alle ali del vento.

Il vocalizzo della Luce

Qui siamo alla Piramide 38° Parallelo. Rito della Luce 2019. 
Il nostro canto è libero, si poggia sul fiato e prende le ali.

Ho avuto i tipici sintomi influenzali.
Gli episodi di dispnea sono stati il campanello d’allarme, che mi ha portata ad andare a fare il tampone rino-faringeo, per sapere se fossi positiva al COVID-19.

 

Come si è manifestata la dispnea?

Come si è manifestata la dispnea?
Mi sono svegliata di soprassalto di notte diverse volte con la sensazione di non riuscire a respirare.

Provavo a compiere l’atto respiratorio, ma i polmoni era come se non si dilatassero.
Era come se dormissero, annoiati, come se avessero deciso di farsi i fatti loro, ignorando i miei impulsi. 

Davo comandi, ma non rispondevano. 
Li contavo. Andavano aumentando, di notte in notte. Dopo un picco preoccupante, sono diminuiti via via.

Ho avuto la sensazione di incamerare aria, ma nonostante lo facessi, quest’aria non mi soddisfaceva.

Mi sono forzata a incamerare quanta più aria possibile.

Ho mantenuto la calma.

In che modo si coniugano dispnea e canto?

Il fuoco centrale per entrambi è la respirazione. Una corretta respirazione è la base per un canto sano.
La consapevolezza di una corretta respirazione può aiutare a capire come gestire una dispnea o quali siano i limiti per affrontarla. 

Il Saturimetro

Il primo suggerimento che darei a chi viene dichiarato POSITIVO AL COVID-19 sintomatico è di procurarsi un saturimetro.

Il saturimetro viene anche detto pulsiossimetro oppure ossimetro.
Il saturimetro è uno strumento che consente di misurare e monitorare il grado di saturazione di ossigeno e contemporaneamente la frequenza cardiaca del paziente.

Il saturimetro ti fornisce un valore, un dato oggettivo.
Puoi riferirlo l’esito al tuo medico. Ti fornisce un valore numerico. È una certezza in un mondo di incertezze.
Ti aiuta a capire quanto e se ti devi preoccupare.

Sei positivo al COVID19?

Sei in Quarantena a casa?

Suggerisco a tutti coloro che siano positivi di avere a portata di mano un saturimetro, perché è una grande fonte di informazioni oggettive, fornisce dati, può aiutare ad affrontare con più serenità gli episodi.

Un circolo vizioso

Ansia e problemi respiratori vanno a braccetto.
È un circolo vizioso: ti manca il respiro, vai in ansia, ti manca l’aria, ti manca l’aria, vai in panico, ti manca l’aria.

Coltiva la tua pace interiore

Il COVID-19 ti raggiunge quando non lo aspetti, come tutte le cose della vita.
L’unico modo per affrontarlo senza lasciarsi prendere dal panico è coltivare quotidianamente la propria pace interiore.

Il video che ti mostro ha la durata di 1 minuto.

Riprendo gli alberi secolari, simbolo di sicurezza eterna, a Piazza Marina, a Palermo, Villa Garibaldi.
Puoi sentire il rumore dell’acqua della fontana?

Senti il cinguettio degli uccelli?

Il vento fra le fronde degli alberi?

Quanta pace ti da questa immagine’?

Sono stata in questo giardino poco dopo la mia “liberazione” dalla quarantena. Ero letteralmete incantata. Il senso di pace era così forte che quasi mi struggeva. Mi dicevo: come potevo aver dimenticato tutta questa bellezza?

 

Il parere di un medico

Mi è stato di grande aiuto il gruppo Facebook Covid 19 gruppo pazienti Italia, un luogo aperto solo ai positivi e a medici.

Qui potevo confrontarmi e chiedere chiarimenti.

Il gruppo Facebook è stato fondato dalla dottoressa Rita Daniela Morosco. Le ho posto qualche domanda.

Monitorare la saturazione con un pulsossimetro (o saturimetro che dir si voglia) è fondamentale.

Andrebbe fatto almeno due volte al giorno. La sola cosa che potrebbe ottimizzare la performance respiratoria è: l’uso di uno steroide (Prednisolone o Metilprednisolone) che potenziano gli scambi gassosi a livello della membrana alveolo-capillare; poi eventualmente l’uso di un inspirometro incentivante, che “allena’ soprattutto i muscoli inspiratori (infatti spesso la dispnea da Covid19 viene riferita come difficoltà nel compiere un respiro profondo, il che configura più spesso una dispnea inspiratoria che espiratoria (difficoltà a ‘svuotare’ i polmoni), che è più caratteristica dell’asma.

Allenandosi a trattenere il fiato in inspirazione, si può rendere la gabbia toracica più ‘elastica’.

Poi ci sono casi in cui la dispnea è riconducibile a fenomeni microembolici, per cui la difficoltà respiratoria si giova dell”introduzione in terapia dell’eparina

Rita Daniela Marasco, chirugo toracico, fondatrice del Gruppo Facebook COVID 19 GRUPPO PAZIENTI ITALIA

Vieni colto da un attacco di dispnea. Come lo affronti?

1) Se la saturazione dell’ossigeno è minore di 94, contatta immediatamente il 118 o recati al pronto soccorso.

2) Cerca di mantenere la calma e la mente lucida. Lascia il panico fuori dalla porta, non consentirgli spazio. La tua mente e la tua serenità saranno il migliore alleato contro il COVID-19.

3) Siediti, sollevati.

4) Esegui una serie di esercizi di respirazione per aiutare meccanicamente i polmoni ad aprirsi.

Cosa ho fatto io in pratica durante la crisi dispnoica?

Di seguito ti mostro quello che ho fatto io nel momento di crisi respiratoria.

1) Ho cercato una posizione che mi aiutasse a respirare, sicuramente seduta o sollevata.

2) Ho praticato l’esercizio “sono un palloncino”, che ti spiego di seguito.

3) Quando ho potuto, sono andata letteralmente a prendere aria alla finestra.

SEI UN PALLONCINO
Fidati della tua capacità di immaginazione e otterrai risultati incredibili!

Inspira profondamente e immagina di far arrivare l’aria alla punta dei tuoi piedi. Immagina di riempire tutto il tuo corpo di aria. Sentiti come un palloncino da gonfiare. Tu sei un palloncino da gonfiare.

Inspira profondamente e cerca di espandere del tutto i tuoi polmoni, facendo arrivare l’aria come a riempire tutto il tuo ventre.

Abbi la sensazione di espanderti.
La fame d’aria potrebbe rimanere, quella sensazione che l’aria che entra non stia soddisfacendo la tua esigenza di ossigenazione. Esegui ugualmente questi esercizi meccanici. Forza la tua respirazione.
Inspira tranquillamente e cerca di far arrovare l’aria alla punta dei tuoi piedi, abbi la sensazione di riempirti come fossi un palloncino da gonfiare. Gonfiati come un palloncino.
POI SVUOTA TENENDO LE LABBRA SOCCHIUSE. Lascia che l’aria esca, dosando piano piano l’emissione dalla bicca.

Inspira dal naso ed espira dalla bocca.

 

finestra aperta

Apri la finestra.

Vai alla finestra e fai una grande boccata d’aria.

Apri la finestra e cerca di prendere dei grandi respiri dall’aria aperta, dalla finestra aperta.

Se ti è possibile, dormi con la finestra aperta, facendo circolare l’aria.

La ginnastica respiratoria.

La ginnastica respiratorio è un allenamento alla respirazione che va praticato con costanza. Indicato per chi sia convalescente a seguito di COVID19, aiuta sicuramente chi è sano, sia per vivere meglio, per affrontare la vita, per affrontare un’eventuale patologia, per cantare meglio.

Esattamente come un allenamento atletico, la ginnastica respiratoria aiuta a migliorare alcune performance respiratorie.

La ginnastica respiratoria viene praticata in condizione di buona salute, non durante una fase acuta della malattia, nè durante una crisi respiratoria.

La ginnastica respiratoria favorisce la presa di coscienza dell’atto respiratorio, elasticizzazione e controllo della muscolatura respiratoria nelle varie fasi della respirazione: 

– apnea
– respirazione toracica
– respirazione addominale,ecc..

 

Esempi di ginnastica respiratoria

1

Prendi una cannuccia, un bicchiere da bibita o una bottiglietta pieni d’acqua.
Soffia e produci bolle.

2

Prendi un palloncino.
Gonfialo, soffiandoci dentro.
Senti la pressione necessaria affinchè il tuo fiato metta sotto tensione la gomma del palloncino. Percepisci quale complesso meccanismo richieda. Porgi attenzione e descrivilo.

3

Mano sulla pancia
Mi riempio in modo da fare rimpire l’addome
Inspiro 3 secondi. Pausa.
Espiro 6 secondi. Da capo.

4

Mano sul Torace
Mi riempio in modo da fare rimpire il torace.
Inspiro 3 secondi. Pausa.
Espiro 6 secondi. Pausa. Da capo.

5

Ridi. Ridi. Ridi! Ridere è un atto esclusivamente umano.
Nel mondo animale e vegetale non si ride. Forse ridono asini, cani, delfini e iene ridens. 
Ridere però è senz’altro una prerogativa dell’uomo. È anche uno degli esercizi di riscaldamento vocale che prediligo!   

Ridi! Cerca motiva per ridere. Guarda film che ti facciano ridere.
Leggi fumetti buffi: ridi!
Senti il sussulto della tua pancia?
Senti la leggerezza della tua testa? 

 

RISATE COME ESERCIZIO

Ti ripropongo un momento della Masterclass di canto ed emozioni che ho tenuto a Scicli a fine settembre.
Lavoriamo con le risate.
Prova con noi!

Ti saluto con un piccolo Decalogo che ho preparato appositamente per te.
Spero che le informazioni che ho raccolto qui, ti siano utili.

Decalogo per la serenità

Ph. Vincenzo Pietro Sigillò Massara

Come coltivare la tua serenità?

1. Vivi quotidianamente coltivando la tua serenità più profonda.

2. Medita.

3. Respira regolarmente. Respira avendo cura dell’aria che entra e dell’aria che esce.

4. Se pratichi una religione, prega. Leggi versetti, medita, lasciati ispirare e scrivi nel tuo quaderno.

5. Contatta telefonicamente persone che non senti da tanto tempo.

6. Prenditi cura della tua salute. Mangia sano.

7. Riposa. È la migliore cura, le cellule del tuo organismo si rigenerano continuamente, lasciale lavorare tranquiilamente, senza stress.

8. Fai ginnastica respiratoria, prendi confidenza col tuo respiro. Di questo ne parlo abbondantemente nel libro che sta per uscire.

9. Se te la senti, fai piccoli esercizi di ginnastica, Yoga, Pilate. Anche a letto, rilassa il tuo corpo.Mens sana in corpore sano.

10. Ridi, ridi, ridi!

Grazie per aver letto fin qui.

Ti è stato utile questo articolo?
Mi piacerebbe sapere cosa ne pensi.

Ti aspetto nei commenti!
Lucina 🙂

COVID-19: positiva o negativa?

COVID-19: positiva o negativa?

Sabato 24 Ottobre
Cantando sotto la doccia

Sabato 24 Ottobre.
21° giorno di Quarantena per COVID-19.
Sono le 13.30. Suona il citofono. Rispondo col turbante in testa.
– Pronto.
– Signora! L’abbiamo chiamata 5 volte! 😠
– Mi spiace, stavo cantando sotto la doccia. È da ieri mattina che vi aspettiamo.  Mi scusi, avrei bisogno di chiederle una cortesia grandissima.
– Mi dica.
– Entrando in portineria, ci dovrebbe essere un pacco sul gradino della guardiola. Come sa, non possiamo scendere da casa. 😒 Sarebbe così gentile da portarcelo? 😬
– Certamente! 😃
– Grazie!! 😍

Protetta dalla tuta da astronauta

La vediamo uscire dall’ascensore e ci rassereniamo subito: l’attesa resiliente ci ha portato una dottoressina minuta, protetta dalla sua tuta da astronauta, con un paio di occhioni vivaci, nascosti dietro la visiera da saldatore.

Adesso sappiamo che la sua mano sarà delicata, il prossimo tampone tornerà ad essere un’ALABARDA FELPATA.

Domenica 25 Ottobre
L’attesa dell’esito

22° giorno di Quarantena.
Attendiamo l’esito del tampone di Teresa.

Ore 9, ore 10, ore 11. Tutto tace.

Ne approfitto per correggere l’ultima bozza del libro IL TUO CANTO LIBERA – GUIDA PRATICA ALLA VOCALITÀ. L’appendice è dedicata agli esercizi: come ci si prepara a un concerto. Devo solo inserire gli spartiti. 

Tutto continua a tacere, del resto il 7° giorno è il giorno del riposo. Prima o poi sapremo qualcosa.

I teatri sono
tra i luoghi più sani.

Nessun contagiato
in questi mesi.
Sanificati, distanziati.

Ore 11.30.
Raffica di notifiche su WhatsApp.
Che sta succedendo?

Il clima di attesa resiliente viene devastato dall’uscita del DPCM: chiusura di teatri, sale da concerto, ristoranti, locali, scuole di danza.

Mi ronza per la testa una parola scottante: coprifuoco. Coprifuoco?!

Avete messo il plexiglass?

Avete sanificato?

Avete distanziato?

Bene.

Adesso CHIUDETE

Non si muore
solo di Covid.

Ho vissuto questi 23 giorni di Quarantena sentendo addosso l’angoscia di chi era nelle mie condizioni, ma da solo, senza assistenza, senza cure, senza lavoro, con la sensazione di essere sequestrato e  abbandonato.

Domenica finisce e del tampone di Teresa nessuna notizia.

 Lunedì 26 Ottobre
Il tampone di Teresa è?

Arriva la telefonata dell’USCA. Sono sempre accurati e gentilissimi. “Buongiorno,  abbiamo l’esito del tampone di Teresa. Ehm, no, aspetti… Ah! Forse… ecco, un attimo….. Non lo trovavo, eccolo, li stanno portando adesso.

L’esito del tampone di Teresa è… negativo.”
Yuppie!!! Potrà tornare a scuola!! Ah. No. Adesso sono tutti in DAD.
Teresa da Marzo non è più andata a scuola. Mal comune, mezzo gaudio.

SONO UNA LONG COVID

Io sono considerata una LONG COVID, perchè ancora positiva al 15° giorno dalla conclamazione della mia positività. La solita inguaribile ottimista. 😃 

La nuova normativa prevede che, DOPO 21 GIORNI,  la carica virale sia bassissima e non più contagiosa. 

In confidenza, non lo dire a nessuno, ti mostro il mio certifcato di liberazione.

Certificato di
fine isolamento obbligatorio

Valorizzare i gesti quotidiani

È il momento di valorizzare i gesti semplici della quotidianità: stasera potrò andare a gettare la spazzatura. Che emozione!

Invece che l’aperitivo, vado a farmi un bel sierologico!


Vado a fare il sierologico. Voglio sapere quale sia effettivamente la mia situazione. Devo vestirmi di sana pianta. Devo ANCHE indossare le scarpe. E che scarpe mi metto? L’ultima volta che ho indossato scarpe chiuse è stato 6 mesi fa!

Sono emozionata, non esco di casa da 25 giorni. Mi sento incerta sulle gambe. Il cuore mi batte, per fortuna! Tutto mi sembra bello e luminoso.

Al Laboratorio

All’ingresso del laboratorio di analisi un pò di persone attendono ordinatamente fuori. Si parla, ciascuno racconta la propria esperienza.  È essenziale sentirsi parte di un tutto. 

Due parole di CONFRONTO, diventano due parole di CONFORTO.

È il mio turno. 

Il medico ha una mano di fata. Non sento che un pizzichino.

Mi racconta che su 500 tamponi effettuati da giovedì scorso, 12 sono risultati positivi, molti bambini e ragazzini. La maggior parte asintomatici.

Significa decine e decine di persone messe in ISOLAMENTO FIDUCIARIO.
Significa bambini e ragazzini senza contatti sociali per almeno 15 giorni.
Significa genitori che non possono lavorare.
Significa persone disabili SENZA ASSISTENZA!
Significa che qualcosa in questo meccanismo non sta funzionando.

Spero tanto che le cose cambino e che RESTIAMO UMANI!


 

🏠

Perché
impedire
ai malati di COVID-19
di essere curati
presso il proprio domicilio? 

MARTEDI 27 Ottobre
L’esito del mio sierologico?

Trascorro la giornata in attesa dell’esito famigerato. Sarà positivo o negativo?
Il mio sierologico dice che sono NEGATIVA! Tutto negativo?!  

Non mi resta che farci una bella risata! Sto preparando un vademecum per affrontare il Covid-19. E riderci su è la prima cosa da fare!

Uno Mattina, OGGI, le Radio

UnoMattina in Famiglia ci ha invitate a raccontare la nostra storia.

Il settimanale Oggi ci ha dedicato una pagina.
Tante interviste, Radio Uno per MediterRadio, Radio IN, Radio Time.

Almeno per ora, l’incubo è finito!

GRAZIE PER AVER TREPIDATO CON NOI!

è tempo
di pubblicare
il libro.

Sai, sta andando in stampa!
Clicca sul pulsante blu.
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Sono positiva al Covid-19 e alla vita.

Sono positiva al Covid-19 e alla vita.

Sono positiva. Sono sempre stata una persona positiva. Sono un’inguaribile ottimista. Ma questa volta sono positiva al COVID-19.
Ecco la mia storia.

30 Settembre 2020

Il 30 settembre comincio ad accusare dolori influenzali. È la giornata per la salvaguardia del Creato. Mi reco in Cattedrale, dirigerò il coro formato dalle rappresentanti delle diverse chiese di Palermo per la Preghiera Ecumenica. Muniti di mascherina e distanziati, è un momento di altissima meditazione e spiritualità. Mi sento male, ma sono felice di esserci.

Tornata a casa, misuro la febbre: 37 e 4. Di notte mi sveglio diverse volte per episodi di dispnea, che gestisco mantenendo la calma e con una serie di esercizi di respirazione. 

1 Ottobre 2020

 

La febbre è salita a 37 e 8. Sono molto affaticata, ho un mal di testa fortissimo. Mi insospettisco. Telefono per prenotare un tampone. Viene fissato per domani, in assenza di febbre.

2 Ottobre 2020

 

La temperatura è scesa. Monto sul mio Ciao. Mi faccio forza e coraggio. Il cielo è terso. Vado a fare il tampone.

Mi si presenta un astronauta, armato alabarda felpata. Gentilissimo e delicato, lo ringrazio, gli dedico questa poesia, che arriva da sola.

Se fossi positiva, la chiamata arriverà in giornata.

L’esito del tampone.

 

Arriva la chiamata. “Signora mi spiace molto, devo comunicarle che l’esito del tampone è positivo al Covid-19”.
Silenzio.
“Signora? Signora?” 

Silenzio.
“Signora?”
“Si, ci sono”. 
“Signora, mi dispiace averle dato questa notizia. Da questo momento lei è in quarantena e i suoi congiunti in isolamento volontario per 15 giorni.  Inoltreremo la segnalazione in direttissima al Centro Epidemiologico e alle Forze dell’Ordine. In un paio di giorni verrà l’Azienda Sanitaria Locale a fare il tampone a tutti familiari. Mi dispiace signora. ” “La ringrazio, è stato molto cortese”. Arrivederci.”  Sensazione di scioglimento.

Isolamento e quarantena

Da questo momento io sono in quarantena e i miei congiunti in isolamento volontario.
Non potremo muoverci da casa per 15 giorni. Io dovrò chiudermi in quarantena in una stanza e loro dovranno stare in isolamento nelle altre stanze.
Bagni separati.
Pasti separati.

Una raffica di chunk mi passa davanti.

Sento lo stridore sulle rotaie.  È assordante. Ero un treno in corsa. Cosa dobbiamo fermare?   Chi devo informare? A chi sono stata vicino?  Cosa devo sospendere? Cosa devo rimandare?

Informo il mio medico curante. Informo tutte le persone che ho incontrato negli ultimi 10 giorni. Due giorni di telefonate ininterrotte. Senza fiato.

Non potremo incontrare nessuno, nemmeno i medici. 

Il medico curante fa le segnalazioni di rito. Non potremo incontrare nessuno, nemmeno i medici.

Per diversi giorni non riceviamo alcuna comunicazione, nè riusciamo a metterci in contatto.  Tutte le linee sono occupate o irraggiungibili. Sembra che l’USCA sia in esplosione.

Mia sorella Vivi, medico,  mi controlla a vista, cioè  a distanza.

 

I sintomi

Il sintomo più preoccupante sono gli episodi notturni di dispnea. Mi sveglio di notte più volte, come affamata d’aria, come se nel deserto vedessi un grande bicchiere d’acqua, che già vederlo mi da sollievo. Lo sollevo, cerco di bere, ma è vuoto. Resto affamata. Resto assetata d’aria. I polmoni non si distendono. Li metto alla prova con mille esecizi. Non mi do per vinta. Non può vincere lui. Penso alle persone ansiose, alle persone anziane, che prova dura. 

Mi do aiuto

Mi do aiuto in mille i modi.
Medito.
Disinfetto tutto quello che tocco con questa soluzione al 70/30 di Alcool, e poi non fa nemmeno cattivo odore.

Cioè, mi sembrava che non ne facesse!
Qualche giorno fa ho scoperto che invece lo fa, eccome! Anosmia.

Mi rilasso sul tappetino da fachiro.
Mi do Reiky.
Prego, studio, cerco di tenere a bada la mia mente che galoppa più che mai.

La Terapia

Il mio medico curante prescrive terapia come da protocollo.
Antibiotico Zitromax per 3 gg.
Bentelam cortisone  da 1 mg, due vv die per 5 gg.

Malditesta impressionante

Dovrei riposare un pò di più. Quando esagero mi assale un malditesta impressionante. Ma sento dentro un’energia irrefrenabile.

Cosa devo fermare

Ho dovuto fermare i corsi che stavano partendo, i Drum Circle coi Ben Kadì, quelli coi bimbi del Parco del Sole, i laboratori all’IPM il carcere minorile Malaspina. Potrò dedicarmi al libro, al videocorso di canto, alla Zoom di percussioni con Ismaila Mbaye.

Forza Lucina, tu sei positiva!

Teresa ha il COVID-19?

 

Nel giro di pochi giorni in mia figlia si manifestano febbre e tipici sintomi influenzali.  Avrà anche lei il COVID-19?

Teresa continua a essere servizievole e collaborativa, mi riempie di attenzioni a distanza e manicaretti. Teresa non va a scuola da Marzo. Nonostante sia verde in viso, continua a seguire in DAD. Idem mio figlio. Certo non era questo l’inizio sognato per i primi giorni di Università.

Sequestrati

Mio marito annulla i viaggi di lavoro in attesa di essere liberato. Questa è la sensazione: essere sequestrati. Comunque sia, non sappiamo se Teresa abbia il Covid-19. Non sappiamo come comportarci. Non sappiamo come curarla.

Trovo conforto nel gruppo Facebook Covid Covid19 Gruppo Pazienti Italia che ringrazio, in particolare la dottoressa Marasco.

Nessuno ci ha visitato, nè ci visiterà.

Finalmente l’USCA ci contatta.

Finalmente l’USCA ci contatta. Dettagliata e molto cortese anamnesi telefonica da parte di un medico. 
Bene. Verranno il 16 ottobre a fare il tampone a tutti. Il 16 ottobre? Alla fine della Quarantena? E Teresa, come dovrebbe comportarsi? Quale bagno dovrà usare? Quello della mamma appestata o l’altro? Come dovremo gestire gli spazi e soprattutto le relazioni? 
Parole d’ordine:
SEPARAZIONE.
DISTANZIAMENTO.
SOLITUDINE.

16 ottobre 2020

 

Riceviamo alle 11 la telefonata dall’USCA: “stiamo venendo a fare i tamponi a tutti e quattro”.
Evviva, finalmente.

Attendiamo pazienti e resilienti.
Le 12.00, le 13.00, le 14.00.
Le 15.00.
Le 18.00.
Le 21.00, dai, verranno! Alessandra mi ha detto che ci sono andati tardissimo.
Arriveranno, no?
Le 22.00. Vabbè. Non sono venuti.

17 Ottobre, il compleanno di Tereselle

Il compleanno di Teresa. Festeggiamo come di consueto all’alba del mattino.

Attendiamo resilienti che l’USCA venga a casa. Ci sentiamo un pò bloccati. Vorrei farmi lo shampo, ma non posso farmi trovare sotto la doccia. Arriverà, no? Le 9, le 11, le 13. Ora di pranzo. Ancora niente.
Le 15: citofono!

Ecco,  finalmente alle tre del pomeriggio arriva, bardato fino al midollo, un medico per effettuare il tampone a tutti e quattro.

È visibilmente in affanno, finiscono tardissimo tutti i giorni.

Ci invita al distanziamento.
Non possiamo assistere.

Qualche colpo di tosse annuncia che il tampone è stato effettuato.

Turno di Teresa: “non può farlo prima mamma?”.

Questa volta l’alabarda  non è molto felpata, somiglia più a una spada acuminata.

Adesso attenderemo l’esito.

L’esito del secondo tampone.

 

Contrariamente alle nostre aspettative, sia Teresa che io siamo ancora positive. Mio marito e mio figlio negativi. Quindi chiusi in casa 18 giorni insieme, distanziati e coi dovuti accorgimenti, loro sono rimasti illesi.

A 21 giorni faranno un altro tampone a Teresa. La procedura prevede che, se anche fosse positivo, ci liberebbero comunque, perchè si ritiene che la carica virale sia ormai molto bassa e non più considerata contagiosa. Finchè non vedrò il certificato di liberazione, non ci crederò!

Il covid-19 è una malattia relazionale

 

 

Ho vissuto il COVID-19 nella forza e nel dolore di mia figlia Teresa.

Non potersi abbracciare, non potersi baciare, mantenere la distanza. Non vedere amici e compagni. Non potere uscire da casa. Non sapere cosa ci aspetta, attendere, attendere, attendere, resilienti.

Ho sentito sulla mia pelle la disperazione delle persone ricoverate senza il conforto della vicinanza della propria famiglia.

Viviamo in un  clima di terrore.
Si muore d’altro.
Si muore di incertezza.
Si muore per la mancanza di conforto.
Si muore per la mancanza di vicinanza.
Si muore per il terrore dell’abbandono.
SI muore di solitudine.
Si muore di fame.
Si muore per il terrore del futuro incerto.

Oggi l’incertezza è diventata la norma.
È diventato impossibile programmare eventi e attività che già prima non godevano di certezza.

Il COVID-19 si contrasta affrontandolo con serenità, indossando le mascherine, mantendendo ove necessario il distanziamento. 

Il COVID-19 si contrasta seguendo le regole e tenendo alte le risorse immunitarie, facendo belle passeggiate, guardando il mare, godendoci gli affetti.

Il COVID-19 si contrasta mantenendo alto l’umore, facendoci coraggio a vicenda e non chiudendo tutte le attività dall’oggi al domani, uccidendoci in altro modo.

In tutta questa assurda Quarantena, la follia assoluta è che non sappiamo nemmeno se ho avuto la polmonite interstiziale.  Non sono MAI STATA VISITATA.

So che rimarrò deboluccia per un pò,
perchè comunque
io sono positiva!

Positiva, di nome, di fatto e di Covid-19!