INNO ALLO ZERO
Zefiro zero
Poemetto in musica per voce e loop station
Testo: Salvino Leone
Musica, elaborazione e adattamento del testo, performance: Lucina Lanzara
Si incontra Fibonacci col grande Federico
Grande, magnifico stupore del mondo
Ma non è lui l’unico a stupirlo.
Dall’India lontana,
dove il nulla è ricchezza di natura,
viene a noi la sunya,
un vuoto esistenziale
che riempie il mondo intero.
Fibonacci lo cattura.
Il nulla viaggia
con le merci dei commerci,
nullità si fa ricchezza.
Giunge sunya dall’India
e raggiunge Persia e Arabia.
La sunya si fa sifr
e questa si fa “cifra”.
Di nuovo si riveste,
si fa vento leggero,
a stento percepibile,
lo Zephiro compare:
Signore e signori,
nato è lo zero!
Sunya Sifr zefiro zero
Sūnya sunya shunya
Il vuoto respira.
Sifr cifra soffio
Il nulla avvicina.
Zephirum zefiro zevero,
vento leggero,
resta un sussurro:
Zefiro zero.
Dai numeri romani,
lunghi, pesanti e complessi da gestire,
un nuovo sistema
semplice, completo, immediato,
d’assenza che è presenza.
Calcoli, algoritmi, equazioni e limiti.
Nasce la sequenza, la successione aurea.
Lo rende imperituro,
lo rende immortale,
lo rende infinito
nei secoli futuri.
Ogni numero è la somma
dei due che lo precedono:
1 1 2 3 5 8 13 21 34 55 89 144 233
La trova in tutto il mondo:
nei petali dei fiori,
nel porsi delle foglie,
di pigne e girasoli,
oniriche spirali,
divine proporzioni,
nell’Universo intero:
nato è lo zero.
Chi apprezzerà nullità?
Chi apprezzerà inesistenza?
Chi apprezzerà inconsistenza?
L’orgogliosa ma isolata
monarchia dell’uno
si fa dieci, cento, mille.
Nascosto e piccolino
riempie l’universo.
Umile l’assenza
che esalta la presenza.
Lo zero è vacuità nascosta,
Lo zero è vuoto esistenziale,
Lo zero è vita a perdere,
Lo zero è vita marginale.
Ma senza lo zero il piccolo resta tale
e l’uno rinunzia ad essere molteplice.
Fratello arabo, grazie del dono!
E grazie a te, Leonardo Fibonacci.
Hai trasformato il nulla in tutto,
l’irrilevante nel totalizzante.
Lunga vita ai nulla del mondo,
che diventino il tutto del futuro!
Era questo l’Inno allo zero, Zefiro zero.
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