Seleziona una pagina

L’Altare di San Giuseppe a San Francesco di Paola

da | Mar 17, 2021 | musica e sociale | 10 commenti

Scrivimi su Whatsapp per richiedere chiarimenti e informazioni

MareVoce a Flumini: libera la tua vera voce al mare con Lucina Lanzara – 27 e 28 giugno 2026

Immagina due giorni in Sardegna, a pochi minuti da Cagliari, in cui il rumore del mare diventa il tuo metronomo interiore e la tua voce finalmente si espande senza giudizio. MareVoce a Flumini è molto più di un laboratorio di canto: è una pausa rigenerante in cui musica, respiro, acqua e relazione diventano un unico grande dispositivo relazionale.

Perché hai bisogno di una pausa che sia davvero tua

Da tempo senti che ti serve staccare, ma le solite vacanze non ti bastano più. Cerchi leggerezza, allegria, ma anche profondità: vuoi il mare, ma vuoi anche prenderti cura della tua voce, delle tue emozioni, della tua energia.

Magari usi la voce ogni giorno per insegnare, lavorare, guidare gruppi, e senti che è arrivato il momento di dedicarle un’attenzione speciale. MareVoce nasce esattamente per questo: offrirti uno spazio protetto in cui riposare, studiare, giocare, cantare e ritrovare quella parte di te che spesso la routine silenzia.

Che cos’è MareVoce a Flumini

MareVoce è un laboratorio residenziale di Canto ed Emozioni guidato da Lucina Lanzara, maestra di canto, cantautrice e facilitatrice di Cerchi di Suoni. Si svolge in una location sul mare, in un clima conviviale, informale e accogliente, pensato per favorire l’incontro e la condivisione.

Non è un corso accademico di canto: è un’esperienza immersiva che unisce studio della voce, esplorazione emotiva e vita comunitaria, trasformando il gruppo in un autentico dispositivo relazionale che sostiene, amplifica e rispecchia la tua trasformazione.

A chi è dedicata questa esperienza

MareVoce è pensato per tutte le persone che sentono una chiamata verso la voce, non solo per chi canta già.

  • Canti per passione e vuoi un tempo tutto per te per ricaricarti.
  • Usi la voce per lavoro e desideri prendertene cura in modo più profondo.
  • Sei musicista, corista o cantante professionista in cerca di uno spazio di ricerca e alleggerimento.
  • Fai parte di una famiglia musicale e sogni una mini-vacanza in musica.
  • Desideri una pausa di riconnessione profonda in un clima conviviale, giocoso e mai giudicante.

Anche se pensi di essere stonato o di non essere portato per il canto, qui sei il benvenuto: l’obiettivo non è diventare un cantante perfetto, ma lasciare che la voce diventi strumento di benessere e libertà.

Cosa vivrai durante MareVoce

Le giornate scorrono secondo una scansione dolce ma precisa, governata dal ritmo: il ritmo del respiro, del mare, del gruppo. La cura del ritmo diventa fondamentale per entrare e uscire dagli esercizi, per sostenere il canto e per creare un campo sonoro condiviso.

  • Risveglio muscolare, anche in acqua se il mare lo consente.
  • Lavoro su respirazione, suono e vibrazione.
  • Uso del diapason a 432 Hz, melodia e polifonie.
  • Meditazioni guidate, tra cui la Meditazione dell’Acqua.
  • Improvvisazione vocale e corporeità espressiva.
  • Tecnica vocale e comportamento scenico.
  • Cerchi di Suoni e Cerchi di percussioni.
  • Esplorazione creativa e performance finale in bianco.

Tutto è organizzato per farti vivere il tempo non come una corsa, ma come una danza: un ritmo che ti sostiene, ti alleggerisce e ti permette di ascoltare davvero la tua voce nel dispositivo relazionale del gruppo.

Vitto e alloggio

Pasti e pernottamento non sono inclusi nel prezzo, ad eccezione di due momenti conviviali.

Sarà possibile mangiare insieme in strutture vicine convenzionate che concorderemo e suggeriremo.

Questi momenti condivisi diventano parte integrante del dispositivo relazionale di MareVoce: non solo mangiare insieme, ma nutrire anche la relazione, la leggerezza e l’ascolto reciproco.

La magia della performance in bianco

Uno dei momenti simbolo di MareVoce è la performance finale in bianco, al tramonto. Dopo aver lavorato sulla voce, sul corpo, sulle emozioni e sul ritmo, il gruppo crea un vero e proprio Cerchio di Suoni aperto alla magia del momento e all’energia condivisa.

È un rito delicato e potente insieme: non servono palchi né riflettori, perché la vera scena è il cerchio, la tua presenza e il contatto con chi canta insieme a te. La performance diventa un dispositivo relazionale in cui ognuno porta il proprio suono e lo affida al gruppo, senza giudizio e senza aspettative di perfezione.

Cosa portare con te

Per vivere al meglio MareVoce, ti saranno utili:

  • Telo mare, costumi e scarpette da scogli.
  • Tappetino da yoga, stuoia o telo per il lavoro a terra.
  • Taccuino, penna, matite e colori per annotare intuizioni e ispirazioni.
  • Un completo bianco per la performance finale.
  • Un cappello di paglia.
  • Eventuali strumenti musicali come tamburo, chitarra, campane tibetane, djembe, shaker, maracas, ovetti.

Chi guida il viaggio

Lucina Lanzara è maestra di canto ed emozioni, cantautrice, compositrice e sperimentatrice vocale. La sua attività unisce didattica, ricerca sulla voce, performance e conduzione di Cerchi di Suoni.

Con una lunga esperienza in ambito musicale e formativo, ha creato nel tempo percorsi che trasformano il canto in strumento di cura, di presenza e di relazione. Nei suoi laboratori, la tecnica vocale incontra la dimensione emotiva, corporea e spirituale, in un approccio profondamente umano e accogliente.

Cosa dicono le persone che hanno partecipato

Un’esperienza nuova e bellissima in un posto incantevole, in cui le vibrazioni dei canti, degli strumenti e i silenzi hanno connesso i nostri cuori.

Sono grata per l’intensità sensoriale e spirituale di questo percorso: il canto è diventato balsamo per il gruppo.

Quando c’è Lucina, tutto diventa semplicemente possibile.

Queste testimonianze parlano di trasformazione dolce, di leggerezza, di coraggio di mostrarsi e di un forte senso di appartenenza.

Per dettagli aggiornati su date, orari, costi, modalità di pagamento e iscrizione, fai riferimento ai contatti e alle indicazioni riportate nella pagina ufficiale di MareVoce a Flumini.

È il momento di ascoltare la tua voce

Se queste parole hanno risuonato dentro di te, forse MareVoce è il prossimo passo naturale del tuo viaggio. Due giorni di mare, ritmo e canto per liberare ciò che trattieni da troppo tempo.

Scopri tutti i dettagli e iscriviti

#MareVoce #MareVoceAFlumini #LucinaLanzara #LaboratorioDiCanto #CantoEdEmozioni #VoceCheGuarisce #DispositivoRelazionale #RitmoInteriore #RitmoDelMare #CerchioDiSuoni #CantoECorpo #RespiroEVibrazione #VacanzaInMusica #VacanzaConsapevole #Sardegna2026 #Flumini #LiberaIlTuoCanto

Storico degli articoli:

Sogni da sempre il tuo tamburo sciamanico?

 

 

Sogni da sempre il tuo tamburo sciamanico?

 

È l’occasione giusta!
Partecipa a MareVoce a Flumini e ordina ENTRO l’8 giugno, il tuo tamburo sciamanico che verrà realizzato sul tuo nome e sulla tua data di nascita.

Prenota da qui

10 Commenti

  1. Alice

    Che dire?
    Lucina ha descritto alla perfezione il tutto! L’unione di più menti, come l’aiuto di più mani, genera sempre qualcosa di unico e meraviglioso;
    specialmente quando c’è voglia di fare come nel caso di questa organizzazione!
    Visitare l’altare è un’esperienza memorabile; rimane impressa, anno dopo anno.
    In questo periodo, poi, penso ci sia proprio la necessità di sentirsi “uniti” e di rivolgersi ancor più verso la bellezza che solo l’arte può regalare così pienamente!
    Complimenti.

    Rispondi
    • Lucina Lanzara

      Grazie Aliciuzza! Hai ragione: visitare l’Altare è un’esperienza che rimane impressa. Viverne la preparazione è uno straordinario dono.

      Rispondi
  2. Mariaester Graziano

    Non avevo visto mai una tradizione così. Mi ha commosso e divertito insieme. È magnifica. Quando l’incontro con l’altro è fatto col cuore diventa moltiplicazione di vita come fece Gesù coi suoi pani. Grazie 😍🙏

    Rispondi
    • Michela Gendusa

      Bravissimi, anche da noi a Chiusa Sclafani è una tradizione radicata. Ricordo il clima che si viveva, le vicine che si aiutavano a fare il pane, le fritture, l’allestimento. Venivano coinvolte tutte le famiglie della strada, gli amici i parenti. Ci si univa al rendimento di grazie per la grazia ricevuta dalla famiglia con la delicatezza dei particolari. Da noi all’altare venivano messi i “cucciddati” che in maniera figurata dicevano a quante famiglie si sarebbero aiutate con grano, olio legumi.
      Poi c’era il pranzo di San Giuseppe che era un rito.
      Prima la famiglia che aveva ricevuta la grazia con i “SANTI” (che erano gli ospiti poveri del paese che avrebbero usufruito del beneficio) andavano a messa e poi insieme andavano a casa. Nel pomeriggio poi iniziava la visita agli altari, che si concludeva la sera dopo la processione quando iniziava il rito molto laico del “emu a spugliari l’artaru” prevalentemente i giovani e non solo, facevano il giro degli altari del paese mangiando a più non posso fritture dolci frutta e quanto la famiglia metteva a disposizione. Si usciva dicendo ‘VIVA VIVA SAN GIUSEPPE
      Grazie Lucina mi hai fatto fare un volo di 50 anni, anni in cui in paese ci si conosceva tutti ed eravamo ‘spensierati’ un forte abbraccio 💓😘😘😘

      Rispondi
      • Lucina Lanzara

        Michela mi hai fatto rivivere quel sapore. Anche se non ho l’esperienza di paese, me l’hai fatta assaporare, come ci è riuscita con noi la mia adorata vicina Cenza. Condivisione, scambio, vicinanza, solidarietà, attenzione agli altri. Valori essenziali. Ti abbraccio.

        Rispondi
    • Lucina Lanzara

      Mariaester grazie! Le tue parole hanno sempre un potere emozionante per me. Sono contenta che abbiamo fatto breccia.

      Rispondi
  3. Santa nicolosi

    Anche nel mio paese San Giuseppe Jato, ma anche in tutta la zona limitrofa, la tradizione degli Altari o Mense di San Giuseppe è molto radicata.
    I padroni di casa o per grazia ricevuta o per richiesta di Grazia allestiscono
    “ I VIRGINEDDI” appunto così chiamati: tavole ricche di pane di ogni forma e ogni ben di Dio che vengono offerti poi ai poveri del paese. In queste mense però manca la carne, la spiegazione sta nel fatto che la solennità di San Giuseppe cade sempre di Quaresima, periodo questo, di morticazioni e astinenze.
    Nelle nostre zone è associata agli altari anche la recita “delle parti di San Giuseppe” una sorta di drammatizzazione delle vicende legate alla sacra famiglia e alla fuga in Egitto, per salvare il piccolo Gesù da Erode.
    Ritengo che queste tradizioni non abbiano solo un risvolto folcloristico, ma rappresentino una fede semplice ed in attenzione ai poveri, che forse, ai nostri giorni abbiamo bisogno di riscoprire.
    Grazie a chi si adopera per tutto questo: Viva il patriarca San Giuseppe
    Viva il patriarca San Giuseppe

    Rispondi
    • Lucina Lanzara

      Santa grazie per il tuo prezioso contributo!
      Queste tradizioni si dovrebbero studiare a scuola e sperimentare.

      Rispondi
  4. raffaella

    Che bella esperienza ci hai racconatatto, Lucina cara.
    L’energia che avete messo arriva attraverso la tua email.
    Un abbraccio
    Raffaella

    Rispondi
    • Rita Gatti

      Iniziativa molto interessante. Non la conoscevo. Chissà, poterla vivere l anno prossimo! Domani i miei auguri ai Giuseppe arriveranno accompagnati da questa tradizione. Apprezzo il tuo entusiasmo e la tua devozione. A Matera la Chiesa di San Francesco da Paola è un Santuario frequentato e il Santo molto venerato. Un forte abbraccio e grazie

      Rispondi

Invia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *