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Un respiro sotto le stelle.

Un respiro sotto le stelle.

Aspra.
Museo dell’Acciuga.
Giovedi 10 settembre.
Accade che un gruppo di donne impegnate socialmente sposi la causa della ricerca per la fibrosi cistica e organizzi una bellisima lunghissima intensissima serata nel magico Museo dell’Acciuga. Sono le socie della Foundation Inner Wheel Baharia. Presiede @AnnalisaNotaro. Le ammiro.

Accade che Rossella Prestigiacomo inviti i Ben Kadi e me a suonare e noi siamo tanto felici di partecipare. È una solidarietà solidale.

Accade che Salvo Piparo regali cunti. E con la chitarra io tenga col filo delle dita il suo intimo racconto ai mestieri perduti. È simbiosi che lascia dimenticare ogni Covid di turno. Ci sono sguardi che vanno oltre gli abbracci.

Accade che Michelangelo Balistreri ci accolga ospitale come solo i siciliani sanno fare. È un menestrello popolare che trasforma le acciughe in stelle d’argento. Il suo borghetto è un incanto. Il Museo dell’Acciuga è una Magaría. Ripetutamente penso: finalmente, finalmente. 🙏🏻

Accade che FrancescoCuffaro legga la sua personale testimonianza di malato migliorato grazie alla ricerca, combattente in prima linea della sopravvivenza, commuove e si commuove. A rotazione continua. Commuove e ci commuove. Rivela confidenziale fragilità e debolezze, lasciandoci sbigottiti, e pieni di speranza. Restituisce anni di senso alla Ricerca.

Accade che arrivi il nostro momento. Sul palco troneggia una tastiera pesata, grande e vigorosa, occupa lo spazio scenico centrale. Vedo il mio microfono. È blu, effettato con Lexicon a 6 secondi, la mia chitarra rigorosamente a 432Hz. Quattro sedie bianche attendono i tamburi Ben Kadì, poco dietro, di sbieco, in diagonale. Sono rassicuranti, queste sedie. I ragazzi salgono timidamente sul palco. Sicuri, si siedono. Ma come si siedono? Non abbiamo detto due alla mia destra e due alla mia sinistra? – Venite ragazzi. Si spostano. Cavi ovunque. Coraggio. Il primo palpito si dissolve tra Jalawan e Sanansancorò. Suoniamo. Ci lasciamo trascinare dal gorgo dei suoni che salgono e portano con se ogni dolore, ogni pensiero, ogni fatica. Ousù nella Fuga. Canto dell’Acqua. Ora le lacrime del mondo sono un manto d’acqua che ricopre la Terra.

Si avvicendano mille interventi. Tutti ricchi, tutti pieni, tutti meritevoli. Tanti. Ricchi, incredibili, pieni, belli. Quanto lavoro. Reti ovunque. Connessioni ovunque, reali, virtuose e virtuale. .

Tocca di nuovo a noi.

Torniamo sul palco.

Maurizio Maria D’Amico, il tutor cantautore dei Ben Kadì, canta in berbero, canta Tizì Ouzou. Ci proietta nel deserto. Siamo nel deserto. Sento la sabbia in faccia, il vento che soffia, la sabbia giallissima, sento la sete. Eseguiamo il nostro “Ben Kadì”: “hanno attraversato il mare. Hanno attraversato il deserto. Avevano 8…10… 13 anni! Sono gli eroi dei nostri giorni! Sono i fantastici… Ben Kadì!” Mi emoziono sempre a raccontarli. Mi sento orgogliosa di conoscerli, Amara, Mory, Ladji, Kante, Ismael, N’Goma, Toumani. Io li conosco. Ho sentito le loro storie. Mi emoziono sempre a dire: ma vi rendete conto di chi avete davanti?

Mory è generoso. Chiede chi voglia provare un tamburo. Sale una signora piena di vigoria. Non vuole più scendere. Mory ci fa cantare tutti insieme. Mory sa fare festa.

Abbiamo respirato del respiro della vita.
Abbiamo raccontato la vita del respiro.
Abbiamo dato il nostro contributo di solidale solidarietà alla manifestazione “Un respiro sotto le stelle”, serata di sensibilizzazione sulla fibrosi cistica al Museo dell’acciuga.

La serata finisce a tarallucci e vino, nel vero senso della parola! Con uno strepitoso senso di generosità, un’assegno di duemila euro, fuochi d’artificio, asta benefica, degustazioni copiose, torniamo a casa paghi di una solidarietà solidale.

E la Magarìa continua.

Ph. Maria Gianni Lo Verso

Ti presento i tamburi Ben Kadì

Ti presento i tamburi Ben Kadì

IL GRUPPO BEN KADi’

I Tamburi Ben Kadì sono un gruppo di percussionisti africani arrivati in Italia via mare e affermati per la loro straordinaria musicalità.  Il gruppo è caratterizzato dalla multietnicità: i ragazzi provengono dall’Africa Orientale, Costa D’Avorio, Guinea, Mali, Maurithius, arrivati in Italia attraverso il “viaggio”, minorenni e soli, molti dei quali hanno conosciuto la “Libia”., oggi sono tutti ben inseriti socialmente e lavorativamente.

 

ANTEFATTO

Nell’autunno 2016 alcune insegnanti (Lucia Barbera, Celia Bartoli, Nicoletta Campisi, Nilla Palmeri, Leda Barradi, Rosalia Nando) mi invitano a tenere dei laboratori di musica presso il CPIA, una scuola a Palermo frequentata da minori stranieri non accompagnati, per il conseguimento della terza media.

Immediatamente emerge la straordinaria propensione al ritmo.

Coinvolgo nei miei spettacoli i ragazzi più motivati e talentuosi.

Nel Gennaio 2017 partecipano al mio spettacolo Dies Natalis per il Comune di Palermo, poi a Mons Regalis, al Canto della Santuzza ed altri.

LA MIGRANTES e i BEN KADÍ

Nell’estate 2017, grazie all’incontro con il dott. Mario Affronti, vengo a conoscenza dei progetti della FONDAZIONE Migrantes e presento l’istanza a sostegno della formazione di un gruppo di percussionisti.

Dalla Primavera 2018, grazie al sostegno della Migrantes, acquisto i primi strumenti ed organizzo un corso di percussioni con Santo Vitale della Bottega delle Percussioni.

Si forma il gruppo.

Il nome Ben Kadì

Con una pioggia di idee, ci diamo un nome: Ben Kadì, suggerito proprio da Mory insieme al suo compagno di viaggio Conde N’Goma.

Ben Kadì significa INSIEME È MEGLIO. Giacinto Di Bernardo realizza il logo dei Ben Kadì. 

La presentazione dei Ben Kadì a Palazzo delle Aquile a Palermo

La presentazione ufficiale dei Ben Kadì si tiene a Palazzo delle Aquile, sede del Municipio di Palermo il 29 Luglio 2018, nell’Atrio Monumentale. Ciascuno firma un atto di impegno di appartenenza al gruppo. In uscita l’ebook che documenta attraverso le immagini di Giorgia Görner Enrile questa incredibile storia. Partecipiamo al Concertone di Capodanno 2019 in Piazza Politeama a Palermo, direzione artistica Red Ronnie.

 

A Novembre 2018 riceviamo un ATTESTATO DI MERITO dalla Caritas di Bagheria, animando il pranzo del povero ed esibendoci in Piazza Madrice insieme ai tamburinai di Bagheria. Mory Diabate, in rappresentanza del gruppo, partecipa come performer percussionista al Congresso TaoBuk a Taormina. Protagonisti dello spettacolo di beneficenza del 28 ottobre organizzato dal Club Inner Weel Palermo, Presidente Rosellina Tristano Criscuoli, con la mia direzione artistica.

Il 21 marzo 2019 ci esibiamo per il Convegno dalla Migrantes ad Alcamo sulla condizione e progetti sulla situazione Migrante. E’ un grande successo! Mi accompagnano alle percussioni in occasione delle festività cristiane di Natale ed Epifania presso la Chiesa di Sant’Espedito a Palermo, animando la Messa dei Bambini: benché siano tutti Musulmani, manifestano uno spiccato spirito di apertura e fratellanza. Partecipano al progetto di Inclusione Arci e registrano il loro primo disco a Tavola Tonda. La loro storia è stata pubblicata da SUD, periodico a tiratura nazionale.

Ph. Salvo Gravano

IL CANTO DEL SOLE, UN CONCERTO PER LA PACE

Nel 2003 esce “Il Canto del Sole” edito da Rai trade, un concerto per la Pace per voce sola e percussioni. In occasione del concerto di presentazione del disco al Teatro Biondo di Palermo riceve un telegramma dal Presidente della Repubblica per il gemellaggio con l’Unicef e l’associazione “Un Ponte per..”. Il ricavato dei concerti contribuì all’acquisto di kit scolastici per i bambini colpiti della guerra in Iraq. La giornalista Antonella Sciocchetti di Rai International riprese in diretta il concerto e dedicò una settimana di speciali su Taccuino Italiano.

Il Canto del Sole di Lucina Lanzara è stato  ospite nelle stagioni dei Teatri Antichi greci di Sicilia, come interprete e autrice, ed luoghi di particolare interesse artistico come il Castello di Santa Lucia del Melo, il Monastero di Camaldoli, Ferla.

L’ultima rappresentazione ha visto la partecipazione straordinaria di Ismaila Mbaye .

Il Canto della Santuzza (2016-2017)

Il canto della Santuzza è un oratorio moderno per il testo di Salvino Leone, per voce recitante in italiano, inglese e siciliano, grande coro, ensamble di percussioni tribali, chitarre e strumenti di improvvisazione e body percussion. I Ben Kadì hanno preso parte alle rappresentazioni negli ultimi anni.

Realizzato in Anteprima nella grotta di Santa Rosalia con il coro di Voci dell’Orchestra Sinfonica Siciliana e i Sudd Orf di Eliana Danzì. 

Negli anni l’opera si è evoluta, viene rappresentata in varie lingue per favorire la fruizione a turisti e stranieri in genere. 

Ismaila Mbaye, il maestro dei Ben Kadì

Ismaila Mbaye è uno dei maggiori maestri di percussione in circolazione in tutta Europa. Originario del Senegal, lavora stabilmente con RAI DUE, in particolare lo vediamo con Licia Colò – Alle Falde del Kilimangiaro e numerosissimi programmi. Performer attore, sostiene la formazione dei Ben Kadì. Periodicamente ci incontriamo per incontri formativi e spettacoli insieme. 

Ph. Salvo Gravano

I Ben Kadì partecipano allo spettacolo Integrarti col patrocinio del Conservatorio di Palermo

Il 14 novembre partecipiamo allo spettacolo Integrarti con il Patrocinio del Conservatorio di Palermo;
apriamo come ospiti, presso Arci Tavola Tonda, concerti di straordinari musicisti, in particolare di Badara Seck per il concerto di presentazione di FUNKINO (13 dicembre 2018);
apriamo il concerto di Baba Sissoko (18 gennaio 2019) nella rassegna Sponde Sonore.

IL CANTO DEL SOLE A ROMA

ALL’AUDITORIUM DEL CAROVITA, su Via del Corso

I Ben Kadì su RADIO RAI UNO

Il 28 febbraio 2019 per lo spettacolo Lucina canta e racconta De Andrè, con la partecipazione dei Ben Kadì e delle Voci Vicine.

Al termine Eliana Eschieri di RAI intervisterà i ragazzi.

Lo spettacolo viene ripreso dai microfoni di Radio Rai Uno e mandato in onda il 17 aprile  insieme all’intervista integrale.

 

I Ben Kadì per i pozzi in Africa al Don Bosco Ranchibile

In questo brano si ripercorre la loro storia.

 

Hanno attraversato il mare

 

hanno attravesrato il deserto 

Avevano 8, 10, 13 anni…

Sono gli eroi dei nostirni

Sono. ifantastici… Ben Kadì! 

 

I Ben Kadì alla Marcia per la Pace 2018

I Ben Kadì si impongono immediatamente per la straordinaria energia e simpatia che li caratterizza. Il 17 giugno 2018 prendono parte come artisti protagonisti al documentario di Odessa Rae, regista di Broadway ed aprono la Marcia Internazionale per la Pace nell’Installazione di Kate Daudy (artista di Londra) “Am I my brother keeper?” in collaborazione con UNHCR per la Bias2018.

Sono stati invitati in più occasioni come testimonials.

I Ben Kadì, gruppo di giovani percussionisti africani, giunti soli in Italia, di straordinarie capacità musicali, con il sostegno della fondazione Migrantes, sono protagonisti del documentario di Odessa Rae (Broadway), aprono la Grande Marcia per la Pace per l’Installazione di Kate Daudy BIAS 2018.

Molto richiesti, effettuano performance che recuperino le tradizioni africane o sostengano gli spettacoli di Lucina stessa.

Red Ronnie seleziona i Ben Kadì per il Capodanno a Piazza Politeama a Palermo

I Ben Kadì collaborano con il Parco del Sole

I Ben Kadì partecipano alle attività del Parco del Sole, associazione di promozione sociale a favore dei bambini e delle Famiglie dell’Alberghieria, un quartiere del centro storico di Palermo, caratterizzato da alta dispersione scolastico e degrado socio-culturale.

Offrono concerti e danno lezioni di percussioni.

E tu conoscevi i Ben Kadì? 

Possono suonare a Matrimoni, concerti, performance, dare lezioni di ballo africano, trasformare qualsiasi evento in una grande meravigliosa vitale festa!

Contattami per momenti indimenticabili! 

Willy e la mia Guerra di Piero

Willy e la mia Guerra di Piero

Willy, nel giorno della sua buonanotte eterna

La mia Guerra di Piero è una Ninna Nanna a Willy.

Ieri sera, nel maestoso Atrio del Palazzo del Comune di Sciacca, la magia di De Andrè è tornata a rapirci.

Col capo coperto di cenere, ho indossato l’abito della festa e mi sono offerta al pubblico saccenze.

Lucina canta e racconta De Andrè, Sciacca, 7 settembre 2020

Nella mia rivisitazione “La guerra di Piero” è una ninna nanna. Inizio e fine sono aliti, soffi, carezze di conforto a tutti quei ragazzi assurdamente morti per l’assurdità della guerra o delle ingiustizie che affollano questa Terra.

Sono i soldati in trincea della Grande Guerra, sono ragazzini esattamente come Willy.

Ieri sera Piero era Willy. O Willy era Piero.

L’avevo addosso.

L’emozione, la commozione è stata tale che non sono riuscita a dire una parola. Le ho cercate per qualche istante, ma nulla, nodo alla gola e stop. Dovevo andare avanti.

Sentivo la platea.


La platea era gremita, seppur distanziata. Era con me ed era con Willy, a cantare con tutta l’anima questo sussurro di Ninna Nanna all’orecchio, questo conforto bislacco e materno. Questo saluto,
questa piccola, minuscola, consolante microscopica, buonanotte.

Buonanotte Willy.

Ci resta la luce dei tuoi occhi e la
brillantezza del tuo sorriso.

A noi il compito di raccontare la Luce dei tuoi occhi carichi di fiducia e speranza.

A noi il compito di cercare quell’alchimia che con Amore e Cultura addolcisce le pietre degli animi, trasformandole in animi umani.

Dormi sepolto in un campo di grano

Non e’ la rosa

Non è il tulipano.
Per te Willy,
mille
papaveri
rossi.

Ora ascolta, respira e dai la buonanotte a Willy


Puoi ascoltare qui la nostra Guerra di Piero e le carezze delle buonanotte.

Ascolta https://open.spotify.com/track/05n4NSn2SVBRJJmuqxaxUs?si=Nfqp0lM8S6y-kA3-6jIaiw

Hai sentito il soffio? Ti aspetto nei commenti.

Canto ed emozioni: la masterlass Voci Vicine a Castell’Umberto

Canto ed emozioni: la masterlass Voci Vicine a Castell’Umberto

Tutto in un giorno. Si, si è svolto tutto in un giorno!

A fine settembre 2018 ho tenuto a Castell’Umberto una masterclass Voci Vicine.
Nonostante l’eterogeneità dei partecipanti, siamo arrivati in fondo, ovvero al finissage, la performance finale che chiudeva anche la mostra di pittura di Ilaria Caputo, sorella dell’organizzatrice Lisa Caputo. Lisa è anche una scrittrice. Lascio  alle sue parole la sintesi di quella indimenticabile giornata.

TUTTO IN UN SOLO GIORNO

Era la prima volta che non partecipavo in prima persona alla Masterclass, dato che mi sono occupata della segreteria, e questa prospettiva diversa è stata davvero arricchente. Vedere lo sviluppo della classe dall’esterno mi ha permesso di apprezzare ancora di più il grande lavoro e la stupefacente bravura di Lucina nel creare e gestire i gruppi, anche quelli più eterogenei e complessi. Sentire nascere un’armonia di suoni dove prima c’era difformità, vedere come Lucina sa adattare e riadattare il suo approccio quando la situazione lo richiede, riconoscere la sua grande umanità e delicatezza nel trattare la parte emozionale della classe è stato bellissimo. Sentire le voci pian piano venir fuori, naturalmente e senza costrizioni, osservare come – in modo solo apparentemente “spontaneo”, perché in realtà dietro ci sono state settimane di concentrazione e duro lavoro, da parte di Lucina – la performance finale sembrava crearsi da sé, è stato per me un’esperienza profonda ed emozionante. Non da ultima, la performace finale. Lucina non solo è uno splendido animale da palcoscenico, capace di creare uno spettacolo di enorme suggestione lavorando con un gruppo per pochissimo tempo. Lucina ieri è riuscita a includere linguaggi e tradizioni diverse fra loro in uno spettacolo emozionante, è riuscita a far cantare e ballare praticamente tutti. Ci ha fatto viaggiare attraverso le suggestioni eteree del suo canto della Sirena per poi arrivare, a fine performance, a farci ballare sul ritmo di una sezione ritmica con tamburi africani in cui la bravura del percussionista (Oumar) andava di pari passo con quella di Lucina. Che non solo ha una voce straordinaria, è un’eccezionale maestra e una grande performer, ma ha anche la capacità gioiosa di fare spazio agli altri, di far, maieuticamente, esprimere le potenzialità altrui. Esperienza bellissima!

Lisa Caputo, Castell’Umberto, 2 settembre 2018

Lisa Caputo

De Andrè, Ferragosto e Donalegge.

De Andrè, Ferragosto e Donalegge.

Notte di ferragosto.
Madonie.
Frinire di grilli.

Il casale è un’antica masseria, la tenuta Don Ruggero. Ristrutturata dalla proprietaria Claudia Buccellato, con guizzi di genio contemporaneo rimasti fedeli all’immobilità del tempo. 2002 come 2020, trasuda di dedizione. La grande piscina mi aspetta fiera a strapiombo sulla vallata gialla.

Il rito di Ferragosto a Donalegge si reitera.
Generazioni di generazioni si ritrovano in chiacchiere amabili, raccolte da Polizzi, Petralia e Castellana. È la magia della condivisione che trasforma tutto in magia.

La padrona di casa è felice se cantiamo.

Canterò perché le voglio bene.
Canterò per onorare l’invito. Non è una cantatina postprandiale con la chitarrina a ripassare il canzoniere. Canterò perché amo riunire gli animi.

Le pietanze si avvicendano copiose. Sfincionello, ricottine, formaggio di capra, olive, patate arrostite, ogni genere di carne alla brace. È solo l’inizio.

Come una fiera mi aggiro per cercare il posto giusto.
Cerco “un posto che suoni”, che ci raccolga. Frattanto mi riscaldo, scaldo la voce con sibili, lip-roule, muti per gradi congiunti.

Fa caldo.

La richiesta e’ di esibirci fuori, che c’è pure il Covid.
La gente è riunita a gruppetti, distanziati ma a gruppetti.

Il banchetto è ricchissimo, manifesta elegante generosità.

Testo l’acustica, valuto le ipotesi di direzione del suono, spalle al muro del casale o la voce verso la valle? Temo che si disperda e noi con lei.

Fa caldo. Dentro ancora di più, ma l’acustica è perfetta.

Deciso.
Canteremo dentro.
Salirò sul gradino, così mi vedranno anche in fondo.

Il tavolo è grandissimo, 6 lastre di ferro naturale cerato, ciascuna misura forse un metro e sessanta. Il perimetro è un tripudio di prelibatezze siciliane.

La gente è allegra, adesso tutta intorno. L’imbarazzo della scelta. Siamo al dessert. Dolcetti di martorana, cedretti, cannolicchi, croccante di mandorla, mignon di ogni genere e tipo, gelo di mellone, che senti profumo di anguria e gelsomini.

Adesso è il momento.

Claudia invita gli ospiti a trattenersi dentro.

Mi concentro.
Raccolgo ogni briciolo di energia
e parto.

È un attimo il passaggio dalla convivialità del desinare alla sacralità dell’incontro nel Suono e nelle Emozioni.

Sincronizzo le anime e i cervelli.
Mani a tempo.
1 applauso
2 applausi
5 applausi
1000 applausi per i padroni di casa che lei ne è anche l’architetto designer.

Canto.

Mi appiglio a De Andrè: mi salverà dai detrattori, dai bambini ubriachi e irriverenti, dal cane che mi fa i controcanti. Boccadirosa, Marinella, la città vecchia senza censura, un assaggio corale del Pescatore, la richiesta della Ballata dell’amore cieco.

Intorno a me è tutto un canticchiare sommesso. Massimo è il mio pianoforte umano. La signora che fa il video bisbiglia a canone sul mio cantare. Non so chi sia. Mi fa una tenerezza assoluta.
Molti vorrebbero cantare.Tutti ci emozioniamo sotto le capriate bianche di un magnifico casale senza tempo.

Perché è cantando insieme che gli animi si ritrovano.

Lucina Lanzara

Lucina canta De Andrè a Donalegge
Lucina canta e racconta De Andrè al Teatro Golden, Palermo

Pubblicato da Lucina Lanzara su Martedì 22 agosto 2017
Khorakhanè a Villa Chiaretta

Avrei piacere di conoscere le tue impressioni.
Ti aspetto nei commenti qui sotto.

Lucina