Seleziona una pagina
COVID-19: positiva o negativa?

COVID-19: positiva o negativa?

Sabato 24 Ottobre
Cantando sotto la doccia

Sabato 24 Ottobre.
21° giorno di Quarantena per COVID-19.
Sono le 13.30. Suona il citofono. Rispondo col turbante in testa.
– Pronto.
– Signora! L’abbiamo chiamata 5 volte! 😠
– Mi spiace, stavo cantando sotto la doccia. È da ieri mattina che vi aspettiamo.  Mi scusi, avrei bisogno di chiederle una cortesia grandissima.
– Mi dica.
– Entrando in portineria, ci dovrebbe essere un pacco sul gradino della guardiola. Come sa, non possiamo scendere da casa. 😒 Sarebbe così gentile da portarcelo? 😬
– Certamente! 😃
– Grazie!! 😍

Protetta dalla tuta da astronauta

La vediamo uscire dall’ascensore e ci rassereniamo subito: l’attesa resiliente ci ha portato una dottoressina minuta, protetta dalla sua tuta da astronauta, con un paio di occhioni vivaci, nascosti dietro la visiera da saldatore.

Adesso sappiamo che la sua mano sarà delicata, il prossimo tampone tornerà ad essere un’ALABARDA FELPATA.

Domenica 25 Ottobre
L’attesa dell’esito

22° giorno di Quarantena.
Attendiamo l’esito del tampone di Teresa.

Ore 9, ore 10, ore 11. Tutto tace.

Ne approfitto per correggere l’ultima bozza del libro IL TUO CANTO LIBERA – GUIDA PRATICA ALLA VOCALITÀ. L’appendice è dedicata agli esercizi: come ci si prepara a un concerto. Devo solo inserire gli spartiti. 

Tutto continua a tacere, del resto il 7° giorno è il giorno del riposo. Prima o poi sapremo qualcosa.

I teatri sono
tra i luoghi più sani.

Nessun contagiato
in questi mesi.
Sanificati, distanziati.

Ore 11.30.
Raffica di notifiche su WhatsApp.
Che sta succedendo?

Il clima di attesa resiliente viene devastato dall’uscita del DPCM: chiusura di teatri, sale da concerto, ristoranti, locali, scuole di danza.

Mi ronza per la testa una parola scottante: coprifuoco. Coprifuoco?!

Avete messo il plexiglass?

Avete sanificato?

Avete distanziato?

Bene.

Adesso CHIUDETE

Non si muore
solo di Covid.

Ho vissuto questi 23 giorni di Quarantena sentendo addosso l’angoscia di chi era nelle mie condizioni, ma da solo, senza assistenza, senza cure, senza lavoro, con la sensazione di essere sequestrato e  abbandonato.

Domenica finisce e del tampone di Teresa nessuna notizia.

 Lunedì 26 Ottobre
Il tampone di Teresa è?

Arriva la telefonata dell’USCA. Sono sempre accurati e gentilissimi. “Buongiorno,  abbiamo l’esito del tampone di Teresa. Ehm, no, aspetti… Ah! Forse… ecco, un attimo….. Non lo trovavo, eccolo, li stanno portando adesso.

L’esito del tampone di Teresa è… negativo.”
Yuppie!!! Potrà tornare a scuola!! Ah. No. Adesso sono tutti in DAD.
Teresa da Marzo non è più andata a scuola. Mal comune, mezzo gaudio.

SONO UNA LONG COVID

Io sono considerata una LONG COVID, perchè ancora positiva al 15° giorno dalla conclamazione della mia positività. La solita inguaribile ottimista. 😃 

La nuova normativa prevede che, DOPO 21 GIORNI,  la carica virale sia bassissima e non più contagiosa. 

In confidenza, non lo dire a nessuno, ti mostro il mio certifcato di liberazione.

Certificato di
fine isolamento obbligatorio

Valorizzare i gesti quotidiani

È il momento di valorizzare i gesti semplici della quotidianità: stasera potrò andare a gettare la spazzatura. Che emozione!

Invece che l’aperitivo, vado a farmi un bel sierologico!


Vado a fare il sierologico. Voglio sapere quale sia effettivamente la mia situazione. Devo vestirmi di sana pianta. Devo ANCHE indossare le scarpe. E che scarpe mi metto? L’ultima volta che ho indossato scarpe chiuse è stato 6 mesi fa!

Sono emozionata, non esco di casa da 25 giorni. Mi sento incerta sulle gambe. Il cuore mi batte, per fortuna! Tutto mi sembra bello e luminoso.

Al Laboratorio

All’ingresso del laboratorio di analisi un pò di persone attendono ordinatamente fuori. Si parla, ciascuno racconta la propria esperienza.  È essenziale sentirsi parte di un tutto. 

Due parole di CONFRONTO, diventano due parole di CONFORTO.

È il mio turno. 

Il medico ha una mano di fata. Non sento che un pizzichino.

Mi racconta che su 500 tamponi effettuati da giovedì scorso, 12 sono risultati positivi, molti bambini e ragazzini. La maggior parte asintomatici.

Significa decine e decine di persone messe in ISOLAMENTO FIDUCIARIO.
Significa bambini e ragazzini senza contatti sociali per almeno 15 giorni.
Significa genitori che non possono lavorare.
Significa persone disabili SENZA ASSISTENZA!
Significa che qualcosa in questo meccanismo non sta funzionando.

Spero tanto che le cose cambino e che RESTIAMO UMANI!


 

🏠

Perché
impedire
ai malati di COVID-19
di essere curati
presso il proprio domicilio? 

MARTEDI 27 Ottobre
L’esito del mio sierologico?

Trascorro la giornata in attesa dell’esito famigerato. Sarà positivo o negativo?
Il mio sierologico dice che sono NEGATIVA! Tutto negativo?!  

Non mi resta che farci una bella risata! Sto preparando un vademecum per affrontare il Covid-19. E riderci su è la prima cosa da fare!

Uno Mattina, OGGI, le Radio

UnoMattina in Famiglia ci ha invitate a raccontare la nostra storia.

Il settimanale Oggi ci ha dedicato una pagina.
Tante interviste, Radio Uno per MediterRadio, Radio IN, Radio Time.

Almeno per ora, l’incubo è finito!

GRAZIE PER AVER TREPIDATO CON NOI!

è tempo
di pubblicare
il libro.

Sai, sta andando in stampa!
Clicca sul pulsante blu.
Iscriviti alla mia newsletter e seguimi!

Sono positiva al Covid-19 e alla vita.

Sono positiva al Covid-19 e alla vita.

Sono positiva. Sono sempre stata una persona positiva. Sono un’inguaribile ottimista. Ma questa volta sono positiva al COVID-19.
Ecco la mia storia.

30 Settembre 2020

Il 30 settembre comincio ad accusare dolori influenzali. È la giornata per la salvaguardia del Creato. Mi reco in Cattedrale, dirigerò il coro formato dalle rappresentanti delle diverse chiese di Palermo per la Preghiera Ecumenica. Muniti di mascherina e distanziati, è un momento di altissima meditazione e spiritualità. Mi sento male, ma sono felice di esserci.

Tornata a casa, misuro la febbre: 37 e 4. Di notte mi sveglio diverse volte per episodi di dispnea, che gestisco mantenendo la calma e con una serie di esercizi di respirazione. 

1 Ottobre 2020

 

La febbre è salita a 37 e 8. Sono molto affaticata, ho un mal di testa fortissimo. Mi insospettisco. Telefono per prenotare un tampone. Viene fissato per domani, in assenza di febbre.

2 Ottobre 2020

 

La temperatura è scesa. Monto sul mio Ciao. Mi faccio forza e coraggio. Il cielo è terso. Vado a fare il tampone.

Mi si presenta un astronauta, armato alabarda felpata. Gentilissimo e delicato, lo ringrazio, gli dedico questa poesia, che arriva da sola.

Se fossi positiva, la chiamata arriverà in giornata.

L’esito del tampone.

 

Arriva la chiamata. “Signora mi spiace molto, devo comunicarle che l’esito del tampone è positivo al Covid-19”.
Silenzio.
“Signora? Signora?” 

Silenzio.
“Signora?”
“Si, ci sono”. 
“Signora, mi dispiace averle dato questa notizia. Da questo momento lei è in quarantena e i suoi congiunti in isolamento volontario per 15 giorni.  Inoltreremo la segnalazione in direttissima al Centro Epidemiologico e alle Forze dell’Ordine. In un paio di giorni verrà l’Azienda Sanitaria Locale a fare il tampone a tutti familiari. Mi dispiace signora. ” “La ringrazio, è stato molto cortese”. Arrivederci.”  Sensazione di scioglimento.

Isolamento e quarantena

Da questo momento io sono in quarantena e i miei congiunti in isolamento volontario.
Non potremo muoverci da casa per 15 giorni. Io dovrò chiudermi in quarantena in una stanza e loro dovranno stare in isolamento nelle altre stanze.
Bagni separati.
Pasti separati.

Una raffica di chunk mi passa davanti.

Sento lo stridore sulle rotaie.  È assordante. Ero un treno in corsa. Cosa dobbiamo fermare?   Chi devo informare? A chi sono stata vicino?  Cosa devo sospendere? Cosa devo rimandare?

Informo il mio medico curante. Informo tutte le persone che ho incontrato negli ultimi 10 giorni. Due giorni di telefonate ininterrotte. Senza fiato.

Non potremo incontrare nessuno, nemmeno i medici. 

Il medico curante fa le segnalazioni di rito. Non potremo incontrare nessuno, nemmeno i medici.

Per diversi giorni non riceviamo alcuna comunicazione, nè riusciamo a metterci in contatto.  Tutte le linee sono occupate o irraggiungibili. Sembra che l’USCA sia in esplosione.

Mia sorella Vivi, medico,  mi controlla a vista, cioè  a distanza.

 

I sintomi

Il sintomo più preoccupante sono gli episodi notturni di dispnea. Mi sveglio di notte più volte, come affamata d’aria, come se nel deserto vedessi un grande bicchiere d’acqua, che già vederlo mi da sollievo. Lo sollevo, cerco di bere, ma è vuoto. Resto affamata. Resto assetata d’aria. I polmoni non si distendono. Li metto alla prova con mille esecizi. Non mi do per vinta. Non può vincere lui. Penso alle persone ansiose, alle persone anziane, che prova dura. 

Mi do aiuto

Mi do aiuto in mille i modi.
Medito.
Disinfetto tutto quello che tocco con questa soluzione al 70/30 di Alcool, e poi non fa nemmeno cattivo odore.

Cioè, mi sembrava che non ne facesse!
Qualche giorno fa ho scoperto che invece lo fa, eccome! Anosmia.

Mi rilasso sul tappetino da fachiro.
Mi do Reiky.
Prego, studio, cerco di tenere a bada la mia mente che galoppa più che mai.

La Terapia

Il mio medico curante prescrive terapia come da protocollo.
Antibiotico Zitromax per 3 gg.
Bentelam cortisone  da 1 mg, due vv die per 5 gg.

Malditesta impressionante

Dovrei riposare un pò di più. Quando esagero mi assale un malditesta impressionante. Ma sento dentro un’energia irrefrenabile.

Cosa devo fermare

Ho dovuto fermare i corsi che stavano partendo, i Drum Circle coi Ben Kadì, quelli coi bimbi del Parco del Sole, i laboratori all’IPM il carcere minorile Malaspina. Potrò dedicarmi al libro, al videocorso di canto, alla Zoom di percussioni con Ismaila Mbaye.

Forza Lucina, tu sei positiva!

Teresa ha il COVID-19?

 

Nel giro di pochi giorni in mia figlia si manifestano febbre e tipici sintomi influenzali.  Avrà anche lei il COVID-19?

Teresa continua a essere servizievole e collaborativa, mi riempie di attenzioni a distanza e manicaretti. Teresa non va a scuola da Marzo. Nonostante sia verde in viso, continua a seguire in DAD. Idem mio figlio. Certo non era questo l’inizio sognato per i primi giorni di Università.

Sequestrati

Mio marito annulla i viaggi di lavoro in attesa di essere liberato. Questa è la sensazione: essere sequestrati. Comunque sia, non sappiamo se Teresa abbia il Covid-19. Non sappiamo come comportarci. Non sappiamo come curarla.

Trovo conforto nel gruppo Facebook Covid Covid19 Gruppo Pazienti Italia che ringrazio, in particolare la dottoressa Marasco.

Nessuno ci ha visitato, nè ci visiterà.

Finalmente l’USCA ci contatta.

Finalmente l’USCA ci contatta. Dettagliata e molto cortese anamnesi telefonica da parte di un medico. 
Bene. Verranno il 16 ottobre a fare il tampone a tutti. Il 16 ottobre? Alla fine della Quarantena? E Teresa, come dovrebbe comportarsi? Quale bagno dovrà usare? Quello della mamma appestata o l’altro? Come dovremo gestire gli spazi e soprattutto le relazioni? 
Parole d’ordine:
SEPARAZIONE.
DISTANZIAMENTO.
SOLITUDINE.

16 ottobre 2020

 

Riceviamo alle 11 la telefonata dall’USCA: “stiamo venendo a fare i tamponi a tutti e quattro”.
Evviva, finalmente.

Attendiamo pazienti e resilienti.
Le 12.00, le 13.00, le 14.00.
Le 15.00.
Le 18.00.
Le 21.00, dai, verranno! Alessandra mi ha detto che ci sono andati tardissimo.
Arriveranno, no?
Le 22.00. Vabbè. Non sono venuti.

17 Ottobre, il compleanno di Tereselle

Il compleanno di Teresa. Festeggiamo come di consueto all’alba del mattino.

Attendiamo resilienti che l’USCA venga a casa. Ci sentiamo un pò bloccati. Vorrei farmi lo shampo, ma non posso farmi trovare sotto la doccia. Arriverà, no? Le 9, le 11, le 13. Ora di pranzo. Ancora niente.
Le 15: citofono!

Ecco,  finalmente alle tre del pomeriggio arriva, bardato fino al midollo, un medico per effettuare il tampone a tutti e quattro.

È visibilmente in affanno, finiscono tardissimo tutti i giorni.

Ci invita al distanziamento.
Non possiamo assistere.

Qualche colpo di tosse annuncia che il tampone è stato effettuato.

Turno di Teresa: “non può farlo prima mamma?”.

Questa volta l’alabarda  non è molto felpata, somiglia più a una spada acuminata.

Adesso attenderemo l’esito.

L’esito del secondo tampone.

 

Contrariamente alle nostre aspettative, sia Teresa che io siamo ancora positive. Mio marito e mio figlio negativi. Quindi chiusi in casa 18 giorni insieme, distanziati e coi dovuti accorgimenti, loro sono rimasti illesi.

A 21 giorni faranno un altro tampone a Teresa. La procedura prevede che, se anche fosse positivo, ci liberebbero comunque, perchè si ritiene che la carica virale sia ormai molto bassa e non più considerata contagiosa. Finchè non vedrò il certificato di liberazione, non ci crederò!

Il covid-19 è una malattia relazionale

 

 

Ho vissuto il COVID-19 nella forza e nel dolore di mia figlia Teresa.

Non potersi abbracciare, non potersi baciare, mantenere la distanza. Non vedere amici e compagni. Non potere uscire da casa. Non sapere cosa ci aspetta, attendere, attendere, attendere, resilienti.

Ho sentito sulla mia pelle la disperazione delle persone ricoverate senza il conforto della vicinanza della propria famiglia.

Viviamo in un  clima di terrore.
Si muore d’altro.
Si muore di incertezza.
Si muore per la mancanza di conforto.
Si muore per la mancanza di vicinanza.
Si muore per il terrore dell’abbandono.
SI muore di solitudine.
Si muore di fame.
Si muore per il terrore del futuro incerto.

Oggi l’incertezza è diventata la norma.
È diventato impossibile programmare eventi e attività che già prima non godevano di certezza.

Il COVID-19 si contrasta affrontandolo con serenità, indossando le mascherine, mantendendo ove necessario il distanziamento. 

Il COVID-19 si contrasta seguendo le regole e tenendo alte le risorse immunitarie, facendo belle passeggiate, guardando il mare, godendoci gli affetti.

Il COVID-19 si contrasta mantenendo alto l’umore, facendoci coraggio a vicenda e non chiudendo tutte le attività dall’oggi al domani, uccidendoci in altro modo.

In tutta questa assurda Quarantena, la follia assoluta è che non sappiamo nemmeno se ho avuto la polmonite interstiziale.  Non sono MAI STATA VISITATA.

So che rimarrò deboluccia per un pò,
perchè comunque
io sono positiva!

Positiva, di nome, di fatto e di Covid-19!

 

Il tampone covid-19 è un’alabarda spaziale!

Il tampone covid-19 è un’alabarda spaziale!

Avevo tanto sentito parlare del famoso Tampone rino-faringeo, fin quando ho potuto raccontare la mia esperienza. Completamente diversa da quanto immaginassi, ecco come è andata. 💪🏾 Clicca sul PLAYER del video. Ti aspetto sotto nei commenti. 😃

Il tampone è un’alabarda spaziale

Felpato
guardingo e placido
munito di ogni attenzione 
silenzioso, si insinua.

La tuta è bianca. 
Bianco il casco. 
Bianche le bisacce.
Bianca la bombola e 
bianco è l’ancoraggio. 

Fluttua armato di un lungo arpione felpato. 
È un’alabarda spaziale.

Dopo una prima strettoia
si trova dinnanzi la calotta Lunare.
Bianca.
E rovesciata. 

L’alabarda è felpata.
Lunga e precisa.

Lo spazio è tanto, 
ma tanto 
ma tanto più grande di quanto avesse mai immaginato. 

Regna un Silenzio sovrano.
Minuscolo
volteggia armato della sua scopa alata. 

Sfiora di qua
rotea di là.
Scovola di qua
poi di là.
Nessuna gravità. 
Sembra una danza gentile. 

Rimbalza leggero. 
Umidi raccoglie i reperti.
Ritorno alla Base. 
Lentissimo scivola.
Un attimo incespica.
Tunnel. Stretto. Buio. 
Silenzio. 
Luce fortissima. 
Già intinta nei piccoli approdi
l’alabarda è adesso più pesante
prosegue il percorso a ritroso. 
Gentile e leggiadra
picchetta di qua, 
picchetta di là. 
Rotea danzando il Silenzio. 
Il rituale si compie. 
Verso casa. 
Ritorno alla base. 
Tunnel all’indietro.
Stretto. 
Buio. 
Lentissimo scivola indietro. 
Silenzio. 

Adesso è il tempo dell’attesa,
l’attesa dell’esito.
TIC
TAC
TIC
TAC
Covid si?
Covid no?

I minuti sono anni.
Speriamo nel Silenzio.

Grazie gentile Astronauta
armato di Alabarda Felpata.

A te è capitato?
che impressione hai avuto?
ti aspetto nei commenti

Il tuo canto libera. Il laboratorio Canto ed emozioni a Casa delle Fate

Il tuo canto libera. Il laboratorio Canto ed emozioni a Casa delle Fate

Il laboratorio canto ed emozioni dal titolo “il tuo canto libera” si è tenuto a Scicli dal 18 al 20 settembre 2020. Si tratta di una Masterclass “Voci Vicine”, con performance finale, aperta a chiunque ami cantare, professionisti o amatori del canto. Ti racconto come è andata.

La carezza di un salice piangente accoglie il nostro arrivo a Casa delle Fate.

La carezza di un salice piangente accoglie il nostro arrivo a Casa delle Fate.

Carubbi maestosi, profumo di gelsominini, Ulivi centenari. Nespoli, Agavi, spezie d’ogni tipo. La Natura in festa è il primo regalo. 

Ciascuno ha portato qualcosa da condividere, miglio, lenticchie, patatine giganti, anche una cassa di rosso, che a brindare si scaldano gli animi.

Siamo divisi tra Casa delle Fate e Borgo delle Stelle. Già i nomi ci proiettano in un altrove fatto di folletti e giunchi incantati. Ci sorprende il laboratorio di telai e lane filate a mano, che coll’arcolaio Aurora ci si addormentò. I racconti di Patrizia sanno d’incenso e tradizioni. Siamo bambine stupite e grate.

Da chi è composto il gruppo?

Il gruppo è composto da cantanti avvezze e principianti, chi non ha mai cantato in pubblico e chi crede di essere stonato. Alle emozioni affido l’incontro e  la conoscenza reciproca. Distanziati e in sicurezza, lavoriamo all’aperto. Niente abbracci, se non virtuali. Nulla dice più del corpo in movimento. Al non verbale è affidata la conoscenza reciproca. Un responsorio corale di nome e cognome ci proclama,  ci identifica, ci definisce nel tempo. Eccomi, sono qui, ci sono. Mi vedete? Ti vediamo. Mi percepite? Ti percepiamo.  Sapete chi sono. Ciascuno inizia a esistere nel gruppo.

 

La girandola inizia.

Mi sento una tarantola.
Danzo sulla trama tessuta per mesi, cucendo fili invisibili e invischianti, ballo una pizzica di lode e gratitudine.

Battiti

Battiti. Battito del cuore. Battito di mani. Ritmo che diverte. Ritmo che unisce. Ritmo che sincronizza i nostri cervelli, crea alleanze, consolida il gruppo. 


Adesso cenni di teoria e tecnica vocale. Ritmo e melodia come elementi essenziali della della musica. 

La Rivoluzione acustica, il  432.

Meditazione creativa: ci trasforma in vento, poi in foglie, poi in petali. 

Spirali come Nautilus disegnano nell’aria percorsi di leggerezza. Posso sentirli tutti. Tanta profondità, tanta bellezza.

Bellezza sarà la parola d’ordine. So di avere di fronte “eroi” pronti a battersi per la propria evoluzione.

La responsabilità è grande. Scotta.

Mi sono sentita sabbia.
Mi sono sentita vento.
Ero una foglia di carrubbo.
Poi petali di gelsomino arabo dorati.

Loredana

Respiro. Rilassamento. Risonanza.

Oggi è il giorno delle 3 R: Respiro. Rilassamento. Risonanza. Teoria, pratica, teoria, pratica. Esercizi di riscaldamento, sbadigli consapevoli, sirena, lip roll, apparato fonatorio, bocca, lingua, palato duro e palato molle, esplorazione della bocca.

Partiamo dalle arcate dentali: pulizie di stagione! Ridiamo. Ridiamo a tempo. 1 risata. 2 risate. 4 risate. 8 risate. Ridiamo a crepapelle.

 

L’ombelico è il mio migliore amico.
Abbiamo chiaro il motore del canto.
Cantiamo.
Abbozziamo i primi brani per domani sera.
Siamo treni in corsa.
Ci sentiamo forti.

Cosa canteremo per la performance?

Cosa canteremo per la performance? Un gruppo così eterogeneo cosa potrà offrire?  We shall over come perchè ce la possiamo fare! Amazing Grace perchè la lode sia eterna. La Casetta in Canadà perchè Casa delle Fate è un luogo fuori dal mondo. La campana tibetana ci farà risuonare alle frequenze della Terra, ci faremo una voce sola.

Siamo connessi. Spazio alle improvvisazioni libere. Mai una stonatura. Polifonie. Ancora bellezza.

Introduzione al concetto di quarta parete e tecnica di interpretazione.

Si lavora su chi abbia a memoria il testo.
Olga ci strega con Cu’ ti lu dissi, Noemi ci schianta con Mad Word (ma dove avevi conservato quella voce?) e Alessandra scioglie lo scioglibile col dono incantato della sua voce: è una straziante dolcissima LLorona.

Ogni esibizione ci toglie il fiato. Assistiamo esterrefatti: cocci di vita si materializzano.

Rigagnoli di lacrime agiscono indisturbati. 
Lasciamo che ci irrorino.

Torniamo alla teoria. Come ci si prepara a un concerto. Il camerino interiore. Vocalizzi. L’euforia sale. Il filo è sottilissimo.

Devo tenere a bada gli entusiasmi: rischiamo di disperdere la concentrazione. Andiamo sul Luogo. Prendiamo posto. Proviamo le posizioni. Proviamo e riproviamo i movimenti di scena. Il cerchio ci rassicura. Prende forma. Prendiamo forma. Mezz’ora di pausa. Vi aspetto in salotto. Meditazione e vocalizzi. Riepilogo della scaletta. Respiriamo. Siamo pronti. Andiamo.

La notte della performance in bianco.

Daniele ha acceso ceri e candele, sparso oli essenziali.

La performance nel giardino di Casa delle Fate è un rito propiziatorio, un Inno alla Vita.

Uno dietro l’altro si snocciolano i numeri che abbiamo preparato.

Prendo il tamburo.
Swap.
Non suona più!
Sordo completo. L’umidità ha ammollato la pelle. Riformulo al volo la scaletta. 

Respiriamo, improvvisiamo, cantiamo. 
Siamo felici. Sono felici gli avventori. 

Candele illuminano la notte e ci rassicurano.

Il buio protegge le nostre reticenze, scherma gli errori.

Gli errori sono compagni di viaggio, ci dicono “bravi! Ci state provando!”.

Chiedo una parola ciascuno.

Armonia
Autenticità
Tranquillità
Meraviglia
Connessione
Risonanza
Interiorità
Sensibilità
Pausa
Respiro
Rivoluzione
Vivacità
Emozioni
La sintesi più appagante è l’espressione coniata da Loredana: CantANIMA.

La consegna degli attestati sancisce l’alleanza.
Tecnica Vocale, interpretazione, comportamento scenico e gestione delle emozioni.
Complimenti: sei una Voce Vicina!

Sei riuscita a farmi arrivare dentro l’origine della mia voce ed ho sperimentato un luogo non luogo mai conosciuto prima

Loredana

È stata un’esperienza emozionante, carica di umanità. Le diversità di ognuno di noi sono la componente che arricchisce le nostre menti ed il nostro animo. La guida generosa di Lucina riesce a tirar fuori sempre le sensibilità dei partecipanti.

Leonardo

Lucina è come “i tubi dell’acqua” conduce e amplifica le emozioni, i suoni e la musica che l’attraversa, inoltre con determinazione ma anche dolcezza guida un gruppo di estranei, a volte anche stonati, a sentirsi in breve tempo in armonia con sé stessi e gli altri. Stupefacente!! Io mi sono divertita moltissimo oltre che arricchita di nuove nozioni musicali. Grazie

Olga

Aria fatata…

Bebè

Emozionalmente un’esperienza grandiosa, ho conosciuto delle gran belle persone!

Rita

La classe è una grande esperienza emozionale dove si scopre la possibilità di entrare in armonia sia con le voci che con gli animi dei partecipanti, in modo così naturale da restarne molto sorpresi. Occasioni come queste infatti fanno comprendere quanto la società di oggi punti sull’individualismo e la separazione creando conflitti che alterano la vera natura degli uomini ovvero lo spirito di condivisione e il sostegno reciproco. Grazie a queste iniziative è però possibile ritrovare dentro di noi questo spirito ed acquisire un diverso sguardo sulla vita di ogni giorno..

Alessandra

Empatia! Gratitudine a te e al gruppo! Esperienza fantastica!

Franca

Domenica mattina si tirano le somme. Il rito della foglia resta un segreto condiviso coi partecipanti. Ancora una volta, l’incontro autentico con altre persone mi rivela le meraviglie dell’essere umano. La classe termina e io sono ancora più felice. E grata.

Il privilegio della fionda è raccogliere il volo di chi a te si affida.

Lucina Lanzara

Un esercizio… ridicolo!.

Qui sotto ho estrapolato, dalla serata in bianco al Giardino di Casa delle Fate, un esercizio che trovo utilissimo per la tecnica vocale: l’ANCORAGGIO del canto! Ridicolo proprio! E incredibili sono i benefici!
Provi con noi?!

Durata: 3 minuti.

Ti ringrazio per aver letto fin qui e aver trepidato un pò con noi! È stato così? hai trepidato con noi?

Hai sentito grilli o cicale?
Hai riso? Hai sentito sussultare la tua pancia?

Ti va di lasciarmi una parola qui sotto? Un commento? Un’impressione?

Ancora grazie per la tua attenzione e per il tuo tempo.
Ti aspetto.

Cosa canteremo a Casa delle Fate?

Cosa canteremo a Casa delle Fate?

Parliamo di cosa canteremo a Casa delle Fate.
Canteremo tutti i brani corali che ho scelto. Tutti lavoreremo.
C’è poi la possibilità di lavorare a dei brani singolarmente.
Sabato sera avremo la performance nel Giardino di casa delle Fate.
Una parte sarà dedicata all’improvvisazione a tema. Ci saranno brani corali e brani da solista. Canteranno da solisti in pubblico coloro che siano in condizione di farlo. Tutti cantaremo i brani corali.

Brani corali

Tra venerdì e sabato vorrei lavorare su alcuni pezzi super noti, come Amazing Grace, We shall over come, il ritornello de La Casetta in Canadà

Li armonizzeremo a 2 o 3 voci e lavoreremo sull’interpretazione. Li conosci, no? Non preoccuparti di nulla. Ci lavoreremo insieme. Se avessi idee, condividiamole.

La Jhorona

Vorrei lavorare pure su La Jhorona, un brano tradizionale messicano, reso celebre da Chavela Vargas, dal film Frida e dal film della PIXAR “Coco”. Lo conosci? Tra di noi ci sarà Alessandra che la canta magnificamente. Sono curiosa di vedere cosa ne uscirà! Questa è la versione del film.

Cosa canterai tu?

Per la performance serale qualcuno, chi potrà, si esibirà da solista. Valuteremo la fattibilità. In ogni caso durante il laboratorio c’è la possibilità di lavorare su un brano.

Pensa a un brano che ami.
Tu, su cosa vorresti cantare? Tu, su che brano vorresti lavorare durante il laboratorio?

È possibile lavorare tutti insieme ai brani corali, senza lavorare su un solista.
Adesso tocca a te!

Annota qui sotto cosa desideri cantare. Ricorda di portare due copie del testo.
Devi conoscere il brano bene a memoria per poterci lavorare.

Vorrei lavorare su……